Stupri, difendiamo le nostre donne !
SADDAM RICUSA I GIUDICI
Dopo aver appreso che in Italia sono stati assolti anche in appello i tre sospettati di terrorismo per al-Qaeda,Saddam Hussein si è alzato in piedi nel corso del processo ed ha esclamato:
"Voglio essere giudicato in Italia !"
L'unica novità è sempre Berlusconi
L’Udc lancia Pierferdinando Casini premier e Mario Baccini sindaco di Roma.
Nel suo intervento Casini critica gli “illusionisti”, termine con il quale, a dire della sinistra, si celerebbe una critica a Berlusconi.
Casini reclama “responsabilità”.
Ora, di quale “responsabilità” si farebbe portavoce uno che critica il leader della sua stessa Coalizione ?
Per questo è ragionevole supporre che gli strali del Casini siano rivolti non a Berlusconi, ma alla nomenklatura di una sinistra che non riesce a dire la verità.
Ultimo episodio quello relativo ai terroristi catturati in quattro anni.
Berlusconi fornisce un numero: 200.
La sinistra spara i suoi insulti, senza prima verificare che facendo la somma dei terroristi catturati e dichiarati nelle semestrali del ministero dell’interno, si raggiunge, al 14 agosto, la cifra – considerevole – di 203.
E sono relazioni pubbliche, depositate in parlamento e non contestate dall’opposozione che, così, rimedia l’ennesima brutta figura (coperta, al solito, dall’informazione “libera” che sciopera contro Berlusconi).
Ma che gli illusionisti siano tutti nella nomenklatura sinistra, lo dimostra il contemporaneo intervento di Prodi, leader discusso della sinistra, al convegno della Margherita.
Prodi, con tono ispirato (?!?) proclama che c’è bisogno di un programma radicale di riforme e che se mai andasse al governo c’è bisogno di stabilità.
Lui lo dice ?
Quello che dopo due anni (e con una coalizione meno composita di quella che sta cercando di tenere insieme) fu travolto dalla sfiducia dei suoi stessi sostenitori ?
Quale stabilità potrebbe garantire una coalizione che sta insieme solo in funzione “contro” Berlusconi ?
E, poi, Prodi dov’era in questi cinque anni ?
Non si è accorto che le riforme radicali che reclama sono già state fatte o impostate ?
Dalla scuola alla università, dalle pensioni (in generale e in particolare con l’aumento delle minime) al mercato del lavoro, dalle comunicazioni all’immigrazione, dal fisco al diritto societario, dal diritto fallimentare alla giustizia, dalle missione da pacificatori all’estero alla devolution.
E’ un ribaltamento totale della politica della prima repubblica, un taglio netto che a partire dell’11 giugno 2001 (costituzione del Governo Berlusconi dopo la vittoria elettorale del 13 maggio) ha segnato la soluzione di continuità con il passato.
E se si ascoltano i discorsi che fanno gli illusi illusionisti di sinistra, le loro vuote, liturgiche parole d’ordine, le loro manifestazioni piene di slogan e di nulla, ci sembra di ascoltare i comizi dei vecchi politici della prima repubblica e ci accorgiamo che, ancora oggi, c’è una sola novità nella politica italiana: Silvio Berlusconi e la "sua" Casa delle Libertà.
Se il comunismo è morto i comunisti respirano ancora
Il quotidiano di Alleanza Nazionale, Il Secolo d’Italia, con due strani articoli, come riportato da Libero e commentato da Paolo Guzzanti ne Il Giornale , ha criticato benevolmente il Presidente Berlusconi perché continua a parlare di comunismo.
Secondo il Secolo il comunismo è morto e continuare a parlare in chiave anticomunista non fa altro che stimolare la controparte a parlare di antifascismo.
Ci sia consentito obiettare su tutta la linea.
Il comunismo è fallito, ma esistono sacche di comunismo reale al potere (Cuba, Corea del Nord) che continuano a torturare e opprimere i cittadini.
Esistono paesi che hanno liberalizzato l’economia, mantenendo un regime politico comunista e, quindi, oppressivo (Cina).
Ma, soprattutto, esistono, camminano, respirano, fanno politica i comunisti: ex (a loro dire), post, neo e vetero.
Alcuni di questi hanno ancora la sfrontatezza di mantenere tale aggettivazione nel nome del loro partito, altri, pudicamente, hanno cambiato il nome … ma solo quello, restando nei fatti operativi come il vecchio PCI, con le infiltrazioni nei gangli dello stato, l’uso spregiudicato della manipolazione a mezzo stampa, la demolizione giudiziaria del “nemico” (chiunque si opponga loro), l’uso della piazza tramite strutture legali (sindacati) e anche lanciando parole d’ordine che vengono ben raccolte dalle frange estremiste e pronte a tutto.
Sono rimasti gli stessi liberticidi di sempre, gli stessi antiamericani e antioccidentali di sempre, che si schierano continuamente con la parte sbagliata, purchè abbia una patina di antiamericanismo e antioccidentalismo.
Sono gli stessi che, a cicli, fanno autocritica – una sorte di confessionale comunista – e ricominciano a sostenere cause sbagliate e tiranni.
