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Da noi le fanciulle si fanno ricostruire il nasino, da loro l'imene.

Islam, gli espedienti del desiderio


Orfi è la versioneegiziana del «matrimonio temporaneo», un concetto ideato - e unapratica diffusa - solo nell'Islam e ora dilagante di fronte alfondamentalismo

Il termine orfi non ha nulla ha che vedere con«orfico», anzi è quanto di più alieno dal desiderio che spinse Orfeo aseguire l'amata sposa Euridice persino nella morte, nel regno delleombre. Orfi è la versione egiziana del «matrimonio temporaneo», unconcetto ideato - e una pratica diffusa - solo nell'Islam, ma dilagantesolo da quando il fondamentalismo predomina nelle società coraniche.
Percelebrare un orfi basta firmare un contratto di matrimonio davanti adue testimoni (ma spesso, nelle classi agiate, in presenza di unavvocato).
Questo rito frugale e furtivo viene celebrato sempre piùspesso dai giovani egiziani su cui altrimenti incomberebbel'insopportabile prospettiva di lunghi decenni di celibato,omosessualità sostitutiva, masturbazione compulsiva, solitudinesentimentale e squallore sessuale. La proliferazione dell'orfi vasituata in un quadro di esplosione demografica e di disoccupazionegaloppante: la popolazione egiziana è quasi raddoppiata dal 1977 aoggi, passando da 38 a 74 milioni, mentre - secondo i dati ufficiali -nella fascia d'età 15-25 anni la disoccupazione sarebbe del 27,5%,quando per l'insieme della popolazione sarebbe del 10%; ma le stimedegli osservatori stranieri raddoppiano i dati governativi: ladisoccupazione totale è del 19%, quella giovanile supera il 50% equella dei laureati il 18%.
Per di più, è venuta meno la valvola disfogo dell'emigrazione verso i paesi del Golfo, in nera crisieconomica, e verso l'Iraq, prima sanzionato e bombardato, oggisconfitto e occupato (Baghdad un tempo attirava molti emigratiegiziani). Così, il cataclisma economico che ha colpito il Mediooriente - e di cui noi non ci rendiamo conto - rende sempre piùdifficile il matrimonio tradizionale, con la dote (obbligatoria neldiritto islamico) e con il dovere imposto al marito di mantenere lamoglie, condizioni che un giovane egiziano non potrà mai soddisfareprima dei 35-40 anni.

Il 17% della popolazione studentesca

Daqui il proliferare di matrimoni orfi che coinvolgerebbero il 17 % dellapopolazione studentesca egiziana, se si credono i dati forniti nel 2001dal ministero degli affari sociali. Secondo la legge egiziana, la«fornicazione» (cioè il sesso al di fuori del matrimonio) è punita consei mesi di prigione, mentre l'adulterio procura tre anni di reclusionee la spinta all'orfi è cresciuta mano mano che la società egizianadiventava formalmente più puritana e più repressiva.

Il«matrimonio temporaneo» ha una lunga storia nell'Islam. Per ilcontratto di matrimonio a termine, il termine giuridico è mut'a, che inarabo vuol dire «godimento, piacere, delizia», e la cui radice m-tsignifica «portare via». Nei primi decenni dell'Egira il matrimoniotemporaneo era lecito e vi fa riferimento anche il Corano. I giuristisostengono che allora era giustificato dalla rapida espansionedell'Islam, dalle spedizioni militari e le prolungate assenze da casadei soldati di Allah. In seguito, tra i sunniti il «matrimoniotemporaneo» fu condannato dal secondo califfo, Omar, ma fu anchetollerato (la punizione era solo la metà di quella imposta per lafornicazione: cento frustate). Il mut'a fu invece codificato daglisciiti. Oggi il codice civile iraniano attribuisce all'uomo iraniano ildiritto di contrattare un numero indefinito di «matrimoni temporanei»(sigheh in persiano), la cui durata può variare da qualche minuto a 99anni.

