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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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Politica & Economia

A parte Massimo, e pochi altri, che, mi pare, leggono in chiave politica gli eventi che ci vedono TUTTI a rischio di esplodere/implodere sotto i colpi del terrorismo e dell'accoglienza indiscriminata ad ogni individuo dotato di apparato respiratorio, noto che gl'ingegni de Il Castello danno buona prova di se' solo quando l'argomento e' l'economia. E' fuori discussione che e' l'occidente intero sotto attacco; e non di solo attacco militare si tratta, ma di una strategia d'invasione pianificata da almeno 40 anni; una vera e propria colonizzazione di cui il terrorismo costituisce solo una minima risorsa strategica; mi pare che questo non sia ben chiaro e vada sottolineato. Tra i programmi visibili sul web redatti dall'entita' islamista globale, ben prima del 11/9/2001 ve n'era uno che dettagliatamente parlava di una strategia volta ad instaurare una teocrazia islamica in Europa, che ne delinieva i passaggi, e che prevedeva in un tempo piu' o meno lungo l'abbattimento dell'assetto degli stati nazionali occidentali post Westfalia. Ebbene: cio' e' quello che e' sotto i nostri occhi, ammesso che vogliamo vederlo. Perfino nel libro di B. Vespa, che e' sufficientemente popolare, se ne parla, ma quando gli eventi si manifestano si legge sempre di beduini invasati e di belve assetate di sangue. Va sottolineato come l'Inghilterra che e' stata recentemente colpita, sia la centrale dell'ideologia islamista europea; quella che attraverso i fratelli Ramadan, Qaradawi ecc.. si arroga di decidere se in Europa dovra instaurarsi un Islam "classico" o l'Euro-Islam; sulla nostra testa ovviamente. In Inghilterra esiste da anni un Islamic Parliement che sindaca sull'obbedienza dei cittadini inglesi di religione islamica alle leggi dello Stato. Il 2% della popolazione musulmana inglese, non e' paragonabile alle percentuali molto piu' elevate presenti in altri stati europei, ma si tratta di un caso particolare, in quanto nella migliore democrazia parlamentare europea si richiedeva un'immigrazione d'elite. A questo proposito vale la pena di ricordare che l'attuale assetto politico mediorientale fu determinato da Inghilterra, Francia e Unione Sovietica: nell'ordine. Che in Europa il giochicchiare con le "culture" altre ha provocato l'Asse Euro-Arabo cosi' ben delineato dagli studi di Bat Ye 'or www.dhimmi.org , che i piu' conoscono solo per la citazione che Oriana Fallaci ne fa in "La Forza della Ragione". La UE e' dunque la concretizzazione di questa strategia e l'Inghilterra e' la zona franca nella quale essa viene elaborata. Va sottolineato che la UE alla sua fondazione era costituita interamente da stati socialisti, cio' che fece dire nel 2000 a W. Bukovskyi (famoso dissidente sovietico) che ci trovavamo in presenza di una nuova Unione delle Repubbliche Socialiste. Alla luce di questi fatti, perche' di fatti si tratta e non di considerazioni personali, in Italia l'unica entita' politica che pare, seppur rozzamente agire in concreto contro lo status quo, e' la Lega Nord; nessun'altra organizzazione politica vuole mettere in relazione i fatti, soffermandosi su effimere ed inconcludenti considerazioni di carattere economico. Come ho gia' avuto modo di dire piu' volte, storicamente, sono le politiche che determinano le economie e non viceversa. Considerato il rischio di involuzione nel quale concretamente ci troviamo, vorrei citare un testimone "super partes" si tratta nientemeno che di A. Hitler. Ho tratto il seguente brano da: "Meine Leben" dello stesso dittatore nazista. Non si voglia vedere nello scritto una dichiarazione "nazista" in quanto la teoria qui esposta uniformava la maggior parte degli stati nazionali dell'epoca.

L'Economia non forgia gli stati

L'istinto della conservazione della specie e' la causa essenzialissima che conduce gli uomini a formare delle comunita'. In questo senso, lo stato e' un'organismo di popolo, e non un'organizzazione economica. Differenza questa assai grande, e che per cio' rimane incomprensibile ai cosiddetti uomini di stato del giorno d'oggi. Costoro credono infatti di poter costruire uno stato mediante l'economia mentre esso in realta' e' sempre il risultato del dispiegamento dei valori che giacciono sulla linea di una volonta' conservatrice della specie. E questi valori sono virtu' eroiche e non egoismi bottegai, giacche' la conservazione dell'esistenza di una specie presuppone la capacita' di sacrificio dei singoli...
Nella lotta per la conservazione saranno sopraffatti quei popoli i quali possiedono un minor numero di qualita' eroiche, e non hanno la capacita' di opporsi all'astuzia ipocrita di quegli altri scrocconi...
Il fatto poi che la forza intima di uno stato coincida rarissimamente con gli apogei economici, dimostra come le qualita' che servono a formare e a conservare uno stato non siano in relazione diretta con l'economia; anzi accade spesso che la prosperita' sia sulla soglia di una rapida decadenza. Ma se si dovesse attribuire la formazione di collettivita' umane a forze o a istinti economici, il massimo dispiegamento economico dovrebbe significare anche la massima potenza dello stato, e non gia' il contrario...
Mai uno stato fu fondato con pacifici mezzi economici, ma sempre mediante gl'istinti di conservazione della specie, siano questi sulla linea delle qualita' eroiche o dell'astuto calcolo politico...
E solo quando in un popolo o in uno stato l'economia sopravanza, in quanto tale, quegli istinti, essa diventa la causa della schiavitu' e della rovina.


Lo PseudoSauro
:: posted by Lo PseudoSauro @ 13:56


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