Sono gli stessi che
nel 1945 coprirono le stragi nel “triangolo rosso”,
nel 1948 si opposero alla Nato, nel 1953 alla legge elettorale che avrebbe garantito stabilità al paese,
nel 1960 organizzarono moti di piazza contro il Governo Tambroni,
nel 1969 diedero il via allo smantellamento della nostra economia per favorire l’assistenzialismo di stato,
negli anni settanta, fino all’omicidio Moro, negavano l’esistenza delle Brigate Rosse, poi le considerarono “compagni che sbagliano”;
nel 1984 si schierarono contro l’abolizione della scala mobile e contro il dispiegamento dei missili Pershing e Cruise,
nel 1989 piansero per la caduta del muro di Berlino,
nel 1992 aprirono la stagione dei processi indiziari,
nel 1997 imposero irap e tassa sull’europa per poi accettare le condizioni franco tedesche per l’ingresso nell’eurosòla,
nel 1998 non videro il bidone di Telekom Serbia,
nel 1999 bombardarono il Kossovo senza autorizzazione Onu e neppure del Parlamento Italiano,
nel 2003 si rifiutarono di appoggiare la liberazione dell’Iraq.
Sono sempre gli stessi.
E sono sempre gli stessi per i quali non vale il discorso per cui “il Fascismo è morto, smettiamola di tirare in ballo l’antifascismo”.
Perché, allora, dovremmo fare loro il favore di tacere sulle malefatte della loro ideologia ?
Perché dovremmo stendere un velo d’oblio sulla loro responsabilità oggettiva per aver sostenuto quella ideologia responsabile, tuttora responsabile, di massacri, violenze e infamie di ogni genere ?
No, il Presidente Berlusconi fa benissimo a ricordare chi sono i comunisti, elementi determinanti nella coalizione della sinistra.
Una sinistra che potrà essere di giovamento al paese solo se si saprà liberare dell’ala massimalista e non soggiacere al suo ricatto.
Prodi tra energia solare e colpi di sole...
A questo punto devo fare ammenda: credendo in passato che questo personaggio fosse del tutto acefalo, scopro invece con stupore quanto l'insolazione abbia dimostrato la presenza dentro la scatola cranica di qualche sparuto neurone, su cui l'effetto ha potuto manifestarsi.
Ma veniamo a noi: l'argomento trattato da Prodi è la temeraria affermazione secondo cui, una volta al potere, l'Unione punti all'energia solare in sostituzione di quella nucleare.
Un'affermazione elegante e d'indubbio effetto, non c'é che dire, ma ahimé, populistica e demagogica per diversi aspetti:
1) Innanzitutto l'energia solare di cui Prodi vaneggia è ampiamente insufficiente per un uso civile, figuriamoci per quello industriale. Per uso civile, una famiglia media di 4 persone dotata di piccolo appartamento abbisogna:
A TORINO:
Acqua calda sanitaria: 4.500 KWh
Riscaldamento: 7.500 KWh
Energia elettrica: 3.500 KWh
Totale fabbisogno energetico: 15.500 KWh / anno
A ROMA:
Acqua calda sanitaria: 4.500 KWh
Riscaldamento: 4.000 KWh
Energia elettrica: 3.500 KWh
Totale fabbisogno energetico: 12.000 KWh / anno
A BARI:
Acqua calda sanitaria: 4.500 KWh
Riscaldamento: 3.500 KWh
Energia elettrica: 3.500 KWh
Totale fabbisogno energetico: 11.500 KWh / anno
Prendiamo ora la soluzione più favorevole, quella di una famiglia abitante a Bari: essa avrebbe bisogno, secondo i dati, di 11.500 KWh annuali !!! per rendersi indipendente. Questo, ovviamente, per quanto concerne un piccolo appartamento (ma nessuna paura, ci penserà Prodi a costringerci a vendere le case più grandi, n.d.r.).
L'idea dell'indipendenza energetica non sarebbe malaccio se non fosse che per produrre 11.500 KWh all'anno avremmo bisogno di un "impiantino" da 8.000 Wp, ovvero di un'estensione di 70-100 mq. di pannelli dal ragguardevole costo di 30.000 €. E questo SOLO per uso civile, non parliamo poi delle fabbriche, che assorbono energia come Eltsin beveva vodka.
Prendendo ad esempio queste cifre incontestabili potrete capire perché a certi politici ignoranti come le capre non dovrebbe essere permesso parlare di scienza. A meno che, ovviamente, non ammettiamo l'ipotesi del suddetto colpo di sole, ipotesi che in tal caso giustificherebbe qualunque follìa prodiana.
2) L'energìa fotovoltaica prodotta non è costante. La nostra stella, purtroppo per noi, ha la cattiva abitudine di giocare a nascondino con le nubi. Ciò significa che l'imprevedibilità del Sole è sempre in agguato e che quindi ci troveremmo d'inverno con le batterie scariche, l'acqua ghiacciata e l'impossibilità non solo di farci una sana doccia calda ma anche di accendere una lampadina (non parliamo di ferri da stiro, forni e quant'altro !). Ora, siccome l'energia non si può accumulare in cisterne come l'acqua ma deve essere immagazzinata in batterie, capirete certamente che ad una famiglia di 4 persone in quelle uggiose settimane invernali che si succedono con continuità, occorrerebbe, per garantire un afflusso continuo di energia, una batteria grande come due palazzi di otto piani, senza considerare poi che le batterie devono durare per molto tempo e generalmente tendono a scaricarsi prima di essersi esaurite. Inoltre la produzione di energia descritta sopra è ampiamente sbilanciata nel periodo estivo, quando consumiamo meno e le giornate sono lunghe, mentre è invece carente (mediamente del 40%) durante il periodo invernale quando il fabbisogno diviene più consistente e le giornate s'accorciano. Ciò significa che il nostro superpannello nel Sud ed in piena estate dovrebbe passare da una superfice di 70-100 mq. ad una superfice di 98-140 mq. d'inverno, per una spesa di circa 50.000 € (ovvero come un piccolo appartamento).
