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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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United KingWorld

Ancora morti, ancora sangue. La strategia terroristica per il possesso dei paesi mediorientali dall’11 settembre in poi ha variato i suoi obbiettivi, passando da una lotta sul fronte interno ad un allargamento del fenomeno su scala internazionale. Il terrore, già in cantiere molti anni prima della data che segnò l’olocausto di New York, negli anni seguenti a tale storico evento esplose in tutta la sua violenza risvegliando dal torpore l’occidente ed il mondo che, esattamente come fece sessant’anni prima ignorando bonariamente il Terzo Reich, si accorse tardivamente del pericolo, trovandosi a combattere una difficile battaglia con armi inadeguate per sostenere efficacemente una guerra non convenzionale.

Questo occidente colpevole di non aver agito prima un pò per paura del proprio elettorato ed un pò per non increspare il sottile equilibrio dell’economia mondiale ora si vede a dover pagare un prezzo ben più alto, come avviene per un piccolo tumore lasciato libero di proliferare che espandendosi metastatizza l’intero corpo. La miopia dell’occidente e soprattutto dell’Europa su questioni che riguardano la guerra è infatti proverbiale. Dalla sciagurata dabbenaggine che permise ad Hitler di conquistare l’intero continente agli eventi pacifisto-canori degli anni ’70 contemporanei all’installazione in Unione Sovietica di rampe missilistiche, dalla realpolitik del cavarsi fuori sempre e comunque all’inutile ricorso al consiglio di sicurezza, organismo che non è in grado di assicurare nemmeno il pagamento delle bollette della luce, l’occidente ha accumulato una serie di errori a raffica difficilmente ripetibili anche da un non esperto di politica internazionale. Tra queste frequenti follie politico-sociali annoveriamo anche e specialmente i tentativi delle nazioni occidentali di strizzare l’occhio ai terroristi stessi, nella speranza di essere individualmente risparmiati da quelle frange che poi, unendosi, avrebbero colpito indistintamente nell’intero globo. In questo quadro è esemplare l’episodio di Sigonella, in cui un pessimo Craxi preferì inimicarsi l’alleato statunitense (che non poteva certo scaricargli l’arsenale addosso) piuttosto che una fazione terroristica; così come è esemplare l’episodio del demenziale asilo politico che alcuni esponenti della sinistra italiana concessero (senza che venisse tra l’altro richiesto) ad Ochalan, noto terrorista internazionale curdo, innescando un grave e lunghissimo incidente diplomatico tra Italia e Turchia.

Nel frattempo e silenziosamente l’internazionale del terrore arruolava accoliti, stringeva accordi e si organizzava, intrecciava rapporti con gli stati canaglia ed organizzava l’escalation della violenza nei nostri paesi. Il tutto sotto l’occhio ideologizzato di molti cittadini occidentali che per quieto vivere pensavano di contrastare il fenomeno ricorrendo ai raduni per la pace ed alle canzonette jovannottiane. L’unico stato che intuì il pericolo furono gli Stati Uniti, che tennero sempre alta la guardia, pronti a difendere l’occidente intero dai tentativi sovietici di annessione del mondo, pagandone un prezzo altissimo ma ricevendone in cambio desolanti e continue umiliazioni. Anche gli Stati Uniti, fieri difensori della libertà e della democrazia, però, dopo la caduta del muro sbagliarono strategia: essi non si accorsero che nelle guerre postsovietiche i carri armati ed i bombardieri, comunque necessari per sconfiggere governi canaglia che appoggiano e finanziano il terrore, non servono a molto nel caos che segue la caduta di un regime; quel limbico vuoto di potere che si determina tra la sconfitta di un tiranno e l’elezione di un governo democratico è proprio l’ambiente in cui i terroristi trovarono il loro humus ideale. Beninteso, la guerra a Saddam Hussein è stata giusta e sacrosanta in quanto ha levato di mezzo un dittatore feroce e guerrafondaio. D’altra parte però, l’inesperienza nei confronti di questo nuovo tipo di conflitto ha costretto l’esercito più potente del mondo a svolgere un improbo ed impossibile lavoro “tecnico” come la caccia all’uomo, alla quale era effettivamente impreparato non potendo in alcun modo contrastare il terrorismo “puro”, ovvero quello che piazza le bombe nelle nostre città così come in quelle irachene. Da queste considerazioni si rende così necessario un radicale e complementare aiuto alle forze militari, che dovrebbe prevedere un enorme rafforzamento e l’unione dei servizi segreti nazionali finora divisi perché comandati secondo logiche d’opportunistico interesse individuale. Sono queste forze “oscure” le più adatte a far fronte al terrorismo, perché muovendosi nell’ombra , forti di un addestramento completo e supertecnologico che il guerrigliero per quanto preparato non possiede, sono in grado giocare sporco secondo necessità e con grande efficacia al fine di combattere sullo stesso piano gli attentatori ed i loro stessi mandanti. Si potrebbero organizzare in tal senso controattentati, sabotaggi, uccisioni mirate all’interno delle organizzazioni e delazioni programmate, in modo da seminare discordia e diffidenza tra i terroristi stessi. Questo però richiederebbe una più alta professionalità, una tolleranza maggiore per lo sconfinamento da alcune regole d’ingaggio e l’unione dei servizi segreti di molte nazioni.