Tra i sunniti, curiosamente furono i «puritani» wahabitidell'Arabia saudita a riprendere l'uso del mut'a, col nome dimatrimonio masyar ( «ambulante»). Ed è negli emirati del Golfo che ilmasyar è largamente praticato nei mesi estivi dai ricchi vacanzieri checontraggono queste unioni, per poche ore o per poche settimane, condelle giovani vergini che i loro parenti, contadini poveri, gli mandanoin cambio di una piccola dote di petrodollari: il masyar è quindi unaprostituzione mascherata, ed è in questa forma che è giunto in Egittoinsieme alle rimesse degli emigranti nel Golfo.

Nell'Egittotradizionale l'orfi era invece un surrogato alla malvista poligamia erientrava nel diritto consuetudinario, prima che la registrazione delmatrimonio davanti a un notaio fosse imposta dal sultano Mohamed Ali(al potere tra il 1805 e il 1848).

Vedove e pensioni di guerra

Nellaseconda metà del `900 la tradizione ha poi ripreso vigore con le guerrearabo-israeliane, quando le vedove dei soldati uccisi hanno fattoricorso all'orfi per risposarsi senza perdere i benefici della pensionedi guerra: dove l'astuzia delle moderne burocrazie interagisce con ildiritto consuetudinario islamico.

Ma è con l'irrompere dellamodernità e, insieme, del fondamentalismo, che il matrimonio temporaneoha preso a proliferare come orfi in Egitto e come sigheh in Iran: essoinfatti fu incoraggiato negli anni `70 dal presidente Anouar el Sadat,in un periodo in cui al Cairo diventavano sempre più influenti gliintegralisti Fratelli musulmani, e fu legittimato dalla rivoluzionekhomeinista in Iran. In un sermone del 1990, l'allora presidenteiraniano Ali Akbar Hashemi Rafsanjani definì il desiderio sessuale comeun tratto donatoci da dio. «Non siate promiscui come gli occidentali»disse, ma usate la soluzione dataci da Dio del matrimonio temporaneo.

Datoil suo chiaro statuto legale, lo sigheh iraniano ha ricevuto molta piùattenzione sia in patria, sia all'estero, del semilegale esemiclandestino orfi egiziano. Una donna iraniana può mostrarsipubblicamente disponibile per il sigheh, mentre mai ciò evverrebbe inEgitto: infatti in Iran, scrive Nadia Pizzuti nel suo Mille e un giornocon gli ayatollah (Datanews 2002), «negli ambienti tradizionali, perrendere nota la propria disponibilità a contrarre un sigheh, le donneostentano un chador portato a rovescio e con le cuciture bene invista». In Iran le autorità religiose incoraggiano pubblicamente glistudenti a contrarre sigheh: per esempio, il rappresentante della Guidasuprema tra i miliziani (Basji), Heidar Mashlehi, ha detto nel 2000:«La discussione sul matrimonio temporaneo dovrebbe essere legittimatanelle università. Per controllare, proteggere e prevenire laperversione della giovane generazione, dobbiamo implementare ilmatrimonio temporaneo nelle università». Per la stessa ragione,studenti (e le studentesse) universitari/e, sono contrari, comedimostrò un sondaggio condotto nel 1998 dal giornale Zan ( «Donna»).

Emancipazione o conservazione?

Ladiscussione oscilla tra chi pensa che il matrimonio temporaneo sia unabbozzo, viziato per quanto si voglia, di emancipazione sessuale delladonna, e chi invece pensa che sia un modo per conservare l'assettotradizionale consentendo questa valvola di sfogo, in pratica appena uneufemismo della prostituzione: in alcuni testi giuridici islamici, alledonne che partecipano al mut'a è applicato un termine speciale:musta'jara, ovvero «donna affittata»; cioè, il mut'a è considerato l'«affitto» di una donna. Al tema del sigheh iraniano è dedicato Law ofDesire: Temporary Marriage in Shi'I Iran (prima edizione 1989,ripubblicato dalla Siracuse University Press nel 2002) di Shahla Haeri,direttrice del Women's Studies Program e assistente di antropologiaculturale all'università di Boston.

