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il Castello WeBlog

 

 

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Politica arte del possibile

Due Consigli Nazionali (Forza Italia e Udc), una Direzione Nazionale (AN) e ieri l’Assemblea Costituente del Partito Unitario.
Così, prima della pausa agostana, si è messa in moto la macchina che porterà alle elezioni del 2006 la Coalizione di Centro Destra che governa (bene) in un periodo turbolento, così è stato anche attivato il processo unitario dello stesso Centro Destra.

Il tutto in una settimana in cui gli assestamenti nella politica italiana hanno visto il “giovane” Craxi all’inseguimento di una poltrona purchessia, aggregandosi alla incoerente armata Brancaleone (con tutto il rispetto per Brancaleone) della sinistra e il leader (?) della sinistra Prodi infilare una clamorosa gaffe sulla missione di pace Italiana in Iraq, a dimostrazione che il professore reggiano pur di soddisfare la sua ambizione, sacrificherebbe tutto e tutti, in una rincorsa con Bertinotti a chi la spara più grossa, evidenziando chiari limiti caratteriali, intellettuali e morali.

Ma veniamo al Partito Unitario, la vera novità della politica nei prossimi anni.

La stampa ha fornito interpretazioni differenti, crogiolandosi nei retroscena e nell’interpretazione dietrologica di quel che è stato detto o taciuto, quindi ci baseremo essenzialmente su quelli che sono stati gli interventi ufficiali.

Il via libera al Partito Unitario è stato dato da tutti i tre partiti che dovrebbero costituirne il nucleo fondante.
Un via libera che, però, non significa la immediata realizzazione di questo nuovo soggetto politico.
Ragioni tattiche e il permanere di alcune diffidenze di fondo hanno consigliato Berlusconi e Fini ad essere prudenti sulla tempistica ed a prevedere una sua concretizzazione dopo le elezioni del 2006, alle quali, quindi, si andrà – rebus sic stantibus - tutti con i simboli esistenti.
E questo potrà essere un bene, perché consentirà anche il recupero all’idea del Partito Unitario di una Lega che presumibilmente raccoglierà un buon successo alle elezioni, se manterrà la rotta tracciata da Castelli e Calderoli su giustizia, europa e terrorismo islamico.
Ognuno con i propri simboli ma con una sintonia che in questi ultimi tempi è stata marcata dall’approvazione della riforma della giustizia, della modifica dei tempi di prescrizioni e della recidiva, dal rifinanziamento della missione in Iraq, dai provvedimenti antiterrorismo.
Coesione che non ha la sinistra, spaccata anche sulle misure Pisanu contro il terrorismo islamico.

Per un Centro Destra spesso scosso da polemiche laceranti l’attuale coesione è un ottimo auspicio che trova puntuale riscontro nelle rilevazioni dei sondaggi, che danno la Coalizione di Governo in costante crescita.

Il periodo di vacanza agostano inizia quindi sotto ottimi auspici per la Maggioranza di Governo: coesione, un concreto progetto avviato per il Partito Unitario, un buon successo nella lotta contro il terrorismo islamico.
Il programma di Governo è ormai completato e le promesse sono state mantenute con la realizzazione di importanti riforme
Ognuno di noi avrebbe le sue speranze, le sue priorità, le sue aspettative, ma proprio per questo, perché le personali idee devono coniugarsi con quelle di altri è opportuno dare alla politica, che è l’arte del possibile, tutto il tempo necessario per creare e pluribus unum.
M.F.
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Il bandolo della madrassa

Il bandolo della madrassa.

Al momento in cui questo post viene realizzato sono stati eseguiti tre arresti a Londra e due a Roma. Praticamente sono stati presi una buona parte degli attentatori della strage nella capitale inglese.

A questo punto, tre considerazioni s'impongono.

La prima: la metodologia dell'intelligence. Le modalità di spionaggio dei servizi segreti, finora costituite a compartimenti stagni e con espansione prettamente nazionale, sta subendo una svolta. Come da tempo auspicavo in questo blog occorre un deciso lavoro di squadra di tutte le polizie del mondo allo scopo di contrastare il fenomeno terroristico. Fino a questo momento, infatti, molti servizi segreti dei vari paesi si sono rivelati inadatti per un'efficace azione di contrasto del fenomeno perché "scollegati" tra di loro. Addirittura in alcuni paesi come gli Stati Uniti d'America vi è incompatibilità tra servizi in una demenziale lotta che contrappone la CIA, l'NSA e l'FBI. Ogni compartimento d'intelligence facente capo a tali istituzioni, infatti, tende ad occultare le proprie scoperte allo scopo di gareggiare con i rispettivi "rivali" in una sorta di competizione, salvo poi dimostrare in blocco che questo isolazionismo si rivela fallimentare. Infatti, da sempre ogni servizio segreto tende a custodire gelosamente le proprie informazioni senza divulgarle e condividerle con le strutture analoghe dello stesso o di altri paesi, riducendo in questo modo drasticamente le sue possibilità di successo. Con quest'azione, invece si è rivelata l'efficacia di un cambio di rotta radicale in quanto si è dimostrato che se tali organizzazioni si strutturassero in una rete mondiale antiterroristica unificata esse potrebbero centuplicare la loro efficienza diventando molto incisive.

La seconda: il bandolo della matassa, anzi, della madrassa. Anche per mezzo di questi e di futuri clamorosissimi arresti, finalmente inizieremo a conoscere meglio l'identità del nemico, districando quell'universo di nodi e di interconnessioni che costella da sempre la galassia terroristica e le sue trame. Certo, non facciamoci illusioni, questa vittoria è assolutamente isolata nel contesto del terrorismo internazionale. Con cinque pedoni in partenza non si vince una partita a scacchi. Però, parafrasando un detto, siccome potere è sapere, più se ne sa di questi delinquenti e dei loro fiancheggiatori meglio si riesce a contrastarli. Per questo motivo ed in linea con il proverbio che chi ben inizia è a metà dell'opera, per mezzo di un percorso a ritroso si potrà nel lungo periodo arrivare ai gangli vitali del cancro che attualmete infetta il mondo intero.

La terza: l'interanzionalizzazione del fenomeno. Contariamente a quanto i sinistri affermano ed in accordo con l'ottima analisi di Magdi Allam, il terrorismo non è reattivo ma aggressivo. Un'eventuale decisione di ritirarsi dall'Iraq non significherebbe fermare gli attentati o diminuirne il pericolo ma al contrario, equivarrebbe a cedere proprio ai terroristi l'iniziativa permettendo loro di disporre di un rifugio sicuro che a sua volta costituirebbe un ponte per un attacco economico e sociale all'occidente. Lo sta a dimostrare la cittadinanza degli arrestati a Roma, entrambi somali. La Somalia, paese in odore di terrorismo, nulla ha a che fare con il Medio Oriente né con Saddam ma ha comunque ha visto molti suoi cittadini unirsi alla jihad. Perché ? La motivazione è semplice: non esiste nel paese un governo credibile ma un'accozzaglia di politicanti corrotti da bande più o meno facinorose e dove regna l'anarchia, ovviamente, mancano anche legalità e repressione ovvero tutti gli elementi fondamentali per il controllo del territorio. Territorio in cui, neanche a dirlo, il terrorismo prolifera come un micidiale virus. Da qui l'importanza di creare al più presto un governo in Iraq, in modo da rimettere il potere nelle mani di coloro i quali con leggi speciali durissime possano schiacciare i fanatici che l'infestano.
Pertanto, nel caso in cui decidessimo di seguire Zapatero scappando dall'Iraq in attesa di una fantascientifica e reiterata risoluzione ONU (che, per inciso, c'é già) alla fine dei conti ci troveremmo sempre più con un terrorismo rafforzato ed in casa nostra; perché, per quanto se ne dica, il fine ultimo dei tagliagole è quello di islamizzare il mondo con le buone o le cattive (più con le cattive, direi) e chi non accetta fa la fine dei matiri trucidati dai Talebani allo stadio. Se così non fosse, che ci farebbero due somali tra gli assassini di Londra ?

Tanto vale allora combattere e colpire questi delinquenti preventivamente e secondo l'ottima dottrina Bush.

Defendit Numerus
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Un cippo per Giuliani

Un cippo per Giuliani.

Questa la novità a cui lo Stato Italiano ed il Comune di Genova hanno acconsentito, un monumento alla violenza ed alla disobbedienza civile. C’è forse da sorprendersi ? Direi di no. La spirale della glorificazione dei delinquenti è ormai cosa nota, dalla vicenda di Sigonella in cui un Craxi a cresta alzata consentì ai terroristi di fuggire, passando per l’asilo politico di Ochalan, transitando per la vergognosa vicenda della Baraldini accolta in Italia come un’eroina fino alla consacrazione definitiva di Casarini al ruolo di leader politico e di Sofri come personaggio colto e raffinato, addirittura scarcerabile con il beneplacito dal pessimo Ciampi, il quale sembra non veder l’ora di liberare gli avanzi di galera. Ma a questo punto, se qualcuno vuole salire agli onori della cronaca basta che si armi di un vaso di fiori e lo tiri in testa ad un passante affermando che di gesto politico si trattava: il suo angolo di storia sarà assicurato così come due righe sui giornali e magari una statua in cui invece del cavallo egli cavalcherà un rododendro. Che diamine ! In fondo al cimitero la vittima ha pure una lapide commemorativa tutta sua !

Ed ora siamo alla follia: Garibaldi ? Macché. Mazzini ? Neanche. Giuliani. Ragazzo, dice la lapide. Idiota, diciamo noi. Poco importa che l’installazione del cippo sia a totale carico della famiglia. Come mai allora non è consentito alle famiglie di poveri carabinieri o poliziotti di creare un cippo ad hoc per i loro cari quando essi muoiono per sventare una rapina ?

Questo non è un monumento da tollerare in una piazza, è una lapide da trasferire nella casa dell’incolpevole famiglia perché non rappresenta nulla di eroico, nulla che valga la pena essere ricordato se non con connotazioni negative. Se proprio vogliamo un monumento facciamolo a Placanica che ha dovuto subire anche l’umiliazione di un processo per essersi semplicemente difeso dal linciaggio.

Nell’attesa di un monumento ai kamikaze, valutate bene l'opportunità di creare pure voi il vostro angolo di gloria per essere ricordati dai posteri, magari non pagando più le tasse. Nella statua che ne conseguirà potreste imperiosamente cavalcare un assegno da dieci milioni di dollari, a vostre spese, ovviamente.

Defendit Numerus
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Totò, Peppino e la finanza rossa

Sembra uno di quei film in bianco e nero, invece è attualità economica.
Dove Totò è il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, Peppino è il patron della Banca Popolare Italiana Giampiero Fiorani e la finanza rossa è quella galassia che sta, come una piovra, occupando le banche e i gangli delle istituzioni finanziarie.
"Ti bacerei in fronte" dice Peppino a Totò, quando questi gli comunica di aver firmato l'autorizzazione alla sua OPA su Antonveneta.
Peccato che in ascolto vi fossero le Fiamme Gialle e che la registrazione finisca sulla stampa.
Così l'ABN AMRO, banca olandese la cui OPA era stata un fallimento (adesioni inferiori al 3%) torna in gioco, in una riedizione dell'ingenuità con la quale i tre colonnelli di Fini furono ascoltati in un bar di Roma.
E ieri viene eletto Augusto Fantozzi a Presidente dell'Antonveneta, in un CdA tutto "orange".
E chi è Augusto Fantozzi se non l'ex ministro delle finanze di governi di sinistra ?
Ecco che se Totò, nella malintesa intenzione di difendere la "italianità" della BNL ha fornito un assist all'Unipol (banca della Lega delle Cooperative), toppando clamorosamente nel difendere l'italianità dell'Antonveneta, sembra consegnare un'altra banca alla sinistra (come se non ne avessero abbastanza) e per soprammercato affronta un'offensiva, pienamente giustificata, per le sue dimissioni.
Il dramma, in una vicenda che sarebbe una farsa, si manifesta proprio in questa fase, dove i candidati a sostituire Fazio, sono tutti, ma proprio tutti, sodali o contigui a quei poteri forti che hanno stretto un'alleanza di ferro con la sinistra di opposizione.
Così abbiamo Tommaso Padoa Schioppa, già Vicepresidente della BCE (ed è tutto un programma !) e delfino di Ciampi (altro biglietto da visita che la dice tutta !).
Abbiamo Mario Monti, per due mandati commissario europeo che, pur se nominato nel 1994 da Berlusconi, ha preso talmente male la sua mancata riconferma ad un terzo (terzo !!!) mandato, da unire la sua voce al coro dei catastrofisti.
Abbiamo Giuliano Amato (sì, proprio lui, il presidente del consiglio che ci espropriò nel 1992 del 6 per mille dei nostri risparmi !!!).
Abbiamo Presidente (Giovanni Bazoli) e Amministratore Delegato (Corrado Passera) di Banca Intesa, personaggi notoriamente legati a Prodi, pel tramite della vecchia sinistra di "base" della DC.
Insomma, abbiamo davanti un panorama che, pur avendo apprezzamento zero nei confronti di Fazio, siamo costretti a ritenere le "toppe" peggiori del "buco".
E siamo costretti a dire che se le alternative a Fazio fossero i nomi che abbiamo letto sulla stampa ed elencato, allora ....teniamoci Totò e magari fosse quello "vero" !
M.F.
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Previdenza integrativa:interessi miliardari

Il Governo ha dato il via libera alla bozza di decreto legislativo che, recependo le indicazioni della riforma delle pensioni (una delle tante riforme necessarie attuate dal Governo Berlusconi) consentirà, tra l'altro, dal 2006 di versare il proprio TFR (trattamento di fine rapporto) al fine di realizzare una pensione integrativa.
Naturalmente i sindacati non sono d'accordo e con loro neppure Confindustria.
Si oppongono al decreto riempendosi la bocca di paroloni, ma in realtà. se andiamo a guardare i motivi essenziali, difendono un interesse comune e prosaicamente economico.
Quali sono infatti i motivi principali di opposizione ?
1) L'equiparazione delle polizza assicurative ai fondi negoziali
2) La pretesa insufficienza delle "compensazioni" alle industrie.
Insomma ragioni prettamente economiche e di potere che fanno convergere l'interesse di due associazioni (dei lavoratori e degli imprenditori) nella opposizione alla bozza di decreto del Governo.
Vediamo il perchè.
Il TFR è una retribuzione differita che, sino ad ora, era gestita in un apposito fondo, con rendimento intorno all'1,5%.
Ma era (è) una appostazione contabile, il denaro rimaneva nella disponibilità delle aziende che a bilancio iscrivevano una partita specifica (Fondo accantonamento TFR).
Non sfugge all'osservatore attento come il permanere materiale di denaro dei lavoratori presso le casse aziendali (fino al licenziamento o pensionamento) significasse una disponibilità di liquidità a costo zero (o quasi) per l'azienda stessa.
Alcune aziende/categorie hanno da tempo istituito dei fondi pensione integrativi di carattere negoziale, nei quali confluiscono contributi dei singoli lavoratori, versamenti aziendali e, in taluni casì, anche il TFR o parte di esso.
Anche qui l'osservatore annoterà due aspetti: un fondo negoziale che, in quanto tale, si dota di strutture amministrative interne, con nomina di Consiglio di Amministrazione in genere paritetico tra azienda e sindacati e la gestione "in famiglia" del fondo stesso e dei suoi investimenti.
I fondi - polizze - istituite dalle assicurazioni, pur venendo gestiti in modo professionale, scontavano una tassazione superiore e una impossibilità di ricevere il contributo da parte aziendale.
La bozza del decreto governativo elimina questi limiti, aprendo alla equiparazione tra fondi negoziali e polizza assicurative.
In sostanza il singolo lavoratore potrà decidere se aderire al fondo aziendale o di categoria gestito dal datore di lavoro e dai sindacati, oppure, a parità, ad una polizza assicurativa.
Ma nel primo caso il suo denaro sarà gestito dall'azienda e dai sindacati, nel secondo da una società terza.
Al lavoratore viene offerta una maggiore libertà di scelta, che cozza contro la pretesa dei sindacati di estendere la loro sfera di intervento (e contro le ambizioni dei sindacalisti a trasformarsi - con i soldi altrui - in consiglieri di amministrazione, sindaci etc.).
Cozza anche contro l'interesse delle aziende a continuare a gestire il denaro che versano (e che comunque, essendo retribuzione differita non è loro denaro, ma dei lavoratori) e che dichiarano insufficienti le "compensazioni" promesse dal Governo.
Ci si può domandare: per quale logica si dovrebbero concedere "compensazioni" alle aziende per denaro che non è più loro ?
E ci si può anche domandare se non sarebbe meglio versare in busta paga l'intera quota spettante e che chi la riceve ne faccia l'uso che ritiene migliore: spenderla, investirla o risparmiarla.
Ma forse questo è chiedere troppa libertà in un sistema che si trascina da 35 anni (da quel 20 maggio 1970) una cappa di lacci e lacciuoli che nel rendere ipertrofica l'organizzazione sindacale (leggere sui sindacati le brillanti note in Atroce Pensiero) ha trasformato quest'ultima in una macchina da business, stravolgendone l'essenza.
M.F.
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Cronologia del terrorismo musulmano

La sinistra, nella sua congenita, ereditaria e incurabile azione di inquinamento della storia e della cronaca, cerca di accreditare la menzogna per cui la liberazione dell’Iraq ha aperto le porte al terrorismo islamico.
Lampante in proposito l’infelice uscita (ma quando mai ne ha di felici ?) di Prodi che si chiama fuori dalla discussione sul finanziamento della missione in Iraq, dichiarando che la miccia l’avrebbero accesa “altri”.
Naturalmente non è vero, e la cronologia del terrorismo musulmano che segue, sicuramente incompleta, lo dimostra ampiamente.
La liberazione dell’Iraq risale al marzo-aprile 2003, le date degli attacchi dei terroristi islamici (omettendo tra l’altro tutta la serie di dirottamenti aerei degli anni settanta e gli atti compiuti dal terrorismo islamico in Israele, nostro avamposto, che peraltro sono evidenziati qui) sono ben anteriori.
Semmai è vero che la liberazione dell’Iraq è arrivata troppo in ritardo, proprio grazie alle querimonie dei buonisti sinistri.
Adesso siamo nel pieno di una guerra totale, che dobbiamo vincere con ogni mezzo.

liberamente tratto dalla prima pagina de La Padania del 24 luglio 2005





5 settembre 1972 Un commando di terroristi palestinesi prende in ostaggio 11 atleti israeliani al villaggio olimpico di Monaco, in Germania: muoiono tutti gli atleti Israeliani e 5 terroristi. Le Olimpiadi proseguono. E’ il biglietto da visita del terrorismo islamico.

17 dicembre 1973 Un commando di terroristi arabi seminava la morte su un aereo della compagnia Pan American, fermo sulla piazzola di manovra. I terroristi, bombardato con ordigni al fosforo l'aereo della compagnia americana, si impadronivano di un aereo della Lufthansa su cui facevano salire alcuni ostaggi, tra cui sei guardie di pubblica sicurezza. Costringevano quindi l'equipaggio che già era a bordo a far decollare il velivolo che iniziava così un forsennato peregrinare per i cieli d'Europa e del Medio oriente. L'incubo terminava nella tarda serata del giorno 18 all'aeroporto del Kuwait dove venivano liberati gli ostaggi e arrestati i terroristi. Il bilancio delle vittime era pesante: 28 morti sull'aereo della Pan American, la guardia di finanza Antonio Zara, ucciso a Fiumicino mentre cercava di opporre resistenza ai terroristi, un tecnico della società Asa, Domenico Ippoliti, barbaramente trucidato a sangue freddo sull'aereo della Lufthansa.

21 dicembre 1975 Un commando palestinese guidato da Carlos “lo sciacallo” (il venezuelano Illich Ramirez Sanchez) assalta la sede dell'OPEC di Vienna e prende in ostaggio 81 funzionari (che verranno rilasciati due giorni dopo in Algeria); nell’azione vengono uccise 3 persone e 7 rimangono ferite.

Novembre 1979 Viene occupata a Teheran l’Ambasciata Americana. Protagonisti sono terroristi islamici, resi fanatici dall’insegnamento di Khomeini, tornato in Iran, dopo essere stato in esilio e protetto in Francia. L’occupazione durerà oltre un anno.

