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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

"http://ilcastello1.net


Politica arte del possibile

Due Consigli Nazionali (Forza Italia e Udc), una Direzione Nazionale (AN) e ieri l’Assemblea Costituente del Partito Unitario.
Così, prima della pausa agostana, si è messa in moto la macchina che porterà alle elezioni del 2006 la Coalizione di Centro Destra che governa (bene) in un periodo turbolento, così è stato anche attivato il processo unitario dello stesso Centro Destra.

Il tutto in una settimana in cui gli assestamenti nella politica italiana hanno visto il “giovane” Craxi all’inseguimento di una poltrona purchessia, aggregandosi alla incoerente armata Brancaleone (con tutto il rispetto per Brancaleone) della sinistra e il leader (?) della sinistra Prodi infilare una clamorosa gaffe sulla missione di pace Italiana in Iraq, a dimostrazione che il professore reggiano pur di soddisfare la sua ambizione, sacrificherebbe tutto e tutti, in una rincorsa con Bertinotti a chi la spara più grossa, evidenziando chiari limiti caratteriali, intellettuali e morali.

Ma veniamo al Partito Unitario, la vera novità della politica nei prossimi anni.

La stampa ha fornito interpretazioni differenti, crogiolandosi nei retroscena e nell’interpretazione dietrologica di quel che è stato detto o taciuto, quindi ci baseremo essenzialmente su quelli che sono stati gli interventi ufficiali.

Il via libera al Partito Unitario è stato dato da tutti i tre partiti che dovrebbero costituirne il nucleo fondante.
Un via libera che, però, non significa la immediata realizzazione di questo nuovo soggetto politico.
Ragioni tattiche e il permanere di alcune diffidenze di fondo hanno consigliato Berlusconi e Fini ad essere prudenti sulla tempistica ed a prevedere una sua concretizzazione dopo le elezioni del 2006, alle quali, quindi, si andrà – rebus sic stantibus - tutti con i simboli esistenti.
E questo potrà essere un bene, perché consentirà anche il recupero all’idea del Partito Unitario di una Lega che presumibilmente raccoglierà un buon successo alle elezioni, se manterrà la rotta tracciata da Castelli e Calderoli su giustizia, europa e terrorismo islamico.
Ognuno con i propri simboli ma con una sintonia che in questi ultimi tempi è stata marcata dall’approvazione della riforma della giustizia, della modifica dei tempi di prescrizioni e della recidiva, dal rifinanziamento della missione in Iraq, dai provvedimenti antiterrorismo.
Coesione che non ha la sinistra, spaccata anche sulle misure Pisanu contro il terrorismo islamico.

Per un Centro Destra spesso scosso da polemiche laceranti l’attuale coesione è un ottimo auspicio che trova puntuale riscontro nelle rilevazioni dei sondaggi, che danno la Coalizione di Governo in costante crescita.

Il periodo di vacanza agostano inizia quindi sotto ottimi auspici per la Maggioranza di Governo: coesione, un concreto progetto avviato per il Partito Unitario, un buon successo nella lotta contro il terrorismo islamico.
Il programma di Governo è ormai completato e le promesse sono state mantenute con la realizzazione di importanti riforme
Ognuno di noi avrebbe le sue speranze, le sue priorità, le sue aspettative, ma proprio per questo, perché le personali idee devono coniugarsi con quelle di altri è opportuno dare alla politica, che è l’arte del possibile, tutto il tempo necessario per creare e pluribus unum.
M.F.
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Il bandolo della madrassa

Il bandolo della madrassa.

Al momento in cui questo post viene realizzato sono stati eseguiti tre arresti a Londra e due a Roma. Praticamente sono stati presi una buona parte degli attentatori della strage nella capitale inglese.

A questo punto, tre considerazioni s'impongono.

La prima: la metodologia dell'intelligence. Le modalità di spionaggio dei servizi segreti, finora costituite a compartimenti stagni e con espansione prettamente nazionale, sta subendo una svolta. Come da tempo auspicavo in questo blog occorre un deciso lavoro di squadra di tutte le polizie del mondo allo scopo di contrastare il fenomeno terroristico. Fino a questo momento, infatti, molti servizi segreti dei vari paesi si sono rivelati inadatti per un'efficace azione di contrasto del fenomeno perché "scollegati" tra di loro. Addirittura in alcuni paesi come gli Stati Uniti d'America vi è incompatibilità tra servizi in una demenziale lotta che contrappone la CIA, l'NSA e l'FBI. Ogni compartimento d'intelligence facente capo a tali istituzioni, infatti, tende ad occultare le proprie scoperte allo scopo di gareggiare con i rispettivi "rivali" in una sorta di competizione, salvo poi dimostrare in blocco che questo isolazionismo si rivela fallimentare. Infatti, da sempre ogni servizio segreto tende a custodire gelosamente le proprie informazioni senza divulgarle e condividerle con le strutture analoghe dello stesso o di altri paesi, riducendo in questo modo drasticamente le sue possibilità di successo. Con quest'azione, invece si è rivelata l'efficacia di un cambio di rotta radicale in quanto si è dimostrato che se tali organizzazioni si strutturassero in una rete mondiale antiterroristica unificata esse potrebbero centuplicare la loro efficienza diventando molto incisive.

La seconda: il bandolo della matassa, anzi, della madrassa. Anche per mezzo di questi e di futuri clamorosissimi arresti, finalmente inizieremo a conoscere meglio l'identità del nemico, districando quell'universo di nodi e di interconnessioni che costella da sempre la galassia terroristica e le sue trame. Certo, non facciamoci illusioni, questa vittoria è assolutamente isolata nel contesto del terrorismo internazionale. Con cinque pedoni in partenza non si vince una partita a scacchi. Però, parafrasando un detto, siccome potere è sapere, più se ne sa di questi delinquenti e dei loro fiancheggiatori meglio si riesce a contrastarli. Per questo motivo ed in linea con il proverbio che chi ben inizia è a metà dell'opera, per mezzo di un percorso a ritroso si potrà nel lungo periodo arrivare ai gangli vitali del cancro che attualmete infetta il mondo intero.

La terza: l'interanzionalizzazione del fenomeno. Contariamente a quanto i sinistri affermano ed in accordo con l'ottima analisi di Magdi Allam, il terrorismo non è reattivo ma aggressivo. Un'eventuale decisione di ritirarsi dall'Iraq non significherebbe fermare gli attentati o diminuirne il pericolo ma al contrario, equivarrebbe a cedere proprio ai terroristi l'iniziativa permettendo loro di disporre di un rifugio sicuro che a sua volta costituirebbe un ponte per un attacco economico e sociale all'occidente. Lo sta a dimostrare la cittadinanza degli arrestati a Roma, entrambi somali. La Somalia, paese in odore di terrorismo, nulla ha a che fare con il Medio Oriente né con Saddam ma ha comunque ha visto molti suoi cittadini unirsi alla jihad. Perché ? La motivazione è semplice: non esiste nel paese un governo credibile ma un'accozzaglia di politicanti corrotti da bande più o meno facinorose e dove regna l'anarchia, ovviamente, mancano anche legalità e repressione ovvero tutti gli elementi fondamentali per il controllo del territorio. Territorio in cui, neanche a dirlo, il terrorismo prolifera come un micidiale virus. Da qui l'importanza di creare al più presto un governo in Iraq, in modo da rimettere il potere nelle mani di coloro i quali con leggi speciali durissime possano schiacciare i fanatici che l'infestano.
Pertanto, nel caso in cui decidessimo di seguire Zapatero scappando dall'Iraq in attesa di una fantascientifica e reiterata risoluzione ONU (che, per inciso, c'é già) alla fine dei conti ci troveremmo sempre più con un terrorismo rafforzato ed in casa nostra; perché, per quanto se ne dica, il fine ultimo dei tagliagole è quello di islamizzare il mondo con le buone o le cattive (più con le cattive, direi) e chi non accetta fa la fine dei matiri trucidati dai Talebani allo stadio. Se così non fosse, che ci farebbero due somali tra gli assassini di Londra ?

Tanto vale allora combattere e colpire questi delinquenti preventivamente e secondo l'ottima dottrina Bush.

Defendit Numerus
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Un cippo per Giuliani

Un cippo per Giuliani.

Questa la novità a cui lo Stato Italiano ed il Comune di Genova hanno acconsentito, un monumento alla violenza ed alla disobbedienza civile. C’è forse da sorprendersi ? Direi di no. La spirale della glorificazione dei delinquenti è ormai cosa nota, dalla vicenda di Sigonella in cui un Craxi a cresta alzata consentì ai terroristi di fuggire, passando per l’asilo politico di Ochalan, transitando per la vergognosa vicenda della Baraldini accolta in Italia come un’eroina fino alla consacrazione definitiva di Casarini al ruolo di leader politico e di Sofri come personaggio colto e raffinato, addirittura scarcerabile con il beneplacito dal pessimo Ciampi, il quale sembra non veder l’ora di liberare gli avanzi di galera. Ma a questo punto, se qualcuno vuole salire agli onori della cronaca basta che si armi di un vaso di fiori e lo tiri in testa ad un passante affermando che di gesto politico si trattava: il suo angolo di storia sarà assicurato così come due righe sui giornali e magari una statua in cui invece del cavallo egli cavalcherà un rododendro. Che diamine ! In fondo al cimitero la vittima ha pure una lapide commemorativa tutta sua !