3) I pannelli solari hanno bisogno di manutenzione. Non sperate mai di installare un pannello solare senza aver prima aver messo in conto la continua pulitura del vetro sovrastante le celle fotovoltaiche. Lo smog, la pioggia, la neve, lo sporco accumulato sulla superficie, infatti, sono nemici micidiali per il nostro pannello e quindi si dovrebbero prevedere ogni settimana almeno due uscite sul tetto in compagnia dei felini (e con la stessa agilità) per pulire i pannelli. I circhi ne sarebbero contentissimi ed ora abbiamo capito come Prodi intenda risolvere la questione delle pensioni d'anzianità.
4) L'orientamento. Un pannello solare, data la sua resa, deve essere rivolto verso il sole in modo che i raggi arrivino nel pieno del giorno perpendicolarmente rispetto alla sua superficie. Sfortunatamente, non essendo ai tropici, dobbiamo accontentarci di un compromesso con evidente perdita di energia. Aggiungiamo inoltre che tali pannelli devono esporre TUTTA la superficie alla luce solare. Nel caso di un piccolo palazzo di 6 famiglie abitante al Sud occorrerebbe quindi, sul tetto, ben orientato ed in modo che nessun altro palazzo l'oscurasse, un pannellone da 100 X 6 = 600 mq. Ora, considerando uno sviluppo verticale del fotovoltaico (perché i palazzi, a rigor di logica sono alti e stretti), un pannello del genere sarebbe impossibile da installare perché talmente alto che appena esposto ad una brezza franerebbe sulle incolpevoli teste degli inquilini dell'ultimo piano; il tutto, ovviamente, senza poi considerare che la struttura montante dovrebbe essere così pesante da ridurre il palazzo ad una cotoletta. Il che, a Milano, andrebbe anche bene, visto che lì le fanno "alla milanese".
5) Le batterie. Godete, o VOI ambientalisti ! Siccome la tecnologìa fotovoltaica per il punto 2) e 3) non è in grado di garantire un afflusso costante di energia (e nel caso di produzione di energia elettrica, essa deve COMUNQUE essere immagazzinata in una batteria), è ovvio che un uso massiccio dell'energia in questione richiederebbe batterie enormi. Ammesso e non concesso che si potesse costruire chissà dove una super-pila ricaricabile grande come due palazzi (N.B: per ogni singola famiglia e non troppo lontano per non creare dispersioni elettriche nei cavi), il nostro nucleo di 4 persone dovrebbe affrontare poi il problema dell'inquinamento. Provate Voi ad abbandonare una batteria dell'auto all'aperto e vedrete come vi ringrazierà la Natura. Certo, vi possono essere numerose forme di riciclaggio dei rifiuti, ma riciclare una batteria così grossa sarebbe così costoso da farVi risolvere il problema "casa", perché la dovreste vendere per pagare la rottamazione. E riciclare i rifiuti, neanche a dirlo, costerebbe ENERGIA che, come al solito, riproporrebbe il solito problema: da dove la prendiamo ? In più, ogni batteria ricaricabile possiede una vita limitata e cala progressivamente di rendimento, quindi ogni 5-6 anni a dir molto la nostra famigliola dovrebbe acquistarne una nuova (sempre grande come due palazzi di 8 piani) oltre, ovviamente, a dover periodicamente ristrutturare la struttura portante !!!
6) Inquinamento da oscuramento. Non potendo, per le ovvie ragioni espresse sopra, posizionare i pannelli fotovoltaici in verticale (perché il sole circola quasi sulla nostra testa e perché dovrebbero essere alti più dell'Empire State), si dovrebbe prevedere un posizionamento semiorizzontale di sterminate regioni di pannelli. Questo significa levare alla terra il suo normale riscaldamento e riflettere (perché i pannelli sono ricoperti da vetro) una parte d'energìa verso la ionosfera scombinando così tanto il clima da autodistruggerci più che con le bombe atomiche.
8) Dove prendiamo tutto il materiale ? Sarebbe molto bello pensare di disporre di infinite celle fotovoltaiche che come per magìa apparissero nelle nostre mani, ma purtroppo in natura nulla si crea e nemmeno di distrugge ed essendo i materiali scarsi in quantità, dovremmo, come si suol dire "attaccarci al tram", tra l'altro anch'esso fermo per mancanza di corrente.
7) Dulcis in fundo: i costi. A parte la nemmeno lontanamente fattibilità del progetto, vorremmo tutti sapere CHI pagherebbe i costi di una tale opera, ovvero l'installazione coatta nell'Italia intera di pannelli fotovoltaici, come quello pseudo-artista che va in giro ad incellophanare i monumenti. Se un pannello di 100 mq. costa per una famiglia del Sud solo per il montaggio dell'impianto 30.000 € (ed in Italia siamo più o meno 57 milioni non tutti residenti a Lampedusa), si calcola 100 mq./4 persone= 25 mq. a testa di pannello.
Ora, 25 mq x 57.000.000 = 1.450.000.000 (un miliardoquattrocentocinquanta) metri quadri da ricoprire di pannelli o se volete 1.450 Kmq. una cifra che significa la metà della Valle d'Aosta , per una "modica" spesa complessiva che si aggira attorno ai 427.500.000.000 (quattrocentoventisette miliardi e cinquecento milioni di euro !!!) che in lire è = 827.755.425.000.000. (quasi ottocentoventottomila miliardi ITL). Economico, no ?
