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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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Ali babà e i peripatetici di via Quaranta

L’arroganza che i musulmani stanno mostrando a Milano nella vicenda della loro pretesa “scuola” già di via Quaranta, spero possa aprire gli occhi a quanti credono ancora in buona fede (ma ce ne saranno ?) ad una politica di dialogo e di integrazione con soggetti che non vogliono integrarsi e che il dialogo lo ammettono solo a senso unico ed esclusivamente quando torna loro comodo.

Se un pugno di famiglie (per 500 ragazzi in tutto) assume un atteggiamento come quello di Milano, figuriamoci come potrebbero comportarsi se lasciassimo correre e consentissimo che diventino in numero ancora maggiore.

La “scuolaislamica di via Quaranta è stata chiusa per motivi igienici e perché era un esercizio abusivo dell’istruzione, in quanto non rispettava le norme previste, anche per le scuole private.

Male hanno fatto il provveditorato e il comune di Milano ad intavolare trattative con i ribelli (uso volutamente questo termine, perché tali sono: ribelli alle disposizioni delle autorità costituite e sovversivi nel senso che intendono sovvertire il nostro ordine legale) addirittura con offerte di insegnare l’arabo nelle scuole pubbliche, mettendosi nelle condizioni di essere irrisi con il rifiuto da parte dei musulmani.

Non bastasse, i ribelli hanno occupato una zona pubblica per svolgere la loro propaganda, utilizzando all’uopo anche dei minorenni, vittime di una simile situazione.

Pare che sia intenzione dei capi sovversivi reiterare questa forma di ribellione.

Adesso basta, hanno superato ogni limite !

Hanno persino avuto la visibilità grazie ai giornalisti accorsi da ogni parte e le loro arroganti dichiarazioni hanno fatto il giro d’Italia.

Pretendono di vivere in Italia secondo i LORO costumi.

Ogni emigrante, da che mondo è mondo, si è dovuto adattare alle regole ed ai costumi dei paesi in cui trovava ospitalità.

Questi qui, no.

Vengono in Italia e pretendono di comportarsi come se fossero a casa loro.

E ci sono italiani (in questo caso con la “i” minuscola) che addirittura vanno loro dietro, aiutandoli e giustificandoli.

Vorrei vedere se alcuni di noi andassero a La Mecca o Teheran pretendendo di comportarsi come ci si comporta in Italia: come minimo verrebbero espulsi dopo un qualche trattamento non proprio indolore.

Non possiamo permettere a questa gente di continuare per la strada della dissociazione dalle leggi dello stato italiano.

L’immigrazione deve essere regolata non solo per quote, ma anche con un codice di comportamento che persone civili non avrebbero bisogno di veder formalizzato, ma quando l’arroganza e la prepotenza di un gruppo approfitta del nostro eccesso di civiltà, allora si deve abbandonare la carota per usare il bastone.

1) Aprire solo all’immigrazione che sia di più facile integrazione (quindi est europei, filippini, indiani e comunque non musulmani);
2) Requisito essenziale l’accettazione completa delle regole di civile convivenza dello stato italiano, l’assoggettamento alle sue leggi e alle sue pratiche scolastiche, civili e lavorative;
3) L’obbligo di conoscenza della lingua italiana, unico strumento di comunicazione verbale;
4) Foglio di via obbligatorio per chi mostra di non intende integrarsi.


E nel caso specifico si applichino con rigore e severità le leggi esistenti: si impedisca l’occupazione di suolo pubblico (che i commercianti, quando vogliono utilizzare gli spazi esterni ai loro locali, pagano fior di quattrini) e, in caso di violazione, siano perseguiti penalmente i responsabili ai sensi dell’art. 650 del codice penale.

E i più ribelli siano rimpatriati a forza.


Questo ci aspetteremmo dalle autorità italiane e , in primis, dalla magistratura ...
:: posted by Massimo @ 12:30


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