Ed ora siamo alla follia: Garibaldi ? Macché. Mazzini ? Neanche. Giuliani. Ragazzo, dice la lapide. Idiota, diciamo noi. Poco importa che l’installazione del cippo sia a totale carico della famiglia. Come mai allora non è consentito alle famiglie di poveri carabinieri o poliziotti di creare un cippo ad hoc per i loro cari quando essi muoiono per sventare una rapina ?

Questo non è un monumento da tollerare in una piazza, è una lapide da trasferire nella casa dell’incolpevole famiglia perché non rappresenta nulla di eroico, nulla che valga la pena essere ricordato se non con connotazioni negative. Se proprio vogliamo un monumento facciamolo a Placanica che ha dovuto subire anche l’umiliazione di un processo per essersi semplicemente difeso dal linciaggio.

Nell’attesa di un monumento ai kamikaze, valutate bene l'opportunità di creare pure voi il vostro angolo di gloria per essere ricordati dai posteri, magari non pagando più le tasse. Nella statua che ne conseguirà potreste imperiosamente cavalcare un assegno da dieci milioni di dollari, a vostre spese, ovviamente.

Defendit Numerus
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Totò, Peppino e la finanza rossa

Sembra uno di quei film in bianco e nero, invece è attualità economica.
Dove Totò è il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, Peppino è il patron della Banca Popolare Italiana Giampiero Fiorani e la finanza rossa è quella galassia che sta, come una piovra, occupando le banche e i gangli delle istituzioni finanziarie.
"Ti bacerei in fronte" dice Peppino a Totò, quando questi gli comunica di aver firmato l'autorizzazione alla sua OPA su Antonveneta.
Peccato che in ascolto vi fossero le Fiamme Gialle e che la registrazione finisca sulla stampa.
Così l'ABN AMRO, banca olandese la cui OPA era stata un fallimento (adesioni inferiori al 3%) torna in gioco, in una riedizione dell'ingenuità con la quale i tre colonnelli di Fini furono ascoltati in un bar di Roma.
E ieri viene eletto Augusto Fantozzi a Presidente dell'Antonveneta, in un CdA tutto "orange".
E chi è Augusto Fantozzi se non l'ex ministro delle finanze di governi di sinistra ?
Ecco che se Totò, nella malintesa intenzione di difendere la "italianità" della BNL ha fornito un assist all'Unipol (banca della Lega delle Cooperative), toppando clamorosamente nel difendere l'italianità dell'Antonveneta, sembra consegnare un'altra banca alla sinistra (come se non ne avessero abbastanza) e per soprammercato affronta un'offensiva, pienamente giustificata, per le sue dimissioni.
Il dramma, in una vicenda che sarebbe una farsa, si manifesta proprio in questa fase, dove i candidati a sostituire Fazio, sono tutti, ma proprio tutti, sodali o contigui a quei poteri forti che hanno stretto un'alleanza di ferro con la sinistra di opposizione.
Così abbiamo Tommaso Padoa Schioppa, già Vicepresidente della BCE (ed è tutto un programma !) e delfino di Ciampi (altro biglietto da visita che la dice tutta !).
Abbiamo Mario Monti, per due mandati commissario europeo che, pur se nominato nel 1994 da Berlusconi, ha preso talmente male la sua mancata riconferma ad un terzo (terzo !!!) mandato, da unire la sua voce al coro dei catastrofisti.
Abbiamo Giuliano Amato (sì, proprio lui, il presidente del consiglio che ci espropriò nel 1992 del 6 per mille dei nostri risparmi !!!).
Abbiamo Presidente (Giovanni Bazoli) e Amministratore Delegato (Corrado Passera) di Banca Intesa, personaggi notoriamente legati a Prodi, pel tramite della vecchia sinistra di "base" della DC.
Insomma, abbiamo davanti un panorama che, pur avendo apprezzamento zero nei confronti di Fazio, siamo costretti a ritenere le "toppe" peggiori del "buco".
E siamo costretti a dire che se le alternative a Fazio fossero i nomi che abbiamo letto sulla stampa ed elencato, allora ....teniamoci Totò e magari fosse quello "vero" !
M.F.
:: posted by Massimo @ 10:56 | go to "Totò, Peppino e la finanza rossa" | Help |

Previdenza integrativa:interessi miliardari

Il Governo ha dato il via libera alla bozza di decreto legislativo che, recependo le indicazioni della riforma delle pensioni (una delle tante riforme necessarie attuate dal Governo Berlusconi) consentirà, tra l'altro, dal 2006 di versare il proprio TFR (trattamento di fine rapporto) al fine di realizzare una pensione integrativa.
Naturalmente i sindacati non sono d'accordo e con loro neppure Confindustria.
Si oppongono al decreto riempendosi la bocca di paroloni, ma in realtà. se andiamo a guardare i motivi essenziali, difendono un interesse comune e prosaicamente economico.
Quali sono infatti i motivi principali di opposizione ?
1) L'equiparazione delle polizza assicurative ai fondi negoziali
2) La pretesa insufficienza delle "compensazioni" alle industrie.
Insomma ragioni prettamente economiche e di potere che fanno convergere l'interesse di due associazioni (dei lavoratori e degli imprenditori) nella opposizione alla bozza di decreto del Governo.
Vediamo il perchè.
Il TFR è una retribuzione differita che, sino ad ora, era gestita in un apposito fondo, con rendimento intorno all'1,5%.
Ma era (è) una appostazione contabile, il denaro rimaneva nella disponibilità delle aziende che a bilancio iscrivevano una partita specifica (Fondo accantonamento TFR).
Non sfugge all'osservatore attento come il permanere materiale di denaro dei lavoratori presso le casse aziendali (fino al licenziamento o pensionamento) significasse una disponibilità di liquidità a costo zero (o quasi) per l'azienda stessa.
Alcune aziende/categorie hanno da tempo istituito dei fondi pensione integrativi di carattere negoziale, nei quali confluiscono contributi dei singoli lavoratori, versamenti aziendali e, in taluni casì, anche il TFR o parte di esso.
Anche qui l'osservatore annoterà due aspetti: un fondo negoziale che, in quanto tale, si dota di strutture amministrative interne, con nomina di Consiglio di Amministrazione in genere paritetico tra azienda e sindacati e la gestione "in famiglia" del fondo stesso e dei suoi investimenti.
I fondi - polizze - istituite dalle assicurazioni, pur venendo gestiti in modo professionale, scontavano una tassazione superiore e una impossibilità di ricevere il contributo da parte aziendale.
La bozza del decreto governativo elimina questi limiti, aprendo alla equiparazione tra fondi negoziali e polizza assicurative.
In sostanza il singolo lavoratore potrà decidere se aderire al fondo aziendale o di categoria gestito dal datore di lavoro e dai sindacati, oppure, a parità, ad una polizza assicurativa.
Ma nel primo caso il suo denaro sarà gestito dall'azienda e dai sindacati, nel secondo da una società terza.
Al lavoratore viene offerta una maggiore libertà di scelta, che cozza contro la pretesa dei sindacati di estendere la loro sfera di intervento (e contro le ambizioni dei sindacalisti a trasformarsi - con i soldi altrui - in consiglieri di amministrazione, sindaci etc.).
Cozza anche contro l'interesse delle aziende a continuare a gestire il denaro che versano (e che comunque, essendo retribuzione differita non è loro denaro, ma dei lavoratori) e che dichiarano insufficienti le "compensazioni" promesse dal Governo.
Ci si può domandare: per quale logica si dovrebbero concedere "compensazioni" alle aziende per denaro che non è più loro ?
E ci si può anche domandare se non sarebbe meglio versare in busta paga l'intera quota spettante e che chi la riceve ne faccia l'uso che ritiene migliore: spenderla, investirla o risparmiarla.
Ma forse questo è chiedere troppa libertà in un sistema che si trascina da 35 anni (da quel 20 maggio 1970) una cappa di lacci e lacciuoli che nel rendere ipertrofica l'organizzazione sindacale (leggere sui sindacati le brillanti note in Atroce Pensiero) ha trasformato quest'ultima in una macchina da business, stravolgendone l'essenza.
M.F.
:: posted by Massimo @ 10:32 | go to "Previdenza integrativa:interessi miliardari" | Help |

Cronologia del terrorismo musulmano

La sinistra, nella sua congenita, ereditaria e incurabile azione di inquinamento della storia e della cronaca, cerca di accreditare la menzogna per cui la liberazione dell’Iraq ha aperto le porte al terrorismo islamico.
Lampante in proposito l’infelice uscita (ma quando mai ne ha di felici ?) di Prodi che si chiama fuori dalla discussione sul finanziamento della missione in Iraq, dichiarando che la miccia l’avrebbero accesa “altri”.
Naturalmente non è vero, e la cronologia del terrorismo musulmano che segue, sicuramente incompleta, lo dimostra ampiamente.
La liberazione dell’Iraq risale al marzo-aprile 2003, le date degli attacchi dei terroristi islamici (omettendo tra l’altro tutta la serie di dirottamenti aerei degli anni settanta e gli atti compiuti dal terrorismo islamico in Israele, nostro avamposto, che peraltro sono evidenziati qui) sono ben anteriori.
Semmai è vero che la liberazione dell’Iraq è arrivata troppo in ritardo, proprio grazie alle querimonie dei buonisti sinistri.
Adesso siamo nel pieno di una guerra totale, che dobbiamo vincere con ogni mezzo.

liberamente tratto dalla prima pagina de La Padania del 24 luglio 2005





5 settembre 1972 Un commando di terroristi palestinesi prende in ostaggio 11 atleti israeliani al villaggio olimpico di Monaco, in Germania: muoiono tutti gli atleti Israeliani e 5 terroristi. Le Olimpiadi proseguono. E’ il biglietto da visita del terrorismo islamico.