6 ottobre1981 Un commando di terroristi islamici uccide il presidente egiziano Anwar El Sadat mentre assiste alla parata militare in ricordo della guerra dello Yom Kippur. L’attentato, effettuato con armi automatiche e bombe a mano, provoca la morte di altre 5 persone e il ferimento di 38.
18 aprile 1983 L’esplosione di un’autobomba davanti all’ambasciata USA a Beirut causa la morte di 63 persone (tra cui 17 americani) oltre a un centinaio di feriti. L’attentato è rivendicato dalla Jihad islamica.
23 ottobre 1983 Un nuovo attacco della Jihad islamica a Beirut provoca la morte di 254 marines americani e di 58 paracadutisti francesi.
7 ottobre 1985 Terroristi palestinesi prendono il controllo nella nave da crociera italiana "Achille Lauro"; un anziano turista statunitense, di origini ebraiche, viene selvaggiamente trucidato. I terroristi riescono a fuggire protetti dal governo Craxi contro i marines che avevano circondato l’aereo in fuga e atterrato per rifornimenti a Fiumicino.

27 dicembre 1985 In un clima di festa natalizia, Roma è sconvolta all'aeroporto di Fiumicino da un inferno di fuoco.Terroristi del gruppo estremistico Abu Nidal con raffiche di mitragliatori e bombe a mano provocano una strage negli uffici box d'imbarco della compagnia israeliana El Al, e in quella americana della Twa. Restano vittima 13 persone, altre 70 sono ferite, 4 terroristi uccisi.
15 aprile 1986 La Libia di Gheddafi compie un vero e proprio atto di guerra contro l'Italia lanciando due missili Scud contro l'isola di Lampedusa. Fortunatamente l'inettitudine libica sbaglia completamente mira e i missili non fanno danni. Il governo italiano di allora (lo stesso governo Craxi che mostrò i muscoli contro i nostri stessi Alleati Americani, vilmente non reagì.

21 dicembre 1988 Un aereo di linea della Pan Am esplode in volo presso Lockerbie, in Scozia, causando la morte di 270 persone. Il processo contro i due libici accusati della strage si conclude il 31-I-2001 con la condanna all'ergastolo di uno degli attentatori. Il dittatore libico Gheddafi, dopo la lezione impartita con la liberazione dell’Iraq, riconosce le colpe e risarcisce le vittime.

1992 Inizia l'insurrezione islamica in Egitto. La prima vittima è una britannica in un attacco a un minibus vicino a Dairut nella parte meridionale del Paese.

26 febbraio 1993: Una bomba esplode in un caffè nel centro del Cairo uccidendo un cittadino svedese, un turco e un egiziano. 18 i feriti.

26 febbraio 1993 Prima strage al World Trade Center di NY: una bomba scoppia nel parcheggio sotterraneo provocando 6 morti e oltre 1000 feriti. L’attentato è attribuito a Osama bin Laden.

26 ottobre 1993 Un terrorista musulmano uccide due americani e un francese e ferisce altri tre stranieri in un hotel del Cairo.

4 marzo 1994 I terroristi islamici aprono il fuoco su una nave in crociera sul Nilo e uccidono una donna tedesca.
6-7 luglio 1994 Nella notte fra il 6 e 7 luglio 1994, si consumava un atroce caso di terrorismo islamico ai danni dei cittadini Italiani. Quella notte il mercantile italiano "Lucina" alla fonda nel porto di Djendjen una cittadina a 300 km da Algeri proveniente da Cagliari attende di essere scaricato di un carico di smollino l'ingrediente base per fare il cuscus. I sette marittimi sono tutti italiani, gente semplice uomini sposati con figli, abituati a solcare il mare per vivere. Non prendono precauzioni, hanno fatto quel viaggio decine di volte nessuno immagina di diventare bersaglio del fondamentalismo islamico che insanguina l'Algeria. è notte fonda. 10 uomini si avvicinano in silenzio con gommoni e salgono a bordo. I marinai vengono sorpresi nel sonno e si consuma il macabro rituale che l'integralismo riserva agli infedeli: sgozzati come animali nelle loro brandine, chi tenta disperatamente la fuga viene finito a colpi di ascia. quando la motonave verrà restituita all'armatore sui pavimenti e le pareti delle cabine gli schizzi di sangue sembrano venire da un mattatoio. L'eccidio viene orgogliosamente rivendicato dalla GOA braccio militare del FIS.

26 agosto 1994 Un ragazzo spagnolo di 13 anni viene ucciso e altre tre persone restano ferite in un attacco dei terroristi islamici a un bus a Nag Hamadi, nel sud del Paese.
27 settembre 1994: due tedeschi e due egiziani sono uccisi a colpi di arma da fuoco a Hurghada, una località turistica sul mar Rosso.
23 ottobre 1994 Un britannico resta ucciso in un attacco a un minibus vicino a Naqada nell'Egitto meridionale. Tre suoi connazionali vengono feriti.
25 luglio 1995 Una bomba esplode alla stazione Saint-Michel della metropolitana di Parigi, provocando 7 morti e 29 feriti. L’attentato, non rivendicato, è stato attribuito ai terroristi islamici del GIA (Gruppo islamico armato) algerino.

18 aprile 1996 4 terroristi islamici aprono il fuoco su dei turisti greci, uccidendone 18, di fronte all'Europa Hotel del Cairo. 17 i feriti.
25 giugno 1996 Un’autobomba viene fatta esplodere accanto al quartier generale dell’aviazione USA a Dahran (Arabia Saudita): 19 soldati rimangono uccisi, oltre 300 feriti. L’attentato è attribuito a Osama bin Laden.

18 settembre 1997 terroristi islamici uccidono nove turisti tedeschi e il loro autista in un attacco al loro bus di fronte al museo centrale del Cairo. 18 i feriti.
17 novembre 1997 Un commando composto da cinque terroristi islamici spara sulla folla di turisti stranieri a Luxor (Egitto): i morti sono 58, diverse decine i feriti.
7 agosto 1998 Duplice attentato contro le ambasciate degli USA in Kenya e in Tanzania: due autobombe esplodono quasi contemporaneamente a Nairobi e a Dar el Salaam provocando complessivamente 301 morti (tra cui 12 cittadini americani) e oltre 5000 feriti.
12 ottobre 2000 Un gommone esplosivo lanciato contro il cacciatorpedinere americano USS Cole nel porto yemenita di Aden causa 17 morti e 39 feriti. L’attentato è attribuito a Osama bin Laden.

11 settembre 2001 A New York sono le 8.48 del mattino. Un aereo di linea della American Airlines partito da Boston e diretto a Los Angeles con 81 passeggeri a bordo si schianta contro la prima delle Torri Gemelle, quella Nord. Dopo appena diciotto minuti, il secondo attacco: un altro Boeing, partito da Washington e diretto sempre a Los Angeles - i passeggeri a bordo sono 58 - investe la seconda Torre. Un’ora dopo, un terzo aereo si abbatte sul Pentagono e, quasi contemporaneamente, il volo numero 93 della United Airlines partito da Newark per San Francisco precipita in un campo della Pennsylvania, vicino Pittsburgh. Le vittime degli attentati sono oltre tremila, tutti rivendicati dalla rete terroristica Al Qaeda del miliardario saudita Osama Bin Laden.

11 aprile 2002 A Djerba (Tunisia) un camion riempito di gas naturale si schianta contro un muro dell’antica sinagoga di El Ghirba. I morti sono 20, 15 turisti (14 tedeschi e un francese) e 5 tunisini. La rivendicazione dell’attentato è di Al Qaeda.
8 maggio 2002 A Karachi (Pakistan) un attentatore suicida si scaglia con un’automobile imbottita di esplosivo contro un autobus della marina militare davanti all’hotel Sheraton, nel centro della città. I morti sono una quindicina. Di questi, 11 sono tecnici francesi impegnati in un progetto navale franco-pakistano. Karachi è una delle roccaforti dei gruppi integralisti islamici pachistani che si oppongono alla politica filo-occidentale del presidente Pervez Musharraf. Le forze di polizia ritengono che nell’azione sia implicato il gruppo terroristico che fa capo a Osama bin Laden.
12 ottobre 2002 A Bali (Indonesia) una bomba colpisce il Padi Club, discoteca a due piani sul lato est di Jalan Legian, la via più frequentata di Kuta Beach. Pochi secondi dopo, mentre la gente corre fuori, un’auto bomba esplode all’interno del frequentatissimo Sari, a poche decine di metri più a nord, una grande area coperta da un tetto di paglia con grandi schermi su cui vengono proiettati video clip. Età media del pubblico: 20 anni. I morti - per la gran parte turisti occidentali di 22 diverse nazionalità - sono 202, i feriti più di 250. Le esplosioni vengono rivendicate dall'organizzazione Jemaah Islamiah, legata ad Al-Quaeda.
28 novembre 2002 A Mombasa (Kenya) 13 persone, tre israeliani e dieci kenioti, perdono la vita in un attentato contro l’hotel Paradise, frequentato da turisti israeliani. Più o meno nello stesso momento, due missili mancano un aereo della compagnia israeliana Arkya con 261 passeggeri appena decollato da Mombasa. L’8 dicembre Al Qaeda rivendica il doppio attentato.
12 maggio 2003 A Riad (Arabia Saudita) una colonna di auto formata da sette veicoli esplode contro un complesso residenziale abitato da occidentali. Nell’attentato perdono la vita 35 persone (tra cui 9 americani) e i feriti sono circa 200.
16 maggio 2003 A Casablanca (Marocco) oltre 40 persone vengono uccise e un centinaio ferite in una serie di attentati dinamitardi compiuti nella notte a Casablanca. Tra le vittime c’è anche un tecnico italiano. I terroristi sono legati alla rete Al Qaeda.
19 agosto 2003 un camion bomba viene lanciato da un kamikaze contro l'Hotel Canal, sede del quartier generale dell’Onu. Nell’esplosione muoiono 22 persone: si tratta del più grave attentato nella storia dell’organizzazione internazionale. Sotto le macerie muore anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Iraq, il brasiliano Sergio Vieira de Mello.

12 novembre 2003 un camion bomba si schianta contro il quartier generale della missione italiana in Iraq. Perdono la vita 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili italiani.

15 novembre 2003 Nel giorno del riposo ebraico ad Ankara (Turchia), due camion imbottiti di esplosivo saltano in aria davanti a due sinagoghe (quella di Shishli e quella di Neve Shalom, nel quartiere di Beyoglu-Kuledibi) uccidendo 23 persone e ferendone circa 300. Tra le persone che hanno perso la vita c’è anche un cittadino italiano di 57 anni. Il giorno dopo, il quotidiano arabo Al-Quds Al-Arabi riceve una rivendicazione dalla rete terroristica di Osama Bin Laden.
20 novembre 2003 a Istanbul due bombe esplodono contro il consolato britannico e la banca HSBC. Muore il console del Regno Unito.
11 marzo 2004 Alle 7,39 del mattino, la stazione Atocha a Madrid e due nei dintorni della capitale vengono investite da dieci violente esplosioni. È strage:192 morti e 1.427 feriti. Le vittime sono soprattutto operai dei sobborghi di Guadalajara e Alacalà de Henares, colpiti mentre si recano al lavoro. La linea è frequentata da 900mila passeggeri ogni giorno, tra cui molti studenti. Il terrorismo islamico colpisce nel cuore dell’europa. Le prime indagini sono indirizzate verso l'Eta ma, a seguito di una rivendicazione delle sedicenti brigate Abu Hafs Al-Misri e del ritrovamento ad Alcalá de Henares di un furgone con detonatori e nastri in cui sono registrati versetti del Corano, prende consistenza la pista araba. Il 13 marzo sono compiuti i primi arresti, tre marocchini e due indiani, e nella notte viene ritrovato un video, nei pressi della moschea di Madrid, in cui Al Qaeda rivendica gli attentati. Vengono, quindi, arrestati altri 9 uomini, in gran parte marocchini, mentre si fa sempre più forte l’ipotesi che gli attentati di Madrid siano collegati a quelli di Casablanca del 16 maggio 2003.
3 ottobre 2004 Un commando di 17 guerriglieri ceceni prende in ostaggio centinaia di persone (la maggior parte sono bambini) nella scuola di Beslan, nell’Ossezia del nord, una regione della Cecenia. Dopo due giorni, un blitz delle forze dell’ordine sovietiche pone fine all’assedio. Anche i sequestratori sparano. È un massacro: i morti sono 394 morti, e tra questi 156 sono bambini.
7 ottobre 2004 Un attentato dei terroristi islamici nelle località di Taba and Ras Shitan uccide 34 persone. Tra le vittime ci sono due sorelle della provincia di Cuneo, Sabrina e Jessica Rinaudo. Oltre 100 i feriti.
2 novembre 2004 Il regista olandese Theo Van Gogh viene assassinato da un estremista musulmano che loh avoluto così punire per aver denunciato nel suo film Submission le brutalità cui vengono sottoposte le donne musulmane in base alle norme islamiche.

30 aprile 2005 Due terroriste islamiche aprono il fuoco su un bus turistico al Cairo e feriscono sette persone, tra cui 4 stranieri. Nell'attacco muoiono le due donne. 7 aprile: Un terrorista islamico si lascia esplodere vicino al mercato di Khan al-Khalili, uccidendo due francesi e un americano.

7 luglio 2005 Quattro bombe sono fatte esplodere da terroristi islamici a Londra. 3 nella metropolitana ed una in un autobus di superficie. I morti sono 56 tra i quali una ragazza italiana, Benedetta Ciaccia.

23 luglio 2005 A Sharm el Sheik, località turistica del Mar Rosso, altre 4 bombe fatte esplodere da terroristi islamici uccidono un numero ancora imprecisato di persone (tra 60 e 100) tra i quali sei italiani.


La guerra continua ed è una guerra dichiarata contro l’Occidente, contro la Civiltà, ben prima della liberazione dell’Iraq.
Purtroppo non avevamo voluto ascoltare i segnali di allarme e ancora c’è che non li vuole né ascoltare, né vedere.
M.F.
testo aggiornato alle 11,10 di venerdì 29 luglio 2005
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Reagire

I terroristi islamici colpiscono ancora.
L'Inghilterra che sembrava un esempio di multietnicità paga ora, e duramente, una politica dell'accoglienza che stava facendo proseliti anche in Italia.
Come scrive giustamente sull'edizione odierna di Libero il direttore Vittorio Feltri: bisognava cacciarli prima !
Forse Feltri non se lo ricorda, ma nel suo editoriale sono contenute le stesse esortazioni che pronunciò l'ex arcivescovo di Bologna Cardinale Giacomo Biffi in alcune omelie, prima che gli venisse imposto il bavaglio nel momento in cui l'Occidente, guidato dagli Stati Uniti, stava per iniziare la liberazione dell'Iraq.
Da allora Biffi non ha più rilasciato interviste.
Eppure Biffi aveva ben chiaro il problema che ora è esploso in Gran Bretagna e potrebbe non tardare ad esplodere anche in Italia, nonostante i seri provvedimenti disposti dal Governo anche su spinta della Lega.
Biffi aveva posto l'attenzione sul tipo di immigrati che accogliamo.
Immigrati provenienti da un ambiente assolutamente straneo alla nostra cultura civile e religiosa e aveva auspicato una selezione dell'immigrazione per favorire l'innesto di persone che avessero una maggiore affinità con la nostra cultura.
Oggi Feltri afferma che il pericolo deriva da questi immigrati che mantengono vive le tradizioni e la mentalità della loro cultura di origine e, soprattutto, di un credo religioso (musulmano) assolutista e chiuso.
Sempre Feltri afferma che, viceversa, nessun pericolo verrebbe a noi da una immigrazione filippina, rumena o ucraina.
Condivido.
La Bossi-Fini ha svolto un'opera meritoria di inversione di tendenza rispetto alla politica precedente che ci avrebbe già trasformato in una Italiastan, ma adesso non è più sufficiente.
Adesso è necessario reagire, facendo ulteriori passi avanti.
Contingentare l'immigrazione, dando la precedenza a chi proviene da pasei che abbiano una maggiore affinità con le nostre sensibilità civili e religiose.
Non più, quindi, una ripartizione proporzionale delle disponibilità dei visti di ingresso in base alle quote di richiesta, ma una graduatoria in base alla provenienza.
I "benpensanti" (che pensano talmente bene da essere la nostra rovina) ne saranno inorriditi, ma davanti all'esempio inglese non possiamo fare finta di niente e se non reagiamo con un nostro Patriot Act che prenda anche decisioni difficili come la selezione dell'immigrazione, rischiamo di ritrovarci nelle condizioni in cui è Londra oggi.
E non so se il nostro Governo avrà la forza di ordinare, come è stato giusto ordinare all'antiterrorismo britannico, di sparare ai sospetti con "licenza di uccidere".
Personalmente sono convinto che la Gran Bretagna stia affrontando l'offensiva del terrorismo islamico con la giusta energia.
Noi siamo avvantaggiati.
Siamo avvantaggiati dalla minor presenza di immigrati musulmani di seconda generazione.
Siamo avvantaggiati dall'aver potuto vedere quel che è accaduto a Londra.
Siamo avvantaggiati perchè l'11 settembre ha fatto aprire gli occhi ad alcuni di noi (altri, a sinistra, li tengono ostinatamente chiusi e con la testa ficcata sotto la sabbia).
Ma non possiamo cullarci nell'illusione che i provvedimenti assunti saranno sufficienti a proteggerci.
Dobbiamo continuare con decisione sulla strada di garantire sicurezza ai cittadini, anche se la sicurezza per noi tutti, significa una limitazione dei diritti per i residenti musulmani.
M.F.
:: posted by Massimo @ 12:14 | go to "Reagire" | Help |

L'economia in ripresa

I quotidiani, si sa, sono in grande maggioranza legati a quegli stessi poteri che sostengono il cambio di governo, confidando nelle elargizioni che una sinistra in crisi di astinenza potrà distribuire, anche a loro, nel corso dell'assalto alla diligenza del denaro pubblico che seguirebbe, come è seguito negli enti locali, all'eventuale riconquista del potere.
Così vengono messi in grande risalto tutti i dati che indicano negatività.
Vi propongo pertanto due lanci di agenza ANSA di ieri, 21 luglio, che attestano come la nostra economia sia tutt'altro che in coma, come vorrebbero farci credere e che la spina dorsale produttiva del paese (che non è formata dai "grandi industriali" verso cui Luca Montezemolo - frettolosamente candidato da Feltri a sostituire Berlusconi - vorrebbe dirottare risorse) è viva e vegeta.
Istat: incremento vendite dettaglio
(ANSA) - ROMA, 21 LUG - Le vendite al dettaglio a maggio sono aumentate dello 0,7% rispetto ad aprile 2005 e dello 0,9% rispetto a maggio 2004.'Gli italiani tornano a consumare', spiegano dall'Istat. A maggio 2005 si sono registrati aumenti delle vendite al dettaglio rispetto a un anno prima nelle piccole imprese (+0,6%), nelle medie imprese (+1,4%) e nelle grandi imprese (+1%). Forti incrementi, su base tendenziale, nel settore delle calzature, articoli in cuoio e viaggio, foto ottica, pellicole.
Boom imprese: superata quota 6 mln
(ANSA) - ROMA, 21 LUG - Italia Paese di imprenditori. Le aziende registrate presso le Camere di Commercio hanno superato i 6 milioni, secondo Unioncamere. I dati di aprile-giugno segnalano un saldo positivo di 45.126 societa', grazie a 116.057 nuove imprese, da cui vanno sottratte le 70.931 cessazioni di attivita'. Il totale e' di 6.040.587. A dar man forte all'esercito di imprenditori e' il Sud (con oltre due milioni di imprese). Tra le nuove attivita' brilla il settore delle costruzioni (+11.689 unita').
M.F.
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Le ottime norme antiterrorismo della Lega

Senza dubbio alcuno, dopo anni di immobilismo e di cecità politica da parte del governo di centrosinistra, viene affrontato da questo governo l’annoso nodo della lotta al terrorismo sul fronte interno. Subito le proposte delineate dalla Lega sono state aspramente criticate dal centrosinistra secondo i soliti schemi del NO ! ad ogni costo, anche e specialmente quando si tratta della sicurezza di cittadini italiani.
La sinistra infatti quando ebbe responsabilità di governo cristallizzò qualunque iniziativa in questo senso, adottando la regola del basso profilo secondo cui chi non si muove non può divenire oggetto di critiche. Questo è valso per l’economia, nel quale alveo la sinistra ha fatto scorrere fiumi di debiti pur di concedere all’italiano l’illusione di poter vivere sine die al di sopra delle sue possibilità, con il risultato di non attuare quelle riforme strutturali che richiedono coraggio ed impopolarità. La stessa sinistra, poi, non portò a compimento nemmeno una politica di controllo sui prezzi, il tutto ovviamente per non pestare i piedi al terziario. Il precedente governo abbandonò perfino nel dimenticatoio il suo cavallo di battaglia, ovvero la lotta all’evasione fiscale ed al lavoro sommerso, tanto che per sentirne riparlare si dovette saltare a pié pari ai giorni nostri con il richiamo forte e diretto di Berlusconi sull’argomento e l’annuncio di nuove norme allo studio per l’eliminazione di questo spinoso problema. L’unica decisione condivisibile ed in un certo senso coraggiosa che venne partorita da una parte della sinistra fu la concessione delle nostre basi per la guerra contro la Serbia, decisione che avrebbe spaccato il governo se non fosse stato per l’intervento provvidenziale del Polo delle Libertà, il quale, contrariamente a quanto poi la sinistra fece a parti invertite, dimostrò di tenere alla coerenza in ambito internazionale del belpaese più che all’opportunistica convenienza politica. In questo assordante silenzio, la sinistra, ammiccando pericolosamente ai paesi filoterroristi e forte del fatto che un’Italia schierata con il terrorismo non sarebbe mai stata attaccata da quest’ultimo, pensò di ignorare il problema nonostante i primi sintomi di estremizzazione dei gruppi eversivi islamici. Ad onor del vero e per onestà intellettuale bisogna ricordare che ancora non era stato scatenato l’inferno dell’11 Settembre per cui il mondo occidentale viveva tranquillo, l’economia “tirava” e le vicende mediorientali sembravano distanti anni luce dai nostri problemi quotidiani. Però logica vuole che all’intensificarsi di un pericolo un governo responsabile reagisca con il classico giro di vite. E la sinistra non lo fece.