Molto più ambiguo è invecelo statuto dell'orfi nell'Egitto sunnita. Nella stragrande maggioranzaè un «matrimonio segreto», e quindi maledetto, per giovani poveri incanna o che vivono ancora coi genitori. Ma è diffuso anche comeespediente per permettere ai giovani egiziani maschi di accompagnarsicon le turiste occidentali. I siti web sono pieni di avvertimenti chele turiste lanciano alle future turiste. Se da un lato all'internodella società egiziana può quindi mascherare la prostituzionefemminile, l'orfi può però anche, nel contatto tra Islam e Occidente,legittimare la prostituzione maschile del giovane egiziano con laturista attempata: il contratto orfi permette ai due di convivere perore, giorni, settimane, nella stessa casa senza essere molestati dallapolizia. íˆ normale in una città turistica come Luxor, ma è frequenteanche a Tanta (quinta città egiziana, nel delta del Nilo).

La cantante e il produttore

L'orfiha ancora una terza valenza, questa volta per le classi agiate, come siè visto nella drammatica storia della famosissima cantante pop tunisinaZikra uccisa il 28 novembre scorso dal suo manager e marito Aiman ElSwidi nel loro ricco appartamento del quartiere di Zamalek. Nellavicenda, ricostruita da Al Ahram Weekly in lingua inglese, risulta chela cantante e il produttore avevano contratto un matrimonio orfi, maquel che colpisce è che era stata lei a rifiutare il matrimonio legalee a voler restare nell'orfi; e pare anzi che questo rifiuto sia statola ragione dell'omicidio occasionato da una scenata di gelosia. Quil'orfi diventa l'equivalente dei fulminei e transitori matrimoni dellestar hollywoodiane, espediente formale per permettere quella poligamia(e/o poliandria) diacronica con cui la modernità sembra aver sostituitola poligamia/andria sincronica delle società arcaiche.

Sotterfugiolegale per amori giovanili, patentino informale per prostituzionemaschile, permesso di coabitazione o licenza di concubinaggio perclassi agiate, il problema però sta proprio nella temporaneità checostituisce la sua attrattiva: l'orfi (e il sigheh) può essere sciolto,da parte del «marito temporaneo» con la stessa facilità con cui ècontratto, lasciando la donna rovinata, tanto più se dal matrimoniotemporaneo sono nati figli, per i quali non è previsto nessun obbligopaterno in caso di scioglimento. Così l'orfi alimenta il mercato degliaborti clandestini e quello delle ricostituzioni di imene. Una voltaabbandonata dal suo «marito temporaneo», una ragazza può solo speraredi non essere incinta e che nessuno venga a sapere che ha perso la suazina (verginità). Deve solo pregare che il proprio ex non riveli la suacondizione di sposa clandestina.
E - ha raccontato a gennaio una diqueste sfortunate a un inviato di Libération - sborsare 1000 lireegiziane (135 euro, l'equivalente di quattro mesi di salario medioegiziano) al medico che ha accettato di ricostituirle l'imene.

Ilsignificativo che il fenomeno del «matrimonio temporaneo» sia esplosonelle due società più evolute del mondo islamico, l'iraniana el'egiziana, che hanno in comune due tratti solo in apparenzacontraddittori: quello di essere le uniche con una forte societàcivile, e quello di avere la maggiore componente integralista nellavita pubblica, il potere khomeinista lì, l'egemonia dei Fratellimusulmani qui.
In questo senso il «matrimonio temporaneo», orfi osigheh che sia, sembra istituzionalizzare quel che Reinhart Koselleckchiama la «compresenza simultanea del non contemporaneo»: cerca di farconvivere la Sura delle donne e la sessualità moderna, costituisce latortuosa via burocratica con cui la libido si fa strada nei codicillidel diritto coranico.
:: posted by bebe @ 11:05


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