17 dicembre 1973 Un commando di terroristi arabi seminava la morte su un aereo della compagnia Pan American, fermo sulla piazzola di manovra. I terroristi, bombardato con ordigni al fosforo l'aereo della compagnia americana, si impadronivano di un aereo della Lufthansa su cui facevano salire alcuni ostaggi, tra cui sei guardie di pubblica sicurezza. Costringevano quindi l'equipaggio che già era a bordo a far decollare il velivolo che iniziava così un forsennato peregrinare per i cieli d'Europa e del Medio oriente. L'incubo terminava nella tarda serata del giorno 18 all'aeroporto del Kuwait dove venivano liberati gli ostaggi e arrestati i terroristi. Il bilancio delle vittime era pesante: 28 morti sull'aereo della Pan American, la guardia di finanza Antonio Zara, ucciso a Fiumicino mentre cercava di opporre resistenza ai terroristi, un tecnico della società Asa, Domenico Ippoliti, barbaramente trucidato a sangue freddo sull'aereo della Lufthansa.

21 dicembre 1975 Un commando palestinese guidato da Carlos “lo sciacallo” (il venezuelano Illich Ramirez Sanchez) assalta la sede dell'OPEC di Vienna e prende in ostaggio 81 funzionari (che verranno rilasciati due giorni dopo in Algeria); nell’azione vengono uccise 3 persone e 7 rimangono ferite.

Novembre 1979 Viene occupata a Teheran l’Ambasciata Americana. Protagonisti sono terroristi islamici, resi fanatici dall’insegnamento di Khomeini, tornato in Iran, dopo essere stato in esilio e protetto in Francia. L’occupazione durerà oltre un anno.

6 ottobre1981 Un commando di terroristi islamici uccide il presidente egiziano Anwar El Sadat mentre assiste alla parata militare in ricordo della guerra dello Yom Kippur. L’attentato, effettuato con armi automatiche e bombe a mano, provoca la morte di altre 5 persone e il ferimento di 38.
18 aprile 1983 L’esplosione di un’autobomba davanti all’ambasciata USA a Beirut causa la morte di 63 persone (tra cui 17 americani) oltre a un centinaio di feriti. L’attentato è rivendicato dalla Jihad islamica.
23 ottobre 1983 Un nuovo attacco della Jihad islamica a Beirut provoca la morte di 254 marines americani e di 58 paracadutisti francesi.
7 ottobre 1985 Terroristi palestinesi prendono il controllo nella nave da crociera italiana "Achille Lauro"; un anziano turista statunitense, di origini ebraiche, viene selvaggiamente trucidato. I terroristi riescono a fuggire protetti dal governo Craxi contro i marines che avevano circondato l’aereo in fuga e atterrato per rifornimenti a Fiumicino.

27 dicembre 1985 In un clima di festa natalizia, Roma è sconvolta all'aeroporto di Fiumicino da un inferno di fuoco.Terroristi del gruppo estremistico Abu Nidal con raffiche di mitragliatori e bombe a mano provocano una strage negli uffici box d'imbarco della compagnia israeliana El Al, e in quella americana della Twa. Restano vittima 13 persone, altre 70 sono ferite, 4 terroristi uccisi.
15 aprile 1986 La Libia di Gheddafi compie un vero e proprio atto di guerra contro l'Italia lanciando due missili Scud contro l'isola di Lampedusa. Fortunatamente l'inettitudine libica sbaglia completamente mira e i missili non fanno danni. Il governo italiano di allora (lo stesso governo Craxi che mostrò i muscoli contro i nostri stessi Alleati Americani, vilmente non reagì.

21 dicembre 1988 Un aereo di linea della Pan Am esplode in volo presso Lockerbie, in Scozia, causando la morte di 270 persone. Il processo contro i due libici accusati della strage si conclude il 31-I-2001 con la condanna all'ergastolo di uno degli attentatori. Il dittatore libico Gheddafi, dopo la lezione impartita con la liberazione dell’Iraq, riconosce le colpe e risarcisce le vittime.

1992 Inizia l'insurrezione islamica in Egitto. La prima vittima è una britannica in un attacco a un minibus vicino a Dairut nella parte meridionale del Paese.

26 febbraio 1993: Una bomba esplode in un caffè nel centro del Cairo uccidendo un cittadino svedese, un turco e un egiziano. 18 i feriti.

26 febbraio 1993 Prima strage al World Trade Center di NY: una bomba scoppia nel parcheggio sotterraneo provocando 6 morti e oltre 1000 feriti. L’attentato è attribuito a Osama bin Laden.

26 ottobre 1993 Un terrorista musulmano uccide due americani e un francese e ferisce altri tre stranieri in un hotel del Cairo.

4 marzo 1994 I terroristi islamici aprono il fuoco su una nave in crociera sul Nilo e uccidono una donna tedesca.
6-7 luglio 1994 Nella notte fra il 6 e 7 luglio 1994, si consumava un atroce caso di terrorismo islamico ai danni dei cittadini Italiani. Quella notte il mercantile italiano "Lucina" alla fonda nel porto di Djendjen una cittadina a 300 km da Algeri proveniente da Cagliari attende di essere scaricato di un carico di smollino l'ingrediente base per fare il cuscus. I sette marittimi sono tutti italiani, gente semplice uomini sposati con figli, abituati a solcare il mare per vivere. Non prendono precauzioni, hanno fatto quel viaggio decine di volte nessuno immagina di diventare bersaglio del fondamentalismo islamico che insanguina l'Algeria. è notte fonda. 10 uomini si avvicinano in silenzio con gommoni e salgono a bordo. I marinai vengono sorpresi nel sonno e si consuma il macabro rituale che l'integralismo riserva agli infedeli: sgozzati come animali nelle loro brandine, chi tenta disperatamente la fuga viene finito a colpi di ascia. quando la motonave verrà restituita all'armatore sui pavimenti e le pareti delle cabine gli schizzi di sangue sembrano venire da un mattatoio. L'eccidio viene orgogliosamente rivendicato dalla GOA braccio militare del FIS.

26 agosto 1994 Un ragazzo spagnolo di 13 anni viene ucciso e altre tre persone restano ferite in un attacco dei terroristi islamici a un bus a Nag Hamadi, nel sud del Paese.
27 settembre 1994: due tedeschi e due egiziani sono uccisi a colpi di arma da fuoco a Hurghada, una località turistica sul mar Rosso.
23 ottobre 1994 Un britannico resta ucciso in un attacco a un minibus vicino a Naqada nell'Egitto meridionale. Tre suoi connazionali vengono feriti.
25 luglio 1995 Una bomba esplode alla stazione Saint-Michel della metropolitana di Parigi, provocando 7 morti e 29 feriti. L’attentato, non rivendicato, è stato attribuito ai terroristi islamici del GIA (Gruppo islamico armato) algerino.

18 aprile 1996 4 terroristi islamici aprono il fuoco su dei turisti greci, uccidendone 18, di fronte all'Europa Hotel del Cairo. 17 i feriti.
25 giugno 1996 Un’autobomba viene fatta esplodere accanto al quartier generale dell’aviazione USA a Dahran (Arabia Saudita): 19 soldati rimangono uccisi, oltre 300 feriti. L’attentato è attribuito a Osama bin Laden.

18 settembre 1997 terroristi islamici uccidono nove turisti tedeschi e il loro autista in un attacco al loro bus di fronte al museo centrale del Cairo. 18 i feriti.
17 novembre 1997 Un commando composto da cinque terroristi islamici spara sulla folla di turisti stranieri a Luxor (Egitto): i morti sono 58, diverse decine i feriti.
7 agosto 1998 Duplice attentato contro le ambasciate degli USA in Kenya e in Tanzania: due autobombe esplodono quasi contemporaneamente a Nairobi e a Dar el Salaam provocando complessivamente 301 morti (tra cui 12 cittadini americani) e oltre 5000 feriti.
12 ottobre 2000 Un gommone esplosivo lanciato contro il cacciatorpedinere americano USS Cole nel porto yemenita di Aden causa 17 morti e 39 feriti. L’attentato è attribuito a Osama bin Laden.

11 settembre 2001 A New York sono le 8.48 del mattino. Un aereo di linea della American Airlines partito da Boston e diretto a Los Angeles con 81 passeggeri a bordo si schianta contro la prima delle Torri Gemelle, quella Nord. Dopo appena diciotto minuti, il secondo attacco: un altro Boeing, partito da Washington e diretto sempre a Los Angeles - i passeggeri a bordo sono 58 - investe la seconda Torre. Un’ora dopo, un terzo aereo si abbatte sul Pentagono e, quasi contemporaneamente, il volo numero 93 della United Airlines partito da Newark per San Francisco precipita in un campo della Pennsylvania, vicino Pittsburgh. Le vittime degli attentati sono oltre tremila, tutti rivendicati dalla rete terroristica Al Qaeda del miliardario saudita Osama Bin Laden.

