@
il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

"http://ilcastello1.net


Chi ha paura del Nazional-Fazismo?

Il dibattito sulle dimissioni di Fazio (si parla purtroppo solo di questo) è dovuto a questioni di controllo politico su alcune società.
Fazio ha difeso gli interessi italiani dall'ingresso di banche estere in Italia. Prima con lo spagnolo Banco di Bilbao che voleva comprare la Banca Nazionale del Lavoro, che ora finirà in mano all'Unipol (leggi coop rosse - ecco perché D'Alema in particolare tace sulla vicenda) e poi con l'ABN Amro per l'acquisto di banca Antonveneta a discapito della Banca Popolare di Lodi (oggi Banca Pop. Italiana in quota Lega Nord - ecco perché la Lega sta difendendo Fazio sperando di portare a casa una grande banca del nord). Il problema in questo secondo caso è nato dalle intercettazioni di Fazio con i proprietari di BPI, un po' troppo amichevoli e sfacciatamente parziali.
La questione della proprietà invece viene "stranamente" tenuta a margine. La nazionalizzazione di Bankitalia Spa ad ogni buon conto sarebbe un primo passo (un po' meno della metà) verso il ritorno alla sovranità monetaria. E questo per due motivi: il primo è di natura economica poiché lo Stato dovrà comprare le azioni di Bankitalia dalle banche private che le detengono oggi. Il costo di quest'operazione appare pazzesco: 4,7 miliardi di euro che andrebbero a finanziare i soliti noti... Il capitale sociale (la somma dei valori nominali delle azioni) di Bankitalia è di soli 156.000 Euro (sic! la potremmo comprare anche noi...) ma il valore ad ipotetici prezzi di mercato è quantificato nei 4,7 miliardi di Euro sopra citati. La differenza da cosa è data? Dalle plusvalenze che le singole banche incamereranno perché si sa che Bankitalia (ed il suo guadagno annuale) ha un valore enorme. Un esempio: BPI ha l'1,23% del capitale di Bankitalia (quindi circa 1900 euro nominali) che sono iscritti a bilancio come attività per circa 60 milioni di Euro (attività redditizia non c'è che dire...).

L'altro problema è di natura concettuale e sarebbe il completamento definitivo della riforma altrimenti "zoppa": la dichiarazione della proprietà popolare della moneta. E questa non è una sottigliezza dato che si deve trasformare un debito in un credito. La Banca d'Italia ha finora stampato moneta (costo tipografico carta ed inchiostro per poche decine di vecchie lire) e PRESTATO l'importo facciale delle banconote (enorme) addebitandolo al Tesoro (cioè a noi cittadini). Ora per ripristinare la situazione "corretta" non è sufficiente che lo Stato sia il proprietario della Banca perché a quel punto l'operazione sarebbe a "somma zero" (es. mi presto i miei soldi) ma devo accreditare lo stesso importo allo Stato (e quindi al popolo). E' come se io avessi un debito con te di 100,00 euro. Perché succeda il contrario (tu debitore mio di 100,00 euro) non basterà che io ti dia 100,00 euro (somma zero) ma dovrò dartene 200,00.
Su quest’ultimo punto, dalle dichiarazioni di Fini si evince che come suo solito, non ha colto il nocciolo del problema…la Lega Nord ha insistito invece proprio per far passare l’azionariato di Stato dimostrando di conoscere bene la struttura della banca centrale, mentre si è profilato uno schieramento trasversale antifazista che la dice lunga sulla partita in gioco.
Qualcosa si sta muovendo. Tocca vedere cosa e in che direzione.
:: posted by CampaniArrabbiata @ 15:28


Links

Italy
TocqueVille


Security Tools

MS Safety Live
Antidialer
Antivirus
Antispyware

Feed

Atom 1.5
RSS 2.0

Il Castello si rinnova

Blogger