Ora, svegliatici dal torpore dell’equilibrismo tipicamente italico tanto caro alle sinistre ma completamente amorale, ci siamo schierati con forza e determinazione al fianco dei paesi occidentali e con loro abbiamo intrapreso la necessaria guerra contro un nemico subdolo e sfuggente che si annida nel nostro tessuto sociale. Questo nemico, che agiva esclusivamente in paesi lontani è apparso nelle nostre città dopo l’11 settembre, forte di un'organizzazione creata pazientemente alla luce del totale disinteresse degli allora partiti politici sulla questione inerente alla sicurezza interna. E da governo responsabile, questo schieramento ha elaborato le sue proposte in merito.

La strategia terroristica è molto sottile per tanti motivi, più o meno tutti analizzati nei talk show televisivi. E’ vero che il terrorista si nasconde, è vero che colpisce indistintamente, è vero che mira a condizionare la politica dei governi ed ho sentito parecchie opinioni assolutamente condivisibili. Ma su un punto non è mai stata focalizzata l’attenzione: il fatto che il terrorismo è difficilmente contrastabile perché ci costringe a scegliere tra i nostri diritti e la lotta serrata alle organizzazioni estremistiche. E su questo, me lo sia consentito dire, ci marcia. Il terrorismo conta proprio sulle proteste di una sinistra la quale, come ho scritto prima per l’economia, preferisce l’immediato vantaggio di una libertà fittizia piuttosto che una eradicazione del fenomeno da conseguirsi nel futuro, come colui che per paura dell’operazione chirurgica lascia espandersi il tumore che lo condannerà. Nel precedente periodo ho scelto non a caso la definizione “libertà fittizia” e per un motivo ben preciso: non si può essere liberi se non si può prendere il treno in santa pace, se ad ogni ingresso nella metropolitana si deve temere un attentato o se non si è in grado di investire il proprio capitale in azioni redditizie poiché esse potrebbero collassare alla prima bomba. Basti analizzare cos’è capitato dopo l’11/9: consumi dimezzati, compagnie aeree fallite, trasporti nel caos, chiusura di aziende e conseguente disoccupazione, investimenti al lumicino e drammatiche emorragie finanziarie per i risparmiatori, i quali sono costretti attualmente a scegliere se investire in azioni pericolosamente sensibili alle vicende del terrorismo od in titoli di stato, il cui guadagno annuo è stabilizzato su un misero 2%. Come avevo spiegato all’inizio, è un po’ come il criterio di sinistra di adottare una politica economica allegra, che non ricalca la reale salute del paese e diviene uno specchietto per le allodole finché non ci si trova con 2 milioni e mezzo di miliardi di debito nonché il cappio europeo al collo.

Da queste considerazioni si evince essere essenziale la necessità di una scelta di norme concrete commisurate alla minaccia gravante sulle nostre teste, che siano possibilmente rapide e rigide. In breve, dopo tanti anni di lieti menefreghismi, occorre iniziare a ragionare secondo il proverbio “a mali estremi…”, sacrificando un po’ della nostra libertà e/o privacy sull’altare della sicurezza. Esattamente nella maniera in cui sono state promulgate le leggi contro la guida in stato d’ebbrezza che costringono i conducenti a soffiare in direzione del sensore, non vi è alcuna lesione alla persona nel catalogare i terroristi tagliando loro un paio di capelli e prendendo un campione di saliva. In fondo quando ci si reca in molti paesi esteri si è costretti ad imprimere le proprie impronte digitali sui documenti e nessuno si lamenta di questa modalità di schedatura che causa per tre giorni l’alterazione del colore dei polpastrelli. Anzi, io credo che sarebbe bene rendere obbligatorio questo civilissimo controllo non solo per i terroristi ma per tutti gli immigrati ed anche per gli italiani, poiché in tal modo potremmo avere una migliore capacità investigativa anche per far fronte alla criminalità comune. Per quanto concerne la procura antimafia ed antiterrorismo (PNAA) ben venga, a patto che essa sia interconnessa con analoghe procure in tutto il mondo adottanti gli stessi sistemi di schedatura, altrimenti potrebbe divenire un doppione dei servizi segreti, da sempre gelosi delle informazioni racimolate sul campo. Secondo me sarebbe opportuna anche la creazione di squadre speciali antiterrorismo sulla falsariga dei GIS, addestratissimi, dotati delle ultime novità in fatto di armi e con larga discrezionalità a procedere in arresti od in operazioni di epurazione in Italia ed all’estero. Un sì deciso anche ai controlli sui Money Transfer bancari. Molti terroristi si servono di shortcuts quali le società di trasferimento di denaro private che, ovviamente inconsapevoli delle transazioni in essere, eseguono onestamente il loro importantissimo lavoro senza poter conoscere la intenzioni di chi riceve il denaro. A questo proposito una bella iniziativa aggiuntiva potrebbe essere l’obbligo per gli istituti di credito e le società di money transfer di installare uno speciale programma omologato collegato alla PNAA aggiornabile in rete bancaria. Questo permetterebbe di evidenziare eventuali trasferimenti di denaro provenienti da individui periodicamente (e segretamente) segnalati dalla Procura Antiterrorismo per mezzo di una lista da scaricarsi quotidianamente ed automaticamente nei computers centrali degli istituti di credito e letta dall'apposito programma di rete, il quale sarebbe così deputato a segnalare in background le operazioni effettuate dai sospettati (utilizzando come discriminanti nome e cognome, residenza, numero di conto e così via..); il tutto esattamente allo stesso modo nel quale opera un antivirus per un PC, scaricando regolarmente l’update disponibile nel server per tenerlo aggiornato contro le minacce virali.
In tal caso la comunicazione alle autorità competenti sarebbe immediata ed automatica poiché sarebbe il programma stesso a segnalare automaticamente le operazioni finanziarie di un presunto terrorista non appena venisse digitato il numero di conto ad egli associato.
Importantissima è anche la richiesta di una definizione ufficiale del concetto di “terrorismo”, normativa esplicativa che finalmente chiuderebbe all’angolo giudici compiacenti od incompetenti, pronti a sfruttare a seconda delle loro inclinazioni politiche la non completezza delle leggi giurisprudenziali al riguardo per avventurarsi più o meno in malafede in acrobazie dialettiche al riguardo. Un sì deciso anche alla norma che prevede l’espulsione immediata di un sospetto terrorista, che unita all’analisi del DNA gli impedirebbe di rientrare in Italia se non con lo status di clandestino. D’altra parte in molti paesi anglosassoni questa legge è già vigente da molto tempo. A questo proposito occorrerebbe aggiungere una norma, quella dell’immediata espulsione dei clandestini senza ricorrere al foglio di via. I clandestini potrebbero essere portati immediatamente in centri di raccolta sorvegliati, i loro beni in Italia confiscati ed essere rispediti entro 48 ore nei loro paesi d’origine. Un terrorista od un fiancheggiatore avrebbero così molto meno tempo per preparare eventuali stragi e non potrebbero fare i consueti sopralluoghi perché un volta venuti allo scoperto sarebbero a rischio di fermo da parte della polizia. Inoltre il terrorista non potrebbe chiedere aiuto nemmeno ai cittadini regolari (quelli onesti) perché essi potrebbero rivelasi per lui pericolosi delatori. Per quanto concerne la conservabilità dei dati, ovviamente la cosa mi trova assolutamente d’accordo. Le attuali tecnologie hanno raggiunto un così grande grado di sofisticatezza che i dati di una certa rilevanza possono essere compressi e conservati in appositi dvd-rom praticamente indistruttibili dal tempo. Questi dati non solo possono essere usati in sede processuale ma possono essere analizzati, trasmessi e rianalizzati con apparecchiature più sofisticate da polizie scientifiche di altri paesi; in questo modo essi rappresenterebbero ottime fonti di indagine per le procure di tutto il mondo, le quali potrebbero condividerle venendo a conoscenza di informazioni vitali per la composizione di eventuali puzzle nelle loro indagini. Anche l’equiparazione dei reati di terrorismo a quelli di mafia mi trova d’accordo ed auspicherei per tutti i condannati (mafiosi e terroristi) i lavori forzati, in modo da insegnar loro che il lavoro umano è cosa gradita ad Allah più che attentare alla vita di innocenti.

Insomma, concludendo non c’è dubbio che in questa occasione la Lega abbia centrato il problema più di chiunque altro al governo.

Defendit Numerus
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 16:33 | go to "Le ottime norme antiterrorismo della Lega" | Help |

Riforma Castelli: il Senato approva definitivamente

Per la seconda volta nel corso della legislatura, il Parlamento ha approvato la Riforma dell’ordinamento giudiziario o Riforma Castelli.
La prima approvazione fu vanificata da una impuntatura di Ciampi, ma adesso non ci sono storie: la riforma c’è.


Sul sito del Ministero della Giustizia la scheda completa di tutto l’iter della legge.
Ma cosa c’è di rilevante nella Riforma Castelli ?
C’è la filosofia di base, come è stato per altre riforme del Governo Berlusconi che possono essere ancora migliorate, ma rappresentano inequivocabilmente una inversione di tendenza rispetto alla precedente filosofia legislativa, influenzata dalla lobby togata.
La Riforma Castelli è il riappropriarsi da parte della politica della funzione legislativa.
Ma è anche dare alla magistratura una ossatura più efficiente, moderna e indipendente.
Di rilievo nella Riforma Castelli gli aspetti riguardanti la carriera dei magistrati, sino ad ora piattamente basata sull’automatismo e sull’anzianità, adesso vedrà anche concorsi e promozioni per i capaci e meritevoli.
La separazione delle carriere tra magistratura inquirente (p.m.) e giudicante ci avvicina allo standard occidentale, anche se rimaniamo ancora lontani da quel che considero il “top” che troviamo negli Stati Uniti con l’elezione popolare dei procuratori (i nostri p.m.) e con la nomina a giudice per avvocati e giuristi di chiara fama ed esperienza.
I magistrati avranno opportunità di aggiornamento e di approfondimento, con una scuola per magistrati che fornirà formazione continua.
I provvedimenti disciplinari saranno maggiormente trasparenti, superando le ovvie e facili critiche che tutti possiamo formulare, trattandosi di una categoria che giudica i suoi stessi membri, anche davanti alle accuse formulate da terzi.
E si potrebbe continuare analizzando, articolo per articolo una Riforma che, come ha dichiarato il Presidente Berlusconi, “non è quello che avremmo voluto fare all'inizio, ma è un primo e importante passo verso una giustizia giusta e processi che siano contenuti nel tempo”.
Sì, perché un principio fondamentale della nostra Civiltà è che raggiunto un traguardo, si pensi a quello successivo, in un continuo migliorare e progredire (a differenza di “altrifermi e arretrati ad almeno sette secoli fa).
Così, incassata la Riforma Castelli la Giustizia è si più giusta, ma l’obiettivo è renderla ancora migliore, proseguendo nell’iter riformatore che dovrà coinvolgere sempre più i magistrati che, da parte loro, dovranno opportunamente accantonare i privilegi acquisiti per diventare normalissimi funzionari pubblici e lavoratori, come tanti, come tutti.
M.F.
tratta da Il Giornale del 21 luglio 2005
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Postilla a Quando lo Stato abbandona l'Etica

Trattandosi di una lunga appendice al post precedente di StarsAndBars, e ritenendo di darvi il maggior risalto possibile, ho preferito postarlo qui. Mi si scusi per l'uso poco corrispondente alla netiquette.Pienamente d'accordo da un punto di vista etico: limitatamente alla Germania che, comunque, fino a poco tempo fa NON toglieva il sussidio se un lavoratore rifiutava una proposta; e questo indefinitamente. Ora, non potendo piu' sopportare il costo sociale di un numero elevatissimo di disoccupati (autoctoni) ha scelto la linea dura e dopo una sola proposta rifiutata ne blocca l'erogazione. In USA questo avviene, invece, dopo tre proposte rifiutate. E' comunque possibile rendersi disponibili per lavori specifici e non per altri, aggirando quindi il problema. Per rimanere sul piano etico, va detto che in Italia non esiste alcun sussidio di disoccupazione per chi non abbia maturato almeno due anni di contributi; il che significa aver lavorato continuativamente per tale periodo. Ovviamente, dopo l'introduzione del lavoro flessibile e dei COCOCO ad opera dei governi di centro-sinistra (D'Alema), e' molto difficile che cio' avvenga, dunque un lavoratore italiano disoccupato NON PERCEPISCE ALCUNCHE' a meno che non si rivolga ai Comuni di residenza ed alle associazioni religiose che provvedono ad una specie di elemosina SOLO quando i fondi in cassa lo permettono. I lavoratori stranieri disoccupati, in ragione della loro situazione particolarmente disagiata, invece, percepiscono SEMPRE una qualche forma di indennita' secondo quanto specificato sopra. Cio' configura de facto il superamento del cittadino straniero sul cittadino autoctono in tema di diritti civili ed annulla il principio di Cittadinanza e quindi quello di Sovranita'. Va detto che il governo Berlusconi non si e' occupato ancora di questa materia, che non e' certo di secondaria importanza dopo l'introduzione della moneta unica. A maggior ragione, considerando il fatto che tutti i paesi europei, compresa l'Austria che prima non aveva un istituto simile, contemplano una qualche forma di tutela e consentono al lavoratore disoccupato quantomeno di sopravvivere. Questo e' uno dei punti che considero assolutamente fondamentali per la politica dell'eventuale e prossimo governo di centro-destra. Se non fosse contemplata una revisione di questa materia, personalmente, non mi recherei nemmeno alle urne. Vediamo un po' di spendere un po' di soldini anche in casa e non solo nel terzo mondo please...

Lo PseudoSauro
:: posted by Lo PseudoSauro @ 07:57 | go to "Postilla a Quando lo Stato abbandona l'Etica" | Help |

emergenza romania!

sono molto vicini a noi, e pare quasi che non ci siamo accorti di quello che è successo.La romania vive un dramma umanitario terrificante: "32.863 le case allagate, 138.070 ettari di terreno agricolo coperto dalle acque mentre più di 1.018 ponti sono stati spazzati via. In pratica, dall’inizio dell’anno, 33 delle 42 regioni che compongono il paese sono state inondate".


nessuno ancora si è mosso, sembra che un dramma così vicino non ci riguardi.La caritas ci informa: "Come nella precedente emergenza che ha devastato lo scorso aprile la regione di Banat, la rete Caritas sta fornendo nell'immediato coperte, materassi, cibo, materiale e attrezzature per pulire e disinfettare le abitazioni e i pozzi. Le fasi successive riguarderanno interventi a medio e lungo termine per la ripresa delle attività agricole, con piccoli finanziamenti e fornitura di attrezzature, e la ricostruzione delle abitazioni."

Per sostenere gli interventi in corso (specificando nella causale “Romania -Alluvioni 2005”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite:

- c/c postale n. 347013 - c/c bancario 11113 - Banca Popolare Etica, Piazzetta Forzatè 2, Padova - CIN: S ABI: 05018 CAB: 12100 Iban: IT23 S050 1812 1000 0000 0011 113 - Bic: CCRTIT2T84A
- c/c bancario 10080707 - Banca Intesa, p.le Gregorio VII, ROMA - CIN: D ABI: 03069 CAB: 05032 Iban: IT20 D030 6905 0320 0001 0080 707 - Bic: BCITITMM700
- Cartasì e Diners telefonando a Caritas Italiana 06/541921 (orario di ufficio)

Analoghe emergenze si riscontrano in Pakistan e in India (per donare a favore di quelle popolazioni, basta sostituire il nome della nazione nella causale).

NON LASCIAMOLI SOLI!!
:: posted by Simone Bressan @ 09:48 | go to "emergenza romania!" | Help |

Quando lo stato abbandona l'etica.

Abbiamo visto recentemente un alzata di scudi da parte dei laicisti (da non confondere con i laici) di tutti gli schieramenti alle recenti affermazioni del Santo Padre che esprimono dubbi sull'accettare leggi in contrasto col Credo Cattolico:Aborto,Eutanasia,FIVET,Matrimoni omosessuali.
"Eccoli,i neo-fondamentalisti Cattolici,non obbediscono alle leggi !!!! Vergogna !"

Ma ci sono Leggi Superiori a quello dello Stato:Non uccidere,Non fornicare....

Stati che spesso fanno poi di quelle cose....