11 aprile 2002 A Djerba (Tunisia) un camion riempito di gas naturale si schianta contro un muro dell’antica sinagoga di El Ghirba. I morti sono 20, 15 turisti (14 tedeschi e un francese) e 5 tunisini. La rivendicazione dell’attentato è di Al Qaeda.
8 maggio 2002 A Karachi (Pakistan) un attentatore suicida si scaglia con un’automobile imbottita di esplosivo contro un autobus della marina militare davanti all’hotel Sheraton, nel centro della città. I morti sono una quindicina. Di questi, 11 sono tecnici francesi impegnati in un progetto navale franco-pakistano. Karachi è una delle roccaforti dei gruppi integralisti islamici pachistani che si oppongono alla politica filo-occidentale del presidente Pervez Musharraf. Le forze di polizia ritengono che nell’azione sia implicato il gruppo terroristico che fa capo a Osama bin Laden.
12 ottobre 2002 A Bali (Indonesia) una bomba colpisce il Padi Club, discoteca a due piani sul lato est di Jalan Legian, la via più frequentata di Kuta Beach. Pochi secondi dopo, mentre la gente corre fuori, un’auto bomba esplode all’interno del frequentatissimo Sari, a poche decine di metri più a nord, una grande area coperta da un tetto di paglia con grandi schermi su cui vengono proiettati video clip. Età media del pubblico: 20 anni. I morti - per la gran parte turisti occidentali di 22 diverse nazionalità - sono 202, i feriti più di 250. Le esplosioni vengono rivendicate dall'organizzazione Jemaah Islamiah, legata ad Al-Quaeda.
28 novembre 2002 A Mombasa (Kenya) 13 persone, tre israeliani e dieci kenioti, perdono la vita in un attentato contro l’hotel Paradise, frequentato da turisti israeliani. Più o meno nello stesso momento, due missili mancano un aereo della compagnia israeliana Arkya con 261 passeggeri appena decollato da Mombasa. L’8 dicembre Al Qaeda rivendica il doppio attentato.
12 maggio 2003 A Riad (Arabia Saudita) una colonna di auto formata da sette veicoli esplode contro un complesso residenziale abitato da occidentali. Nell’attentato perdono la vita 35 persone (tra cui 9 americani) e i feriti sono circa 200.
16 maggio 2003 A Casablanca (Marocco) oltre 40 persone vengono uccise e un centinaio ferite in una serie di attentati dinamitardi compiuti nella notte a Casablanca. Tra le vittime c’è anche un tecnico italiano. I terroristi sono legati alla rete Al Qaeda.
19 agosto 2003 un camion bomba viene lanciato da un kamikaze contro l'Hotel Canal, sede del quartier generale dell’Onu. Nell’esplosione muoiono 22 persone: si tratta del più grave attentato nella storia dell’organizzazione internazionale. Sotto le macerie muore anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Iraq, il brasiliano Sergio Vieira de Mello.

12 novembre 2003 un camion bomba si schianta contro il quartier generale della missione italiana in Iraq. Perdono la vita 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili italiani.

15 novembre 2003 Nel giorno del riposo ebraico ad Ankara (Turchia), due camion imbottiti di esplosivo saltano in aria davanti a due sinagoghe (quella di Shishli e quella di Neve Shalom, nel quartiere di Beyoglu-Kuledibi) uccidendo 23 persone e ferendone circa 300. Tra le persone che hanno perso la vita c’è anche un cittadino italiano di 57 anni. Il giorno dopo, il quotidiano arabo Al-Quds Al-Arabi riceve una rivendicazione dalla rete terroristica di Osama Bin Laden.
20 novembre 2003 a Istanbul due bombe esplodono contro il consolato britannico e la banca HSBC. Muore il console del Regno Unito.
11 marzo 2004 Alle 7,39 del mattino, la stazione Atocha a Madrid e due nei dintorni della capitale vengono investite da dieci violente esplosioni. È strage:192 morti e 1.427 feriti. Le vittime sono soprattutto operai dei sobborghi di Guadalajara e Alacalà de Henares, colpiti mentre si recano al lavoro. La linea è frequentata da 900mila passeggeri ogni giorno, tra cui molti studenti. Il terrorismo islamico colpisce nel cuore dell’europa. Le prime indagini sono indirizzate verso l'Eta ma, a seguito di una rivendicazione delle sedicenti brigate Abu Hafs Al-Misri e del ritrovamento ad Alcalá de Henares di un furgone con detonatori e nastri in cui sono registrati versetti del Corano, prende consistenza la pista araba. Il 13 marzo sono compiuti i primi arresti, tre marocchini e due indiani, e nella notte viene ritrovato un video, nei pressi della moschea di Madrid, in cui Al Qaeda rivendica gli attentati. Vengono, quindi, arrestati altri 9 uomini, in gran parte marocchini, mentre si fa sempre più forte l’ipotesi che gli attentati di Madrid siano collegati a quelli di Casablanca del 16 maggio 2003.
3 ottobre 2004 Un commando di 17 guerriglieri ceceni prende in ostaggio centinaia di persone (la maggior parte sono bambini) nella scuola di Beslan, nell’Ossezia del nord, una regione della Cecenia. Dopo due giorni, un blitz delle forze dell’ordine sovietiche pone fine all’assedio. Anche i sequestratori sparano. È un massacro: i morti sono 394 morti, e tra questi 156 sono bambini.
7 ottobre 2004 Un attentato dei terroristi islamici nelle località di Taba and Ras Shitan uccide 34 persone. Tra le vittime ci sono due sorelle della provincia di Cuneo, Sabrina e Jessica Rinaudo. Oltre 100 i feriti.
2 novembre 2004 Il regista olandese Theo Van Gogh viene assassinato da un estremista musulmano che loh avoluto così punire per aver denunciato nel suo film Submission le brutalità cui vengono sottoposte le donne musulmane in base alle norme islamiche.

30 aprile 2005 Due terroriste islamiche aprono il fuoco su un bus turistico al Cairo e feriscono sette persone, tra cui 4 stranieri. Nell'attacco muoiono le due donne. 7 aprile: Un terrorista islamico si lascia esplodere vicino al mercato di Khan al-Khalili, uccidendo due francesi e un americano.

7 luglio 2005 Quattro bombe sono fatte esplodere da terroristi islamici a Londra. 3 nella metropolitana ed una in un autobus di superficie. I morti sono 56 tra i quali una ragazza italiana, Benedetta Ciaccia.

23 luglio 2005 A Sharm el Sheik, località turistica del Mar Rosso, altre 4 bombe fatte esplodere da terroristi islamici uccidono un numero ancora imprecisato di persone (tra 60 e 100) tra i quali sei italiani.


La guerra continua ed è una guerra dichiarata contro l’Occidente, contro la Civiltà, ben prima della liberazione dell’Iraq.
Purtroppo non avevamo voluto ascoltare i segnali di allarme e ancora c’è che non li vuole né ascoltare, né vedere.
M.F.
testo aggiornato alle 11,10 di venerdì 29 luglio 2005
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Reagire

I terroristi islamici colpiscono ancora.
L'Inghilterra che sembrava un esempio di multietnicità paga ora, e duramente, una politica dell'accoglienza che stava facendo proseliti anche in Italia.
Come scrive giustamente sull'edizione odierna di Libero il direttore Vittorio Feltri: bisognava cacciarli prima !
Forse Feltri non se lo ricorda, ma nel suo editoriale sono contenute le stesse esortazioni che pronunciò l'ex arcivescovo di Bologna Cardinale Giacomo Biffi in alcune omelie, prima che gli venisse imposto il bavaglio nel momento in cui l'Occidente, guidato dagli Stati Uniti, stava per iniziare la liberazione dell'Iraq.
Da allora Biffi non ha più rilasciato interviste.
Eppure Biffi aveva ben chiaro il problema che ora è esploso in Gran Bretagna e potrebbe non tardare ad esplodere anche in Italia, nonostante i seri provvedimenti disposti dal Governo anche su spinta della Lega.
Biffi aveva posto l'attenzione sul tipo di immigrati che accogliamo.
Immigrati provenienti da un ambiente assolutamente straneo alla nostra cultura civile e religiosa e aveva auspicato una selezione dell'immigrazione per favorire l'innesto di persone che avessero una maggiore affinità con la nostra cultura.
Oggi Feltri afferma che il pericolo deriva da questi immigrati che mantengono vive le tradizioni e la mentalità della loro cultura di origine e, soprattutto, di un credo religioso (musulmano) assolutista e chiuso.
Sempre Feltri afferma che, viceversa, nessun pericolo verrebbe a noi da una immigrazione filippina, rumena o ucraina.
Condivido.
La Bossi-Fini ha svolto un'opera meritoria di inversione di tendenza rispetto alla politica precedente che ci avrebbe già trasformato in una Italiastan, ma adesso non è più sufficiente.
Adesso è necessario reagire, facendo ulteriori passi avanti.
Contingentare l'immigrazione, dando la precedenza a chi proviene da pasei che abbiano una maggiore affinità con le nostre sensibilità civili e religiose.
Non più, quindi, una ripartizione proporzionale delle disponibilità dei visti di ingresso in base alle quote di richiesta, ma una graduatoria in base alla provenienza.
I "benpensanti" (che pensano talmente bene da essere la nostra rovina) ne saranno inorriditi, ma davanti all'esempio inglese non possiamo fare finta di niente e se non reagiamo con un nostro Patriot Act che prenda anche decisioni difficili come la selezione dell'immigrazione, rischiamo di ritrovarci nelle condizioni in cui è Londra oggi.
E non so se il nostro Governo avrà la forza di ordinare, come è stato giusto ordinare all'antiterrorismo britannico, di sparare ai sospetti con "licenza di uccidere".
Personalmente sono convinto che la Gran Bretagna stia affrontando l'offensiva del terrorismo islamico con la giusta energia.
Noi siamo avvantaggiati.
Siamo avvantaggiati dalla minor presenza di immigrati musulmani di seconda generazione.
Siamo avvantaggiati dall'aver potuto vedere quel che è accaduto a Londra.
Siamo avvantaggiati perchè l'11 settembre ha fatto aprire gli occhi ad alcuni di noi (altri, a sinistra, li tengono ostinatamente chiusi e con la testa ficcata sotto la sabbia).
Ma non possiamo cullarci nell'illusione che i provvedimenti assunti saranno sufficienti a proteggerci.
Dobbiamo continuare con decisione sulla strada di garantire sicurezza ai cittadini, anche se la sicurezza per noi tutti, significa una limitazione dei diritti per i residenti musulmani.
M.F.
:: posted by Massimo @ 12:14 | go to "Reagire" | Help |

