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il Castello WeBlog

 

 

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Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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L'Italia è federale


Una radiosa giornata, ieri, 16 novembre 2005: con 170 voti contro 132 il Senato ha concluso l’iter che rende l’Italia più moderna, più efficiente, proiettata verso il futuro.

E’ stata approvata la riforma della costituzione: e se ne sentiva il bisogno soprattutto dopo il pasticcio strumentalmente operato dalla sinistra alla fine della scorsa legislatura.

Pragmatico il commento del Presidente Berlusconi: “un altro impegno mantenuto”.

Eh sì, proprio così.

Senza alcun contributo da parte dell’opposizione di sinistra l’Italia ha l’ennesima riforma, fondamentale se vorremo competere ad armi pari nel mondo globalizzato.

Senza alcun contributo da parte dell’opposizione di sinistra, il Governo Berlusconi in meno di 5 anni è riuscito a scrostare un sistema ingessato e che si basava su norme vecchie anche di decine di anni.

Non solo la riforma della costituzione, ma anche la riforma del diritto societario, del diritto fallimentare, delle pensioni e del mercato del lavoro, della scuola e dell’università, delle comunicazioni e dell’immigrazione, del fisco e della politica estera.

Un autentico progetto di governo per un’Italia migliore che potrà trovare compimento nella prossima legislatura, come avvenne per la “Rivoluzione Blu” di Margareth Thatcher che riportò la Gran Bretagna tra i Grandi del mondo.

Ma veniamo a questo ultimo successo del Governo Berlusconi, che ha visto la estrema compattezza del Centro Destra.

Le norme votate dalla sola Maggioranza di Centro Destra e che hanno visto, come in tutta la legislatura, l’azione solo distruttiva della sinistra di opposizione rinnovano una costituzione che aveva ampiamente mostrato la corda e l’usura del tempo (in vigore dal 1° gennaio 1948 e preparata nei due anni precedenti: altri tempi, altri contesti, altra Italia).

La riforma innova sul piano politico e istituzionale.

Sul piano politico:

- la norma antiribaltone e il premierato: il premier (indicato dagli elettori) se sfiduciato con il concorso dell’opposizione va a casa, ma si svolgeranno nuove elezioni a meno che la stessa maggioranza uscita dalle urne non ne designi un altro;
- si abbassa l’età per essere eletti alla Camera (21 anni contro i 25 attuali), Senato (25 invece di 40) Presidente repubblica (40 invece di 50).
- I parlamentari saranno 193 in meno: 518 alla camera invece di 630 e 252 al senato invece di 315
.

Sul piano istituzionale:

- competenze diversificate per le due camere, generalista la Camera, federalista il Senato che avrà competenza per la materia comune con le Regioni.
- le regioni avranno competenza specifica in materia quali la sanità, l’organizzazione scolastica e la polizia locale.
- E’ sempre possibile il referendum sulle leggi costituzionali.
- I presidente delle Autorità di controllo verranno nominati dal presidente della repubblica, mentre l’opposizione avrà, costituzionalmente, diritto alla presidenza delle commissioni e dei comitati con compiti ispettivi, di controllo e di garanzia.
- Salvaguardia dell’interesse nazionale: Governo e Parlamento possono bloccare leggi regionali che pregiudichino l'interesse della nazione.

Anche solo da una breve sintesi, si può rilevare l’impatto innovativo e riformatore anche di questa ennesima riforma del Governo Berlusconi.

L’opposizione di sinistra, in questi quasi 5 anni di legislatura, non ha fornito alcun contributo, dimostrandosi portatrice degli interessi dei privilegiati e della più ottusa conservazione di un sistema che aveva ampiamente mostrato di essere logoro.

Ma il 16 novembre 2005 ha dimostrato, ancora una volta, che non occorre alcun atteggiamento “bipartisan” per fare buone riforme, anzi i compromessi da grande coalizione sono esiziali per una buona politica riformatrice.

Il Governo Berlusconi sta dimostrando da 5 anni come si possano fare buone e utili riforme senza alcun contributo della sinistra.


Anzi, forse sono buone e utili, perché la sinistra non vi ha proprio messo il becco.
:: posted by Massimo @ 07:01


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