P.S: in questo quadretto riassuntivo si calcola il minimo indispensabile domestico per una famigliola di 4 persone ma ovviamente non si calcola il fabbisogno energetico delle fabbriche, che assorbono con i loro macchinari montagne di energia giornaliera.
In sintesi: per far andare solo 1/10 dell'Italia ad energia solare dovremmo lastricare metà della Valle d'Aosta e ricoprirla di specchi, prendere almeno tre regioni italiane ed imbottirle di batterie grandi ognuna come Milano, vivere tutti ad Agrigento, possedere il P.I.L. degli abitanti della Via Lattea e girare un milione di anni nel cosmo alla velocità della luce per trovare il materiale necessario.
Ma se Prodi ha detto che SI PUO'...
In fondo, quando afferma questo, Prodi è sempre più credibile di quando ci vuole convincere che la sinistra sia un bene per l'Italia.
jetset
Chi sciopera e chi produce
ISTAT: RETRIBUZIONI OTTOBRE +0,1% MESE, +3% ANNO
ROMA - Le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate dello 0,1% a ottobre rispetto a settembre e del 3% su base annua. Lo comunica l'Istat. Sempre nel mese di ottobre l'inflazione e' stata del 2,2%, mentre su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,2%. L'Istat rileva inoltre che nei primi 10 mesi dell'anno le retribuzioni sono cresciute del 3,3% rispetto al periodo gennaio-ottobre del 2004
INDUSTRIA: ISAE, CRESCE A NOVEMBRE FIDUCIA IMPRESE
ROMA - Cresce la fiducia delle imprese manifatturiere a novembre: l'indice, considerato al netto dei fattori stagionali e calcolato in base all'anno 2000, sale infatti a 90,1 da 89,5 dello scorso mese, attestandosi sui valori piu' elevati dall' ottobre del 2004. Migliorano - annuncia l'Isae - sia i giudizi sul portafoglio ordini (soprattutto provenienti dal mercato interno) sia le scorte, mentre peggiorano leggermente le previsioni a breve termine sulla produzione. Tra le variabili che non compongono la fiducia, risalgono i giudizi relativi al livello ed alla variazione della produzione e, soprattutto, le previsioni a breve termine sul quadro generale dell'economia italiana; le imprese si attendono pero' un aumento del costo del denaro. La crescita della fiducia e' particolarmente intensa questo mese nei beni di consumo (dove l'indice sale da 92,3 a 93,6) e di investimento (da 88,5 a 89,7); l'indicatore sale invece in maniera relativamente piu' modesta, da 86,7 ad 86,9, nei beni intermedi. Disaggregando rispetto al livello tecnologico, la ripresa della fiducia - rileva l'Isae - e' particolarmente forte nei settori ad alta e bassa tecnologia, ed e' piu' moderata invece in quelli a media tecnologia, che pesano per oltre la meta' del campione; disaggregando infine i dati anche a livello dimensionale, la fiducia risulta questo mese in forte crescita nelle imprese di piccole (fino a 99 addetti) e grandi (maggiori di 250 addetti) dimensioni, e si ridimensiona invece in quelle di media grandezza.
In sciopero contro il futuro
Una finanziaria che, è bene ripeterlo, ancora una volta non pesca dalle tasche dei cittadini per trasferire fondi a quelle delle clientele parassitarie.
Una finanziaria che, se anche non è come ognuno di noi vorrebbe che fosse (e tutti abbiamo la nostra personalissima idea di dove tagliare e dove investire) coniuga al meglio, con le disponibilità presenti e nell’ambito delle ingessature europee che ci sono imposte dall’euro di Prodi e Ciampi, le varie esigenze.
E’ chiaro che se i liberisti estremi vorrebbero spazzare via con un colpo solo tutte le fatiscenti strutture assistenzialiste, gli assistenzialisti vorrebbero rattopparle per “tirare avanti” fino alla pensione (dei leader sindacali, ovviamente !) .
Quindi la finanziaria, anzi, le finanziarie di Berlusconi e Tremonti, hanno trovato la giusta via di mezzo, inserendo progressivamente elementi di liberismo in un corpo malato di assistenzialismo.
Vengono tutelate le fasce più deboli, sia con gli sgravi fiscali sotto forma di detrazioni e no tax area, ma vengono anche tagliati quei trasferimenti ai comuni utili solo all’effimero di facciata, agli spettacolini utili ad improbabili compagnie di guitti, alle missioni all’estero, alle consulenze esterne.
Vengono tagliati quei soldi che gli enti locali, invece di spendere per opere utili alla loro cittadinanza, sperperavano per l’acquisto di immobili all’estero o per finanziamenti, sempre all’estero, di chiaro stampo ideologico.
In pratica: se i comunisti ritengono che a Cuba i circoli “culturali” soffrono per il troppo caldo, se proprio vogliono par loro i condizionatori, lo facciano con i soldi loro, non con una voce di bilancio del comune di Roma !
Con le pensioni abbiamo avuto un’altra iniezione di liberismo, senza compromettere i diritti acquisiti, garantendo così le pensioni del futuro e quelle già in corso di erogazione e la riforma del TFR, pur risentendo ancora delle ingessature stataliste, è un ulteriore passo verso una società più libera, quindi migliore e produttiva.
Lo sciopero di domani, come tutti quelli che l’hanno preceduto, è contro il futuro dell’Italia, per il mantenimento delle oligarchie di potere di cui la trimurti sindacale è parte integrante e integrata.