Lo stato delle cose, alla luce degli attentati di Londra, sta però radicalmente cambiando in tal senso. Londra, se la si guarda con occhio analitico, ha segnato finalmente la reazione dei paesi di tutto il mondo perché ha fatto capire che tutti quanti noi siamo esposti al pericolo a meno che non si accetti l’inaccettabile, ovvero il diktat dei terroristi islamici. Proprio in questa reazione è contenuto l’elemento di novità: nel caso in cui avvenisse un altro attentato, quanto della nostra civiltà potrà esserne turbata dipende da noi e solo da noi. Le deleghe agli USA, dopo il 7 Luglio 2005 non sono più ammesse perché tutti i cittadini sono chiamati ad aiutare i loro rispettivi governi nella lotta al terrorismo non nascondendosi dietro arrendevolezze inutili ma accettando di continuare la propria vita senza panico. I governi, d’altra parte sono chiamati all’emergenza dovendo decidere soluzioni forse impopolari ma efficaci e drastiche, che vadano dalla limitazione alla privacy alla immediata cacciata dei clandestini (l’accordo italo-franco-tedesco-ispanico è un buon passo avanti), dalla prevenzione del fenomeno per mezzo di embarghi ad interventi armati all’estero. Ma c’è di più: è nata finalmente la sdrammatizzazione del terrorismo. Nell’immediato passato i terroristi sono riusciti in un qualche modo a condizionarci: l’attentato di New York è stato devastante perché ci ha riportato drammaticamente alla dimensione reale del mondo: quello specifico attentato ha sconvolto l’economia, ha fatto a pezzi le nostre false certezze, ha acuito le nostre paure. Era d’altra parte inevitabile in quanto primo colpo alla nostra civiltà. I terroristi, abili analisti dell’opinione pubblica, se ne sono accorti tanto che hanno reiterato la strategia del terrore facendo leva su quell’opinione pubblica da sempre disposta a criticare e mai a proporre. Alcuni governi europei, però, dopo quella data, hanno pensato ad un episodio sporadico anche se epocale, ristretto agli Stati Uniti d’America ed ancora una volta hanno lasciato solo l’alleato americano. Poi la strage di Madrid che ha scosso la Spagna, mentre gli altri paesi si sono ancora una volta assopiti e ripiegati sulla loro infruttifera politica del dialogo. Per quanto riguarda la vicenda di Beslan, i paesi dormienti hanno ancora una volta pensato ad un conto aperto tra Russia e Cecenia che non li avrebbe riguardati, senza voler acquisire il fatto che il terrorismo internazionale non agisce in una sola area politica ma nel mondo globalizzato e che quest’episodio sottintende un’organizzazione ampia e ramificata. Poi Londra e le promesse dei terroristi mantenute. Ma stavolta l’atmosfera è cambiata: le borse hanno tenuto, i cittadini hanno reagito senza timore, l’occidente ed il mondo libero ha capito di DOVER combattere una guerra senza quartiere, a qualunque costo, prevedendo anche la perdita di vite umane. Esattamente il contrario di quanto era finora accaduto, con paesi in ordine sparso per trattare di fronte al terrorismo una pace fittizia sempre in precario equilibrio. Il mondo ha finalmente compreso che con il terrorismo non si tratta, che un cittadino londinese vale un cittadino di Roma o di New York e che finalmente le nazioni devono iniziare a parlare una lingua comune, di loro iniziativa, senza stupide e toilettanti risoluzioni ONU. Hanno finalmente compreso il messaggio che il terrore si combatte colpendo con gli eserciti i paesi canaglia ed il terrorismo con i servizi segreti, per mezzo dello spionaggio a tutto campo in una caccia ininterrotta. E’ di pochi giorni fa la proposta di un servizio segreto internazionale con tanto di ala operativa contro il crimine terroristico, avente capacità d’intervento per l’eliminazione delle organizzazioni e correlazioni con l’attività giudiziaria per la confisca di beni e per il controllo delle transazioni internazionali. Con questo atto finalmente l’occidente si unisce e rende omaggio alle vittime di ieri, oggi e domani, prendendo in mano il suo futuro. Questa sì che è una svolta epocale.

Welcome, United KingWorld.

DEFENDIT NUMERUS
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 16:32


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