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il Castello WeBlog

 

 

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Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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A che cosa serve il sindacato ?


Alcuni giorni fa ero in treno, di ritorno da Piacenza, leggendo l’ultimo studio del professor Pietro IchinoA che cosa serve il sindacato ?” (Mondadori, 280 pagine, euro 17,50) quando mi sono sentito chiedere: “cosa ne pensa” ?

Era un “collega” sindacalista di un’altra categoria, anche lui in viaggio per riunioni, che ugualmente aveva in mano il libro di Ichino che, evidentemente, è divenuto un “must” per gli addetti ai lavori.

Cosa ne penso ?

Che dovrebbe far riflettere il fatto che un docente (tra tanti) che è stato dirigente sindacale cgil e che ancora oggi, sia pur per “ragioni affettive” come scrive Ichino stesso, è iscritto alla cgil, formula le medesime critiche e medesime proposte che tante volte noi di Centro Destra abbiamo ragionevolmente posto sul tavolo della discussione, ricevendone solo insulti.

Il titolo non tragga in inganno: il sindacato serve ancora e servirà sempre, ma non questo sindacato confederale.

Il sindacato, non un ennesimo partito di sinistra, che sia anche associazione d’affari !

E Ichino cita ripetutamente l’art. 39 della costituzione, mai attuato, che è anche un mio “pallino”, per sostenere una regola legislativa della rappresentanza, della firma dei contratti e degli scioperi.

Una rappresentanza che, oggi, risente del clima massificatore in cui venne alla luce il totem di tanti sindacalisti e della sinistra: la legge 300/70, ma che oggi, con l’economia sviluppata e globalizzata, con l’informatica, è molto peggio di un reperto archeologico: è un gigantesco freno alla instaurazioni di relazioni sindacali moderne, agili e flessibili.

Oggi, infatti, un sindacato, indipendentemente dal numero degli iscritti, ha una rappresentanza sindacale aziendale (r.s.a.) in numero pari a quello di tutti gli altri.
E a nulla valgono le rappresentanze sindacali unitarie (r.s.u.) falsate da un sistema elettorale che è un mix tra voti e iscritti registrati.

Allora Ichino propone il sistema elettorale a collegio unico.

Rappresentanti sindacali suddivisi in base ai voti ottenuti dai sindacati.

Vi sembra logico ? Provate a proporlo in ambienti sindacali !

Così, anche la firma dei contratti e la sua efficacia erga omnes deriva da chi li firma (o non li firma).

Ma rilevante è il c.d. sciopero virtuale che ho avuto la piacevole sorpresa di ritrovare proposto nelle appendici, praticamente negli stessi termini in cui da anni lo propongo come alternativa ad uno sciopero tradizionale che oltre a rendere ostili i terzi (clienti/utenti) danneggiati dalla manifestazione, è anche solo e soltanto un danno per le tasche dei lavoratori e non danneggia la controparte.

Così il professor Ichino propone che un multiplo “X” delle retribuzioni trattenute per la/le giornata/e di sciopero dei dipendenti, venga versato anche dall’azienda in un fondo la cui destinazione verrebbe decisa al momento della firma del contratto.

Anche qui una soluzione logica che, però, non trova terreno fertile negli ambienti sindacali (e lo posso testimoniare in prima persona !) e neppure in quelli aziendali (e questo dovrebbe far riflettere i sindacalisti che rifiutano di esplorare tale ipotesi).

Mi auguro che Ichino abbia ragione quando, nella prefazione, scrive, rispondendo ad un giornalista che “ha scritto recentemente che le misure di politiche del lavoro si dividono in due categorie: quelle politicamente praticabili e quelle proposte da Pietro Ichino”, che nel tempo le sue proposte divengono realtà.

Speriamo non quando le stalle saranno già vuote.

Infine un’ultima considerazione.

Ichino dimostra che anche a sinistra ci si rende conto della necessità di ammodernare le relazioni sindacali: perchè continuano a dar retta ai pasdaran dello sciopero generale ?

Forse perchè pensano di conseguire un utile immediato per la loro parte politica pur danneggiando l'intera comunità nazionale, lavoratori in primis ?

E sarebbero persone con "senso dello Stato" ?
:: posted by Massimo @ 11:12


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