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Ha ancora un senso questa presidenza della repubblica ?

Le ultime esternazioni di Ciampi ripropongono la questione del ruolo di una presidenza della repubblica, separata dalla guida del governo.

E’ comprensibile che chi viene eletto al Quirinale si senta da un lato gratificato dell’onore e dall’altro legato ad un ruolo che, per l’imparzialità che lo dovrebbe contraddistinguere, limita (o dovrebbe limitare) gli interventi in campo.

Ultimamente non è così.

Se abbiamo avuto Presidenti (con la “P” maiuscola) che hanno saputo interpretare il ruolo con dignità e rigore morale ( vorrei citare il “provvisorioDe Nicola, monarchico !, il liberale Einaudi e il democristiano Leone vergognosamente fatto a pezzi da una campagna di stampa falsa e invereconda) ve ne sono stati altri che sono intervenuti, a volte a “gamba tesa”, nella vita politica.

Senza approfondire la vicenda della peggior presidenza che abbiamo avuto in 60 anni (quella di Scalfaro) guardiamo a Cossiga e Ciampi.

Il primo, dopo metà mandato trascorso a svolgere funzioni notarili, fu chiamato il “picconatore” perché interpretò l’esigenza di rinnovamento e favorì, a modo suo, la desclerotizzazione della vita politica.
Ma lo fece senza schierarsi da una parte o dall’altra, avendo come unico obiettivo lo svecchiamento del nostro mondo politico.
Infatti i comunisti questo non gli perdonarono e lo aggredirono praticamente in continuazione, sino a richiederne la messa in stato d’accusa.

Ciampi invece, a differenza di Cossiga, non si è mai sottoposto al giudizio degli elettori.
Ma si è schierato senza riserve a supporto di una parte politica: la sinistra, rimandando leggi votate dal parlamento berlusconiano e, anche adesso, a pochi mesi dalle elezioni, allinenandosi alle posizioni della sinistra.
Proprio per questa sua scelta di campo non è partita la campagna di stampa per la sua destituzione.

La domanda che ci si pone, allora, accantonando in questo post la questione specifica della tracimazione di Ciampi dalle sue funzioni, è: ha ancora senso tenere distinti il ruolo del presidente della repubblica da quello del presidente del governo ?

Non sembra proprio.

Se il presidente della repubblica, che dovrebbe svolgere una funzione notarile, entra nel gioco politico, schierandosi senza riserve da una parte, allora esercita una funzione che non può rappresentare tutti gli Italiani.

E se il presidente della repubblica non rappresenta quel 50% circa degli Italiani che non è e non sarà mai di sinistra, perché dovremmo riconoscergli un ruolo super partes che non esercita ?

Non sarebbe allora meglio ripensare alla nostra forma istituzionale, per passare ad una repubblica presidenziale, dove il Presidente (con la “P” maiuscola) sia anche Capo del Governo ed eletto a suffragio universale da tutti i cittadini e non da una assemblea ristretta di notabili ?

Ciampi ha sancito la parzialità del Quirinale e l’unica eredità positiva che potrebbe lasciare all’Italia sarà l’abbandono dell’illusione di avere un presidente della repubblica che possa essere il rappresentante di tutti, una finzione che solo Uomini di un’altra epoca, di altro stampo e di altra dirittura e rigore sono riusciti a tradurre in realtà.
:: posted by Massimo @ 11:35


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