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il Castello WeBlog

 

 

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Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
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Grande coalizione, grossa sciocchezza

Il nostro Captainoconnell all’interno delle attività del Castello, ha lanciato un sondaggio sul ministro che ha meglio figurato.

Poiché non ha inserito nell’elenco Berlusconi (che avrei subito votato) mi sono trovato a decidere per una alternativa, rimosse tutte le altre, tra Giulio Tremonti e Roberto Castelli: ho votato Castelli per l’intervista di Tremonti sulla grande coalizione.

Sono infatti rimasto totalmente stupito dalle affermazioni del Ministro dell’Economia, di cui ho sino ad ora condiviso in toto l’impostazione politica, anche se hanno una loro logica pratica.

Tremonti si è detto: gli accordi a perdere sottoscritti da Andreotti, Ciampi e Prodi (Maastricht ed euro) ci impediscono di svolgere in autonomia una politica economica di risanamento e di crescita.

L’unica strada percorribile è quella che il Governo Berlusconi ha adottato dal 2001 ad oggi, ma le difficoltà vengono da una campagna di manipolazione e di stravolgimento della verità finalizzata non al bene del Paese, ma all’interesse delle consorterie e delle clientele parassitarie della sinistra.

Così abbiamo scioperi, una stampa che instilla pessimismo, una confindustria sempre a caccia di agevolazioni.

Tutto quello che rallenta l’efficacia dell’unica possibilità di coniugare la crescita con il rispetto delle forche caudine europee.

Allora, si è detto Tremonti, cosa c’è di meglio che fare la mia politica con la benedizione della sinistra cui offrire qualche osso per le sue clientele parassitarie ?

Ecco la proposta della grande coalizione: per poter fare una politica economica seria (cioè quella del Governo Berlusconi) senza gli ostacoli frapposti da una opposizione piccola piccola.

Mi sia però consentito dissentire.

Per quanto possa essere del tutto assente una politica economica di sinistra, qualche provvedimento simbolico (e costoso) dovrebbe comunque essere concesso, esattamente come è stato in Germania.

Così saremmo costretti ad allargare le maglie dell’immigrazione extracomunitaria e a tenerci questi magistrati.

Saremmo costretti a raffreddare i rapporti con gli Stati Uniti e a rinsaldare – in posizione genuflessa – quelli con Parigi e Berlino.

Saremmo costretti a finanziare i centri sociali e gli enti locali.

Saremmo costretti ad aumentare le tasse per pagare tutto questo.

Il gioco non vale la candela.

Non credo che le prossime elezioni daranno la maggioranza alla sinistra (Follini permettendo) e quindi mi sembra sterile proporre una grande coalizione in previsione di una situazione di stallo.

Se si verificasse uno stallo, si torni ad elezioni, anche ogni tre mesi, finchè dalle urne non esca una maggioranza chiara e di parte.

Nessun consociativismo con la sinistra.

Nessuna concertazione con la sinistra.

Nessun accordo bipartisan
.

Chi vince comanda al 100%, senza compromessi.

Solo questa è la strada per crescere, perché una grande coalizione, con gli inevitabili compromessi, non chiarirebbe meriti e colpe e, inquinando ogni programma, non risolverebbe mai il dilemma se quel programma sia o meno produttivo per il Paese, ma, soprattutto, non sarebbe efficace.

Noi e la sinistra siamo distinti e distanti.


La grande coalizione è una grossa sciocchezza, in Italia come altrove (e la Germania ce lo dimostrerà).
:: posted by Massimo @ 11:07


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