A Berlino,recentemente,una giovane di 25 anni ,impiegata in una ditta di software,perde il posto e si iscrive all'Ufficio di Collocamento.Nel curriculum indica d'aver lavorato come cameriera ad un bar e di essere disponibile al lavoro notturno.NON L'AVESSE MAI SCRITTO !!!!!
Pochi giorni dopo,l'Ufficio chiama:c'è un datore di lavoro interessato al suo profilo professionale.Prontamente si presenta ,e scopre che il signore è un tenutario di bordello,che cerca donne per.....
Indignata la ragazza rifiuta ed informa l'Ufficio di Collocamento,che risponde "La prostituzione in Germania è una professione legale.Se lei rifiuta quell'impiego,le tagliamo il sussidio di disoccupazione".
Sdegnata la ragazza si rivolge agli avvocati.Nulla da fare,la prostituzione è stata legalizzata da 2 anni.
E la riforma della Previdenza parla chiaro:ogni donna sotto i 55 anni che sia stata disoccupata per più di un anno,se non accetta il lavoro offerto dal Collocamento,perde l'assegno di disoccupazione.
MEDITATE,GENTE,MEDITATE.........
:: posted by Starsandbars/Vandeaitaliana @ 17:17 | go to "Quando lo stato abbandona l'etica." | Help |

Un mese per dimostrarci eroi

Un mese. Tanto è il lasso temporale concesso dai terroristi al nostro paese per il vaneggiato ottemperamento alle inaccettabili richieste di ritiro del nostro esercito dall'Iraq. Con una strategia tatticamente arguta i terroristi fanno sapere alle popolazioni dello stivale che il countdown è iniziato e che tutti noi siamo in pericolo. Che l'Italia fosse esposta a tali infezioni più di tutti gli altri paesi europei, lo sapevamo già: siamo una nazione permeabile in quanto importatrice di manovalanza a basso prezzo in arrivo dagli storici nidi di serpi terroristici sparsi per il mondo. Le nostre coste sono in molti punti facilmente raggiungibili e difficilmente controllabili; a causa di questa particolarissima morfologia esse costituiscono un facile approdo per scafi di piccole dimensioni. Siamo un popolo notoriamente caritatevole nei confronti dei più deboli, permeato della filosofia altruistica che ormai da lunga data fa parte del nostro bagaglio storico. Siamo un paese diviso a metà, in cui la parte meridionale (ovvero quella più vicina ai luoghi di partenza delle carrette del mare) è controllata dalla mafia anziché dallo stato. Questo significa sfruttamento del lavoro ed indirizzamento forzato dei clandestini verso le rotte di profitto più immediato e redditizio, ovvero quelle che prevedono la sistematica adozione dell'illegalità come mezzo di sostentamento. Inoltre, per gentile concessione della nostra sinistra che di democratico non possiede nulla tranne l'esaltazione di strampalati diritti civili nei confronti dei terroristi, ci ritroviamo a fare i conti con gli autoctoni azzeccagarbugli da galera, prontissimi a scarcerare con mille scuse i terroristi-guerriglieri; in tal modo anche il "firewall" statale previsto per contenere il fenomeno viene abbassato e le ultime difese, quelle dei cittadini che giustamente invocano la legittima difesa a casa loro, vengono aspramente contestate dai sinistri. Il tutto in nome della strategìa irresponsabile e veterocomunista del "tanto peggio tanto meglio" che da sempre si riflette sul nostro paese non appena il governo viene guidato da partiti che non facciano parte dell'accozzaglia kamikaze prodiana. Siccome medicina insegna che un corpo immunodepresso è facilmente attaccabile dagli agenti patogeni, così l'Italia in questo momento è nelle stesse condizioni di un malato d'AIDS che, con le sue difese abbassate, è in totale balìa anche di un semplice raffreddore che diviene esiziale per la sua esistenza.
E' proprio nel terreno di coltura degli ambienti di centrosinistra che si sedimenta e si agglomera la minaccia terroristica, a fronte di un modus operandi molto diverso da quello che ha portato gli attentatori ad agire a New York, a Madrid e Londra. I terroristi, a differenza di quanto improbabile sarebbe stato negli altri paesi, sanno di poter contare su una sinistra ufficiosamente solidale con le vittime degli attentati ma intimamente plaudente alla strage, da utilizzare come carburante per fini propagandistici allo scopo di poterne trarre vantaggi elettorali. Se così non fosse non si spiegherebbero i continui e ripetuti NO della compagine prodiana nei confronti di qualunque iniziativa volta a fronteggiare il pericolo terroristico globale nonché la continua propensione a concedere diritti civili a noti terroristi, dai predicatori di morte ai loro seguaci, che in questa vasca di riproduzione sguazzano indisturbati.
Alla luce di queste considerazioni, ecco rivelarsi il differente atteggiamento avuto dai terroristi nei confronti dell'Italia, ovvero la minaccia per mezzo di un ultimatum preciso e credibile. Per un gruppo eversivo extraeuropeo, infatti, un attentato costituisce una vittoria molto parziale in quanto comprende in re ipsa un rischio: quello che, come è accaduto negli USA ed in Inghilterra, la situazione invece di fluidificarsi in ragione della paura dell'attentato induca governi ed opinioni pubbliche ad irrigidirsi ed a reagire con la richiesta di regole di controllo e repressione molto più vincolanti; ovviamente esse costituirebbero una notevole restrizione per eventuali cellule islamiche, che non avrebbero più il facile appoggio di basisti italiani e sarebbero controllate per mezzo di leggi speciali promulgate in via eccezionale. Ma c'é di più: finora la mafia ha reclutato personale straniero per poter disporre di manovalanza illecita a basso costo. Questo è stato un indubbio vantaggio per le cosche, che si sono trovate a controllare attività in nero sotto la copertura del ricatto nei confronti dei clandestini. Eventuali irrigidimenti delle norme antiriciclaggio ed antiterrorismo, però, nuocerebbero assai alla mafia in quanto impedirebbero le normali attività che consentono alla cupola di sopravvivere. La promulgazione di leggi restrittive e di attività indaginose da parte dallo stato costituirebbe un giro di vite intollerabile anche per la piovra, che potrebbe decidere di dare una mano allo stato per eliminare il problema in una specie di tacito accordo con le istituzioni. D'altronde, di questa innaturale alleanza con i governi ne abbiamo già avuto prova in passato, quando proprio la mafia preparò in Italia il terreno per lo sbarco degli alleati. Il risultato di eventuali attacchi terroristici, quindi, sarebbe molto pericoloso per l'esistenza di schegge islamiche attive ed operanti all'interno dei nostri confini, in quanto le attività di detti gruppi andrebbero a cozzare con gli interessi di organizzazioni radicate nel territorio che non applicano diritti civili ma che si muovono nell'ombra come loro, che hanno molti più informatori di loro e che colpiscono senza pietà tutti coloro i quali mettono a repentaglio i loro interessi finanziari.
Per i terroristi trovarsi tra lo stato e la mafia nella stessa posizione in cui ci si trova tra l'incudine ed il martello sarebbe quindi mortale.
Ecco spiegarsi da dove derivi la strategia più consona al nostro paese: quella dell'ultimatum, della minaccia che preannuncia l'attentato allo scopo di far leva sulla parte politica più vicina, tollerante ed ammiccante nei confronti del terrorismo, ovvero la sinistra. Però la tattica dall'ultimatum è stata da sempre un grave errore strategico per gli eserciti di tutto il mondo in ogni dove e questa considerazione vale anche per il proclama terroristico: esso infatti rivela al nemico tutta l'insicurezza della parte che aggredisce nel dover dar obbligatoriamente seguito alle minacce (poiché altrimenti si perde in credibilità) mentre si vorrebbe la resa incruenta della parte avversa in quanto ci si rende conto dei rischi connessi alla loro attuazione. Un eventuale atto di questo tipo presupporrebbe infatti la definitiva dichiarazione di guerra al terrorismo nel nostro paese non solo delle istituzioni ma anche della criminalità organizzata. E questa sarebbe davvero la fine dei giochi per i kamikaze mediorientali.
Per quanto concerne noi cittadini, se così fosse saremmo chiamati al coraggio, alla forza morale, alla determinazione ed alla dignità mostrata dagli inglesi, allontanando tutte le tentazioni zapateriane di darla vinta alla sinistra filoterroristica. Perché, se così facessimo, la situazione volgerebbe a favore di Al Queida ed il vicolo cieco in cui si andrebbero a cacciare gli attentatori ed il relativi fiancheggiatori attuando le loro folli minacce si trasformerebbe immediatamente in un trionfo dei nostri nemici; cosa che è esattamente quello che la sinistra cerca per poter incolpare il governo.
Ora e sempre: we're not afraid !
Defendit Numerus
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Ma chi voterebbe Montezemolo ?

Da alcuni giorni Vittorio Feltri su Libero ha lanciato l’ennesima campagna per togliere la leadership della CdL a Berlusconi.
Feltri indulge a dipingere il Premier stanco di dover sempre mediare, demotivato per gli sgambetti di Follini & Co., deluso dal ritorno della vecchia politica.
Che la vecchia politica stia risollevando la testa è un dato di fatto.
La grande copertura che viene data ai predicozzi di Ciampi dimostrano come ci si stia pericolosamente avviando verso una nuova stagione consociativa, ma la soluzione che propone Feltri è peggio di un suicidio: Luca Cordero di Montezemolo.
Berlusconi, a sentire Feltri, dovrebbe passare la mano … a chi ?
Al Presidente della Fiat, Ferrari, Confindustria, al quale Ricucci, il tanto sbeffeggiato immobiliarista, domandò (senza ricevere risposta) quali aziende avesse mai creato, quale ricchezza avesse mai prodotto, per ergersi a censore e critico delle iniziative imprenditoriali altrui.
Ma Feltri si domanda chi potrebbe votare Montezemolo ?
Sì, perché dubito che un elettore di Destra potrebbe votare quello che è solo l’altra faccia di una medaglia che, indifferentemente, potrebbe presentare Prodi come D’Alema, Amato, Fassino o uno qualsiasi della nomenklatura sinistra.
Montezemolo, come loro, nasce nelle sovvenzioni statali, cioè con il denaro di tutti utilizzato a vantaggio di pochi.
Il famoso principio di “imprenditori” come gli Agnelli e De Benedetti, reso perfettamente con la frase: privatizzare gli utili e socializzare le perdite.
Montezemolo non fa altro che chiedere iniziative “per la grande industria”: cioè sovvenzioni, elargizioni, rottamazioni, tagli Irap (ma solo alla grande industria … grande solo nelle ambizioni e nei debiti che vorrebbero far pagare, come nella prima repubblica, agli Italiani).
Che cosa farebbe di diverso rispetto a quel che hanno fatto o farebbero i sinistri ?
Ma la campagna di Feltri contro Berlusconi e questo Centro Destra non finisce qui.
Nell’edizione di sabato ha dato spazio a Mario Segni, esperto in fallimenti politici che propina il “suo” consiglio che, visti i precedenti del figlio del Presidente Antonio Segni, dovrebbero essere accuratamente esaminati per … fare esattamente il contrario.
Infatti Segni cosa suggerisce ?
Creare un grande partito moderato, senza la Lega.
Benissimo.
Allora se quella è la tendenza, meglio contrapporre Ida Magli che auspica la creazione di un partito che faccia dell’antieuropeismo e dell’antislamismo le sue colonne portanti.
Scommettiamo che questo secondo partito otterrebbe un successone ?
Non possiamo, davanti al vuoto pneumatico di una sinistra che non ha programma, non ha ideali, non ha altri obiettivi se non quello di assalire la diligenza del tesoro pubblico, come documenta Il Giornale in una serie di inchieste sugli sperperi delle giunte locali di sinistra, proporre di rimuovere l’unica persona che si oppone (e infatti è il principale bersaglio delle aggressioni della sinistra) allo scempio dei risparmi degli Italiani che verrebbe perpetrato da Prodi, Fassino & Co.
No, Feltri, non ci convince, come non ci convince la sua difesa di Fini.
Ci sono troppi movimenti strani nella politica.
Le liti tra Rutelli e Prodi, la mancanza alle primarie di sinistra di un candidato del partito maggioritario (DS), gli autogol di Follini, i non provvedimenti di Pisanu contro il terrorismo islamico che tanto piacciono alla sinistra, le uscite di Feltri contro Berlusconi che, nei riconoscimenti al Premier, assomigliano tanto all’orazione funebre di Marco Antonio, in onore di Cesare, e ai suoi attestati verso Bruto.
L’impressione è che si aspetti il regicidio di Berlusconi per tornare ad un consociativismo che tanto ha danneggiato il nostro paese.
In questo panorama una sola forza politica si distingue e assume posizioni chiare: la Lega.
M.F.
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Cristianesimo per amore o per forza

Questa e' l'ultima del sottoscritto in difesa del cristianesimo, in quanto troverei imbarazzante l'essere il primo ateo canonizzato in vita.

Allora: quello che i colleghi talebani dell'anticlericalismo non vogliono assolutamente comprendere e' che la qualita' dello scontro di civilta' la fa l'aggresore e non l'aggredito. E l'aggressore non siamo noi. E l'aggredito e' cristiano o ebreo in quanto espressione della cultura che ne deriva e non perche' fedele piu' o meno devoto ad una religione. Ricorderei che la nostra cultura vede l'anno 0 posto alla nascita di Gesu' Cristo, e cio' vale per tutto il mondo occidentale eccettuato per l'ebraismo che e' avanti di migliaia di anni, ma solo in quanto al metodo computazionale. Che la domenica cade appunto di domenica in tutti gli stati occidentali e non di sabato o di venerdi. Che la nostra vita e' inesorabilmente legata a festivita' che, anche se ormai profane, corrispondono a quelle della liturgia cristiana, sia essa Cattolica o Riformata. Potrei continuare per pagine e pagine descrivendo nei dettagli come la nostra societa' sia inscindibilmente legata ad una forma, come questa forma sia di derivazione cristiana e come la filosofia derivata veda un'assoluta coincidenza tra forma e sostanza. L'attacco all'occidente e' dunque attacco alla filosofia di vita maturata attraverso il cristianesimo, ed il "laicismo" non viene nemmeno preso in considerazione dalla parte avversa in quanto per essa non e' nemmeno concepibile una religione che non sia contemporaneamente filosofia, stato e viceversa. Se i nostri "nogod" di ogni tendenza politica non si mettono in testa questo trascurabile dettaglio avranno ben poco da protestarsi "diversi" in quanto saranno del tutto assimilabili ai bolscevichi ed ai nazisti essendo questi gli unici e veri eredi dell'Illuminismo e della Razionalita' cui questo faceva riferimento. Infatti lo stesso liberalismo non considera paritari i concetti illuministi di Ragione e Natura sbilanciandosi abbondantemente sul primo; vedi matrimoni gay e correctness che sono probabilmente "ragionevoli" se basati sull'individuo, ma secondo astrazioni piu' adatte per i marziani che per gli animali evoluti che noi siamo.

Detto questo, la battaglia in corso e' militare e culturale. Si deve ricominciare dall' '800. L'occidente deve ristabilire la supremazia militare ed una certa buona dose di colonialismo se non vuole soccombere all'invasione delle masse di diseredati. O andiamo noi la', o vengono loro qui: si tratta discegliere. La Chiesa Cattolica e quella Riformata, faranno lo stesso cercando di riprendere l'evangelizzazione attraverso i missionari che sono in gran parte tornati con la coda tra le gambe dopo l'offensiva globale islamica degli anni 60-70. Non si puo' fare diversamente e non si puo' saltare il passaggio del cristianesimo anche nelle societa' diverse dalla nostra in quanto questo e' un passaggio inevitabile per giungere ad una societa' evoluta ed autosufficiente. Quindi combattere e convertire. Non c'e' altra scelta; nel nostro interesse ed in quello dei popoli soggiogati da filosofie e religioni preistoriche. A conforto di questa tesi "crociata" porterei l'evidenza che la maggior parte degli intellettuali islamici sta abbandonando l'antica fede sull'onda della paura e della consapevolezza dell'impossibilita' di una riforma interna. Vedete un po' voi...
:: posted by Lo PseudoSauro @ 12:41 | go to "Cristianesimo per amore o per forza" | Help |

Ombre rosse sulle banche

Con l’attenzione rivolta agli attacchi dei terroristi islamici ed ai "provvedimenti" di Pisanu (condivisi addirittura dalla sinistra, a dimostrazione della loro "incisività" !!!), stiamo trascurando il nuovo passo che la sinistra compie per okkupare l'ennesima casella del suo disegno egemonico.
La finanza.
Il tentativo delle banche estere di comprare aziende di credito italiane, ostacolato in ogni modo dalla Banca d’Italia alla faccia del tanto sbandierato europeismo e libero mercato, sembra l’occasione giusta per l’Unipol di estendere la sua azione.
Unipol società assicurativa e bancaria di proprietà della Lega delle cooperative rosse.
Lega delle cooperative rosse, da sempre polmone finanziario del PCI/PDS/DS.
Se l’operazione andasse in porto, la finanza rossa potrebbe contare su un polo bancario (cioè finanziamenti diretti e condizionamenti alle aziende) composto da Monte dei Paschi, Unipol e BNL.
Ma non solo.
Banca Intesa, il maggior gruppo bancario italiano, è da sempre orientato a sinistra grazie al suo Presidente Giovanni Bazoli, antico sodale di Martinazzoli, più recente di Prodi, il cui nome fu fatto nel 2001 come possibile candidato della sinistra a sfidare Berlusconi.
Dopo il pubblico impiego, la magistratura, la stampa per interposti poteri forti, la sinistra proietta la sua ombra … sinistra, anche sulla finanza.
A parte la domanda su quale sarebbe la reazione della sinistra se Berlusconi cercasse di egemonizzare in simili modi tutti i gangli della società, è opportuno riflettere sulla rete che la sinistra continua a tessere per soffocare in una cappa di conformismo ogni aspetto della vita nazionale.
Ma non possiamo fermarci a riflettere, dobbiamo anche suonare la sveglia a imprenditori e finanzieri di destra perché si ingegnino a contrastare, assieme, la scalata dei sinistri.
Non è più il tempo di restare isolati e limitarsi a “fare gli affari”.
A sinistra si stanno attrezzando per soffocare ogni voce libera e indipendente, ogni iniziati va che sfugga al loro controllo.
Se il loro disegno andrà a buon fine, la finanza sarà funzionale alla permanenza al potere di una classe di funzionarietti di partito e di burocrati, il cui unico scopo sarà quello di prelevare denaro dalle tasche degli Italiani per riversarlo in quello delle varie consorterie che li hanno eletti.
M.F.
:: posted by Massimo @ 06:18 | go to "Ombre rosse sulle banche" | Help |

Tutto si spiega

Eccovi una piccola raccolta dei versetti del Corano, (questi sono i più esplicativi tra i 286 della Sura della Giovenca).
Ho letto molte altre sure da poter pubblicare ma non lo faccio per ragioni di prolissità però vi garantisco che alcune sono ben più esemplificative di questa. La cosa che mi fa sorridere sono i termini Misericordioso, Compassionevole e poi... per i miscredenti fuoco, fiamme, castighi, persecuzioni ed uccisioni. Non lo dico io, lo dice il Corano ! Se è questo che s'insegna...Al-Baqara (La Giovenca) Post - Eg. n. 87, di 286 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 67. Il vers. 281 è stato rivelato durante il pellegrinaggio dell'addio (10/632) In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso……

6 In verità [per] quelli che non credono, non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno.

7 Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso.

19 [O come] una nuvola di pioggia nel cielo, gonfia di tenebre, di tuoni e di fulmini: mettono le loro dita nelle orecchie temendo la morte a causa dei fulmini . E Allah accerchia i miscredenti.

23 E se avete qualche dubbio in merito a quello che abbiamo fatto scendere sul Nostro Servo , portate allora una Sura simile a questa e chiamate altri testimoni all'infuori di Allah, se siete veritieri.

24 Se non lo fate - e non lo farete - temete il Fuoco , il cui combustibile sono gli uomini e le pietre, che è stato preparato per i miscredenti.

39 E i miscredenti che smentiscono i Nostri segni, sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno per sempre.

89 E quando, da parte di Allah, venne loro un Libro che confermava quello che avevano già - mentre prima invocavano la vittoria sui miscredenti - quando giunse loro quello che già conoscevano, lo rinnegarono . Maledica Allah i miscredenti.

90 A che vil prezzo hanno barattato le loro anime! Negano quello che Allah ha fatto scendere, ribelli all'idea che Allah, con la Sua grazia, faccia scendere la Rivelazione su chi vuole dei Suoi servi. Sono incorsi in collera su collera.I miscredenti avranno un castigo avvilente.

104 O voi che credete, non dite "râ'inâ" ma dite "undhurnâ" e ascoltate. Gli empi miscredenti avranno un doloroso castigo.

114 Chi è più ingiusto di chi impedisce che nelle moschee di Allah si menzioni il Suo nome e che anzi cerca di distruggerle? Per loro ci sarà ignominia in questa vita e un castigo terribile nell'altra.

132 Fu questo che Abramo inculcò ai suoi figli, e anche Giacobbe:"Figli miei, Allah ha scelto per voi la religione: non morite se non musulmani ".

159 E coloro che dissimulano i segni e le direttive che Noi abbiamo rivelato, dopo che nel Libro chiaramente li esponemmo agli uomini... ebbene, ecco coloro che Allah ha maledetto e che tutti maledicono.

161 E i miscredenti che muoiono nella miscredenza, saranno maledetti da Allah, dagli angeli e da tutti gli uomini.

165 E fra gli uomini vi sono coloro che attribuiscono ad Allah degli uguali e li amano come amano Allah. Ma coloro che credono hanno per Allah un amore ben più grande. Se gli empi potessero vedere, [come] quando vedranno il castigo, che tutta la forza è di Allah, e che Allah è implacabile nel castigo!

171 I miscredenti sono come bestiame di fronte al quale si urla, ma che non ode che un indistinto richiamo. Sordi, muti, ciechi, non comprendono nulla.

191 Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.

193 Combatteteli finchè non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità , a parte contro coloro che prevaricano.

216 Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite . Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete.

228 Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli , e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell'Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori . Allah è potente, è saggio.

234 E coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]. Passato questo termine non sarete responsabili del modo in cui dispongono di loro stesse, secondo la buona consuetudine. Allah è ben informato di quello che fate.
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 18:20 | go to "Tutto si spiega" | Help |

Terrorismo nemico ? Macchè ! Abbasso Harry Potter...

