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il Castello WeBlog

 

 

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Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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Dal cimitero della prima repubblica:il proporzionale

Il maggioritario è il futuro, il proporzionale è il passato.

Dopo mesi di attività da buttafuori (degli elettori dalla Casa delle Libertà, come argutamente afferma Vittorio Feltri su Libero ) siamo finalmente venuti a sapere in cosa consiste la “discontinuità” pretesa da Casini e Follini: la riforma elettorale in senso proporzionale.

Dodici anni della nostra storia politica da archiviare: abbiamo scherzato.

Una faticosa ricerca della stabilità, culminata con il Governo più longevo e produttivo della nostra storia repubblicana (il Berlusconi II 2001-2005) … tamquam non esset.

Volete mettere con i governi semestrali intervallati da quelli balneari e da settimane di crisi, con la liturgia delle delegazioni dei partiti, anche quelli dello zero virgola qualcosa, ricevute al Quirinale ?

Volete mettere con la possibilità di sperare, prima della fine della legislatura, di diventare ministro e sottosegretario e, perché no, anche presidente del Consiglio ?

E magari la speranza, per i trombati alle elezioni, di un anticipo della scadenza per potersi ripresentare e tentare la rivincita ?

Ma, soprattutto, volete mettere l’uso dei parlamentari eletti dei partiti centristi che potranno pendolare da una parte o dall’altra, senza sosta, alla ricerca del miglior incasso e alla faccia dell’interesse nazionale ?

A questo, soprattutto a questo, mira l’Udc con la sua devastante proposta del ritorno al proporzionale.

E non vale nulla il “premio di maggioranza” che servirebbe solo a ripartire una quota irrisoria di seggi, spalmandola sui partiti del blocco di maggioranza.

Sperando che Berlusconi non abbocchi al tranello di Casini, non si può sottolineare come risibile (per usare un eufemismo) sia la reazione di Prodi: “non si cambia la legge elettorale a fine legislatura”.

Ma chi l’ha detto ?

Preferirebbe cambiarla all’inizio, così che per 5 anni la maggioranza si senta dire di essere delegittimata perché “con la nuova legge i seggi sarebbero ripartiti in modo diverso” ?

No, le motivazioni di Prodi sono ridicole.

L’opposizione al cambio della legge elettorale in senso proporzionale (non certo ad una eventuale riforma che abolisca la quota proporzionale) risiede nella scelta bipolare o, meglio, bipartitica che deve informare l’Italia se vogliamo continuare il percorso di crescita basato essenzialmente sulla governabilità e sulla capacità di assumere decisioni e farle seguire dalla pratica attuazione dei provvedimenti.

Provate ad immaginare un governo che debba mettere d’accordo non quattro (e sono già tanti !) ma una dozzina di partitini, ognuno dei quali porta un 3% determinante alla coalizione e dotati di un potere di ricatto e interdizione basato sulla politica dei “due forni” !

Credete che riforme importantissime come quella delle pensioni, del mercato del lavoro, della giustizia, della scuola, della riduzione delle tasse … avrebbero potuto essere attuate ?

Pensate alle difficoltà che, già in questa legislatura, ci sono state per fare passare quelle riforme e avrete chiara la visione dell’immobilismo cui sarebbe condannata l’Italia da una riforma in senso proporzionale.

E immobilismo, significa anche clientelismo, “facite ammuina”, e ipertrofia della spesa pubblica.

E non è neppure motivo sufficiente dire che con una riforma in senso proporzionale se ne avvantaggerebbe il Centro Destra.

L’Italia non è di sinistra.

Gli elettori della sinistra sono quelli da anni e non crescono.

Il Centro Destra può vincere e rivincere se non fa harakiri mettendosi nei … Casini.

Gli elettori di Centro Destra, ha ragione Feltri, sono allontanati dal voto a causa delle proposte come quelle enunciate da Follini, per colpa di quel senso di impotenza che promana delle reiterate affermazioni di Casini sulla sconfitta inevitabile, per colpa dell’ostruzionismo che settori della maggioranza pongono ai tentativi di liberare la società italiana dall’assistenzialismo e dal clientelismo.

Casini ha però ragione nella analisi: se non si cambia si perde.

Ma non è la legge elettorale a dover essere cambiata in senso proporzionale.

Non è il Premier e Leader della CdL a dover essere cambiato.


A cambiare deve essere l’Udc e i suoi consoli.
:: posted by Massimo @ 06:18


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