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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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"Toghe rosse" non avrete il loro scalpo

Sembra che la magistratura italiana, voglia assumere anche la guida della politica estera.
Così, in un impeto giustizialista, mentre da un lato rilascia, con tanti salamelecchi, chi è “solo” un “onesto guerrigliero”, dall’altro cerca di perseguitare chi ci difende da simili – pericolosi – individui.
Nel breve volgere di 24 ore abbiamo avuto due notizie sulla medesima falsariga.
Incriminato il marine che sparò all’auto che trasportava la giornalista comunista del Manifesto appena liberata e il funzionario dei Servizi Calipari, purtroppo colpito a morte.
Ridicolizzata la versione della giornalista comunista (che si era anche prestata come “attrice” nella sceneggiata posta in atto con un video dei terroristi suoi rapitori) che aveva parlato di scarsa velocità e di 400 colpi sparati, rimane la differenza di valutazione sul “rischio incombente” che ha fatto aprire il fuoco al marine.
Un po’ poco per procedere ad una incriminazione, soprattutto considerando che non si era in una località di villeggiatura dove non accade mai nulla.
Ancor più corrosivo il mandato di cattura europeo (sic !) staccato dalla magistratura milanese contro 22 agenti della C.I.A. “colpevoli” (colpevoli ?!?) di aver prelevato un predicatore d’odio e di averlo messo nelle condizioni di non nuocere.
A questi 22 agenti della C.I.A. dovrebbe essere concessa una onorificenza, non inviato l’ufficiale giudiziario !
Ben vengano operazioni simili che garantiscono la nostra sicurezza da chi sfrutta l’ospitalità per seminare odio e per inculcare principi di violenza e di distruzione.
Penso, ragionevolmente, che sia il marine che gli agenti della C.I.A., abituati a difendersi da ben altri nemici, abbiano poco da preoccuparsi da queste iniziative che nascondono solo una triste volontà di distinguersi, di ricercare la luce dei riflettori, anche se, così facendo, si favoriscono gli elementi disgreganti e violenti che possono ritenere che in Italia vi sia una sorta di zona franca, dove poter progettare le loro infami azioni, tutelati e protetti da formalismi giuridici che, nella guerra che stiamo combattendo contro i terroristi, agevolano solo questi ultimi e non i cittadini onesti.
:: posted by Massimo @ 14:08


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