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il Castello WeBlog

 

 

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Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
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Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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Le infinite stagioni dell'odio

Lo Pseudosauro ha denunciato con un egregio post la presenza di individui che, nascondendosi dietro l’anonimato e pensando di essere dei “maghi” del computer, postano minacce e cercano di identificare chi non la pensa come loro.

Credo sia solo la punta di un iceberg che affonda le sue radici in una campagna d’odio che risale al primo dopoguerra e che ha visto, immarcescibili cattivi maestri, nei comunisti e nei loro odierni tristi epigoni di una sinistra italiana che è tutt’altro che normale.

La fine della seconda guerra mondiale con la sconfitta dell’Italia e della Germania per mano degli Alleati guidati dagli Stati Uniti, è stata trasformata in una storicamente inesistente vittoria di bande definite partigiane.

Nei periodi successivi alla liberazione ad opera degli Alleati queste bande si sono scatenate in vendette su un nemico già sconfitto, al di là di ogni legittimo e legale procedimento (eventuale) giudiziario e che ha avuto nella famigerata Piazzale Loreto la sua forma di maggiore abiezione morale, civile e politica.

Così ghettizzati i Fascisti, i comunisti, con il Fronte Popolare, pensavano di avere l’Italia in pugno e Togliatti poteva dichiarare che dopo il 18 aprile (1948) avrebbe preso a calci nel fondo schiena Alcide De Gasperi, aprendo la stagione dell’odio contro i democristiani.

Le cose andarono fortunatamente in modo diverso e Togliatti, complice di Stalin nello “far sparire” decine di Italiani rifugiatisi (che ironia !) nel paradiso rosso, fu costretto a rivedere le sue strategie.

Purtroppo la DC divora i suoi uomini migliori e le speranze dell’Italia.
De Gasperi fu presto ostaggio delle correnti democristiane che prima lo esautorarono e poi, morto, lo innalzarono tra gli Dei Lari del partito.

Ma le stagioni dell’odio non finirono lì.

Tambroni e Scelba ne fecero le spese (oltre a migliaia di cittadini danneggiati degli scioperi e dalle manifestazioni di piazza) così come accadde quando in Italia sbarcò il “68” , naturalmente in ritardo e con connotazioni che presto assunsero caratteristiche ideologiche e di parte, che affossarono, unitamente ai moti sindacali strumentalizzati dalla sinistra, la nostra economia.

E venne l’inciucio e la spesa pubblica senza limiti.

L’odio si spostò, complice la guerra in Vietnam, contro gli Americani, sempre veicolato dai cattivi maestri di matrice marxista.

Ma venne anche il 1989, con la caduta del muro e la successiva fine dell’Urss.

Fine dell’odio ?

Purtroppo no.

Quelli che sbagliarono con il patto Molotov-Ribbentrop.
Quelli che sbagliarono ( e pagarono) andando nel paradiso rosso di Stalin.
Quelli che sbagliarono nell’opporsi all’ingresso dell’Italia nella Nato.
Quelli che sbagliarono nell’opporsi all’installazione dei Pershing e dei Cruise.
Quelli che sbagliarono nel trasformare l’Italia in una economia assistita e clientelare.


Quelli hanno continuato a pontificare e individuato il loro nuovo nemico da odiare in Silvio Berlusconi che, come De Gasperi nel 1948, scese in campo e nel 1994 impedì la vittoria della “gioiosa macchina da guerra” messa in piedi dal nuovo segretario comunista Achille Occhetto.

E’ una campagna d’odio che continua tuttora e che non risparmia amici ed elettori della casa delle Libertà, creazione di Berlusconi.

E se si potrebbe forse dire che il manifestarsi delle idee con lo strumento mediato di internet (forum, blog) può ridurre il rischio di un ripetersi degli anni settanta con scontri di piazza, è altrettanto vero che parole come quelle espresse da un tal Gallo (che alcuni continuano ad onorare immeritatamente anteponendo al suo cognome il “don”) ad un convegno no global non fanno altro che incendiare gli animi, soprattutto di chi, vivendo ai margini della società, cerca ogni strada per sbarcare il lunario senza lavorare, ma parassitando il prossimo.

E allora la denuncia di Pseudosauro non fa che confermare la malattia italiana: una infinita stagione dell’odio promossa da chi, ideologicamente, è portatore solo di una cultura della morte e dell’oppressione, nonostante tutte le mani di vernice che si può dare.

Ed è naturale e giusto che chi è colpito dall’odio diffuso dai cattivi maestri, reagisca e si difenda, non siamo qui per interpretare la parte dell’agnello sacrificale.

Allora ci si può ragionevolmente domandare se, con questi presupposti, esista ancora quell’idem sentire che dovrebbe essere l’humus di una comunità statuale.


La sinistra è responsabile anche della disgregazione della nostra comunità nazionale, ferita a morte dalla sua predicazione d’odio, intollerante, oscurantista e razzista.
:: posted by Massimo @ 06:21


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