Due brevi righe, tanto per continuare a tener calda la vigilanza sulle continue tergiversazioni papali.
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2005/07/14/5381218
Terrorismo ostile ? Le bombe nelle metropolitane ? Le torri gemelle ? Gli attentati in Iraq ? L'economia in crisi ?
Macché. Il vero problema è Harry Potter. Roba da farci ridere dietro dai musulmani fino alla fine del mondo.
E' evidente che Luglio non è stato abbastanza piovoso per il Papa, in fondo è sempre un mese estivo e le insolazioni sono alla portata di clero.
Io proporrei subito: incarcerazione di Harry Potter, istituzione di un tribunale all'Aja per i seguenti personaggi: Tex Willer sempre con la pistola in mano, Paperon de' Paperoni perché rappresenta la taccagnerìa, Geppo perché un diavolo buono è un'eresia, Batman che è sicuramente il Demonio, Cenerentola perché non si entra al ballo saltando la lista, Biancaneve per abbandono di minori.

Roba da far accapponare la pelle anche ad un bambino di cinque anni !
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 14:01 | go to "Terrorismo nemico ? Macchè ! Abbasso Harry Potter..." | Help |

Pisanu? Not in my name

La relazione e le proposte di Pisanu sono preoccupanti.
Rispunta il Pisanu della segreteria di Zaccagnini che oscura il Pisanu capo gruppo di Forza Italia alla Camera nella passata legislatura.
I provvedimenti proposti (ma perchè non agire con un decreto ?) non possono esaurire le azioni di prevenzione e repressione del terrorismo islamico.
Il fermo di polizia a sole 24 ore non è sufficiente: bene fa La Russa a chiedere di portarlo a 3 giorni.
Il premio ai pentiti non tiene conto della ben diversa realtà islamica rispetto a quella del terrorismo nazionale.
Ma soprattutto è la filosofia di base che non convince.
Parla di "musulmani moderati", ma questi sono ectoplasmi che non abbiamo mai visto e che, se esistono, non si manifestano.
Ma è la reazione positiva dell'opposizione, con tutti quegli apprezzamenti a Pisanu, a preoccupare di più perchè dimostra come il ministro degli Interni non abbia colto l'essenza del problema e sento una volontà insopportabile all'inciucio, proprio su una materia - la lotta al terrorismo islamico - che marca una evidente differenza tra il sentimento del Centro Destra e quello della sinistra che, opponendosi alla liberazione dell'Iraq, alla presenza delle nostre truppe, alle leggi speciali, alla procura antiterrorismo islamico, dimostra di avere una concezione estremamente lassista della lotta contro i terroristi islamici, ben diversa dal sentimento che pervade gli elettori del Centro Destra.
Probabilmente a sinistra avranno tirato un sospiro di sollievo: tutto qui ?
Infatti Pisanu non ha proposto nulla di più di quel che avrebbe proposto un Prodi qualunque.
Dobbiamo aspettare un attentato con decine di morti in Italia prima di assumere veri provvedimento contro il terrorismo islamico ?
Ultimo appunto.
E' opportuno specificare che tutte le normative che verranno adottate, siano specificatamente limitate alla lotta al terrorismo islamico e non applicate in altri casi.
Devono essere limitazioni indirizzate ad uno specifico obiettivo, non ad allargare indiscriminatamente la presenza dello Stato.
Manca anche questa precisazione.
Ancora una volta, meglio la Lega.
M.F.
:: posted by Massimo @ 06:17 | go to "Pisanu? Not in my name" | Help |

United KingWorld

Ancora morti, ancora sangue. La strategia terroristica per il possesso dei paesi mediorientali dall’11 settembre in poi ha variato i suoi obbiettivi, passando da una lotta sul fronte interno ad un allargamento del fenomeno su scala internazionale. Il terrore, già in cantiere molti anni prima della data che segnò l’olocausto di New York, negli anni seguenti a tale storico evento esplose in tutta la sua violenza risvegliando dal torpore l’occidente ed il mondo che, esattamente come fece sessant’anni prima ignorando bonariamente il Terzo Reich, si accorse tardivamente del pericolo, trovandosi a combattere una difficile battaglia con armi inadeguate per sostenere efficacemente una guerra non convenzionale.

Questo occidente colpevole di non aver agito prima un pò per paura del proprio elettorato ed un pò per non increspare il sottile equilibrio dell’economia mondiale ora si vede a dover pagare un prezzo ben più alto, come avviene per un piccolo tumore lasciato libero di proliferare che espandendosi metastatizza l’intero corpo. La miopia dell’occidente e soprattutto dell’Europa su questioni che riguardano la guerra è infatti proverbiale. Dalla sciagurata dabbenaggine che permise ad Hitler di conquistare l’intero continente agli eventi pacifisto-canori degli anni ’70 contemporanei all’installazione in Unione Sovietica di rampe missilistiche, dalla realpolitik del cavarsi fuori sempre e comunque all’inutile ricorso al consiglio di sicurezza, organismo che non è in grado di assicurare nemmeno il pagamento delle bollette della luce, l’occidente ha accumulato una serie di errori a raffica difficilmente ripetibili anche da un non esperto di politica internazionale. Tra queste frequenti follie politico-sociali annoveriamo anche e specialmente i tentativi delle nazioni occidentali di strizzare l’occhio ai terroristi stessi, nella speranza di essere individualmente risparmiati da quelle frange che poi, unendosi, avrebbero colpito indistintamente nell’intero globo. In questo quadro è esemplare l’episodio di Sigonella, in cui un pessimo Craxi preferì inimicarsi l’alleato statunitense (che non poteva certo scaricargli l’arsenale addosso) piuttosto che una fazione terroristica; così come è esemplare l’episodio del demenziale asilo politico che alcuni esponenti della sinistra italiana concessero (senza che venisse tra l’altro richiesto) ad Ochalan, noto terrorista internazionale curdo, innescando un grave e lunghissimo incidente diplomatico tra Italia e Turchia.

Nel frattempo e silenziosamente l’internazionale del terrore arruolava accoliti, stringeva accordi e si organizzava, intrecciava rapporti con gli stati canaglia ed organizzava l’escalation della violenza nei nostri paesi. Il tutto sotto l’occhio ideologizzato di molti cittadini occidentali che per quieto vivere pensavano di contrastare il fenomeno ricorrendo ai raduni per la pace ed alle canzonette jovannottiane. L’unico stato che intuì il pericolo furono gli Stati Uniti, che tennero sempre alta la guardia, pronti a difendere l’occidente intero dai tentativi sovietici di annessione del mondo, pagandone un prezzo altissimo ma ricevendone in cambio desolanti e continue umiliazioni. Anche gli Stati Uniti, fieri difensori della libertà e della democrazia, però, dopo la caduta del muro sbagliarono strategia: essi non si accorsero che nelle guerre postsovietiche i carri armati ed i bombardieri, comunque necessari per sconfiggere governi canaglia che appoggiano e finanziano il terrore, non servono a molto nel caos che segue la caduta di un regime; quel limbico vuoto di potere che si determina tra la sconfitta di un tiranno e l’elezione di un governo democratico è proprio l’ambiente in cui i terroristi trovarono il loro humus ideale. Beninteso, la guerra a Saddam Hussein è stata giusta e sacrosanta in quanto ha levato di mezzo un dittatore feroce e guerrafondaio. D’altra parte però, l’inesperienza nei confronti di questo nuovo tipo di conflitto ha costretto l’esercito più potente del mondo a svolgere un improbo ed impossibile lavoro “tecnico” come la caccia all’uomo, alla quale era effettivamente impreparato non potendo in alcun modo contrastare il terrorismo “puro”, ovvero quello che piazza le bombe nelle nostre città così come in quelle irachene. Da queste considerazioni si rende così necessario un radicale e complementare aiuto alle forze militari, che dovrebbe prevedere un enorme rafforzamento e l’unione dei servizi segreti nazionali finora divisi perché comandati secondo logiche d’opportunistico interesse individuale. Sono queste forze “oscure” le più adatte a far fronte al terrorismo, perché muovendosi nell’ombra , forti di un addestramento completo e supertecnologico che il guerrigliero per quanto preparato non possiede, sono in grado giocare sporco secondo necessità e con grande efficacia al fine di combattere sullo stesso piano gli attentatori ed i loro stessi mandanti. Si potrebbero organizzare in tal senso controattentati, sabotaggi, uccisioni mirate all’interno delle organizzazioni e delazioni programmate, in modo da seminare discordia e diffidenza tra i terroristi stessi. Questo però richiederebbe una più alta professionalità, una tolleranza maggiore per lo sconfinamento da alcune regole d’ingaggio e l’unione dei servizi segreti di molte nazioni.

Lo stato delle cose, alla luce degli attentati di Londra, sta però radicalmente cambiando in tal senso. Londra, se la si guarda con occhio analitico, ha segnato finalmente la reazione dei paesi di tutto il mondo perché ha fatto capire che tutti quanti noi siamo esposti al pericolo a meno che non si accetti l’inaccettabile, ovvero il diktat dei terroristi islamici. Proprio in questa reazione è contenuto l’elemento di novità: nel caso in cui avvenisse un altro attentato, quanto della nostra civiltà potrà esserne turbata dipende da noi e solo da noi. Le deleghe agli USA, dopo il 7 Luglio 2005 non sono più ammesse perché tutti i cittadini sono chiamati ad aiutare i loro rispettivi governi nella lotta al terrorismo non nascondendosi dietro arrendevolezze inutili ma accettando di continuare la propria vita senza panico. I governi, d’altra parte sono chiamati all’emergenza dovendo decidere soluzioni forse impopolari ma efficaci e drastiche, che vadano dalla limitazione alla privacy alla immediata cacciata dei clandestini (l’accordo italo-franco-tedesco-ispanico è un buon passo avanti), dalla prevenzione del fenomeno per mezzo di embarghi ad interventi armati all’estero. Ma c’è di più: è nata finalmente la sdrammatizzazione del terrorismo. Nell’immediato passato i terroristi sono riusciti in un qualche modo a condizionarci: l’attentato di New York è stato devastante perché ci ha riportato drammaticamente alla dimensione reale del mondo: quello specifico attentato ha sconvolto l’economia, ha fatto a pezzi le nostre false certezze, ha acuito le nostre paure. Era d’altra parte inevitabile in quanto primo colpo alla nostra civiltà. I terroristi, abili analisti dell’opinione pubblica, se ne sono accorti tanto che hanno reiterato la strategia del terrore facendo leva su quell’opinione pubblica da sempre disposta a criticare e mai a proporre. Alcuni governi europei, però, dopo quella data, hanno pensato ad un episodio sporadico anche se epocale, ristretto agli Stati Uniti d’America ed ancora una volta hanno lasciato solo l’alleato americano. Poi la strage di Madrid che ha scosso la Spagna, mentre gli altri paesi si sono ancora una volta assopiti e ripiegati sulla loro infruttifera politica del dialogo. Per quanto riguarda la vicenda di Beslan, i paesi dormienti hanno ancora una volta pensato ad un conto aperto tra Russia e Cecenia che non li avrebbe riguardati, senza voler acquisire il fatto che il terrorismo internazionale non agisce in una sola area politica ma nel mondo globalizzato e che quest’episodio sottintende un’organizzazione ampia e ramificata. Poi Londra e le promesse dei terroristi mantenute. Ma stavolta l’atmosfera è cambiata: le borse hanno tenuto, i cittadini hanno reagito senza timore, l’occidente ed il mondo libero ha capito di DOVER combattere una guerra senza quartiere, a qualunque costo, prevedendo anche la perdita di vite umane. Esattamente il contrario di quanto era finora accaduto, con paesi in ordine sparso per trattare di fronte al terrorismo una pace fittizia sempre in precario equilibrio. Il mondo ha finalmente compreso che con il terrorismo non si tratta, che un cittadino londinese vale un cittadino di Roma o di New York e che finalmente le nazioni devono iniziare a parlare una lingua comune, di loro iniziativa, senza stupide e toilettanti risoluzioni ONU. Hanno finalmente compreso il messaggio che il terrore si combatte colpendo con gli eserciti i paesi canaglia ed il terrorismo con i servizi segreti, per mezzo dello spionaggio a tutto campo in una caccia ininterrotta. E’ di pochi giorni fa la proposta di un servizio segreto internazionale con tanto di ala operativa contro il crimine terroristico, avente capacità d’intervento per l’eliminazione delle organizzazioni e correlazioni con l’attività giudiziaria per la confisca di beni e per il controllo delle transazioni internazionali. Con questo atto finalmente l’occidente si unisce e rende omaggio alle vittime di ieri, oggi e domani, prendendo in mano il suo futuro. Questa sì che è una svolta epocale.

Welcome, United KingWorld.

DEFENDIT NUMERUS
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 16:32 | go to "United KingWorld" | Help |

Permette,sono la Forleo.....

Ricordate quel Gip che aveva fatto una bella distinzione tra terroristi e guerriglieri ?

Venerdì 8 luglio un povero extracomunitario senza biglietto nella metro San Babila si ribellava all'inaudita pretesa di un controllore che osava multarlo.Dopo aver colpito il bieco tranviere,il nostro eroe si dava alla fuga.In via Durini veniva bloccato da un agente di polizia che lo ammanettava.
Passava di lì la Dottoressa Forleo,che subito protestava contro il il brutale poliziotto.
No,no,no,nun se fà cussì,agente......
Peccato che alcuni passanti poi abbiano contestato la contestante.....
Ed il poliziotto s'è rivolto al sindacato (UILSP,democraticissimo) per essere tutelato.
:: posted by Starsandbars/Vandeaitaliana @ 16:01 | go to "Permette,sono la Forleo....." | Help |

perchè a vincere saremo noi

Dal 7 luglio non è passata nemmeno una settimana e, dopo 2 ore di condanne unanimi, sono cominciati i penosi distinguo della politica,quella di serie B.
C'è chi è arrivato a dire che le truppe devono andarsene dall'iraq perchè il fuoco non lo ha appiccato lui (perchè le 2 torri le ho tirate giù io?), c'è chi sul web blatera di non farla troppo lunga con sta storia di Londra: un attentato come un altro,niente di più.
Non sto parlando di islamici estremisti, sto parlando di italiani, di europei, quando non di passati presidenti del consiglio.
Insomma, il senso di scoramento vien spontaneo: se tra di noi in tanti la pensano così, come facciamo a vincerla questa battaglia?
Partiamo dall'inizio: l'attacco a londra non è l'attacco ad una città qualsiasi. E' l'attacco al cuore del multiculturalismo, è un modo come un altro per dire che la convivenza pacifica e tra pari è un'utopia, una sola è la strada: l'islam dominante.
A dirlo non sono tutti,è ovvio. Stiamo parlando di una minima parte,stiamo parlando di estremisti nazisti. Ma se fingiamo che la religione non c'entri perdiamo in partenza. Perchè il filo conduttore di tutti questi attentati è stato il Corano (mal interpretato, ovvio anche questo).
Se non ci rendiamo conto che di scontro di valori trattasi, non rusciremo nemmeno mai a combattere. Perchè mentre loro cercheranno di imporci il burqa con la forza,noi ci metteremo il burqa per mostrarci disponibili al dialogo. Non ci può essere dialogo con chi vuole la tua distruzione. Non ci sono rivendicazioni in campo, il loro obbiettivo è uno solo: distruggere l'occidente e imporre il loro mondo.
Ma non sarà così: nonostante indymedia, nonostante chi li giustifica, nonostante l'appesemeant a tutti i costi.
Non sarà così perchè ieri il leader di maggior spessore, tony blair, in un discorso stupendo alla camera dei comuni ha parlato di "valori". E lo ha fatto con orgoglio, subito dopo aver detto che non verremo sconfitti.
E' per questo che vinceremo. Perchè nel desolante panorama politico europeo (e italiano in particolare) c'è qualcuno che ha deciso di prendersi la nostra civiltà sulle spalle.
George Bush è meno solo da ieri sera, perchè ora a difendere l'occidente c'è anche l'Inghilterra.
La coraggiosa Albione, con quel leader che nei suoi discorsi ricorda Winston Churchill, ora è in prima linea al fianco degli Stati Uniti.
Quelli che per tutti sono semplicemente "gli alleati" hanno avuto il coraggio di capire per primi che questa è una guerra di valori. Una guerra per la sopravvivenza.
Una guerra che vinceremo perchè l'Europa (in ritardo come al solito) finirà per accodarsi. A quel punto, resistito agli attacchi e alla tentazione di cedere, comincerà la riscossa del mondo occidentale.
freedomland
:: posted by Simone Bressan @ 13:58 | go to "perchè a vincere saremo noi" | Help |

Più che l'onor potè il digiuno

La provincia di Roma (dal 2003 nelle mani della sinistra) ha stanziato 60.000 euro (120 milioni) per acquistare condizionatori da donare ad un circolo di L’Avana, Cuba.
Non c’erano anziani a Roma che, con il caldo che fa ogni estate, fossero meritevoli di vedersi donare il condizionatore, comprato con i soldi degli Italiani, stornati per il compagno Fidel Castro ?

Il comune di Roma (a 15 anni nella mani della sinistra, nostra signora degli sprechi) paga il bollo per 100 moto dei vigili urbani, guaste e da tempo in disuso.

Il Catone televisivo contro le truffe, Piero Marrazzo, da pochi mesi insediatosi come presidente del Lazio, nel nome della lotta agli sprechi ha:
- aumentato gli assessori da 12 a 16 (doveva dare un posto a ciascun partitino che lo ha appoggiato)
- aumentato il personale di segreteria organi politici da 137 a 177
- aumentato il personale a diretta collaborazione da 253 a 292
- aumentato le commissioni consiliari (e relativi presidenti, uffici di presidenza e gettoni di presenza) da 14 a 24
- aumentato i compensi dei superconsulenti tra il 20 e il 40% (alla faccia della lotta agli aumenti indiscriminati !).

(Fonte: Il Giornale)

Non c’è che dire.
Appena 5 anni di astinenza e l’assalto alla diligenza del denaro pubblico riprende con più fame che mai.
Ognuno si domandi quanti sprechi, quante elargizioni il cui conto sarà addebitato a tutti noi, accadrebbero se la sinistra dovesse malauguratamente tornare al governo nazionale.
Pensate a quante bocche dovremmo sfamare, essendo la sinistra un agglomerato di una ventina di partiti, a digiuno da 5 anni.
M.F.
:: posted by Massimo @ 06:25 | go to "Più che l'onor potè il digiuno" | Help |

Se io fossi un terrorista islamico

Se io fossi un terrorista islamico avrei come obiettivo quello di scardinare la resistenza del nemico Occidentale e, non potendolo fare a viso aperto, militarmente, culturalmente, civilmente, economicamente, dove io, islamico, sono ampiamente superato, lo farei confidando nella debolezza morale e civica di popoli troppo benestanti per voler combattere, quindi scatenerei il terrore, per incutere quella paura che porterà i deboli Occidentali ad arrendersi e sottomettersi a me, piuttosto che soffrire per neutralizzarmi.

Se io fossi un terrorista islamico sarei rimasto molto sorpreso dalla reazione degli Americani dopo l’11 settembre e preoccupato perché ho perso due stati complici dove rifugiarmi.

Se io fossi un terrorista islamico, sarei stato rinfrancato dalla defezione di alcuni deboli governi occidentali dalla guerra contro di me e soprattutto dalle manifestazioni di piazza, tutte contro gli Occidentali e gli Americani e non contro di me.

Se io fossi un terrorista islamico avrei gioito per l’ottimo risultato ottenuto dalle bombe di Madrid, che hanno portato i deboli spagnoli (destinati a tornare sotto il mio califfato) a sostituire un governo a me ostile con un governo che è scappato a gambe levate, per paura di nuove bombe, dall’Iraq.

Se io fossi un terrorista islamico sarei rimasto deluso e preoccupato dalla compostezza e dalla fermezza d’animo con la quale gli Inglesi hanno reagito alle bombe che ho messo nella loro capitale.

Se io fossi un terrorista islamico gioirei perché in Italia, terzo paese impegnato contro di me, i partiti politici di opposizione, che sperano di diventare di governo, sono sulla stessa sintonia del governo spagnolo e vogliono ritirare le truppe dalla guerra contro di me e, soprattutto, rifiutano leggi speciali che, sole, potrebbero crearmi ostacoli nella azione terrorista.

Se io fossi un terrorista islamico cercherei di aiutare quei partiti politici italiani a raggiungere il loro obiettivo per poi incassare il dividendo del ritiro dell’Italia dalla guerra contro il terrorismo.