Epifani, Pezzotta e Angeletti non meritano il sacrificio di una sola ora del nostro stipendio.
Come ti erudisco il pupo...
4 anni di finanziarie...
contro le giovani generazioni !
Scuole e università più povere
investimenti zero in ricerca ed innovazione
aumentano precarietà,disoccupazione e migrazioni interne
tagli a enti locali,stato sociale e servizi
100.000 lavoratori pubblici precari a rischio
milioni di lavoratori in attesa del rinnovo contrattuale
tagli alla cooperazione internazionale e alla cultura
SCIOPERO GENERALE 25 NOVEMBRE
La sinistra giovanile e gli studenti di sinistra a fianco dei lavoratori per:
-la stabilità nel lavoro e incentivi per il lavoro a tempo indeterminato
-sostituire la L.130 e cancellare le forme di lavoro precario
-tutelare il lavoro flessibile con diritti universali(maternità,paternità,malattia,infortunio,formazione,rappresentanza sindacale)
-ammortizzatori sociali per ogni settore e dimensione d'impresa
-sostenere l'accesso al credito e alla casa per tutti
-investimenti in scuola,universitàricerca e innovazione
UN'ALTRA ITALIA ! FACCIO I CONTI CON TREMONTI
sinistra giovanile studenti di sinistra
A parte il fatto che stressare una ragazzina di 14 anni con queste cose è una barbarie,mi sembra che manchi la famosa frase dei miei tempi: VOGLIAMO TUTTO E SUBITO !
E strano che non chiedano le 35 ore...
Oppure han chiesto notizie ai colleghi d'oltralpe ed hanno capito che autentico boomerang sia stato per l'intera Francia quella colossale bestialità demagogica !
Sindacato di potere
Per loro è “la costituzione nata dalla resistenza antifascista ... bla ... bla ... bla ...”.
Peccato che della costituzione conoscano e agitino solo quegli articoli che più torna loro comodo (e anche nei tempi che tornano loro comodo).
Abbiamo così visto come l’art.11 (“L’Italia ripudia la guerra …”) vada applicato per le missioni di pacificazione in Iraq (dove non abbiamo bombardato nessuno e siamo presenti in forza di un mandato onu), ma sia stato bellamente ignorato per il Kossovo dove abbiamo bombardato senza un mandato onu e ancor prima del voto del parlamento italiano.
Abbiamo visto come i no global che devastano una città siano tutelati dall’art. 27 (“L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, secondo comma) e che tale garantismo sia applicato persino a chi ha fortissimi indizi di essere un terrorista (magari disquisendo in modo sofistico sulla differenza tra “terrorista” e “guerrigliero”), però per Previti (e Berlusconi) che non hanno distrutto alcuna proprietà e non hanno ammazzato nessuno, si ignora bellamente tale norma e si vorrebbe crocefiggerli in pubblica televisione.
E così è anche per il sindacato.
Leggi a tutela della libertà sindacale (sacrosante quando non divengono scudi per i lavativi), ma disapplicazione per 42 anni dell’art. 40 (“Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”) che ha trovato solo nel 1990 una prima normativa, peraltro molto limitata, integrata dieci anni dopo, ma ancora insufficiente a difendere i diritti dei cittadini dagli abusi e dalle esondazioni dei sindacati in campi che non appartengono loro.
E a ben 57 anni di distanza resta inapplicato l’articolo 39:
“L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto su riferisce.”
Perché queste amnesie da parte della sinistra ?
Ma, soprattutto, perché tutta questa timidezza nell’applicare un articolo della costituzione nata dalla resistenza antifascista ... bla ... bla ... bla ... ?
E’ evidente – e gli scioperi generali a supporto dell’opposizione lo dimostrano “al di là di ogni ragionevole dubbio” – che è comodo utilizzare le falangi sindacali – ormai composte da pensionati che “non capisco ma mi adeguo” – per esercitare azioni di piazza e influenzare le scelte di un governo liberamente eletto.
Ma tra tanti articoli della costituzione nata dalla resistenza bla bla bla, il 39 è uno dei più rilevanti per la civile convivenza.
Si dichiara la libertà dell’organizzazione sindacale: un principio sacrosanto (infatti non c’è nei paesi comunisti o islamici).
Ma li si obbliga a dotarsi di personalità giuridica.
Registrazione, chiare norme democratiche di vita interna, trasparenza sulle iscrizioni (qualità e quantità).
Perché il numero degli iscritti è rilevante per poter partecipare alla firma dei contratti nazionali … di categoria.
Eh già, non si parla di diritto di veto sulle finanziarie, sulle leggi che deve votare il parlamento (eletto dalla totalità dei cittadini, quindi anche dagli iscritti ai sindacati.
E la personalità giuridica significa anche bilanci certificati, chiari: entrate (quali, quante, da dove) e uscite (per cosa ?).
Significa essere trasparenti nei servizi.
Significa non poter agire nel campo economico creando business in regime di monopolio o privilegio.
Significa, in una parola, riportare il sindacato alla sua funzione naturale di rappresentanza e tutela di categoria e aziendale, non a supporto di una fazione politica o, addirittura, a indebita “terza camera” di cui ottenere il placet alle leggi nazionali.
Venerdì avremo l’ennesimo sciopero generale contro il Governo Berlusconi.
Non servirà ad avere un buon contratto aziendale o di categoria, ma nelle intenzioni di chi lo ha proclamato servirà unicamente a danneggiare il Governo, per mettervi al suo posto un governo che ha come indicazione principale quella di foraggiare le varie clientele, tra cui quella sindacale, aumentando le tasse.
