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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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All'armi è fascista!

"La camisa negra",canzone tormentone dell'estate,è ormai un caso politico e sociale."Boicottiamola è fascista!" "Anzi no,fermi.E'una canzone d'amore!"Giornali,siti internet,trasmissioni televisive..tutti a torcersi le budella.Nel dubbio..yo tengo la camisa negra!


- Il ministro della Salute Francesco Storace che da quattro giorni fa la fila in ospedale, cantando: «Tengo la camicia nera, la porto da mattina a sera, ormai puzza che accora». Ma è solo l’imitazione di Marco Marzocca, in onda nel «Cammello» su Radiodue Rai. La sua è una parodia sulle note del tormentone estivo di Juanes, «La camisa negra ». È l’ultima goccia di una hit che stuzzica i cuori della destra. E già vanta una leggenda metropolitana: in discoteca alle primenote i simpatizzanti partono con il saluto romano. Non basta. Nei giorni scorsi il Secolo d’Italia, quotidiano di Alleanza Nazionale, ha messo la canzone colombiana in prima pagina. «Una burla pop di mezza estate», l’ha definita l’autore dell’articolo, una burla che però diventa caso politico. Colpa di una «g» che cade, con la «Camisa negra» che si trasforma in «Camicia nera». Parte la provocazione sul sito internet Indymedia, punto di riferimento della sinistra no global. Arriva una mail che usa parole di fuoco: «Boicottiamola, è apologia di fascismo». Si apre il dibattito, seguono una sessantina di messaggi roventi. C’è chi è d’accordo («W il comunismo»), chi si scaglia contro la proposta e chi si astiene. «Non pieghiamo la musica alle ragioni della politica — ammonisce Paolo Cento dei Verdi —. Però se c’è strumentalizzazione, a prescindere dalla volontà del suo autore, la canzone va boicottata... con un fischio. Ecomunque ricordo che il saluto romano è vietato dalle legge». Anche Linus, scettico sul binomio destra- Camisa negra, ci ha scherzato sopra dai microfoni di Radio DeeJay: «Questo matrimonio non s’ha da fare! Sarebbe un autogol clamoroso: la destra si basa su machismo e autorità, non può accostarsi a una canzone di un melenso imbarazzante. Non ci credo ma se fosse vero sarebbe l’esempio di una politica superficiale, come i tifosi che vanno allo stadio, insultano gli ebrei e non sanno nemmeno il perché». Il caso è scoppiato e il povero Juanes è stato costretto a intervenire e a negare. Ospite domenica della trasmissione «Quelli che...» di Simona Ventura, il cantante di Bogotà è stato intervistato da Gene Gnocchi: «È vero che "La camisa negra" è l’inno di Alleanza nazionale?». Juanes ha risposto: «No, è una canzone d’amore». E ha ragione. Infatti il testo (tradotto) recita così: «Ho la camicia nera, oggi il mio amore è in lutto». Pacato il commento di Isabella Rauti, figlia di Pino, leader di Fiamma tricolore, e moglie del ministro Alemanno: «La musica può cantare e accompagnare quello che vuole. Siamo noi che dobbiamo uscire dal fascismo e dall’antifascismo e andare oltre, bisogna essere più post. Non si può fare una polemica inciampando su una strofa o addirittura su un titolo». I ragazzacci di Radiodue intanto se la ridono. Commenta l’imitatore Marzocca: «I neofascisti fanno il saluto romano quando la sentono? Possibile. L’importante è farsi quattro risate, è grave prenderla sul serio
:: posted by CampaniArrabbiata @ 15:09


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