Se io fossi un terrorista islamico ringrazierei Allah che in Occidente c’è libertà e democrazia e, soprattutto, perché ci sono ancora dei babbei che credono di poter trattare con me a belle parole: li renderò tutti miei schiavi, miei … dhimmi.
M.F.
:: posted by Massimo @ 06:19 | go to "Se io fossi un terrorista islamico" | Help |

AMICI,ALLEATI,ASIATICI.

ITALIOTI:
Non vi colpiranno:per i terroristi voi siete :



AMICI,ALLEATI,ASIATICI.

Tranquilli,italioti,continuate a pensare alle vacanze (scusate se non amo il termine “ferie”….),ai wap,ad Adriana,Costantino,Costanzo,MP3 ed a Mascalzone Latino:i terroristi non vi colpiranno .

Voi per loro siete AMICI.
Infatti,appena arriva qualche clandestino,invece di insegnargli a rispettare le nostre leggi,che peraltro voi stessi dileggiate,od a parlargli dei doveri,ecco subito qualche sindacalista pronto a catechizzarli non solo sui diritti,ma anche su tutti i sotterfugi e le piccole furberie che hanno reso questa “italianatadallaresistenza” ostaggio dei fannulloni di ogni risma.
Infatti,quando qualche povero extracomunitario sale in treno,mettendosi in Prima Classe,ben sapendo che è una Prima,se scoperto,invece di pagare la giusta multa,trova sempre,al 90 % dei casi,un bravo controllore pacifista e comprensivo che,cortesemente,gli chiede di andare in Seconda,alla faccia degli abbonati….
Oppure se nelle Aule Scolastiche o negli Ospedali troneggia quel fastidioso “pezzo di legno” che ricorda al mondo di aver ucciso l’Unico e Vero Dio ,che tanto impressiona le anime sensibili dei jiahddisti,ecco pronto un bravo professorino antifascista od un infermierino gaio subito disposto a metterlo in solaio.
E non dimentichiamo qualche pretino in jeans e maglietta con Che Guevara(Don Camillo,dove sei ????)lesto ad aprire le Chiese ad un culto ecumenico(dopo aver rigorosamente coperto quel “pezzo di legno” di cui sopra),dimenticando i tanti,troppi Cristiani martirizzati nel mondo ogni anno.

Italioti,Voi per loro siete ALLEATI.
Come non definire tali quei bravi ragazzi pacifinti che scrivono “10,100,1000 Nassirya” ed altre amenità del genere ?
Che pensare di certe vispe terese pronte a sparlare del proprio governo reo di averle liberate ?
E devo astenermi,almeno fino alla modifica della legge sul reato d’opinione,a scrivere su certi amministratori di giustizia,solerti a vedere la CIA dappertutto,così pronti a tutelare qualche povero Imam vilipeso da qualche bieco razzista…..

Voi,italioti,infine,siete ASIATICI.
Senza offesa per stati civilissimi come Singapore,Giappone e molti altri paesi asiatici certamente più OCCIDENTE del nostro povero paese.
Ma basta vedere il comportamento sulle strade,all’ipermercato,in un parco di divertimento,sulla spiaggia,ricordante Tamerlano.
Basta citare il dilagante neopaganesimo ludico che vuole imporre la legalizzazione di ogni anomalia,dalla droga ai matrimoni contronatura (si arriverà a voler sposare un cavallo come Caligola ?),nel nome di un egoistico e solipsistico trionfo del piacere fine a sè stesso ,ricordante Babilonia .
Basta vedere in giro tanti pinocchietti in canottiera e ciabatte o tuta da ginnastica ,candide babbione con ciondoli ed infradito e sciatte impiegate defemminilizzate. Oppure i nostri centri storici ridotti a suk di merci contraffatte e rigorosamente vendute in nero,dove muratori italioti bivaccano sul marciapiede in compagnia di allegri sudamericani che preparano il barbecue sul sagrato delle nostre Chiese.Come non pensare a Samarcanda od Ulan Bator ?
Basta incontrare gli interi eserciti di prostatici orinanti in bella vista sui cigli delle strade,magari tra gli avanzi abbandonati dei bravi turisti del giorno prima.Come non pensare a Varanasi ?

Dunque,come ho detto,tranquilli,ITALIOTI,non vi attaccheranno.Siete sempre più
AMICI,ALLEATI ed ASIATICI.

In questa tragedia vera,a Noi poveri Italiani Veri,sempre più pochi,rimane un'unica speranza:che ci invadano gli angloamericani…….

Starsandbars,10 Luglio 2005.
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Politica & Economia

A parte Massimo, e pochi altri, che, mi pare, leggono in chiave politica gli eventi che ci vedono TUTTI a rischio di esplodere/implodere sotto i colpi del terrorismo e dell'accoglienza indiscriminata ad ogni individuo dotato di apparato respiratorio, noto che gl'ingegni de Il Castello danno buona prova di se' solo quando l'argomento e' l'economia. E' fuori discussione che e' l'occidente intero sotto attacco; e non di solo attacco militare si tratta, ma di una strategia d'invasione pianificata da almeno 40 anni; una vera e propria colonizzazione di cui il terrorismo costituisce solo una minima risorsa strategica; mi pare che questo non sia ben chiaro e vada sottolineato. Tra i programmi visibili sul web redatti dall'entita' islamista globale, ben prima del 11/9/2001 ve n'era uno che dettagliatamente parlava di una strategia volta ad instaurare una teocrazia islamica in Europa, che ne delinieva i passaggi, e che prevedeva in un tempo piu' o meno lungo l'abbattimento dell'assetto degli stati nazionali occidentali post Westfalia. Ebbene: cio' e' quello che e' sotto i nostri occhi, ammesso che vogliamo vederlo. Perfino nel libro di B. Vespa, che e' sufficientemente popolare, se ne parla, ma quando gli eventi si manifestano si legge sempre di beduini invasati e di belve assetate di sangue. Va sottolineato come l'Inghilterra che e' stata recentemente colpita, sia la centrale dell'ideologia islamista europea; quella che attraverso i fratelli Ramadan, Qaradawi ecc.. si arroga di decidere se in Europa dovra instaurarsi un Islam "classico" o l'Euro-Islam; sulla nostra testa ovviamente. In Inghilterra esiste da anni un Islamic Parliement che sindaca sull'obbedienza dei cittadini inglesi di religione islamica alle leggi dello Stato. Il 2% della popolazione musulmana inglese, non e' paragonabile alle percentuali molto piu' elevate presenti in altri stati europei, ma si tratta di un caso particolare, in quanto nella migliore democrazia parlamentare europea si richiedeva un'immigrazione d'elite. A questo proposito vale la pena di ricordare che l'attuale assetto politico mediorientale fu determinato da Inghilterra, Francia e Unione Sovietica: nell'ordine. Che in Europa il giochicchiare con le "culture" altre ha provocato l'Asse Euro-Arabo cosi' ben delineato dagli studi di Bat Ye 'or www.dhimmi.org , che i piu' conoscono solo per la citazione che Oriana Fallaci ne fa in "La Forza della Ragione". La UE e' dunque la concretizzazione di questa strategia e l'Inghilterra e' la zona franca nella quale essa viene elaborata. Va sottolineato che la UE alla sua fondazione era costituita interamente da stati socialisti, cio' che fece dire nel 2000 a W. Bukovskyi (famoso dissidente sovietico) che ci trovavamo in presenza di una nuova Unione delle Repubbliche Socialiste. Alla luce di questi fatti, perche' di fatti si tratta e non di considerazioni personali, in Italia l'unica entita' politica che pare, seppur rozzamente agire in concreto contro lo status quo, e' la Lega Nord; nessun'altra organizzazione politica vuole mettere in relazione i fatti, soffermandosi su effimere ed inconcludenti considerazioni di carattere economico. Come ho gia' avuto modo di dire piu' volte, storicamente, sono le politiche che determinano le economie e non viceversa. Considerato il rischio di involuzione nel quale concretamente ci troviamo, vorrei citare un testimone "super partes" si tratta nientemeno che di A. Hitler. Ho tratto il seguente brano da: "Meine Leben" dello stesso dittatore nazista. Non si voglia vedere nello scritto una dichiarazione "nazista" in quanto la teoria qui esposta uniformava la maggior parte degli stati nazionali dell'epoca.

L'Economia non forgia gli stati

L'istinto della conservazione della specie e' la causa essenzialissima che conduce gli uomini a formare delle comunita'. In questo senso, lo stato e' un'organismo di popolo, e non un'organizzazione economica. Differenza questa assai grande, e che per cio' rimane incomprensibile ai cosiddetti uomini di stato del giorno d'oggi. Costoro credono infatti di poter costruire uno stato mediante l'economia mentre esso in realta' e' sempre il risultato del dispiegamento dei valori che giacciono sulla linea di una volonta' conservatrice della specie. E questi valori sono virtu' eroiche e non egoismi bottegai, giacche' la conservazione dell'esistenza di una specie presuppone la capacita' di sacrificio dei singoli...
Nella lotta per la conservazione saranno sopraffatti quei popoli i quali possiedono un minor numero di qualita' eroiche, e non hanno la capacita' di opporsi all'astuzia ipocrita di quegli altri scrocconi...
Il fatto poi che la forza intima di uno stato coincida rarissimamente con gli apogei economici, dimostra come le qualita' che servono a formare e a conservare uno stato non siano in relazione diretta con l'economia; anzi accade spesso che la prosperita' sia sulla soglia di una rapida decadenza. Ma se si dovesse attribuire la formazione di collettivita' umane a forze o a istinti economici, il massimo dispiegamento economico dovrebbe significare anche la massima potenza dello stato, e non gia' il contrario...
Mai uno stato fu fondato con pacifici mezzi economici, ma sempre mediante gl'istinti di conservazione della specie, siano questi sulla linea delle qualita' eroiche o dell'astuto calcolo politico...
E solo quando in un popolo o in uno stato l'economia sopravanza, in quanto tale, quegli istinti, essa diventa la causa della schiavitu' e della rovina.


Lo PseudoSauro
:: posted by Lo PseudoSauro @ 13:56 | go to "Politica & Economia" | Help |

Il primo nemico è quello interno 2

Questo è il commento che è apparso al post Il primo nemico è quello interno :
"Un anonimo ha detto...
Scegli, Mons:
1) Vai in Iraq e dimostra concretamente il tuo valore e la tua determinazione nel combattere "la barbarie", invece di ingrassarti di retorica lacrimevole su chi muore; se, nel frattempo, dai anche un'occhiata anche a quelli che muoiono per "danni collaterali" in Iraq pur non essendo teroristi, fai ancora meglio e recuperi un po' di coscienza (se ne hai mai avuta)2) Arruolati in una milizia qui per bonificare il "fronte interno": vediamo chi avrà più risorse e determinazione per difendere se stesso; un FASCISTA tramatore nell'ombra come te, o un SINCERO DEMOCRATICO come me e tanti altri. E' la volta buona che vi eliminamo per sempre dall'Occidente e cominciamo- questa volta sul serio- a costruire un Mondo diverso, dove gli estremisti come te e i Mullah non scatenano più folli carneficine per i loro deliri di imporre la VERITA'.Pensaci un po', perchè fra un anno-almeno quello avverrà- uno come Berlusconi e codazzo iresponsabile ce lo leviamo dalle scatole
09 luglio, 2005 12:15
"
E' un delirio che si commenterebbe da solo, perchè è la conferma di come vi sia una forte pressione per sopprimere la libertà di esprimere il proprio pensiero, ma ho preferito dare una risposta a tono:
"Monsoreau ha detto...
Tramare nell'ombra.
Un concetto che l'anonimo qui sopra evidentemente conosce bene.
Io scrivo alla luce del sole, esponendo le mie idee, lui, anonimo, minaccia.
Minaccia che ho "girato" alla polizia postale.
Sì, mi arruolerei subito se venisse istituita, regolarmente, come spero possa accadere, una Guardia Nazionale per aiutare Forze Armate e Forze dell'Ordine a controllare e bonificare il territorio.
09 luglio, 2005 12:41"
M.F.
:: posted by Massimo @ 12:42 | go to "Il primo nemico è quello interno 2" | Help |

Dissertazioni sul terrorismo

New York, Madrid, Londra. Capitali unite dalla linea di sangue che sgorga dal fanatismo e dall’abuso, esercizi perversi alimentati dalla sciocca illusione che il mondo tremi per le vigliacche porcherie di piccolo branco di animali.

E’ un pò la stessa filosofia degli idioti che gettano i sassi da un ponte colpendo nel mucchio ed esaltando il loro ego con gli amici al bar; questi rifiuti della società, anzi, delle società, credono di poter asurgere a modello dell’Islam e pensano di poter rappresentare una pietra miliare di un leggendario nonché risibile progetto politico, di una fazione religiosa fai-da-te o di un clan di qualsivoglia fattezza purché di natura antioccidentale; costoro però non si rendono conto di essere burattini con i fili tagliati, schegge vaganti e senza alcun valore di una società primitiva da tempo spazzata via dalla tecnologia e dalla globalizzazione.

Queste bestie, dicevo, sono esattamente come coloro che gettano i sassi dai cavalcavia. Vogliono essere qualcuno, vogliono far parlare di sé, vogliono sentirsi temuti e rispettati. Ad essi non importa della differenza che separa bene e male. A questi assassini basta far parlare di sé, perché il loro vero nemico è l’oblìo.

In questo contesto, che se non fosse per il rispetto per le vittime potrebbe essere definito come “pagliacciata”, eccoli insinuarsi come scarafaggi nei siti internet per scaricare la colpa delle loro azioni su “Allah”, che secondo questi malati di mente ispirerebbe azioni violente, suggerirebbe esecuzioni, detterebbe proclami politici. Esattamente come coloro che lanciano il sasso ed in tribunale invocano l’infermità di mente quale alibi per le loro demenziali imprese, questi fanatici non combattono con l’arma dell’intelligenza, della dialettica e delle idee ma con quella dell’odio e dell’impotenza. Ricalcando questa linea, anche se con modalità diverse, molte analogie comportamentali simili possono essere ravvisate nei black block, nei pacifinti e nei sinistri i quali, al loro pari, non avendo nulla da dire ed argomentando solamente per far branco usano rispettivamente ma non necessariamente in maniera mutuamente esclusiva la violenza, il disprezzo per i diritti dei cittadini ed il dileggio.

A questo punto una piccola dissertazione s’impone: il successo, quello veramente meritato, come tutti ben sanno, non è per nulla facile da ottenere; esso costa moltissima fatica, lavoro, studio, capacità, impegno, cultura, abnegazione, sacrificio ma soprattutto onestà intellettuale. Ebbene, alcuni nascono con tali capacità da intraprendere la via del successo senza molte difficoltà perché le loro qualità sono un dono naturale. Altri, anche senza una particolare dotazione naturale, per merito della loro costanza e di un grandissimo sforzo s’impongono di arrivare allo stesso risultato dei primi, spesso riuscendo anche a superarli.
Ovviamente in questa accezione la parola visibilità è positiva e meritocratica in quanto figlia del successo, biglietto da visita di notevole importanza che apre le vie al potere, alle responsabilità, alla capacità di battere gli avversari con la credibilità del proprio passato.

Tornando a noi, vi è però un altro concetto, questa volta di stampo negativo, che porta anch’esso il nome di visibilità ma che diviene il minimo comune multiplo del terrorista che commette la strage, del pacifinto che manifesta contro i soldati in missione, del sinistro con le tasche piene che piange le sventure dei poveri e del noglobal che sfascia le vetrine con criteri random. Questo tipo di visibilità è facilmente raggiungibile perché deresponsabilizzante e perché generata dal riflesso della notizia clamorosa, dello stupore per l’insolito, dal fascino per le ombre di chi non vuole accettare regole e buonsenso. E’ la visibilità di chi brama il potere senza meritarlo.

Sebbene con molteplici sfumature e diverse gradazioni, questa visibilità dà la sponda a comportamenti che vanno dalla mancanza di logica all’illiberalità; la visibilità del noglobal che sfascia le auto in sosta è garantita, due minuti sul telegiornale sono un trofeo importante da esibire per una nullità; così è altrettanto perniciosa la visibilità creata dallo scalpore suscitato dal sinistro, il quale vota contro una legge che difende il cittadino minacciato da un intruso (perché chi va controcorrente a tutti i costi è chic). Pure il contestatore in technicolor che chiede il ritiro delle truppe inviate per aiutare le popolazioni povere (quelle che paradossalmente dice di difendere) ha la sua visibilità: compagni, tutti in piazza ad affossare il buonsenso.
La visibilità fa moda perfino per il cantante famoso, che utilizzando questo stratagemma vende dischi piangendo calde lacrime a causa della povertà mondiale, mentre, splendido antropofilo, si fa immortalare dai giornali nell’atto di staccare l’assegno di beneficenza proporzionale ad una carità di 10 eurocents per i comuni mortali.

Infine, la visibilità per il terrorista: anche lui, in fondo, ha diritto a due righe sul giornale che sfoglia quando si compiace delle sue bravate.
Ma il gioco a cui prende parte il terrorista non è basato su una manganellata della polizia, sul semplice biasimo della gente, su un “vai al diavolo, ipocrita”.

Il gioco a perdere che ha intrapreso è riflessivamente devastante perché mortali sono i suoi scopi: ed in questo la visibilità non c’entra, c’entra solamente l’isolamento e l’insofferenza che tutto il mondo, provocato, inizia a dimostrargli.

Sappiate che la legge della natura insegna molto su quanto la forza più devastante sia quella posseduta dagli esseri che possono permettersi di scegliere. I dinosauri, animali a sangue freddo, si estinsero perché mancava loro la possibilità di scegliere come adattarsi al clima. Gli uomini divennero i padroni della terra per la loro capacità di scegliere come combattere gli animali feroci. La libertà fa gli uomini capaci di scelte e le scelte ne fanno dei predestinati alla sopravvivenza. Allo stesso modo le società civili, che sono composte da uomini liberi, si stanno unendo in questa lotta contro la barbarie poiché è data loro facoltà di scegliere con chi schierarsi e quale linea adottare contro le minacce. I terroristi, con tutte le loro bombe, i loro proclami, le minacce e le loro farneticazioni non hanno scelta alcuna. Per questo essi sono deboli.

E’ l’evoluzione che ci insegna come gli organismi meno adattabili si siano estinti: stiano certi i terroristi che noi, società civile, li estingueremo senza timori ed a qualsiasi costo.

England, you’ll never walk alone (Ogni riferimento con il calcio è puramente casuale).


DEFENDIT NUMERUS
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 00:16 | go to "Dissertazioni sul terrorismo" | Help |

Il primo nemico è quello interno

Torniamo sul nuovo attentato terrorista di Londra.
Abbiamo scritto ieri che i fronti sui quali agire sono due: quello esterno e quello interno.
Purtroppo dobbiamo constatare che anche dopo le bombe di Londra, la sinistra Italiana manifesta la sua abituale doppiezza.
Prima si reca presso l’Ambasciata Britannica in Roma per esprimere cordoglio, poi, appena fuori dal cancello, ripropone le tesi contrarie alla nostra presenza in Iraq che la rendono oggettivamente e come minimo neutrale nei confronti della guerra che la Civiltà sta combattendo dall’11 settembre 2001.
La presenza in Occidente di manifestazioni di piazza che hanno sostenuto Saddam Hussein, di mozioni parlamentari contrarie alla nostra partecipazione alla missione di stabilizzazione dell’Iraq sono un vulnus alla piena operatività della nostra azione antiterrorista.
Così opinabili sentenze che distinguono tra “terroristi” e “guerriglieri”, consentendo a questi ultimi – che poi sono anche i primi – di scorrazzare liberamente sul territorio nazionale, rendono il territorio nazionale “aperto” alle infiltrazioni.
Così come lo rendono “aperto” altre sentenze che impongono una lunga e costosa procedura per espellere gli immigrati che approdano con ogni evidenza illegalmente sulle nostre coste, aumentando il rischio di vederli sparire prima di essere rispediti a casa.
E sempre in tema di immigrati che dire di coloro che contestano la presenza dei centri di accoglienza e, magari, aiutano gli illegali a fuggire e a nascondersi ?
Per non parlare di siti dove si esulta ad ogni attentato terrorista.
E, ancora, l’ipocrita indignazione per le operazioni della Cia sul nostro territorio che, con la cattura o l’eliminazione mirata di terroristi e loro fiancheggiatori, svolgono una funzione utile a tutti noi.
E lo scandalizzarsi, ancora più ipocrita, per isolati eccessi, da parte di pochi militari Alleati, nel trattamento dei terroristi prigionieri.
Tutti aspetti che dimostrano come a sinistra le lacrime per i morti di Londra (come quelli di New York, Washington, Madrid e Beslan) siano lacrime di coccodrillo, perché dopo il pistolotto retorico, tornano a comportarsi esattamente come se nulla fosse accaduto e come se non fossimo impegnati in una guerra all’ultimo sangue contro un nemico che vuole distruggere la nostra libertà, il nostro benessere, la nostra democrazia.
Ed è proprio la democrazia che noi abbiamo e coltiviamo che consente al nemico di infiltrarsi, di trovare appoggi, quinte colonne che lo nascondono e lo difendono e portare attacchi come quello di Londra.
In tempi difficili anche il concetto di democrazia deve essere aggiornato, per conformarlo alle necessità di sicurezza.
Negli Stati Uniti dopo l’ 11 settembre 2001 ci fu il Patriot Act.
Dopo il 7 dicembre 1941 internarono tutti i residenti nel territorio Americano di origine asiatica.
Nel 2005 abbiamo sofisticati strumenti di controllo che, pur se limitano la privacy di tutti, possono rendere visibili i terroristi e tutti coloro che appartengono ad un certo ambito.
Per utilizzarli, però, bisogna prima che si convertano o siano neutralizzati tutti coloro che, al nostro interno, continuano a pensare che possa essere trovato un accordo con i terroristi, tutti coloro che, scioccamente, insistono nell’imputare a nostri comportamenti – presenti o passati – queste azioni barbare e incivili.
Dimenticando che noi abbiamo portato la Civiltà nel mondo e stiamo diffondendo benessere e democrazia e che non solo non dobbiamo chiedere scusa a nessuno, ma, anzi, devono esserci riconoscenti per aver costruito il miglior modello di sviluppo possibile.
M.F.
:: posted by Massimo @ 16:58 | go to "Il primo nemico è quello interno" | Help |

Euro o Lira ?

