@
il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

"http://ilcastello1.net


E dopo Fazio ?

Riprendiamo il discorso sul governatore della Banca d’Italia dopo le dimissioni di Antonio Fazio.

Freedomland nel suo nuovo sito, ha opportunamente ricordato come il Ministro Giulio Tremonti avesse da almeno tre anni cercato di risolvere l’anomalia del governatore appena dimissionario, ricavandone insulti e strumentali attacchi, con la sinistra che fece quadrato attorno alla “alta figura istituzionale” di Fazio che, nel breve giro pochi mesi (è lecito pensare male ? Allora diciamo: appena la scalata Unipol alla BNL sembrava conclusa con successo) è stato brutalmente scaricato.

Ma il problema grosso è ora quello della sostituzione di Fazio.

Abbiamo già ricordato come, in altre circostanze, le dimissioni imposte ad un altro governatore, Paolo Baffi, diedero l’opportunità di insediare in quell’importante incarico Carlo Azeglio Ciampi, forse uno dei peggiori governatori che si ricordano, rappresentante di quei “poteri forti” che mai lo hanno abbandonato e che lui mai ha abbandonato.

La nomina di Fazio nel 1993 fu il risultato di uno scontro tra quei poteri forti che si divisero tra il successore naturale (Lamberto Dini, Direttore Generale) e il pupillo di Ciampi (Tommaso Padoa Schioppa, che poi fu dirottato verso le istituzioni europee ed ora torna tra i “papabili”).

Anche in questo caso non è stata una scelta felice.

Allora dobbiamo pensare che la soluzione migliore, più idonea, possa essere quella della scelta politica, come accade negli Stati Uniti, dove il Capo della Federal Riserve è nominato dal Presidente, rimanendo poi completamente autonomo nelle sue scelte e decisioni.

In questa prospettiva si sono già mossi gli stati maggiori delle coalizioni e, in particolare, i mai sconfitti inciucisti che, ora, tornano alla carica con la solita menata della scelta “bipartisan”.

Un compromesso che sarebbe sicuramente in perdita per la Maggioranza come lo è stato nella scelta del Presidente della Rai.

Per ottenere il consenso dell’opposizione, di questa opposizione meschina a ridotta ad un comitato d’affari, si è dimostrato che c’è una sola strada: lasciare la “poltrona” alla opposizione stesa.

Solo così ci sarebbe accordo.

La domanda è: è giusto che una Maggioranza debba sempre cedere all’opposizione per ottenerne il consenso ?

Risposta facile e sintetica: no.

La Maggioranza ha il diritto e il dovere di dispiegare la sua politica, con gli uomini che sono più congeniali alla sua attuazione.

Nel caso specifico è vero che il governatore della Banca d’Italia, una volta nominato, dovrà essere sganciato dalle contingenze politiche, ma è altrettanto vero che il parere del governatore è influente e come, abbiamo visto nelle maldestre operazioni poste in atto da Fazio, può influire sugli assetti degli istituti bancari, con conseguenze rilevanti negli equilibri economici e politici.

Così, in un’Italia dominata dai “poteri forti” alleati – come ha dimostrato la squallida esibizione del signor Della Valle ieri sera a Porta a Porta – della sinistra, è importante, proprio per quella reale “par condicio” vilipesa e calpestata dalla sinistra, avere un governatore che rimetta in (parziale) riequilibrio una situazione smaccatamente squilibrata verso la indecente alleanza del capitalcomunismo assistenzialista e clientelare che è politicamente rappresentato dall’opposizione di sinistra.

L’auspicio è che nessuno dei nomi usciti sulla stampa divenga governatore tanto meno Giuliano Amato (quello della rapina notturna del 1992 ai nostri danni del 6 per mille dai depositi bancari: quale affidabilità potrebbe dare costui ?).

I nomi, spesso, vengono fatti per bruciarli.

Poiché però non ho la presunzione di ritenere questo blog così influente, una terna io la faccio.

E il primo nome che mi viene in mente è proprio quello del vincente Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, anche se sarebbe doloroso per la Casa delle Libertà, privarsi di un ottimo ministro come lui.

Il secondo è un ex ministro e commentatore di economia: Francesco Forte, sempre acuto e con una precisa scelta di campo in chiave liberista, nonostante i suoi trascorsi socialisti.

Il terzo, che è anche il mio “preferito”, è un altro Ministro, di grande spessore culturale, morale ed esperto di questioni economiche: Antonio Martino.

In ogni caso, chiunque sia, che sia scelto in autonomia dal Governo Berlusconi, lasciando pure che la sinistra strepiti e si stracci le vesti, tanto non sanno fare altro.


L’inciucio, no, non sarebbe cosa buona nè giusta.

:: posted by Massimo @ 15:29


Links

Italy
TocqueVille


Security Tools

MS Safety Live
Antidialer
Antivirus
Antispyware

Feed

Atom 1.5
RSS 2.0

Il Castello si rinnova

Blogger