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il Castello WeBlog

 

 

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Liberarsi dei burocrati dirigisti di Bruxelles

E vivere liberi e indipendenti.


Con l’euro di Prodi e Ciampi ed il conseguente impoverimento dei cittadini di tutta l’europa, ma solo di quella che ha adottato l’euro, ci si è cominciati ad interrogare su questa costruzione centralista che non solo succhia risorse, ma fa anche perdere valore ai nostri risparmi ed ai nostri redditi, senza dare in cambio nient’altro che direttive, burocrazia e sovrastrutture che duplicano quelle nazionali.

La prima risposta è arrivata da Francia e Olanda, due dei paesi fondatori del vecchio MEC, con la bocciatura di una impossibile costituzione europea: un mattone di cinquecento pagine a quasi altrettanti articoli.

Poi è arrivato il terrorismo a Londra e la revoca di Schengen da parte della Francia.

Prima era venuto il dissidio sulla liberazione dell’Iraq che ha reso impossibile una politica estera comune.

In autunno si concretizzerà una spaccatura tra la Germania (sostenuta dalla Francia) da una parte e l’Italia ( e le altre nazioni d’europa) dall’altra sulla riforma onu.
Con la Germania che aspira ad un seggio in proprio nel Consiglio di Sicurezza, sostenuta dalla Francia e con la benevola astensione della Gran Bretagna: Francia e Gran Bretagna che vedono come il fumo negli occhi l’ipotesi di un seggio per l’europa che azzererebbe la loro presenza.

Insomma, l’unione europea è “unione” solo quando si affronta il problema della lunghezza dei cetrioli e l’aumento degli stipendi degli eurocrati, ma crolla miseramente quando si arriva a questioni di rilievo.

Francia e Germania che si vantano di essere gli alfieri dell’unione, la vedono esclusivamente finalizzata ai loro interessi (agricoli, sovvenzioni e di politica internazionale), cosa che non può essere accettata dalla Gran Bretagna e dall’Italia di Berlusconi che dal 2001 è riuscita a riconquistare “un posto al sole” senza dover essere caudataria di Parigi e Berlino, come l’avevano ridotta i governi di sinistra.

L’unione europea è diventata, di nome e di fatto, una tassa.

Come liberarsene ?

Almeno tre sono le strade che si possono intraprendere.

La strada “istituzionale”.
Come è stata costruita così verrà seppellita.
Una serie costante di trattative e di trattati che, modificando gradualmente Maastricht, riportino l’europa ad essere quella che doveva essere: un grande, libero mercato regionale, inquadrato in un sistema politico democratico che ha altre gambe nell’America del Nord, nel Giappone (e le tigri asiatiche) e in Oceania.
In attesa dell’America Latina e delle altre nazioni che, poco alla volta, entrano nel meccanismo della democrazia e del benessere.
Ma è una strada lunga che non ci tutela da iniziative unilaterali di stati che, come la Svezia, concedono con troppa facilità la propria cittadinanza a individui la cui estrazione culturale è profondamente contrastante con quella dello stato in cui vanno a vivere.

La strada “dirompente”.
Una votazione del parlamento italiano che riaffermi e riprenda la piena sovranità legislativa e di battere moneta.
Sarebbe una soluzione traumatica.
Foriera di profonde spaccature all’interno stesso della nazione italiana.
Avrebbe un immediato impatto negativo per le reazioni degli altri partners che potrebbe essere riassorbito solo ne tempo, quando si saranno costruiti legami solidi con nazioni extraeuropee o con quelle nazioni d’europa che seguissero il nostro esempio.

La strada “binaria”.
E’ la strada che personalmente ritengo la più opportuna.
Affiancare all’euro il corso legale della lira che la nostra zecca potrà tornare a coniare e il poligrafico a stampare.
Utilizzare tutte le opportunità concesse dai vigenti trattati internazionali per dare immediata esecuzione a provvedimenti che ci tutelino meglio dal pericolo terrorista:

- sospendere Schengen come ha fatto la Francia
- seguire Tony Blair nei provvedimenti antiterrorismo
- rendere immediata l’espulsione degli illegali trattandola come provvedimento amministrativo sottratto alla competenza della magistratura e affidato alle prefetture
- inasprire i controlli alle frontiere, oltre la revoca di Schengen
- rendere più difficile la concessione della cittadinanza italiana
- legare la concessione e la costruzione di moschee, macellerie islamiche, centri studio musulmani, alla reciprocità nei paesi musulmani per la costruzione di chiese, apertura di pub e birrerie, apertura di centri per la diffusione degli usi e costumi occidentali.

Esercitare in piena autonomia la politica finanziaria e attuare le riforme necessarie, legandole a quello che è l’interesse nazionale anche se confliggessero con le direttive europee.

E, contemporaneamente, attivare una offensiva diplomatica che tenda alla revisione dei trattati.

Sanzioni ?

Ma quali sanzioni possono infliggerci se non hanno gli strumenti per imporle ?

Ci multano ?
Prima bisogna vedere se riescono a mettersi d’accordo e poi noi non paghiamo (veggasi mancanza di sanzioni).

Il nostro esempio trascinerà, con i fatti, altre nazioni interessate ad un libero mercato regionale, ma non alla rinuncia all’ indipendenza e alla sovranità nazionale, sulla nostra stessa strada e, da subito, avremo nella Gran Bretagna un valido partner.

Potremo liberarci dell’euro di Prodi e Ciampi e dell’asfissiante dirigismo dei burocrati di Bruxelles, vivendo liberi, felici e indipendenti.
:: posted by Massimo @ 12:33


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