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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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Ciampi bis? Dio ce ne scampi e liberi !

Gianfranco Fini, Presidente di AN, Vicepremier e Ministro degli Esteri, stava comportandosi benissimo.

I suoi comizi sono sempre motivanti e piacevolissimi da ascoltare, le sue performance televisive hanno una efficacia superiore a quella di qualsiasi altro leader della CdL come della sinistra.

Ha però un difetto: ogni tanto vuole distinguersi, affrontando temi che non gli sono congeniali e, soprattutto, non sono nelle corde degli elettori del Centro Destra, né nell’interesse dell’Italia.

E’ stato così nel settembre 2003 con la proposta del voto amministrativo agli immigrati (che – tra parentesi – ha segnato la mia personale uscita da AN), poi con l’aver rinnegato le radici di AN stessa, quindi con il voto sulla procreazione assistita, recentemente sulle quote rosa ed ora con gli elogi a Ciampi e, addirittura, la proposta di un rinnovo del suo mandato.

Ho quasi l’impressione che nella cerchia di Fini ci sia un infiltrato, un consigliere fraudolento che, ogniqualvolta la situazione della Casa delle Libertà volge al bello, metta il suo zampino per favorire la sinistra.

Spiace dover, ancora una volta, ricordare il palmares di Carlo Azeglio Ciampi.

Azionista, cioè esponente di un partito cancellato dal panorama politico italiano per volontà elettorale, ha svolto una carriera all’ombra della burocrazia di palazzo.

Governatore della Banca d’Italia dopo che il suo predecessore, un autentico galantuomo: Paolo Baffi, fu costretto alle dimissioni per uno “scandalo” che lo vide (dopo anni, intanto era stato liquidato !) pienamente estraneo, Ciampi fu il Governatore che autorizzò lo sperpero di migliaia di miliardi in valuta pregiata per difendere la parità della lira nello SME (Serpente Monetario Europeo).

Nel nome di una scelta ideologica (lo SME, appunto) furono bruciate quasi tutte le nostre riserve valutarie … senza neppure conseguire il risultato voluto, perché la lira fu comunque svalutata.

Sempre Ciampi era Governatore quando il presidente del consiglio dell’epoca Giuliano Amato (un altro rieccolo !) nottetempo si infilò nei conti degli Italiani per espropriarci del 6 per mille dei nostri risparmi (già abbondantemente tassati !) per pagare le clientele politiche sorte grazie all’assistenzialismo di stato.

Ciampi, il Governatore che doveva tutelare il sistema bancario e, quindi i nostri risparmi, non mosse un pelo delle sue foltissime sopracciglia.

Ciampi era Presidente del Consiglio quando venne sottoscritto il patto della concertazione che, abusivamente, diede alla triplice sindacale uno sciagurato potere di veto sulle scelte nella politica economica dei governi.

Nel 1996 divenne ministro del tesoro nel governo Prodi.

Il ministero del tesoro deteneva la maggioranza assoluta della Telecom all’epoca dell’acquisto di Telekom Serbia: il ministro non intervenne.

Sempre in quegli anni fu data pratica attuazione a Maastricht, con l’accordo a perdere (nel cambio accettato) per l’ingresso della lira nell’euro (scelta anche questa sciagurata che stiamo ancora pagando) e l’imposizione di tasse infami come quella “per entrare in europa” e l’ irap (definita anche : imposta rapina).

Fu quindi eletto presidente della repubblica, ruolo nel quale si è contraddistinto sia per aver ripetutamente nominato senatori a vita (ad eccezione di uno: Pininfarina) e magistrati costituzionali inclinati a sinistra, sia per aver respinto leggi di riforma, costringendo ad un doppio passaggio parlamentare e rallentando così l’azione riformatrice del Governo Berlusconi.

Ciampi, inoltre, non si è mai sottoposto al giudizio degli elettori: sempre “chiamato” in una sorta di investitura divina.

E lasciamo perdere i fervorini e i sermoncini grazie ai quali somiglia sempre più al suo predecessore.

Valutiamo, infine, anche l’età del Ciampi: 85 anni.

La nuova costituzione votata pochi giorni fa, propone uno svecchiamento della politica italiana e cosa propone Fini ? Di tenerci un presidente della repubblica che, se riuscisse a finire il suo mandato, arriverebbe a 92 anni, con tutte le difficoltà di tale, veneranda, età.

Insomma, ancora una volta il diavoletto, il consigliere fraudolento di Fini, ha ben compiuto il suo dovere: speriamo che ottenga gli stessi risultati dei precedenti interventi.
:: posted by Massimo @ 10:30


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