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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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Un ostacolo in meno verso la vittoria

Marco Follini si è dimesso da segretario dell'Udc: "si apre una stagione nuova e non esistono uomini per tutte le stagioni". E se lo dice un democristiano come Follini...
Le dimissioni di Follini erano nell'aria da tempo. A Roma se ne parlava già da un mese, ovvero da quando è iniziata a circolare la bozza di riforma delle legge elettorale, approvata da tutti, Casini in primis.
Per Follini serviva un’altra legge elettorale: "immaginavo una legge in cui la furbizia e la virtù si tenessero in equilibrio e non una situazione in cui l'una schiacciasse l'altra. Ritenevo che si dovesse fare di più per coinvolgere l'opposizione in questo tentativo. Ritenevo che la possibilità per gli elettori di scegliere i candidati e di non subire troppo perentorie indicazioni dei partiti facesse parte di quel diritto in più e di quel potere in più che noi per primi avevamo evocato”.
"Ci troveremo, di qui a poco, a fare i conti con la contraddittorietà di due leggi fondamentali. Una legge elettorale che fa del premier la conseguenza dei partiti e l'istituzione di un premierato che ne vorrebbe fare il perno del sistema politico".
Per Follini, il ruolo dell'Udc era di creare un centrodestra diverso, un centrodestra che riuscisse a fare a meno di Berlusconi, ma in primis i ministri dell'Udc non hanno seguito la sua idea: abbiamo una "delegazione ministeriale che in nome dell'unita' del partito non ho mai messo in forse e che però a mio giudizio ha amministrato le sue possibilità di influenza in modo opaco e in qualche tratto non dirò ossequioso, ma almeno ripiegato". Ma Follini non se la prende apertamente con Berlusconi: "il problema siamo noi dell'Udc. Se abbiamo un senso, se siamo capaci di fare una differenza".
Con le dimissioni di Follini, si avrà un netto ridimensionamento dell'Udc, che con Follini ha indubbiamente raggiunto risultati relativi importanti (stiamo sempre e comunque parlando di un partitino che al massimo arriva al 6%), ma a scapito della coalizione. La rissosità che dilania la Cdl da anni, ha nell'Udc la sua fonte. Tale rissosità ha fatto perdere tante energie alla Cdl e ha impedito agli italiani di riservare l'attenzione alle grandissime divergenze che ci sono nell'Unione. Inoltre la divisone all'interno della Cdl ha offuscato i numerosi risultati conseguiti dal Goveno. Adesso che Follini non sarà più in prima linea, abbiamo un ostacolo in meno verso la vittoria nella battaglia campale contro la sinistra. Adesso la Cdl deve compattarsi e convincersi che la vittoria è possibile. E adesso la Cdl deve indicare una strada agli italiani. Solo così si potranno motivare le proprie truppe.
:: posted by Mariniello @ 13:10


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