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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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I giovani leoni

Magari “giovaninon più di tanto.
Magari neppure veri “leoni”.
Ma ci voleva qualcuno che rispondesse a tono ai Montezemolo ed ai Della Valle.
Qualcuno che ricordasse loro che imprenditore è colui che rischia in proprio, che costruisce un’azienda, che crea ricchezza, non chi”consuma ricchezza” prodotta da altri o dai suoi genitori.
Molti industriali italiani ricordano tanto i Buddenbrook, man mano che ci si allontana dal capostipite, il carattere, l’ingegno che avevano consentito la creazione di un’industria, si affievoliscono, fino ad arrivare alle ultime (in tutti i sensi) generazioni, le generazioni dei Romoli Augustoli.
E così queste generazioni le vediamo puntellate dai manager che, come gli antichi generali estranei a Roma, riescono a ritardare l’inevitabile caduta, ma che non hanno la stoffa da Imperatore (e il più delle volte neppure quella degli antichi Generali).
E non mi sembra casuale che gli “imprenditori da prima repubblica”, siano tutti o quasi sostenitori dell’area di sinistra, piattendo o in attesa di una qualche elargizione pubblica, una rottamazione, una cassa integrazione o, magari, l’assunzione nella pubblica amministrazione di qualche migliaio di operai e impiegati delle loro aziende.
Allora ben vengano i “giovani leoni” che non hanno paura a ribattere a tono alle critiche dei De Benedetti, dei Montezemolo e dei Della Valle.
Vengano e mostrino che esiste ancora una imprenditoria aggressiva e di successo in Italia.
Vengano e sfilino dalle deboli mani di chi guarda troppo agli aiuti statali, aziende che hanno fatto la storia economica d’Italia e che ora rischiano di chiudere per mancanza di genio imprenditoriale.
Il capitalismo Italiano ha bisogno di rinnovarsi e ritrovarsi.
Il vecchio sinedrio, che si è aggrappato a Montezemolo e guarda con speranza alla sinistra statalista e assistenzialista, mettendo a sua disposizione i propri organi di stampa, è corresponsabile di scelte di comodo (suo) e non è un caso che parli lo stesso linguaggio dei Prodi e dei Ciampi.
Da rottamare c’è il vecchio sinedrio dell’imprenditoria Italiana, per lasciare spazio a che ha voglia, capacità e coraggio per fare l’imprenditore rischiando in proprio e non con la rete di protezione che compiacenti amici pubblici, stendono con i soldi di tutti.
La Thatcher sosteneva che solo con tanti fallimenti si rigenera il mercato, perché aprono spazi a nuovi imprenditori, con idee nuove e innovatovi che vanno a vantaggio di tutti e tolgono dal mercato aziende che sono solo un costo per la comunità.
M.F.
:: posted by Massimo @ 06:22


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