Al di là di valutazioni più o meno filoeuropeiste, per quanto riguarda il discorso euro cercherei di analizzare i suoi effetti in maniera più tecnica e meno "sentimentale" o populistica di quanto frequentemente leggo, escludendo a priori il pur importante fatto di guardarci individualmente nel borsellino. E' noto infatti che la campionatura per l'analisi di un fenomeno deve essere eseguita su una popolazione molto vasta e non ad personam, altrimenti rischiamo di seguire l'esempio di coloro i quali affermano che il tabacco non è pericoloso per la salute perché il loro nonno è campato cent'anni pur fumando come un turco.

In questo contesto è indubbio che l'€ abbia causato seri danni al paese ma in alcuni casi ha anche rappresentato un salvagente.

I fattori d'analisi sono tre:

PRIMO: la rivalutazione della moneta nei confronti del dollaro è stato un bene ed un male allo stesso tempo. Un bene, perché come sappiamo, l'Italia è uno dei pochi paesi europei che, grazie al regalo dello scellerato referendum indetto dalle sinistre a proposito delle centrali nucleari, dipende quasi integralmente dal greggio. Questo significa che tutta l'industria, i trasporti, gran parte della produzione di energia elettrica nonché tutti i prodotti derivati dall'oro nero hanno mantenuto prezzi sostanzialmente stabili, con una buona tenuta di competitività delle nostre aziende per quanto concerne l'utilizzo dei carburanti nei confronti di quelle facenti capo a paesi legati al dollaro. Il rovescio della medaglia però è ovviamente la perdita di competitività dei prodotti commercializzati in €, che è impattata duramente sulla nostra industria fino a portarla all'orlo del collasso. A dimostrazione di quanto detto, occorre analizzare l'andamento dell'€ negli ultimi tempi, ovvero dalla mancata ratifica della costitiuzione europea da parte di Olanda e Francia. Questo avvenimenti in aggiunta al rialzo dei tassi d'interesse negli USA, hanno invertito la tendenza portando la nostra moneta al valore contro dollaro di 1,19. In questo frangente ci troviamo ora con un'industria che timidamente si sta riprendendo ma anche con maggiori costi sui trasporti e sulle plastiche (infatti se ne possono attualmente possono notare gli effetti sul costo della benzina). Se proprio volessimo essere precisi, l'obbiettivo da perseguire dovrebbe essere per l'appunto un equilibrio tra competitività e prezzo dei carburanti: uno sbilanciamento verso un euro forte penalizzerebbe troppo la competitività allontanando la clientela estera, aumentando la disoccupazione e riducendo la produttività (quindi il P.I.L.); parimenti, un indebolimento troppo consistente della nostra moneta aggraverebbe i costi di produzione e trasporto, rendendo i nostri prodotti nuovamente poco competitivi sul mercato. Per quanto concerne questo problema, , quindi, diciamo che l'€ ha regalato vantaggi e svantaggi. In questo momento però il suo valore si sta riducendo e mi sembra che lentamente si stia passando ad un lieve vantaggio nella bilancia dare - avere.

SECONDO: le speculazioni. E' innegabile che ai danni prodotti dall'euro si siano aggiunti quelli di commercianti ed industriali approfittatori. Hanno un bel da dire Billé e Montezemolo, qui la congiuntura c'entra sì ma fino ad un certo punto. Le materie prime si sono apprezzate ma ovviamente non del doppio come si vuole far credere. Purtroppo i mascalzoni esistono dappertutto e l'unica cosa saggia da fare in questa situazione è far chiuder loro la baracca, rivolgendosi a chi si accontenta di un equo guadagno. Oppure si possono comprare i prodotti cinesi (vi siete mai chiesti il perché di questo boom delle loro merci ?) ma in tal modo scaveremmo la fossa alle aziende italiane e Dio non voglia che questo avvenga. Ho visto i raffronti inflattivi rispetto all'anno scorso, sbandierati dalla confcommercio come dati trionfalistici. Il problema però non sta nella crescita subita in questi due anni, ma nell'anno del passaggio all'€ e quello successivo, in cui tutti i responsabili della filiera hanno incrementato le loro spettanze, lievitando così il prezzo al consumo del doppio. In questo panorama l'€ ci ha portato indubbiamente un danno terribile e quindi oserei dire che l'introduzione dell'€, per quanto concerne i prezzi al consumo, è stato un indubbio svantaggio.

TERZO: il nostro debito pubblico. Sotto questo profilo l'€ è stato un notevolissimo vantaggio. Innanzitutto ha evitato speculazioni monetarie derivanti da alcuni crack pesantissimi (e per questo c'é da puntare l'indice contro i rappresentanti dell'industria italiana che ora fanno i moralisti). In secondo luogo, per effetto della rivalutazione, tutti i debiti nei confronti dei creditori esteri sono stati notevolmente ridotti e contemporaneamente vi è stata una flessione dei tassi d'interesse di BOT e CCT. Ovviamente questo non piacerà ai cittadini, che vedono progressivamente decurtarsi le rendite del loro portafoglio; consideriamo però che l'aumento di tali rendite sarebbe a sua volta stato effetto di debiti che lo Stato, emettendo altri titoli, avrebbe dovuto contrarre per pagare gli interessi di quelli già emessi; tutto ciò avrebbe permesso l'avvitamento di emissioni in una spirale perversa, come quella che causò un notevolissimo accumulo di deficit ai tempi della Prima Repubblica a causa delle scellerate gestioni democristiane. Sotto questo aspetto, quindi, l'€ rappresenta indubbiamente un vantaggio enorme.

Tirando le somme e discordando con le tesi leghiste, non mi sembra che tornando alla lira potrebbe verificarsi l'effetto di un sostanziale miglioramento dell'azienda Italia, anzi, sa mio parere questa svolta segnerebbe il suo definitivo tracollo in quanto i prezzi ante euro non ritornerebbero ad esser tali e ci caricheremmo del fardello di problemi che l'€ ha risolto. Non dimentichiamoci che l'euro all'interno della cerchia dei paesi che lo adottano, inoltre, evita anche il cambio e quindi una spesa aggiuntiva per l'esportazione delle nostre merci. L'invocare la lira, però, può essere una buona pressione psicologica su quei burocrati che dormono sereni e dorati sonni, incuranti dei nostri problemi. Quindi bluffare humanum est e secondo me rappresenta una soluzione valida al malcontento della gente.

La soluzione più resposabile ed efficace, invece, è quella di perseguire una politica di riequilibri, aggiustando quei fattori che rendono la moneta invisa alla gente. Siccome il "bisogna" è però una parola vuota, amata dai politici perché esprime un desiderio senza darne una soluzione concreta, ecco alcune proposte: per quanto concerne i prezzi, occorre accorciare le filiere: questo può rappresentare un'inversione di tendenza ed una riduzione dei prezzi; la cosa, ovviamente, andrebbe fatta molto gradualmente per non creare disoccupazione. Un altro intervento utile sarebbe quello di poter "sgessare" la BCE, trasformandola o creando un organismo più flessibile in grado di gestire la moneta in maniera meno omnicomprensiva ma più settoriale, così da IMPORRE dall'esterno ai singoli paesi un controllo di massima sui prezzi ed un piano di risanamento equilibrato ed efficace. Questo non è, si badi bene, una cattiva copia dell'attuale barriera al 3% perché non rappresenta di fatto un limite DI CONTENIMENTO ma un piano DI RILANCIO. Mi spiego meglio: la BCE dovrebbe muoversi su due fronti: imporre un piano di gestione economica, non standardizzato ma personalizzato secondo le esigenze di ogni singolo paese che, una volta concordato a livello europeo, sia flessibile e graduale. Questo sgraverebbe i governi locali dal problema di prendere decisioni impopolari dovendo anche convincere l'elettorato che disapprova misure impopolari. Il secondo fronte, invece, potrebbe essere lo sviluppo dell'economia globale, che prevederebbe la delega alla BCE dello sfruttamento relativo alle contingenze come l'inflazione o la deflazione a seconda della convenienza e l'apertura di mercati od il protezionismo. Aggiungerei inoltre il lancio di eventuali accordi con i paesi OPEC su sconti al prezzo di vendita del greggio in cambio di insediamenti di filiali delle nostre aziende in loco, magari con maestranze assunte in Italia che verrebbero così occpate ed insegnerebbero il know-how ai lavoratori locali. Questa rappresenterebbe un grandissima opportunità per le nostre industrie, permettendo tra l'altro uno stategico avvicinamento dei paesi arabi verso il capitalismo; tutto questo, riassumendo le necessità comuni dei paesi di eurolandia in una sola parola: dinamismo. E' il dinamismo il segreto che fa degli Stati Uniti la maggior potenza mondiale ed è stata l'assoluta mancanza di dinamismo ad affossare l'Unione Sovietica. Per fortuna, per scelta e per intelligenza storica, il nostro paese questo dinamismo lo possiede ancora. L'importante è che questa "europa" cambi radicalmente e ci permetta di scarcerarlo.


Defendit Numerus
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 18:50 | go to "Euro o Lira ?" | Help |

london is not alone..tony,united we stand

Non esistono più i tatticismi,non ci sono più le moderazioni,i distinguo. Non c'è più margine di trattativa. Niente, tutto spazzato via da sette esplosioni che hanno cambiato la storia del Regno Unito.
Rimane una cosa sola: schierarsi,dalla parte giusta.
Tony Blair lo ha fatto, George Bush lo ha fatto, Silvio Berlusconi lo ha fatto. Gli altri no,gli altri si sono piegati: hanno parlato,difeso, contrattato, giustificato. Hanno svenduto la nostra civiltà, si sono tirati fuori da una guerra senza esclusioni di colpi e hanno mandato avanti gli altri.
Oggi Londra paga il suo prezzo,un prezzo altissimo. Ma lo paga l'intera Europa, lo paga l'intera civiltà occidentale.
Tony Blair lo ha detto, forte e chiaro: saremo più forti di chi semina morte. Come la regina Elisabetta I, come Winston Churchill, oggi il premier torna nella city ferita. A dire che nessuno deve sentirsi autorizzato a mollare un centimetro,perchè da oggi l'Inghilterra è in guerra. Più che mai.
E l'Inghilterra guerre così non le perse. Fermò Hitler, fermò Napoleone, fermerà anche Al Qaeda.
C'è da difendere la storia, la civiltà, le conquiste di un popolo. Oggi, l'union jack sventola orgogliosa dei contenuti che esprime. Orgogliosa persino di essere stata attaccata, perchè adesso le carte sono in tavola: a Covent Garden è stato schierato l'esercito. E quando schiera l'esercito, Albione vince.
Londra si è rialzata,è in piedi pronta a combattere: non lasciamola sola. Nè ora nè mai.
freedomland
:: posted by Simone Bressan @ 18:34 | go to "london is not alone..tony,united we stand" | Help |

Occhio per occhio

Londra come New York, Madrid e Beslan.
Abbiamo due fronti.
Il fronte interno.
E qui l'esperienza storica, unita ai più moderni strumenti che la scienza e la tecnologia ci offre, deve portarci, magari con un Patriot Act elevato all'ennesima potenza ed esteso a tutti i paesi civili, a mettere sotto controllo tutti gli abitanti che, in un qualche modo, appartengano o siano vicini all'islam.
Come Franklin Delano Roosevelt internò tutti i cittadini di origine asiatica residenti negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, così dobbiamo creare un sistema di controllo sulle attività e i movimenti di tutti i cittadini islamici o vicini all'islam residenti in Italia e negli altri paesi civili.
Il fronte esterno.
E' ora di smetterla con reazioni, agli attacchi terroristi, solo mirate e circoscritte.
Dobbiamo incidere e incutere paura nel nemico, esattamente come lui tenta, con il terrore, di piegarci al suo volere.
La reazione dell'Occidente non deve essere annunciata, ma attuata.
Non misure di contenimento, ma iniziative di guerra, perchè siamo in guerra e la guerra ha un solo modo per concludersi positivamente: vincerla.
E un solo modo per combatterla: senza limitazioni nè riserve mentali sul tipo di armi e di operazioni da usare ed eseguire.
E' ora di dire basta con i sofismi che legano le mani alla reazione giusta e legittima dellìOccidente, reazione in nome della Civiltà, contro la barbarie.
Una guerra si combatte per vincerla, non per pareggiarla.
Il segno x non è ammesso.
In questo senso è rassicurante la prima, forte, reazione degli 8 Grandi: si passi ora ai fatti.
M.F.
:: posted by Massimo @ 17:01 | go to "Occhio per occhio" | Help |

Bilanci & Riforme

Personalmente ritengo che per quanto la maggioranza parlamentare espressa dal centro destra possa legiferare, servira' a poco se non risolvera' PRIMA il conflitto istituzionale che vede uno dei Poteri dello Stato prevaricare gli altri tre. Ovviamente intendo la Magistratura e quindi il Potere Giudiziario. Il mio personale dubbio consiste nel fatto che il problema denunciato possa essere risolto con le sole armi della democrazia rappresentativa, trattandosi di uno sbilanciamento istituzionale che ne vanifica le prerogative. La soluzione mi pare implicita nella critica. Va da se' che e' inutile legiferare se l'Esecutivo e' sottoposto alla roulette russa di un Potere Giudiziario che applica cio' che gli va a genio e sabota tutto il resto. Quindi: o si risolve il problema alla radice o ce ne possiamo andare tutti a casa. La soluzione? Divieto tassativo per i magistrati di appartenere ad associazioni politiche (con che faccia poi se la prendono con i Massoni, non lo capisco), radiazione, rimozione o trasferimento ad altro incarico per chi contravviene; scioglimento delle corporazioni di magistrati ad opera della massima autorita' ovvero la Presidenza della Repubblica: altro "piccolo problema", naturalmente. Altro "problemuccio" le interferenze provenienti dalla UE: siamo sicuri di disporre ancora della Sovranita' Nazionale? In caso negativo possiamo dedicarci al gioco delle bocce o all'emigrazione come sto per fare io. Non mi pare di essere disfattista, ma realista si'. Se qualcuno mi da retta: bene, se no, non e' che voto a sinistra: me ne vado proprio dall'Italia visto che alla mia eta'non mi e' piu' dato di aspettare e rischio di ritrovarmi a chiedere l'elemosina per strada.
:: posted by Lo PseudoSauro @ 09:24 | go to "Bilanci & Riforme" | Help |

Dalla carità pelosa, al contributo per la crescita civile

Il G8 in corso ad Edimburgo può essere considerato il Consiglio di Amministrazione del Mondo.
Gli 8 Grandi non sarebbero tali se non avessero il maggior reddito pro capite, la maggiore produzione industriale, il maggior benessere, la maggiore forza militare.
A queste “positività” corrispondono anche obblighi, come quello del maggior esborso per mantenere le istituzioni mondiali, per diffondere la democrazia e per intervenire in caso di disastri come lo tsunami del 26 dicembre 2004.
Avete mai visto chiedere ad un Consiglio di Amministrazione di destinare fondi ad un ramo aziendale senza poi interessarsi, seguire, dare disposizioni per il loro utilizzo ?
Io no.
Allora portiamo a compimento la tesi del Consiglio di Amministrazione e, preso atto del fallimento delle politiche di sviluppo degli ultimi 50 anni, che il G8 assuma direttamente la gestione dei fondi destinati ai paesi poveri.
Che venga nominato un comitato di indirizzo e sorveglianza, che decida dove e come e a quali condizioni utilizzare le ingenti somme messe a disposizione.
E che tali somme vengano impiegate a fronte di progetti ed erogate in base allo stato di avanzamento dei lavori.
Che, a latere, i paesi beneficiari, introducano progressivamente elementi di democrazia e libertà.
La libertà di professare liberamente qualsiasi credo religioso o di essere liberamente agnostici o atei.
La libertà di stampa e di manifestare liberamente ogni opinione.
Quindi un parlamento eletto democraticamente che esprima il governo del paese.
Condizioni fondamentali (controllo ed erogazione a fronte di lavori certi ed effettivamente svolti e introduzione di democrazia e libertà) perché i nostri soldi siano spesi bene e non si riducano alla solità carità che non risolve i problemi.
Liberi i paesi interessati di accettare il nostro aiuto, liberi di rifiutarlo e di cercare da soli il loro percorso.
M.F.
:: posted by Massimo @ 06:23 | go to "Dalla carità pelosa, al contributo per la crescita civile" | Help |

Altre 180000 ragioni per il sì alla riforma Castelli

Abbiamo imparato che Berlusconi, Confalonieri e gli imputati nell'ennesimo processo che la procura di Milano ha promosso contro il Premier, non sono rintracciabili.
Così, con squilli di trombe e la modica (tanto mica son soldi loro !) spesa di 180.000 euro (pari a circa 360 milioni delel vecchie lire) hanno notificato l'udienza urbi et orbi.
Siamo sicuri che siano soldi spesi bene ?
E come faranno se i destinatari della notifica non leggessero il Corrierone della sinistra ?
Dobbiamo però ringraziare i magistrati che hanno deciso di notificare per pubblici proclami, perchè ci hanno confermato la bontà della riforma dell'ordinamento giudiziario portata avanti dal Ministro Castelli.
Ci hanno dato ben 180.000 in euro, 360 milioni in lire, ragioni in più per sostenere il Ministro della Giustizia nella sua battaglia contro le lobbies corporative.
E per apprezzare ancora di più la proposta leghista di eleggere i pubblici ministeri con voto popolare.
Un p.m. eletto dai cittadini, ai quali deve rispondere a scadenza di mandato, non avrebbe mai sperperato 360 milioni di lire, 180.000 euro, per comunicare a Berlusconi e Confalonieri che si terrà udienza, perchè i cittadini non avrebbero mai rieletto un procuratore così munifico ... con i loro soldi !.
M.F.
:: posted by Massimo @ 17:08 | go to "Altre 180000 ragioni per il sì alla riforma Castelli" | Help |

Sicuri che QUESTO sia un bilancio “magro” ?

Leggo con stupore che anche bloggers che si riconoscono in un’area di Centro Destra sembrano appiattirsi dietro le bugie propinate dalla sinistra sulla presunta incapacità del Governo uscito dalle urne del 13 maggio 2001 e riconoscono persino fondamento alle sciocchezze di Follini Iscariota sul bilancio “magro” del Governo. Anche se faremmo prima ad elencare le mirabolanti imprese dei governi di sinistra nella precedente legislatura:
1) la sòla dell’euro di Prodi e Ciampi che ha raddoppiato i prezzi
2) l’eurotassa che ci ha reso cornuti (perché l’abbiamo pagata) e razziati (perché ci siamo presi l’euro) 3) l’acquisto di Telekom Serbia ad un prezzo quattro volte superiore al suo reale valore
4) il bianchetto sul dossier Mitrokin che è servito a nascondere le complicità della sinistra con uno stato nemico
5) la Turco Napolitano che ha aperto le frontiere agli illegali,
vediamo di effettuare un excursus random sui provvedimenti di questo Governo,

Poliziotto di quartiere
Era nel contratto con gli Italiani. E’ efficace per i piccoli scippi e furti. Soluzione banale? Ma allora perché non era stato fatto prima ?