E' il sindacato della sinistra italiana: meno contratti, più tasse.
Giovedì gnocchi e venerdì? Sciopero !
Da quando al governo c’è il Centro Destra, non passa anno senza che la trimurti sindacalsinistra non faccia i suoi scioperini generali contro questa o quella riforma governativa.
Lo sciopero contro la finanziaria è come il Natale della pubblicità: quando arriva, arriva.
E, come al solito, sarà la rappresentazione dell’inutile e dello spreco: di tempo, di mezzi e di servizi radiotelevisivi.
Arzilli pensionati della trimurti cooptati, caricati sui pullman e portati nei luoghi dei comizi principali.
Guerra di cifre che, a seconda del computo degli assenti per ferie e malattie tra gli scioperanti o i non scioperanti, portano a percentuali di adesione profondamente differenti.
Eh sì, perché in molti luoghi di lavoro uno sciopero generale per futili e politici motivi, come quello del 25 prossimo, fa scattare le più raffinate menti atte ad utilizzare quel giorno senza “pagar dazio” (soprattutto se – con l’astuzia di navigate volpi del deserto – i sindacalisti lo sistemano in coda o all’inizio della settimana per “allungare” il week end).
Così escono dal cassetto giorni e ore di “recupero”, ferie non fruite, improvvise malattie “spot”.
La triplice sindacalsinistra lo sa bene, come sa bene che lo sciopero di venerdì, come tutti quelli che lo hanno preceduto contro il Governo Berlusconi, è uno sciopero fazioso, contro il Paese e contro l’economia nazionale.
Gli scioperi politici sono responsabili di una perdita "a titolo gratuito" del nostro PIL che, a seconda della loro quantità, può arrivare sino allo 0,6%: e questo dovrebbe far riflettere soprattutto quando ci si batte per uno 0,1% in più o in meno nell’area dell’ euro-sòla di Prodi e Ciampi.
Ma i sindacalisti sanno anche benissimo che fanno uno sciopero contro una finanziaria che, approvata dagli organismi finanziari internazionale, non penalizza i cittadini, ma punta l’indice contro gli sperperi degli enti locali: missioni all’estero, consulenze esterne, appalto di servizi.
E come in passato hanno fatto sciopero generale contro la riforma delle pensioni (che si sta rivelando un toccasana per le finanze pubbliche, garantendo le pensioni esistenti e le pensioni del futuro) senza ottenere alcunché (per fortuna !) , così proclamando lo sciopero generale per il 25 novembre, ancor prima che fosse approvata la finanziaria, hanno dimostrato di non essere interessati al benessere della Nazione (e neppure a quello dei loro rappresentati) ma soltanto a fornire le truppe cammellate alla sinistra di opposizione.
Avendo, per giunta, la sfrontatezza di proclamare che vorrebbero aumentare le tasse.
E una volta tanto possiamo ben citare un comico come Grillo che, parlando della trimurti sindacalsinistra, disse che quella era la merce che dovremmo esportare in Cina: così riusciremmo a fermare e far regredire l’economia di quel paese.
Ciampi bis? Dio ce ne scampi e liberi !
I suoi comizi sono sempre motivanti e piacevolissimi da ascoltare, le sue performance televisive hanno una efficacia superiore a quella di qualsiasi altro leader della CdL come della sinistra.
Ha però un difetto: ogni tanto vuole distinguersi, affrontando temi che non gli sono congeniali e, soprattutto, non sono nelle corde degli elettori del Centro Destra, né nell’interesse dell’Italia.
E’ stato così nel settembre 2003 con la proposta del voto amministrativo agli immigrati (che – tra parentesi – ha segnato la mia personale uscita da AN), poi con l’aver rinnegato le radici di AN stessa, quindi con il voto sulla procreazione assistita, recentemente sulle quote rosa ed ora con gli elogi a Ciampi e, addirittura, la proposta di un rinnovo del suo mandato.
Ho quasi l’impressione che nella cerchia di Fini ci sia un infiltrato, un consigliere fraudolento che, ogniqualvolta la situazione della Casa delle Libertà volge al bello, metta il suo zampino per favorire la sinistra.
Spiace dover, ancora una volta, ricordare il palmares di Carlo Azeglio Ciampi.
Azionista, cioè esponente di un partito cancellato dal panorama politico italiano per volontà elettorale, ha svolto una carriera all’ombra della burocrazia di palazzo.
Governatore della Banca d’Italia dopo che il suo predecessore, un autentico galantuomo: Paolo Baffi, fu costretto alle dimissioni per uno “scandalo” che lo vide (dopo anni, intanto era stato liquidato !) pienamente estraneo, Ciampi fu il Governatore che autorizzò lo sperpero di migliaia di miliardi in valuta pregiata per difendere la parità della lira nello SME (Serpente Monetario Europeo).
Nel nome di una scelta ideologica (lo SME, appunto) furono bruciate quasi tutte le nostre riserve valutarie … senza neppure conseguire il risultato voluto, perché la lira fu comunque svalutata.
Sempre Ciampi era Governatore quando il presidente del consiglio dell’epoca Giuliano Amato (un altro rieccolo !) nottetempo si infilò nei conti degli Italiani per espropriarci del 6 per mille dei nostri risparmi (già abbondantemente tassati !) per pagare le clientele politiche sorte grazie all’assistenzialismo di stato.
Ciampi, il Governatore che doveva tutelare il sistema bancario e, quindi i nostri risparmi, non mosse un pelo delle sue foltissime sopracciglia.
