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il Castello WeBlog

 

 

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Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
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Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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La sinistra in piazza a far caciara


L’opposizione rifiuta la via parlamentare e indice una manifestazione sinistra domenica prossima: la solita caciara antigovernativa, senza capo né coda e, soprattutto, senza una valida proposta oltre alla protesta.

Un chiaro indice di come la proposta di riforma elettorale abbia gettato scompiglio nella “gioiosa macchina da guerra” della sinistra, che, bontà sua, avrebbe pure fatto prigionieri.

Una macchina da guerra così gioiosa che esprime tutto il suo ottimismo con le truci espressioni del suo leader Prodi (che assomiglia ad un bambino cui è stato sottratto il gelato) e la maschera funeraria di Fassino.

Naturalmente per gettare fumo negli occhi dei più sprovveduti, mette nel calderone la finanziaria, la legge Biagi e praticamente tutte le riforme (che il paese attendeva da anni) e che sono i fiori all’occhiello della maggioranza governativa di Centro Destra.

Ma il vero obiettivo è la legge elettorale, al punto che Vannino Chiti prima e Franco Marini poi, si sono dedicati all’arte del corteggiamento nei confronti dell’Udc e del suo segretario Marco Follini.

Sarebbe il 18° tra partiti e movimenti dell’ armata rossa made in Scandiano Reggio Emilia, di cui non si conosce il programma, ma si conoscono le aspirazioni dei più rumorosi inquilini:
- abolire la proprietà privata;
- via le basi Nato dall’Italia;
- fuga dall’Iraq;
- super tassazione dei risparmi;
- aumento delle imposte per pagare clientele e rottamazioni;
- abolizione della legge Biagi per incrementare … la disoccupazione;
- aperture delle frontiere all’immigrazione, soprattutto musulmana;
- soppressione di tutte le grandi opere infrastrutturali perché contrarie all’ambiente (?)
e chissà quante altre amenità che avrebbero come unico risultato quello di farci rapidamente arretrare sul piano civile, morale ed economico.

Ovvio che il comportamento di Follini dia adito a legittimi sospetti, ma non sembra che i suoi soci di partito siano disponibili a diventare la ruota di scorta della sinistra, anche perché concordare desistenze, quando dall’altra parte c’è una compatta Casa delle Libertà, potrebbe dar luogo a spiacevoli sorprese (e gli elettori del Centro Destra – anche dell’Udc - non sono come quelli del Mugello che voterebbero chiunque fosse presentato con il timbro del partito !).

Così, invece di affrontare un dibattito parlamentare, nel quale fare delle serie controproposte che potrebbero anche ottenere il sostegno di settori della Maggioranza, i sinistri si danno agli esercizi muscolari di piazza, mentre i sindacati già preannunciano l’ennesimo sciopero generale contro questo Governo che si risolverà nell’ennesima trattenuta sulla busta paga di chi li segue e che, unici, perderanno qualcosa.

Ma cosa c’è di così sconvolgente nella proposta di riforma della legge elettorale ?
Assolutamente nulla.

Chi l’ha redatta e il successivo accordo di Maggioranza, ha elaborato un prodotto che:
- garantisce la governabilità, grazie al premio di maggioranza;
- limita le corse solitarie con lo sbarramento del 4%;
- limita i movimenti più di nicchia con lo sbarramento del 2%
- prevede uno sbarramento al 10% per le coalizioni.


A questo si aggiunga la norma antiribaltone contenuta nella riforma costituzionale.

Insomma un complesso normativo assolutamente legittimo, nei confronti del quale possono essere (e vanno) mosse critiche altrettanto legittime e in base alle quali cercare di modificarla: in Parlamento, non nelle piazze.

E le critiche possono essere varie.

Se si è favorevoli, come chi scrive, al sistema maggioritario, si critica quello che è un ritorno ad una maggiore dose di proporzionale.
Allora la risposta è un bell’emendamento che preveda la costituzione di 630 collegi nei quali eleggere con il maggioritario il candidato che ottenga il maggior numero di voti.

Se, invece, si è per il proporzionale puro, si proponga un emendamento che elimini ogni sbarramento e ogni premio di maggioranza.

Se si è per il proporzionale ma si ha anche un occhio per la governabilità, allora si chieda di aumentare la percentuale degli sbarramenti (magari raddoppiandoli).

E personalmente – se proprio dobbiamo andare al proporzionale - preferivo la prima versione con lo sbarramento secco al 4% e lo scomputo dai voti di coalizione dei partiti che non avessero raggiunto tale soglia.

Ma questo sono tutte azioni da svolgere in Parlamento, non in piazza, coniando slogan che incitano all’odio (Prodi avrebbe definito “infame” legge elettorale e legge finanziaria !!!) e che servono solo a soffocare nel rumore l'assenza di idee e progetti.

La sinistra preferisce la ciaciara di piazza proponendo … l’immobilismo sulla legge attuale che ha mostrato ampiamente la corda con il suo ibrido tra maggioritario e proporzionale.


E deve anche spiegarci come mai la proposta di legge elettorale non vada bene al punto da chiamare i cittadini ai moti di piazza, quando è la stessa legge che la stessa sinistra ha imposto nella rossa regione Toscana.

:: posted by Massimo @ 16:31


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