L'economia in ripresa

I quotidiani, si sa, sono in grande maggioranza legati a quegli stessi poteri che sostengono il cambio di governo, confidando nelle elargizioni che una sinistra in crisi di astinenza potrà distribuire, anche a loro, nel corso dell'assalto alla diligenza del denaro pubblico che seguirebbe, come è seguito negli enti locali, all'eventuale riconquista del potere.
Così vengono messi in grande risalto tutti i dati che indicano negatività.
Vi propongo pertanto due lanci di agenza ANSA di ieri, 21 luglio, che attestano come la nostra economia sia tutt'altro che in coma, come vorrebbero farci credere e che la spina dorsale produttiva del paese (che non è formata dai "grandi industriali" verso cui Luca Montezemolo - frettolosamente candidato da Feltri a sostituire Berlusconi - vorrebbe dirottare risorse) è viva e vegeta.
Istat: incremento vendite dettaglio
(ANSA) - ROMA, 21 LUG - Le vendite al dettaglio a maggio sono aumentate dello 0,7% rispetto ad aprile 2005 e dello 0,9% rispetto a maggio 2004.'Gli italiani tornano a consumare', spiegano dall'Istat. A maggio 2005 si sono registrati aumenti delle vendite al dettaglio rispetto a un anno prima nelle piccole imprese (+0,6%), nelle medie imprese (+1,4%) e nelle grandi imprese (+1%). Forti incrementi, su base tendenziale, nel settore delle calzature, articoli in cuoio e viaggio, foto ottica, pellicole.
Boom imprese: superata quota 6 mln
(ANSA) - ROMA, 21 LUG - Italia Paese di imprenditori. Le aziende registrate presso le Camere di Commercio hanno superato i 6 milioni, secondo Unioncamere. I dati di aprile-giugno segnalano un saldo positivo di 45.126 societa', grazie a 116.057 nuove imprese, da cui vanno sottratte le 70.931 cessazioni di attivita'. Il totale e' di 6.040.587. A dar man forte all'esercito di imprenditori e' il Sud (con oltre due milioni di imprese). Tra le nuove attivita' brilla il settore delle costruzioni (+11.689 unita').
M.F.
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Le ottime norme antiterrorismo della Lega

Senza dubbio alcuno, dopo anni di immobilismo e di cecità politica da parte del governo di centrosinistra, viene affrontato da questo governo l’annoso nodo della lotta al terrorismo sul fronte interno. Subito le proposte delineate dalla Lega sono state aspramente criticate dal centrosinistra secondo i soliti schemi del NO ! ad ogni costo, anche e specialmente quando si tratta della sicurezza di cittadini italiani.
La sinistra infatti quando ebbe responsabilità di governo cristallizzò qualunque iniziativa in questo senso, adottando la regola del basso profilo secondo cui chi non si muove non può divenire oggetto di critiche. Questo è valso per l’economia, nel quale alveo la sinistra ha fatto scorrere fiumi di debiti pur di concedere all’italiano l’illusione di poter vivere sine die al di sopra delle sue possibilità, con il risultato di non attuare quelle riforme strutturali che richiedono coraggio ed impopolarità. La stessa sinistra, poi, non portò a compimento nemmeno una politica di controllo sui prezzi, il tutto ovviamente per non pestare i piedi al terziario. Il precedente governo abbandonò perfino nel dimenticatoio il suo cavallo di battaglia, ovvero la lotta all’evasione fiscale ed al lavoro sommerso, tanto che per sentirne riparlare si dovette saltare a pié pari ai giorni nostri con il richiamo forte e diretto di Berlusconi sull’argomento e l’annuncio di nuove norme allo studio per l’eliminazione di questo spinoso problema. L’unica decisione condivisibile ed in un certo senso coraggiosa che venne partorita da una parte della sinistra fu la concessione delle nostre basi per la guerra contro la Serbia, decisione che avrebbe spaccato il governo se non fosse stato per l’intervento provvidenziale del Polo delle Libertà, il quale, contrariamente a quanto poi la sinistra fece a parti invertite, dimostrò di tenere alla coerenza in ambito internazionale del belpaese più che all’opportunistica convenienza politica. In questo assordante silenzio, la sinistra, ammiccando pericolosamente ai paesi filoterroristi e forte del fatto che un’Italia schierata con il terrorismo non sarebbe mai stata attaccata da quest’ultimo, pensò di ignorare il problema nonostante i primi sintomi di estremizzazione dei gruppi eversivi islamici. Ad onor del vero e per onestà intellettuale bisogna ricordare che ancora non era stato scatenato l’inferno dell’11 Settembre per cui il mondo occidentale viveva tranquillo, l’economia “tirava” e le vicende mediorientali sembravano distanti anni luce dai nostri problemi quotidiani. Però logica vuole che all’intensificarsi di un pericolo un governo responsabile reagisca con il classico giro di vite. E la sinistra non lo fece.

Ora, svegliatici dal torpore dell’equilibrismo tipicamente italico tanto caro alle sinistre ma completamente amorale, ci siamo schierati con forza e determinazione al fianco dei paesi occidentali e con loro abbiamo intrapreso la necessaria guerra contro un nemico subdolo e sfuggente che si annida nel nostro tessuto sociale. Questo nemico, che agiva esclusivamente in paesi lontani è apparso nelle nostre città dopo l’11 settembre, forte di un'organizzazione creata pazientemente alla luce del totale disinteresse degli allora partiti politici sulla questione inerente alla sicurezza interna. E da governo responsabile, questo schieramento ha elaborato le sue proposte in merito.

La strategia terroristica è molto sottile per tanti motivi, più o meno tutti analizzati nei talk show televisivi. E’ vero che il terrorista si nasconde, è vero che colpisce indistintamente, è vero che mira a condizionare la politica dei governi ed ho sentito parecchie opinioni assolutamente condivisibili. Ma su un punto non è mai stata focalizzata l’attenzione: il fatto che il terrorismo è difficilmente contrastabile perché ci costringe a scegliere tra i nostri diritti e la lotta serrata alle organizzazioni estremistiche. E su questo, me lo sia consentito dire, ci marcia. Il terrorismo conta proprio sulle proteste di una sinistra la quale, come ho scritto prima per l’economia, preferisce l’immediato vantaggio di una libertà fittizia piuttosto che una eradicazione del fenomeno da conseguirsi nel futuro, come colui che per paura dell’operazione chirurgica lascia espandersi il tumore che lo condannerà. Nel precedente periodo ho scelto non a caso la definizione “libertà fittizia” e per un motivo ben preciso: non si può essere liberi se non si può prendere il treno in santa pace, se ad ogni ingresso nella metropolitana si deve temere un attentato o se non si è in grado di investire il proprio capitale in azioni redditizie poiché esse potrebbero collassare alla prima bomba. Basti analizzare cos’è capitato dopo l’11/9: consumi dimezzati, compagnie aeree fallite, trasporti nel caos, chiusura di aziende e conseguente disoccupazione, investimenti al lumicino e drammatiche emorragie finanziarie per i risparmiatori, i quali sono costretti attualmente a scegliere se investire in azioni pericolosamente sensibili alle vicende del terrorismo od in titoli di stato, il cui guadagno annuo è stabilizzato su un misero 2%. Come avevo spiegato all’inizio, è un po’ come il criterio di sinistra di adottare una politica economica allegra, che non ricalca la reale salute del paese e diviene uno specchietto per le allodole finché non ci si trova con 2 milioni e mezzo di miliardi di debito nonché il cappio europeo al collo.