Ciampi era Presidente del Consiglio quando venne sottoscritto il patto della concertazione che, abusivamente, diede alla triplice sindacale uno sciagurato potere di veto sulle scelte nella politica economica dei governi.
Nel 1996 divenne ministro del tesoro nel governo Prodi.
Il ministero del tesoro deteneva la maggioranza assoluta della Telecom all’epoca dell’acquisto di Telekom Serbia: il ministro non intervenne.
Sempre in quegli anni fu data pratica attuazione a Maastricht, con l’accordo a perdere (nel cambio accettato) per l’ingresso della lira nell’euro (scelta anche questa sciagurata che stiamo ancora pagando) e l’imposizione di tasse infami come quella “per entrare in europa” e l’ irap (definita anche : imposta rapina).
Fu quindi eletto presidente della repubblica, ruolo nel quale si è contraddistinto sia per aver ripetutamente nominato senatori a vita (ad eccezione di uno: Pininfarina) e magistrati costituzionali inclinati a sinistra, sia per aver respinto leggi di riforma, costringendo ad un doppio passaggio parlamentare e rallentando così l’azione riformatrice del Governo Berlusconi.
Ciampi, inoltre, non si è mai sottoposto al giudizio degli elettori: sempre “chiamato” in una sorta di investitura divina.
E lasciamo perdere i fervorini e i sermoncini grazie ai quali somiglia sempre più al suo predecessore.
Valutiamo, infine, anche l’età del Ciampi: 85 anni.
La nuova costituzione votata pochi giorni fa, propone uno svecchiamento della politica italiana e cosa propone Fini ? Di tenerci un presidente della repubblica che, se riuscisse a finire il suo mandato, arriverebbe a 92 anni, con tutte le difficoltà di tale, veneranda, età.
Insomma, ancora una volta il diavoletto, il consigliere fraudolento di Fini, ha ben compiuto il suo dovere: speriamo che ottenga gli stessi risultati dei precedenti interventi.
PRESENTE !!!
20 Novembre 1975 :terminava la Sua avventura terrena Francisco Franco,pacificatore di una Spagna reduce da una sanguinosa Guerra Civile .
Possa la Spagna ,oggi attraversata da una nuova ondata di laicismo anticattolico,ritrovare ,nel loro ricordo,l'antico splendore.
Cara al sol
Cara al sol con la camisa nueva que tú bordaste en rojo ayer,me hallara la muerte si me lleva y no te vuelvo a ver.Formare junto a los compañeros que hacen guardia sobre los luceros,impasible el ademán, y están presentes en nuestro afán,si te dicen que caí,me fui al puesto que tengo allí.Volverán banderas victoriosas al paso alegre de la pazy traerán prendidas cinco rosas,las flechas de mi haz.Volverá a reír la primavera, que por cielo, tierra y mar espera.¡Arriba escuadras a vencer que;en España empieza a amanecer!
Il dna della sinistra emerge sempre
Così, anni fa, apprezzai la sua reazione decisa quando venne ingiustamente coinvolto da una accusa poi rivelatasi infondata; e quando, nel dissolvimento della DC, scelse Berlusconi e infine quando nel 1998 non seguì il “gemello” Mastella a sinistra.
Oggi ho letto le sue dichiarazioni in chiosa delle entusiastiche reazioni della sinistra alle affermazioni del Cardinale Ruini sulla Riforma Federale della costituzione.
La sinistra, che è preda da convulsioni e sembra tarantolata ogniqualvolta la CEI espone idee in contrasto con le loro convinzioni, sdilinquisce quando la stessa CEI si mostra critica nei confronti dei provvedimenti governativi.
Opportunamente Casini riafferma un principio che, nei nostri quartieri, è parte di una cultura autenticamente di libertà: la CEI ha il diritto di esprimere le sue idee su ogni aspetto della vita sociale e politica, come ogni libero cittadino, come ogni associazione, ha diritto a esprimere le sue opinioni sui comportamenti della Chiesa.
Inappropriata è invece l’affermazione di Fassino secondo il quale “il Governo dovrebbe ascoltare la CEI visto che non ascolta l’opposizione”.
Posizione che mi sarei aspettato severamente – e con i toni apocalittici di sempre – rimbeccata da un Pannella, diventato improvvisamente afono, forse tremebondo di perdere quel pugno di seggi che, pronubo Boselli, riuscirà ad ottenere dalla sinistra.
(Il Governo, in realtà, deve ascoltare soltanto se stesso e i suoi elettori: né la Chiesa, né l’opposizione.)
Eppure non sono passati che 5 mesi dall’isteria collettiva che colse la sinistra quando “Don Camillo” espresse il suo favore per l’astensione !
Allora cerco io di trovare per i compagnuzzi il modo di attaccare, sempre e comunque, la Chiesa, in uno con l’odiato Governo Berlusconi, il governo più attivamente riformatore in 60 anni di repubblica.
Ma credete che le perplessità della CEI sul federalismo abbiano le vostre stesse motivazioni ?
Voi, compagnuzzi, siete spaventati che uno stato più efficiente liquidi come residuati del passato clientele e privilegi in cui vi siete crogiolati in tutti questi anni, costringendovi a – absit iniuria verbis – LAVORARE !!!!!
La Chiesa, credo, teme che l’attribuzione di poteri specifici – ad esempio sulla sanità – alle regioni favorisca l’approvazioni di norme che profondamente osteggia, come la diffusione di pratiche abortive e della famosa ru486.