Riforma della scuola
Qui non si discute di contenuti. A me piace. E’ un piccolo passo verso il ritorno alla meritocrazia e la reale parificazione delle scuole private. E’ ovvio che altri (magari insegnanti che devono produrre di più e confrontarsi sul mercato) saranno meno soddisfatti. Ma il punto è che questa riforma arriva 82 anni dopo quella del 1924 di Gentile. Questo tanto vituperato Governo ha realizzato la riforma della scuola, atteso se non da 82 anni, almeno da 35. Chi lo ha preceduto non ci è riuscito.

Riforma del mercato del lavoro
E’ la c.d. “Legge Biagi”. Dicono che crea precariato. Perché i “lavoratori socialmente utili” (LSU) di sinistra (in tutti i sensi) memoria ? Erano ben peggio del precariato. La riforma del mercato del lavoro istituisce e regola nuove figure di lavoratori, create apposta per un mercato flessibile. Non è precariato, perché in un mercato flessibile oggi si lavora in un’azienda, domani in un’altra. La mentalità assitenzialista della sinistra li porta ancora a ragionare in termini di permanenza nel luogo e nel posto di lavoro, insomma a mettere le radici, invece di proietarsi in un’economia che si espande e che cambia velocemente.

Riforma delle pensioni
No. Non dite che la riforma Dini era una vera riforma, perché era solo un rinvio. Questa, invece, ha sostanzialmente abolito la pensione di anzianità, anomalia tutta italiana, con la necessaria gradualità. E nel contempo, per il periodo transitorio, ha istituito il “bonus” che sta ottenendo grande successo,alleggerendo il peso sulle casse dell’Inps e garantendo anche per il futuro il pagamento delle pensioni: a chi già è in pensione e a chi entra nel mondo del lavoro oggi.

Riforma del TFR
E’ collegata alla riforma delle pensioni.
Favorisce le pensioni integrative.
Libera risorse che i fondi pensione, come già in America e Gran Bretagna, potranno investire con beneficio per i lavoratori iscritti e per l’economia tutta.

Riforma delle telecomunicazioni
E’ la cosiddetta “Legge Gasparri”.
Un’ottima legge che adegua la normativa nazionale ai nuovi strumenti tecnici.
Apre alla privatizzazione della Rai.
Con il digitale terrestre mette l’Italia in corsa sulle nuove tecnologie e libera frquenze per nuove imprese televisive e, quindi, per un maggiore pluralismo.
Il tutto senza penalizzare le imprese già esistenti.

Pensioni a un milione
Altra promessa mantenuta.
Tutti gli anziani oltre i 70 anni, senza altri redditi, con la sola pensione, hanno visto adeguare la stessa a un milione di lire.
Facile ? Ma perché non lo avevano realizzato prima ?

Riforma del diritto societario e del diritto fallimentare
Il diritto di impresa è una parte fondamentale delle regole che devono consentire libertà di mercato e di concorrenza, con la tutela degli interessi dei contraenti.
Nessuno può contestare che il mondo sia cambiato.
Che invenzioni nuove e il progresso della tecnica ha innovato anche la produzione dei beni, il commercio e l’industria.
La globalizzazione ha aperto il mondo a nuove sfide e vecchie teorie, soprattutto socialiste, sono crollate, dimostrando l’insussistenza dei lor presupposti e la visione sbagliata dei loro teorici.
Ebbene, nonostante questi cambiamenti epocali, le regole fondamentali nella gestione delle società ed il loro “trattamento” in caso di dissesto erano sempre quelle del 1942.
Nessun governo, prima di Berlusconi, era riuscito a metterci mano.
Onore ai legislatori del 1942, ma in sessant’anni le cose sono assai cambiate.
Questo vituperato Governo è riuscito a realizzare due leggi fondamentali per la libertà di impresa, adeguate al terzo millennio.

Riforma dell’ordinamento giudiziario
Manca ancora il voto conclusivo della Camera.
Ma già possiamo dire che le opposizioni al progetto di riforma dimostrano la bontà del progetto stesso.
Infatti sono opposizioni che provengono dalla casta della magistratura e dall’opposizione di cui molti magistrati si sono rivelati parte.
La magistratura italiana è malata.
La Giustizia è malata
.
La cura è togliere privilegi, per … privilegiare la produttività anche nella magistratura.
Controlli, verifiche, soppressione dell’automatismo di carriera.
Una riforma che questo vituperato Governo ha promosso per i cittadini, contro i poteri forti e le lobbies corporative.

Grandi opere infrastrutturali
La promessa era l’apertura del 40% dei cantieri.
Sono aperti quasi il 70% dei cantieri stessi.
Per rifare le infrastrutture rendendole degne di un paese moderno e avanzato, occorrono circa 7-10 anni.
Se i governi precedenti non si fossero fermati impauriti dai babau verdi, oggi cominceremmo ad inaugurare opere viarie di prim’ordine. Invece dovremo aspettare ancora qualche anno, ma le avremo grazie a questo vituperato Governo.

Riforma costituzionale
In Italia vi sono alcuni totem che sembravano immodificabili.
Uno di questi era la costituzione, frutto di un compromesso tra comunisti e democristiani nel 1946-1947, con i risultati di una normativa poco flessibile e con forti venature centraliste.
La riforma, cui manca ancora il secondo passaggio, avvicina le istituzioni alla gente.
Responsabilizza le amministrazioni locali che non potranno più fare affidamento su imponenti trasferimenti di risorse tolte ad altre zone grazie al governo centrale, ma dovranno far fruttare al meglio le risorse della loro regione.
E’ una riforma che rende l’Italia un paese più libero.
Una riforma costituzionale vera, non l’imbroglietto di fine legislatura del governo Amato nel 2000 !

Riforma fiscale
28 milioni di Italiani pagano meno tasse grazie alle scelte di questo vituperato Governo.
In un periodo di crisi internazionale e di cambiamenti epocali nel mondo, il Governo Berlusconi, per la prima volta nella storia nazionale, non solo non ha aumentato le tasse ma le ha diminuite con due moduli di riforma, aumentando le detrazioni, la no tax area e con la clausola di salvaguardia, oltre alla riduzione a tre (più una provvisoria per il 2005) sole aliquote.

Riforma della politica immigratoria
Con la Bossi – Fini sono dimezzati gli arrivi dei clandestini e quadruplicati i rimpatri.
E ciò nonostante i tentativi di boicottarla con ricorsi e controricorsi per impedire l’espulsione degli illegali, come se ci potesse essere un dubbio che chi arriva in Italia sui barconi, di notte, pagando a mercanti umani e senza passare da regolare dogana, debba essere espulso.

Politica estera
L’Italia si è scrollata di dosso la nomea di alleato infido.
L’Italia di Berlusconi ha fatto dimenticare l’Italia di Badoglio e l’Italia craxiana di Signonella.
Abbiamo partecipato alle missioni internazionali.
Siamo in Iraq, quando mancano francesi e tedeschi e gli spagnoli sono vilmente fuggiti.
Siamo in Afghanistan.
Siamo la terza potenza mondiale come militari impegnati in tali missioni dopo Stati Uniti e Gran Bretagna.
Il nostro ruolo è cos’ evidente che l’appoggio che ci siamo conquistati sul campo vale lo stop ad una riforma dell’Onu che sarebbe stata per noi penalizzante.

Codice della strada
La riforma con la patente a punti che, unanimemente, ha ridotto le vittime della strada.
Frutto di questo Governo.

Economia
Inflazione all’1,8% e disoccupazione al 7,9%.
Molto meglio degli altri due grandi malati europei, Francia e Germania.
Il tutto nonostante l’euro (sòla ereditata da Prodi e Ciampi).
E la borsa ? Dopo il crollo iniziato in piena era ulivista (1999) dal 2003 è in recupero e chiude in attivo. Ma nessuno lo dice, forse perché il “+” ed il “-“ della borsa non è manipolabile.

Voto per gli Italiani all’estero
Una legge che rafforza i legami e rende giustizia a tutti i Connazionali che vogliono restare Italiani e onorano la Patria davanti agli stranieri.

Celebrazioni anticomuniste
Il 10 febbraio, Giornata del Ricordo delle vittime delle Foibe e 7 novembre, Festa della Libertà.
Credete che con la sinistra al Governo sarebbero state istituite ?

Sicuramente ho dimenticato qualcosa (sono oltre 600 i provvedimenti governativi !) ma l’elenco dei meriti di questo Governo mi sembra assai lungo.
Poi, se vogliamo, possiamo dire che c’è ancora molto da fare, che tutte queste riforme sono state solo una prima svolta nell’approccio filosofico dell’amministrazione del paese, che dobbiamo accentuare queste svolte.
Sono d’accordo: dobbiamo continuare su questa strada.
Sono d’accordo, come in ogni campo dell’umana esistenza, si può e si deve fare sempre di più e sempre meglio.
Perché il progresso è nato con l’ambizione di migliorarsi e ci si può migliorare solo se si intraprende la strada delle continue migliorie.
Ma bisogna pur iniziare.Ma chi può fare meglio ?Chi ha governato in passato e queste riforme neppure ha abbozzato, anzi ha adottato criteri sorpassati e clientelari nella gestione della cosa pubblica, o chi, in mezzo a mille difficoltà, queste riforme ha già impostato ?
M.F.
:: posted by Massimo @ 17:07 | go to "Sicuri che QUESTO sia un bilancio “magro” ?" | Help |

La sconfitta di Alemanno

Più che saper fare il leader, Alemanno si è "misurato la palla" (come si dice a Napoli...) ed è tornato indietro (consigliato anche da Storace...). Aveva detto di tutto e di più contro Fini e poi l'unico coerente con le parole è stato Fiori (un ex diccì), che ha evidenziato - a contrario - la vittoria di FINI.
Un amico mi ha detto che volere (come voglio) una destra alla Thatcher ed alla Reagan è tradire la storia missina. Il MSI va consegnato alla (sua gloriosa) storia: fare un paragone con la destra di oggi e del futuro, significherebbe fare un lavoro di de-contestualizzazione che non fa onore alla tua intelligenza.
In questa Assemblea nazionale si è parlato anche di rigore morale: con i buoni da una parte, e i mostri che aspettano "il bottino sul territorio'' dall'altra! Rigore morale! Merce rara (e appannaggio esclusivo di nessuno) anche tra gli Alemanno-boys: vedere a Napoli (per esempio) i suoi rappresentanti chi sono e capirete ciò che dico...
Poi non capisco l'opposizione al partito unico: AN nacque come partito unico che riassumesse le esperienze cattoliche, liberali e nazionali in un unico contenitore. Il partito unico è una necessità per superare il berlusconismo e creare un centrodestra con valori di riferimento chiari anche in Italia. Ed è una prospettiva europea ed occidentale per lo scenario politico italiano. O si vuol tornare al proporzionale? Io no.
:: posted by Mariniello @ 18:45 | go to "La sconfitta di Alemanno" | Help |

Fini si redime

Speriamo che non sia una redenzione solo momentanea.
Il Presidente di Alleanza Nazionale torna ad essere il Fini vero, quello dei comizi a Mirabello, quello che si iscrisse all’MSI perché gli impedirono di vedere John Wayne in “Berretti Verdi”, quello che rifiutava un maestro omosessuale, quello che “Mussolini è stato il più grande statista del secolo”.
Gianfranco Fini, con un colpo di reni, prende il coraggio a due mani e:
1) afferma che la leadership di Berlusconi non è in discussione;
2) si schiera a favore del Partito Unitario;
3) rivendica i meriti del Governo, ribattendo ai catastrofismi ed ai mentitori, perchè l’azione del Centro Destra ha salvato l’Italia dallo sfascio.
Non parlo delle problematiche interne, ma è significativo che Fini sia riuscito a riportare unità tenendosi le mani libere su un progetto politico che torna ad essere in sintonia con quello di Berlusconi.
Quale differenza con la squallida relazione di Follini al congresso udc solo in parte corretta da Casini in un evidente gioco delle parti !
Così Berlusconi ha incassato due sì e un no ... corretto.
Il sì è arrivato da Castelli che, subito dopo la relazione di Follini ha riaffermato la scelta di campo della Lega, e da Fini all’Assemblea di A.N.
A questo punto, con le formazioni politiche di Rotondi (la D.C.) e di Lombardo in Sicilia: c’è ancora bisogno di dissanguarsi per accordarsi con Follini ?
Siamo sicuri che, se Berlusconi decidesse di fare a meno dell’udc, tutti seguirebbero Follini ?
Io credo che vada visto il gioco di Follini.
Credo che una parte significativa dell’Udc non abbandonerebbe il Centro Destra.
Credo che Follini si troverebbe a dover scegliere tra l’entrare nella coalizione di sinistra (perdendo presumibilmente una consistente fetta del suo elettorato) o a tentare un’avventura solitaria che, con le diaspore che subirebbe, lo porterebbe a non ottenere seggi al maggioritario e a rischiare di non raggiungere il 4% nel proporzionale.
Certo, come abbiamo visto in passato, la dispersione anche di un paio di punti in percentuale metterebbero in pericolo la riconferma del Centro Destra al Governo, ma non si può, pur di raccattare voti, spingersi oltre un certo limite nell’accettare e nel subire i ricatti di Follini.
Fini ha risposto con orgoglio, nel momento di massima difficoltà e Alleanza Nazionale si è schierata, scegliendo il campo, assieme a Lega e a Forza Italia.
Follini cerca di fare il furbo.
Facciamo in modo che le furberie da prima repubblica non paghino.
M.F.
:: posted by Massimo @ 16:47 | go to "Fini si redime" | Help |

Ideali & Convenienze

Ho preferito aprire un nuovo thread piuttosto che postare commenti ai due precedenti. Non ho scritto che non ci siano persone. Ho scritto che non c'e' una strategia, che e' ben diverso. Berlusconi punta tutto sul risanamento dell'economia e sull'ammodernamento delle istituzioni, ma il problema e' prima di tutto ideologico/ideale e non se ne esce se non si chiarisce QUALE sia il modello di riferimento della Casa delle Liberta'. E questo dev'essere DIVERSO nella sostanza da quello degli antagonisti. Ho sempre sostenuto Berlusconi, ma temo che si sia spostato troppo al centro. Tutti i grandi statisti del passato, compresi i piu' controversi dittatori, hanno affrontato le crisi PRIMA da un punto di vista ideale e POI sul versante concreto della sua realizzazione. Questo e' cio' che manca. Insieme ad una leadership che comunque e' carente a livello mondiale. Se Berlusconi mettesse l'identita' nazionale al centro del suo programma, avrebbe il 60% dei consensi e pure quello di parte della Lega che si rifugia nella Padania perche' l'Italia ormai fa schifo a tutti quanti. Ma poi dovrebbe agire concretamente fottendosene della correctness e del conformismo marxiani. Se anche riuscisse a risanare debito pubblico ed economia (del che dubito assai con tutti i bastoni che la concorrenza gli mette tra le ruote) non se ne accorgerebbe nessuno o sarebbe comunque facile per la sinistra acquisirne il merito. Ma per attuare un reale cambiamento ci vuole il coraggio di perseguire una politica di rottura su tutti i fronti con la controparte. Insomma si vuole vedere e toccare con mano la differenza. Inasprire lo scontro, o trovare soluzioni di compromesso? Lo scontro c'e' perche' l'altra parte lo vuole; se ne prenda atto e si vada fino in fondo. Quindi basta con le storielle sull'immigrazione "come risorsa". I teorici dello "spazio vitale" non erano mica dei poveri deficienti: sapete? Antropologicamente le popolazioni hanno di queste necessita' ed annacquando l'identita' di una popolazione se ne tradiscono le origini e se ne anticipa la dissoluzione. Prima c'era il colonialismo: ergo tutti in Africa; ora non c'e' piu': ergo l'Africa tutta qui. Ma vi rendete conto o no che c'e' qualcosa che non funziona? l'Italia non ha mica l'estensione dell'Africa! Non ha mica opportunita' di lavoro come gli USA! Ogni concessione fatta all'esterno e' un pezzo di sovranita' che viene tolta ai cittadini; sfido poi che la controparte (che e' piu' furba) vuole dare il voto agli stranieri! E poi l'altra storiella dell' "inopportunita'" di uscire dalla UE. Nessuno si e' mai chiesto se fare l'Unita' d'Italia fosse cosa "conveniente". Se i criteri economici avessero prevalso sarebbe convenuto certo stare in Austria. Il perseguimento degli IDEALI del Risorgimento: questo e' cio' che si deve fare; perche' sono stati lasciati a mezzo a causa della II GM. Massima collaborazione economica con gli stati europei per fronteggiare le sfide della globalizzazione, ma fermezza nella difesa dell'identita' e sovranita' nazionali. E dalla UE si DEVE poter uscire QUANDO si vuole senza che qualche burocrate da strapazzo possa permettersi di dire che non si puo' o non si deve. E se l'economia dovesse patirne: pazienza. Non sarebbe la prima volta. La UE ci fotte e neppure tanto lentamente. Se Berlusconi trovera' il coraggio di fare scelte di questo tipo ne avra' un riscontro politico maggiore di quello che ne potrebbe trarre risanando il debito pubblico in meno di sei mesi.

Lo PseudoSauro
:: posted by Lo PseudoSauro @ 09:27 | go to "Ideali & Convenienze" | Help |

Sillogismi & Aforismi

Da un noto forum del Corriere mi giunge volando questa roba.

Vorrei commentare alcune "perle" che compaiono in un articolo comparso sul Corriere della Sera e disponibile in: cartaverde.shtml

"Secondo Frattini l'Ue «deve incoraggiare la società civile a guardare all'immigrazione economica come a un'opportunità, non come a una minaccia». "

Perche' esiste un'immigrazione che non e' economica? Che so: turistica? Al Qaeda e' notoriamente una prestigiosa agenzia di viaggi saudita. Pero' Germania e Francia che sono quasi "a tappo" la vedono con preoccupazione: sono xiphophori (sta per xenofobi) anche loro? L' Italia, d'altronde, pur non disponendo di una percentuale immigratoria nemmeno paragonabile a quella tedesca, ha una densita' abitativa assai alta che si avvicina a quella della Germania; a fronte di un territorio molto piu' esiguo nonche' assai piu' montuoso. Vogliamo considerare anche questo fatto trascurabile?

" Ha aggiunto che la regolamentazione dei flussi di manodopera in ingresso nell'Ue può integrare efficacemente l'azione di contrasto all'immigrazione illegale e alla tratta di esseri umani, "

Come dire: tanto arrivano lo stesso...

" ma sottolinea la necessità di un approccio europeo a questo tema "

Vivaddio! La scoperta dell'acqua calda. E perche' secondo Frattini la Germania avrebbe rifiutato di concedere asilo ai clandestini giunti in Italia a bordo di una nave tedesca?

" È stato precisato che, in ogni caso, gli immigrati generalmente vengono assunti per lavori che gli europei non sono più disponibili a svolgere. "

E tu faglieli svolgere lo stesso! Ci vogliono gli schiavi per questo? A questo punto penso che gli italani disoccupati siano tutti scemi. Preferiscono non lavorare senza percepire alcun sussidio di disoccupazione (e' previsto in casi rarissimi e quasi solo nel mezzogiorno), preferiscono rinunciare a percepire una futura pensione... Non sara' che per caso la mano d'opera straniera costa meno? In tal caso gli scansafatiche nostrani ( e xiphophori) avrebbero qualche attenuante.

" Oltre alla proposta della «green card», il Libro verde apre la discussione sull'esigenza di far incontrare la domanda delle imprese (soprattutto per una manodopera «flessibile») con l'ampia offerta disponibile in molti Stati extracomunitari. "
Ma se da noi non si riesce nemmeno a far incontrare la domanda di Trepuzzi con quella di Gorgonzola! Risolviamo il problema andandola a pescare in India?Guardate, se non avessi le ali mi butterei dalla finestra. Cip


Un Uccellino
:: posted by Lo PseudoSauro @ 00:35 | go to "Sillogismi & Aforismi" | Help |


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