Da queste considerazioni si evince essere essenziale la necessità di una scelta di norme concrete commisurate alla minaccia gravante sulle nostre teste, che siano possibilmente rapide e rigide. In breve, dopo tanti anni di lieti menefreghismi, occorre iniziare a ragionare secondo il proverbio “a mali estremi…”, sacrificando un po’ della nostra libertà e/o privacy sull’altare della sicurezza. Esattamente nella maniera in cui sono state promulgate le leggi contro la guida in stato d’ebbrezza che costringono i conducenti a soffiare in direzione del sensore, non vi è alcuna lesione alla persona nel catalogare i terroristi tagliando loro un paio di capelli e prendendo un campione di saliva. In fondo quando ci si reca in molti paesi esteri si è costretti ad imprimere le proprie impronte digitali sui documenti e nessuno si lamenta di questa modalità di schedatura che causa per tre giorni l’alterazione del colore dei polpastrelli. Anzi, io credo che sarebbe bene rendere obbligatorio questo civilissimo controllo non solo per i terroristi ma per tutti gli immigrati ed anche per gli italiani, poiché in tal modo potremmo avere una migliore capacità investigativa anche per far fronte alla criminalità comune. Per quanto concerne la procura antimafia ed antiterrorismo (PNAA) ben venga, a patto che essa sia interconnessa con analoghe procure in tutto il mondo adottanti gli stessi sistemi di schedatura, altrimenti potrebbe divenire un doppione dei servizi segreti, da sempre gelosi delle informazioni racimolate sul campo. Secondo me sarebbe opportuna anche la creazione di squadre speciali antiterrorismo sulla falsariga dei GIS, addestratissimi, dotati delle ultime novità in fatto di armi e con larga discrezionalità a procedere in arresti od in operazioni di epurazione in Italia ed all’estero. Un sì deciso anche ai controlli sui Money Transfer bancari. Molti terroristi si servono di shortcuts quali le società di trasferimento di denaro private che, ovviamente inconsapevoli delle transazioni in essere, eseguono onestamente il loro importantissimo lavoro senza poter conoscere la intenzioni di chi riceve il denaro. A questo proposito una bella iniziativa aggiuntiva potrebbe essere l’obbligo per gli istituti di credito e le società di money transfer di installare uno speciale programma omologato collegato alla PNAA aggiornabile in rete bancaria. Questo permetterebbe di evidenziare eventuali trasferimenti di denaro provenienti da individui periodicamente (e segretamente) segnalati dalla Procura Antiterrorismo per mezzo di una lista da scaricarsi quotidianamente ed automaticamente nei computers centrali degli istituti di credito e letta dall'apposito programma di rete, il quale sarebbe così deputato a segnalare in background le operazioni effettuate dai sospettati (utilizzando come discriminanti nome e cognome, residenza, numero di conto e così via..); il tutto esattamente allo stesso modo nel quale opera un antivirus per un PC, scaricando regolarmente l’update disponibile nel server per tenerlo aggiornato contro le minacce virali.
In tal caso la comunicazione alle autorità competenti sarebbe immediata ed automatica poiché sarebbe il programma stesso a segnalare automaticamente le operazioni finanziarie di un presunto terrorista non appena venisse digitato il numero di conto ad egli associato.
Importantissima è anche la richiesta di una definizione ufficiale del concetto di “terrorismo”, normativa esplicativa che finalmente chiuderebbe all’angolo giudici compiacenti od incompetenti, pronti a sfruttare a seconda delle loro inclinazioni politiche la non completezza delle leggi giurisprudenziali al riguardo per avventurarsi più o meno in malafede in acrobazie dialettiche al riguardo. Un sì deciso anche alla norma che prevede l’espulsione immediata di un sospetto terrorista, che unita all’analisi del DNA gli impedirebbe di rientrare in Italia se non con lo status di clandestino. D’altra parte in molti paesi anglosassoni questa legge è già vigente da molto tempo. A questo proposito occorrerebbe aggiungere una norma, quella dell’immediata espulsione dei clandestini senza ricorrere al foglio di via. I clandestini potrebbero essere portati immediatamente in centri di raccolta sorvegliati, i loro beni in Italia confiscati ed essere rispediti entro 48 ore nei loro paesi d’origine. Un terrorista od un fiancheggiatore avrebbero così molto meno tempo per preparare eventuali stragi e non potrebbero fare i consueti sopralluoghi perché un volta venuti allo scoperto sarebbero a rischio di fermo da parte della polizia. Inoltre il terrorista non potrebbe chiedere aiuto nemmeno ai cittadini regolari (quelli onesti) perché essi potrebbero rivelasi per lui pericolosi delatori. Per quanto concerne la conservabilità dei dati, ovviamente la cosa mi trova assolutamente d’accordo. Le attuali tecnologie hanno raggiunto un così grande grado di sofisticatezza che i dati di una certa rilevanza possono essere compressi e conservati in appositi dvd-rom praticamente indistruttibili dal tempo. Questi dati non solo possono essere usati in sede processuale ma possono essere analizzati, trasmessi e rianalizzati con apparecchiature più sofisticate da polizie scientifiche di altri paesi; in questo modo essi rappresenterebbero ottime fonti di indagine per le procure di tutto il mondo, le quali potrebbero condividerle venendo a conoscenza di informazioni vitali per la composizione di eventuali puzzle nelle loro indagini. Anche l’equiparazione dei reati di terrorismo a quelli di mafia mi trova d’accordo ed auspicherei per tutti i condannati (mafiosi e terroristi) i lavori forzati, in modo da insegnar loro che il lavoro umano è cosa gradita ad Allah più che attentare alla vita di innocenti.

Insomma, concludendo non c’è dubbio che in questa occasione la Lega abbia centrato il problema più di chiunque altro al governo.

Defendit Numerus
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 16:33 | go to "Le ottime norme antiterrorismo della Lega" | Help |

Riforma Castelli: il Senato approva definitivamente

Per la seconda volta nel corso della legislatura, il Parlamento ha approvato la Riforma dell’ordinamento giudiziario o Riforma Castelli.
La prima approvazione fu vanificata da una impuntatura di Ciampi, ma adesso non ci sono storie: la riforma c’è.


Sul sito del Ministero della Giustizia la scheda completa di tutto l’iter della legge.
Ma cosa c’è di rilevante nella Riforma Castelli ?
C’è la filosofia di base, come è stato per altre riforme del Governo Berlusconi che possono essere ancora migliorate, ma rappresentano inequivocabilmente una inversione di tendenza rispetto alla precedente filosofia legislativa, influenzata dalla lobby togata.
La Riforma Castelli è il riappropriarsi da parte della politica della funzione legislativa.
Ma è anche dare alla magistratura una ossatura più efficiente, moderna e indipendente.
Di rilievo nella Riforma Castelli gli aspetti riguardanti la carriera dei magistrati, sino ad ora piattamente basata sull’automatismo e sull’anzianità, adesso vedrà anche concorsi e promozioni per i capaci e meritevoli.
La separazione delle carriere tra magistratura inquirente (p.m.) e giudicante ci avvicina allo standard occidentale, anche se rimaniamo ancora lontani da quel che considero il “top” che troviamo negli Stati Uniti con l’elezione popolare dei procuratori (i nostri p.m.) e con la nomina a giudice per avvocati e giuristi di chiara fama ed esperienza.
I magistrati avranno opportunità di aggiornamento e di approfondimento, con una scuola per magistrati che fornirà formazione continua.
I provvedimenti disciplinari saranno maggiormente trasparenti, superando le ovvie e facili critiche che tutti possiamo formulare, trattandosi di una categoria che giudica i suoi stessi membri, anche davanti alle accuse formulate da terzi.
E si potrebbe continuare analizzando, articolo per articolo una Riforma che, come ha dichiarato il Presidente Berlusconi, “non è quello che avremmo voluto fare all'inizio, ma è un primo e importante passo verso una giustizia giusta e processi che siano contenuti nel tempo”.
Sì, perché un principio fondamentale della nostra Civiltà è che raggiunto un traguardo, si pensi a quello successivo, in un continuo migliorare e progredire (a differenza di “altrifermi e arretrati ad almeno sette secoli fa).
Così, incassata la Riforma Castelli la Giustizia è si più giusta, ma l’obiettivo è renderla ancora migliore, proseguendo nell’iter riformatore che dovrà coinvolgere sempre più i magistrati che, da parte loro, dovranno opportunamente accantonare i privilegi acquisiti per diventare normalissimi funzionari pubblici e lavoratori, come tanti, come tutti.
M.F.
tratta da Il Giornale del 21 luglio 2005
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Postilla a Quando lo Stato abbandona l'Etica

Trattandosi di una lunga appendice al post precedente di StarsAndBars, e ritenendo di darvi il maggior risalto possibile, ho preferito postarlo qui. Mi si scusi per l'uso poco corrispondente alla netiquette.Pienamente d'accordo da un punto di vista etico: limitatamente alla Germania che, comunque, fino a poco tempo fa NON toglieva il sussidio se un lavoratore rifiutava una proposta; e questo indefinitamente. Ora, non potendo piu' sopportare il costo sociale di un numero elevatissimo di disoccupati (autoctoni) ha scelto la linea dura e dopo una sola proposta rifiutata ne blocca l'erogazione. In USA questo avviene, invece, dopo tre proposte rifiutate. E' comunque possibile rendersi disponibili per lavori specifici e non per altri, aggirando quindi il problema. Per rimanere sul piano etico, va detto che in Italia non esiste alcun sussidio di disoccupazione per chi non abbia maturato almeno due anni di contributi; il che significa aver lavorato continuativamente per tale periodo. Ovviamente, dopo l'introduzione del lavoro flessibile e dei COCOCO ad opera dei governi di centro-sinistra (D'Alema), e' molto difficile che cio' avvenga, dunque un lavoratore italiano disoccupato NON PERCEPISCE ALCUNCHE' a meno che non si rivolga ai Comuni di residenza ed alle associazioni religiose che provvedono ad una specie di elemosina SOLO quando i fondi in cassa lo permettono. I lavoratori stranieri disoccupati, in ragione della loro situazione particolarmente disagiata, invece, percepiscono SEMPRE una qualche forma di indennita' secondo quanto specificato sopra. Cio' configura de facto il superamento del cittadino straniero sul cittadino autoctono in tema di diritti civili ed annulla il principio di Cittadinanza e quindi quello di Sovranita'. Va detto che il governo Berlusconi non si e' occupato ancora di questa materia, che non e' certo di secondaria importanza dopo l'introduzione della moneta unica. A maggior ragione, considerando il fatto che tutti i paesi europei, compresa l'Austria che prima non aveva un istituto simile, contemplano una qualche forma di tutela e consentono al lavoratore disoccupato quantomeno di sopravvivere. Questo e' uno dei punti che considero assolutamente fondamentali per la politica dell'eventuale e prossimo governo di centro-destra. Se non fosse contemplata una revisione di questa materia, personalmente, non mi recherei nemmeno alle urne. Vediamo un po' di spendere un po' di soldini anche in casa e non solo nel terzo mondo please...

