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Immigrati:una risorsa solo se si integrano

Le vicende francesi hanno avuto il merito di far riscoprire le profetiche parole del Cardinale Giacomo Biffi, allora ancora Arcivescovo di Bologna.

E se oggi Renato Farina le ha rispolverate in un bell’articolo su Libero e ieri le avevamo trovate citate dal nostro Marinello , ci sia consentito rivendicare la primogenitura della riscoperta, visto che su tali considerazioni avevamo scritto un post già il 22 agosto scorso.

Ormai solo persone sciocche o in malafede possono negare che il Cardinale Biffi, inopinatamente messo a tacere da una Curia ancora oggi sin troppo sbilanciata verso il terzo mondo, avesse avuto la capacità già nel 2000 di intuire e analizzare il problema della immigrazione.

Le bombe di Londra, le violenze in Francia, hanno una sola matrice originaria: quella musulmana.

Non si legge di filippini o di rumeni o di latino-americani che mettono a soqquadro le nostre città europee, eppure vivono ugualmente una situazione di disagio in periferie che non sempre le amministrazioni locali (anche e soprattutto quelle che si fanno belle con iniziative tipo “notti bianche” e sono politicamente schierate a sinistra) considerano nei loro progetti di spesa (magari preferiscono finanziare l’aria condizionata in qualche circolo cubano a L’Avana …).

Eppure filippini, rumeni, latino-americani, portano un contributo positivo alla nostra società, ricercano, loro per primi, l’integrazione.

Così non è per i musulmani, che pretendono di mantenere le loro abitudini, i loro riti, i loro costumi anche se aspettano prudentemente a farla valere di diventare preponderanti.

Ed è proprio su questo punto che dovrebbero suonare a distesa le campane di allarme per tutti noi: se diventano preponderanti, essendo già ora prepotenti, provate ad immaginare quale sarà la sorte di chi lo ha ospitati ed accolti senza alcuna forma di prevenzione !

Parigi, la Francia sono lì a testimoniarcelo: quartieri della capitale divenuti terra di nessuno, espropriati ai legittimi abitanti della Francia.

Noi abbiamo la fortuna di avere una legge, la Bossi-Fini, che ha invertito la rotta rispetto alla dissennata politica dell’accoglienza che era stata perseguita con i governi di sinistra, al punto che abbiamo ritardato lo scoppio dei disordini e possiamo trarre utili insegnamenti dall’esperienza francese.

Il primo e principale è rivedere il sistema delle quote dando la preferenza “(a parità di condizioni, soprattutto per quel che si riferisce all'onestà delle intenzioni e al corretto comportamento) le popolazioni cattoliche o almeno cristiane, alle quali l'inserimento risulta enormemente agevolato (per esempio i latino-americani, i filippini, gli eritrei, i provenienti da molti paesi dell'Est Europa, eccetera); poi gli asiatici (come i cinesi e i coreani), che hanno dimostrato di sapersi integrare con buona facilità, pur conservando i tratti distintivi della loro cultura”.

In sostanza: riservare le quote di ammissione ad immigrati non musulmani.

E’ su questo punto che si gioca il futuro della nostra sicurezza interna ed è solo in questo caso che possiamo considerare l’immigrazione una risorsa, diversamente, come la Francia insegna, gli “effetti collaterali” la trasformerebbero in una passività.
:: posted by Massimo @ 06:29


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