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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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Kadima non sia un modello

La sinistra ci ha abituato a clownesche capriole nel giudizio sulle persone e non ci meravigliamo di nulla.

Se negli anni passati avevano portato in pamo di mano Umberto Bossi perché aveva provocato la caduta del primo Berlusconi alla fine del 1994 e quindi lo hanno demonizzato perché si è rivelato il più fedele alleato del Cavaliere in questa legislatura, uguale sorte hanno avuto Fini e Casini innalzati alle stelle quando esprimevano opinioni in dissenso con Berlusconi e ricacciati negli inferi quando invece si allineavano al sentimento dell’elettorato del Centro Destra che Berlusconi interpreta nel migliore dei modi.

In ultimo vediamo come Casini, cui Vannino Chiti si era spinto ad offrire la desistenza se avesse abbandonato la Casa delle Libertà, ora è all’indice per aver autorizzato una commissione di indagine sulla 194.

Dall’atteggiamento schizoide della sinistra non si salvano i leaders stranieri.

E’ ora il turno di Ariel Sharon, primo ministro israeliano, additato fino all’altro ieri come un sanguinario massacratore degli “inermi” e “pacifici” palestinesi, ma ora diventato un serio candidato al nobel per la pace.

Autorevolmente sostenuto, tra l’altro, da un precedente premio nobel: l’ex leader laburista Shimon Peres.

Ma cos’ha fatto Sharon per essere innalzato agli onori della sinistra ?

Dopo aver provveduto alla eliminazione mirata dei capi più violenti del terrorismo palestinese e aver costruito un muro a protezione del suo popolo (ambedue i fatti stigmatizzati con la protervia che le è propria dalla sinistra che vorrebbe che gli israeliani si lasciassero ammazzare senza difendersi) invece di affrontare le primarie contro Netanyau, ha preferito andarsene dal Likud (il partito della destra israeliana) e fondarne uno nuovo (Kadima) che già nel nome è un programma: “avanti” con i ritiri unilaterali e l’abbandono delle Colonie che hanno reso fertile e produttiva quella terra.

A lui si è unito l’avversario di sempre, Peres, appunto, e il nuovo partito sembra avviarsi ad una trionfale vittoria alle elezioni di marzo.

Se fossi israeliano starei con Netanyau, ma non lo sono e allora guardo la vicenda da una ottica italiana.

Ma ve l’immaginate Berlusconi e Prodi che mollano i loro partiti per fondarne uno nuovo assieme ?

Oppure una grande coalizione con Berlusconi premier e D’Alema suo vice ?

Credo che farebbero ridere tutta Italia: strano che quando una cosa accade altrove venga presa sul serio.

Un po’ come la grande coalizione tedesca, frutto della scarsa fantasia teutonica che ha preferito l’inciucio – utile a nessuno e men che meno alla nazione – a scelte più coraggiose ma che facessero deragliare il treno della grigia monotonia germanica.

Il pericolo è che Kadima in Israele e la grande coalizione in Germania siano degli esempi per qualche italiota che pensasse ad un grande inciucio anche nel Bel Paese.

Allora apriamo un fuoco di sbarramento preventivo, perché una grande coalizione non è né carne, né pesce, ma un ibrido che non serve a risolvere i problemi di una nazione.

Perché le scelte devono essere chiare, così come gli indirizzi politici ed economici.

Una commistione tra chi vuole meno stato e più libertà e chi invece vuole più stato anche a scapito della libertà individuale produce solo dei comitati d’affari che abbiamo visto ampiamente essere fallimentari negli anni dell’arco costituzionale.


Sinistra e Destra, destri e sinistri sono due rette parallele e le “convergenze parallele” sono un concetto che non può trovare cittadinanza in una politica proiettata a fare gli interessi della nazione.

:: posted by Massimo @ 17:26


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