Lo PseudoSauro
:: posted by Lo PseudoSauro @ 07:57 | go to "Postilla a Quando lo Stato abbandona l'Etica" | Help |

emergenza romania!

sono molto vicini a noi, e pare quasi che non ci siamo accorti di quello che è successo.La romania vive un dramma umanitario terrificante: "32.863 le case allagate, 138.070 ettari di terreno agricolo coperto dalle acque mentre più di 1.018 ponti sono stati spazzati via. In pratica, dall’inizio dell’anno, 33 delle 42 regioni che compongono il paese sono state inondate".


nessuno ancora si è mosso, sembra che un dramma così vicino non ci riguardi.La caritas ci informa: "Come nella precedente emergenza che ha devastato lo scorso aprile la regione di Banat, la rete Caritas sta fornendo nell'immediato coperte, materassi, cibo, materiale e attrezzature per pulire e disinfettare le abitazioni e i pozzi. Le fasi successive riguarderanno interventi a medio e lungo termine per la ripresa delle attività agricole, con piccoli finanziamenti e fornitura di attrezzature, e la ricostruzione delle abitazioni."

Per sostenere gli interventi in corso (specificando nella causale “Romania -Alluvioni 2005”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite:

- c/c postale n. 347013 - c/c bancario 11113 - Banca Popolare Etica, Piazzetta Forzatè 2, Padova - CIN: S ABI: 05018 CAB: 12100 Iban: IT23 S050 1812 1000 0000 0011 113 - Bic: CCRTIT2T84A
- c/c bancario 10080707 - Banca Intesa, p.le Gregorio VII, ROMA - CIN: D ABI: 03069 CAB: 05032 Iban: IT20 D030 6905 0320 0001 0080 707 - Bic: BCITITMM700
- Cartasì e Diners telefonando a Caritas Italiana 06/541921 (orario di ufficio)

Analoghe emergenze si riscontrano in Pakistan e in India (per donare a favore di quelle popolazioni, basta sostituire il nome della nazione nella causale).

NON LASCIAMOLI SOLI!!
:: posted by Simone Bressan @ 09:48 | go to "emergenza romania!" | Help |

Quando lo stato abbandona l'etica.

Abbiamo visto recentemente un alzata di scudi da parte dei laicisti (da non confondere con i laici) di tutti gli schieramenti alle recenti affermazioni del Santo Padre che esprimono dubbi sull'accettare leggi in contrasto col Credo Cattolico:Aborto,Eutanasia,FIVET,Matrimoni omosessuali.
"Eccoli,i neo-fondamentalisti Cattolici,non obbediscono alle leggi !!!! Vergogna !"

Ma ci sono Leggi Superiori a quello dello Stato:Non uccidere,Non fornicare....

Stati che spesso fanno poi di quelle cose....

A Berlino,recentemente,una giovane di 25 anni ,impiegata in una ditta di software,perde il posto e si iscrive all'Ufficio di Collocamento.Nel curriculum indica d'aver lavorato come cameriera ad un bar e di essere disponibile al lavoro notturno.NON L'AVESSE MAI SCRITTO !!!!!
Pochi giorni dopo,l'Ufficio chiama:c'è un datore di lavoro interessato al suo profilo professionale.Prontamente si presenta ,e scopre che il signore è un tenutario di bordello,che cerca donne per.....
Indignata la ragazza rifiuta ed informa l'Ufficio di Collocamento,che risponde "La prostituzione in Germania è una professione legale.Se lei rifiuta quell'impiego,le tagliamo il sussidio di disoccupazione".
Sdegnata la ragazza si rivolge agli avvocati.Nulla da fare,la prostituzione è stata legalizzata da 2 anni.
E la riforma della Previdenza parla chiaro:ogni donna sotto i 55 anni che sia stata disoccupata per più di un anno,se non accetta il lavoro offerto dal Collocamento,perde l'assegno di disoccupazione.
MEDITATE,GENTE,MEDITATE.........
:: posted by Starsandbars/Vandeaitaliana @ 17:17 | go to "Quando lo stato abbandona l'etica." | Help |

Un mese per dimostrarci eroi

Un mese. Tanto è il lasso temporale concesso dai terroristi al nostro paese per il vaneggiato ottemperamento alle inaccettabili richieste di ritiro del nostro esercito dall'Iraq. Con una strategia tatticamente arguta i terroristi fanno sapere alle popolazioni dello stivale che il countdown è iniziato e che tutti noi siamo in pericolo. Che l'Italia fosse esposta a tali infezioni più di tutti gli altri paesi europei, lo sapevamo già: siamo una nazione permeabile in quanto importatrice di manovalanza a basso prezzo in arrivo dagli storici nidi di serpi terroristici sparsi per il mondo. Le nostre coste sono in molti punti facilmente raggiungibili e difficilmente controllabili; a causa di questa particolarissima morfologia esse costituiscono un facile approdo per scafi di piccole dimensioni. Siamo un popolo notoriamente caritatevole nei confronti dei più deboli, permeato della filosofia altruistica che ormai da lunga data fa parte del nostro bagaglio storico. Siamo un paese diviso a metà, in cui la parte meridionale (ovvero quella più vicina ai luoghi di partenza delle carrette del mare) è controllata dalla mafia anziché dallo stato. Questo significa sfruttamento del lavoro ed indirizzamento forzato dei clandestini verso le rotte di profitto più immediato e redditizio, ovvero quelle che prevedono la sistematica adozione dell'illegalità come mezzo di sostentamento. Inoltre, per gentile concessione della nostra sinistra che di democratico non possiede nulla tranne l'esaltazione di strampalati diritti civili nei confronti dei terroristi, ci ritroviamo a fare i conti con gli autoctoni azzeccagarbugli da galera, prontissimi a scarcerare con mille scuse i terroristi-guerriglieri; in tal modo anche il "firewall" statale previsto per contenere il fenomeno viene abbassato e le ultime difese, quelle dei cittadini che giustamente invocano la legittima difesa a casa loro, vengono aspramente contestate dai sinistri. Il tutto in nome della strategìa irresponsabile e veterocomunista del "tanto peggio tanto meglio" che da sempre si riflette sul nostro paese non appena il governo viene guidato da partiti che non facciano parte dell'accozzaglia kamikaze prodiana. Siccome medicina insegna che un corpo immunodepresso è facilmente attaccabile dagli agenti patogeni, così l'Italia in questo momento è nelle stesse condizioni di un malato d'AIDS che, con le sue difese abbassate, è in totale balìa anche di un semplice raffreddore che diviene esiziale per la sua esistenza.
E' proprio nel terreno di coltura degli ambienti di centrosinistra che si sedimenta e si agglomera la minaccia terroristica, a fronte di un modus operandi molto diverso da quello che ha portato gli attentatori ad agire a New York, a Madrid e Londra. I terroristi, a differenza di quanto improbabile sarebbe stato negli altri paesi, sanno di poter contare su una sinistra ufficiosamente solidale con le vittime degli attentati ma intimamente plaudente alla strage, da utilizzare come carburante per fini propagandistici allo scopo di poterne trarre vantaggi elettorali. Se così non fosse non si spiegherebbero i continui e ripetuti NO della compagine prodiana nei confronti di qualunque iniziativa volta a fronteggiare il pericolo terroristico globale nonché la continua propensione a concedere diritti civili a noti terroristi, dai predicatori di morte ai loro seguaci, che in questa vasca di riproduzione sguazzano indisturbati.
Alla luce di queste considerazioni, ecco rivelarsi il differente atteggiamento avuto dai terroristi nei confronti dell'Italia, ovvero la minaccia per mezzo di un ultimatum preciso e credibile. Per un gruppo eversivo extraeuropeo, infatti, un attentato costituisce una vittoria molto parziale in quanto comprende in re ipsa un rischio: quello che, come è accaduto negli USA ed in Inghilterra, la situazione invece di fluidificarsi in ragione della paura dell'attentato induca governi ed opinioni pubbliche ad irrigidirsi ed a reagire con la richiesta di regole di controllo e repressione molto più vincolanti; ovviamente esse costituirebbero una notevole restrizione per eventuali cellule islamiche, che non avrebbero più il facile appoggio di basisti italiani e sarebbero controllate per mezzo di leggi speciali promulgate in via eccezionale. Ma c'é di più: finora la mafia ha reclutato personale straniero per poter disporre di manovalanza illecita a basso costo. Questo è stato un indubbio vantaggio per le cosche, che si sono trovate a controllare attività in nero sotto la copertura del ricatto nei confronti dei clandestini. Eventuali irrigidimenti delle norme antiriciclaggio ed antiterrorismo, però, nuocerebbero assai alla mafia in quanto impedirebbero le normali attività che consentono alla cupola di sopravvivere. La promulgazione di leggi restrittive e di attività indaginose da parte dallo stato costituirebbe un giro di vite intollerabile anche per la piovra, che potrebbe decidere di dare una mano allo stato per eliminare il problema in una specie di tacito accordo con le istituzioni. D'altronde, di questa innaturale alleanza con i governi ne abbiamo già avuto prova in passato, quando proprio la mafia preparò in Italia il terreno per lo sbarco degli alleati. Il risultato di eventuali attacchi terroristici, quindi, sarebbe molto pericoloso per l'esistenza di schegge islamiche attive ed operanti all'interno dei nostri confini, in quanto le attività di detti gruppi andrebbero a cozzare con gli interessi di organizzazioni radicate nel territorio che non applicano diritti civili ma che si muovono nell'ombra come loro, che hanno molti più informatori di loro e che colpiscono senza pietà tutti coloro i quali mettono a repentaglio i loro interessi finanziari.
Per i terroristi trovarsi tra lo stato e la mafia nella stessa posizione in cui ci si trova tra l'incudine ed il martello sarebbe quindi mortale.
Ecco spiegarsi da dove derivi la strategia più consona al nostro paese: quella dell'ultimatum, della minaccia che preannuncia l'attentato allo scopo di far leva sulla parte politica più vicina, tollerante ed ammiccante nei confronti del terrorismo, ovvero la sinistra. Però la tattica dall'ultimatum è stata da sempre un grave errore strategico per gli eserciti di tutto il mondo in ogni dove e questa considerazione vale anche per il proclama terroristico: esso infatti rivela al nemico tutta l'insicurezza della parte che aggredisce nel dover dar obbligatoriamente seguito alle minacce (poiché altrimenti si perde in credibilità) mentre si vorrebbe la resa incruenta della parte avversa in quanto ci si rende conto dei rischi connessi alla loro attuazione. Un eventuale atto di questo tipo presupporrebbe infatti la definitiva dichiarazione di guerra al terrorismo nel nostro paese non solo delle istituzioni ma anche della criminalità organizzata. E questa sarebbe davvero la fine dei giochi per i kamikaze mediorientali.
Per quanto concerne noi cittadini, se così fosse saremmo chiamati al coraggio, alla forza morale, alla determinazione ed alla dignità mostrata dagli inglesi, allontanando tutte le tentazioni zapateriane di darla vinta alla sinistra filoterroristica. Perché, se così facessimo, la situazione volgerebbe a favore di Al Queida ed il vicolo cieco in cui si andrebbero a cacciare gli attentatori ed il relativi fiancheggiatori attuando le loro folli minacce si trasformerebbe immediatamente in un trionfo dei nostri nemici; cosa che è esattamente quello che la sinistra cerca per poter incolpare il governo.
Ora e sempre: we're not afraid !
Defendit Numerus
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 13:49 | go to "Un mese per dimostrarci eroi" | Help |

Ma chi voterebbe Montezemolo ?

Da alcuni giorni Vittorio Feltri su Libero ha lanciato l’ennesima campagna per togliere la leadership della CdL a Berlusconi.
Feltri indulge a dipingere il Premier stanco di dover sempre mediare, demotivato per gli sgambetti di Follini & Co., deluso dal ritorno della vecchia politica.
Che la vecchia politica stia risollevando la testa è un dato di fatto.
La grande copertura che viene data ai predicozzi di Ciampi dimostrano come ci si stia pericolosamente avviando verso una nuova stagione consociativa, ma la soluzione che propone Feltri è peggio di un suicidio: Luca Cordero di Montezemolo.
Berlusconi, a sentire Feltri, dovrebbe passare la mano … a chi ?
Al Presidente della Fiat, Ferrari, Confindustria, al quale Ricucci, il tanto sbeffeggiato immobiliarista, domandò (senza ricevere risposta) quali aziende avesse mai creato, quale ricchezza avesse mai prodotto, per ergersi a censore e critico delle iniziative imprenditoriali altrui.
Ma Feltri si domanda chi potrebbe votare Montezemolo ?
Sì, perché dubito che un elettore di Destra potrebbe votare quello che è solo l’altra faccia di una medaglia che, indifferentemente, potrebbe presentare Prodi come D’Alema, Amato, Fassino o uno qualsiasi della nomenklatura sinistra.
Montezemolo, come loro, nasce nelle sovvenzioni statali, cioè con il denaro di tutti utilizzato a vantaggio di pochi.
Il famoso principio di “imprenditori” come gli Agnelli e De Benedetti, reso perfettamente con la frase: privatizzare gli utili e socializzare le perdite.
Montezemolo non fa altro che chiedere iniziative “per la grande industria”: cioè sovvenzioni, elargizioni, rottamazioni, tagli Irap (ma solo alla grande industria … grande solo nelle ambizioni e nei debiti che vorrebbero far pagare, come nella prima repubblica, agli Italiani).
Che cosa farebbe di diverso rispetto a quel che hanno fatto o farebbero i sinistri ?
Ma la campagna di Feltri contro Berlusconi e questo Centro Destra non finisce qui.
Nell’edizione di sabato ha dato spazio a Mario Segni, esperto in fallimenti politici che propina il “suo” consiglio che, visti i precedenti del figlio del Presidente Antonio Segni, dovrebbero essere accuratamente esaminati per … fare esattamente il contrario.
Infatti Segni cosa suggerisce ?
Creare un grande partito moderato, senza la Lega.
Benissimo.
Allora se quella è la tendenza, meglio contrapporre Ida Magli che auspica la creazione di un partito che faccia dell’antieuropeismo e dell’antislamismo le sue colonne portanti.
Scommettiamo che questo secondo partito otterrebbe un successone ?
Non possiamo, davanti al vuoto pneumatico di una sinistra che non ha programma, non ha ideali, non ha altri obiettivi se non quello di assalire la diligenza del tesoro pubblico, come documenta Il Giornale in una serie di inchieste sugli sperperi delle giunte locali di sinistra, proporre di rimuovere l’unica persona che si oppone (e infatti è il principale bersaglio delle aggressioni della sinistra) allo scempio dei risparmi degli Italiani che verrebbe perpetrato da Prodi, Fassino & Co.
No, Feltri, non ci convince, come non ci convince la sua difesa di Fini.
Ci sono troppi movimenti strani nella politica.
Le liti tra Rutelli e Prodi, la mancanza alle primarie di sinistra di un candidato del partito maggioritario (DS), gli autogol di Follini, i non provvedimenti di Pisanu contro il terrorismo islamico che tanto piacciono alla sinistra, le uscite di Feltri contro Berlusconi che, nei riconoscimenti al Premier, assomigliano tanto all’orazione funebre di Marco Antonio, in onore di Cesare, e ai suoi attestati verso Bruto.
L’impressione è che si aspetti il regicidio di Berlusconi per tornare ad un consociativismo che tanto ha danneggiato il nostro paese.
In questo panorama una sola forza politica si distingue e assume posizioni chiare: la Lega.
M.F.
:: posted by Massimo @ 06:47 | go to "Ma chi voterebbe Montezemolo ?" | Help |

Cristianesimo per amore o per forza

Questa e' l'ultima del sottoscritto in difesa del cristianesimo, in quanto troverei imbarazzante l'essere il primo ateo canonizzato in vita.

Allora: quello che i colleghi talebani dell'anticlericalismo non vogliono assolutamente comprendere e' che la qualita' dello scontro di civilta' la fa l'aggresore e non l'aggredito. E l'aggressore non siamo noi. E l'aggredito e' cristiano o ebreo in quanto espressione della cultura che ne deriva e non perche' fedele piu' o meno devoto ad una religione. Ricorderei che la nostra cultura vede l'anno 0 posto alla nascita di Gesu' Cristo, e cio' vale per tutto il mondo occidentale eccettuato per l'ebraismo che e' avanti di migliaia di anni, ma solo in quanto al metodo computazionale. Che la domenica cade appunto di domenica in tutti gli stati occidentali e non di sabato o di venerdi. Che la nostra vita e' inesorabilmente legata a festivita' che, anche se ormai profane, corrispondono a quelle della liturgia cristiana, sia essa Cattolica o Riformata. Potrei continuare per pagine e pagine descrivendo nei dettagli come la nostra societa' sia inscindibilmente legata ad una forma, come questa forma sia di derivazione cristiana e come la filosofia derivata veda un'assoluta coincidenza tra forma e sostanza. L'attacco all'occidente e' dunque attacco alla filosofia di vita maturata attraverso il cristianesimo, ed il "laicismo" non viene nemmeno preso in considerazione dalla parte avversa in quanto per essa non e' nemmeno concepibile una religione che non sia contemporaneamente filosofia, stato e viceversa. Se i nostri "nogod" di ogni tendenza politica non si mettono in testa questo trascurabile dettaglio avranno ben poco da protestarsi "diversi" in quanto saranno del tutto assimilabili ai bolscevichi ed ai nazisti essendo questi gli unici e veri eredi dell'Illuminismo e della Razionalita' cui questo faceva riferimento. Infatti lo stesso liberalismo non considera paritari i concetti illuministi di Ragione e Natura sbilanciandosi abbondantemente sul primo; vedi matrimoni gay e correctness che sono probabilmente "ragionevoli" se basati sull'individuo, ma secondo astrazioni piu' adatte per i marziani che per gli animali evoluti che noi siamo.

Detto questo, la battaglia in corso e' militare e culturale. Si deve ricominciare dall' '800. L'occidente deve ristabilire la supremazia militare ed una certa buona dose di colonialismo se non vuole soccombere all'invasione delle masse di diseredati. O andiamo noi la', o vengono loro qui: si tratta discegliere. La Chiesa Cattolica e quella Riformata, faranno lo stesso cercando di riprendere l'evangelizzazione attraverso i missionari che sono in gran parte tornati con la coda tra le gambe dopo l'offensiva globale islamica degli anni 60-70. Non si puo' fare diversamente e non si puo' saltare il passaggio del cristianesimo anche nelle societa' diverse dalla nostra in quanto questo e' un passaggio inevitabile per giungere ad una societa' evoluta ed autosufficiente. Quindi combattere e convertire. Non c'e' altra scelta; nel nostro interesse ed in quello dei popoli soggiogati da filosofie e religioni preistoriche. A conforto di questa tesi "crociata" porterei l'evidenza che la maggior parte degli intellettuali islamici sta abbandonando l'antica fede sull'onda della paura e della consapevolezza dell'impossibilita' di una riforma interna. Vedete un po' voi...
:: posted by Lo PseudoSauro @ 12:41 | go to "Cristianesimo per amore o per forza" | Help |


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