Lasciamo che la Chiesa esprima le sue opinioni, sapendo che potrà sembrare favorevole ora ad una parte, ora all’altra: è l’applicazione del principio “libera Chiesa in libero Stato”.
Consapevoli che se uno entra in una associazione, sia essa religiosa, politica o culturale, deve accettare le regole di tale associazione e non può sostenere di essere ad essa appartenente se non ne applica le indicazioni.
Comunque, pur non condividendo le preoccupazioni del Cardinale Ruini perché riteniamo la riforma costituzionale uno dei tanti fiori all’occhiello della Maggioranza di Centro Destra, lo ringraziamo per averci consentito di vedere nuovamente all’opera il DNA della sinistra: intollerante e integralista, come sempre.
L'Italia è federale

E’ stata approvata la riforma della costituzione: e se ne sentiva il bisogno soprattutto dopo il pasticcio strumentalmente operato dalla sinistra alla fine della scorsa legislatura.
Pragmatico il commento del Presidente Berlusconi: “un altro impegno mantenuto”.
Eh sì, proprio così.
Senza alcun contributo da parte dell’opposizione di sinistra l’Italia ha l’ennesima riforma, fondamentale se vorremo competere ad armi pari nel mondo globalizzato.
Senza alcun contributo da parte dell’opposizione di sinistra, il Governo Berlusconi in meno di 5 anni è riuscito a scrostare un sistema ingessato e che si basava su norme vecchie anche di decine di anni.
Non solo la riforma della costituzione, ma anche la riforma del diritto societario, del diritto fallimentare, delle pensioni e del mercato del lavoro, della scuola e dell’università, delle comunicazioni e dell’immigrazione, del fisco e della politica estera.
Un autentico progetto di governo per un’Italia migliore che potrà trovare compimento nella prossima legislatura, come avvenne per la “Rivoluzione Blu” di Margareth Thatcher che riportò la Gran Bretagna tra i Grandi del mondo.
Ma veniamo a questo ultimo successo del Governo Berlusconi, che ha visto la estrema compattezza del Centro Destra.
Le norme votate dalla sola Maggioranza di Centro Destra e che hanno visto, come in tutta la legislatura, l’azione solo distruttiva della sinistra di opposizione rinnovano una costituzione che aveva ampiamente mostrato la corda e l’usura del tempo (in vigore dal 1° gennaio 1948 e preparata nei due anni precedenti: altri tempi, altri contesti, altra Italia).
La riforma innova sul piano politico e istituzionale.
Sul piano politico:
- la norma antiribaltone e il premierato: il premier (indicato dagli elettori) se sfiduciato con il concorso dell’opposizione va a casa, ma si svolgeranno nuove elezioni a meno che la stessa maggioranza uscita dalle urne non ne designi un altro;
- si abbassa l’età per essere eletti alla Camera (21 anni contro i 25 attuali), Senato (25 invece di 40) Presidente repubblica (40 invece di 50).
- I parlamentari saranno 193 in meno: 518 alla camera invece di 630 e 252 al senato invece di 315.
Sul piano istituzionale:
- competenze diversificate per le due camere, generalista la Camera, federalista il Senato che avrà competenza per la materia comune con le Regioni.
- le regioni avranno competenza specifica in materia quali la sanità, l’organizzazione scolastica e la polizia locale.
- E’ sempre possibile il referendum sulle leggi costituzionali.
- I presidente delle Autorità di controllo verranno nominati dal presidente della repubblica, mentre l’opposizione avrà, costituzionalmente, diritto alla presidenza delle commissioni e dei comitati con compiti ispettivi, di controllo e di garanzia.
- Salvaguardia dell’interesse nazionale: Governo e Parlamento possono bloccare leggi regionali che pregiudichino l'interesse della nazione.
Anche solo da una breve sintesi, si può rilevare l’impatto innovativo e riformatore anche di questa ennesima riforma del Governo Berlusconi.
L’opposizione di sinistra, in questi quasi 5 anni di legislatura, non ha fornito alcun contributo, dimostrandosi portatrice degli interessi dei privilegiati e della più ottusa conservazione di un sistema che aveva ampiamente mostrato di essere logoro.
Ma il 16 novembre 2005 ha dimostrato, ancora una volta, che non occorre alcun atteggiamento “bipartisan” per fare buone riforme, anzi i compromessi da grande coalizione sono esiziali per una buona politica riformatrice.
Il Governo Berlusconi sta dimostrando da 5 anni come si possano fare buone e utili riforme senza alcun contributo della sinistra.
Anzi, forse sono buone e utili, perché la sinistra non vi ha proprio messo il becco.
Cosa sono i NeoCons
A quanto pare una corretta informazione non abita più al Corriere.
Il vostro Carretto nell'ultimo articolo fa un florilegio di insinuazioni, allusioni e disinfirmazione che supera la decenza.
I Neocons non sono un partito, non sono quelli di Dio Patria e Famiglia, anzi molti sono addirittura atei e sono tutti di estrazione della sinistra americana, qualcuno addirittura trotzkista.
Il fatto che Bush abbia scelto la loro strategia per la guerra in Irak, non sta a significare che i Neocon sono repubblicani e religiosi.
Quanto a Libby, aspetti il Caretto a raccontare fole; quando Libby avra' modo di dire la sua, la verita' verra' fuori, e allora si sapra' se e' stato un complotto dellla CIA di Tennet amicone di Clinton che invece di servire il paese, ed essendo l'attacco alle torri gemelle progettato ed organizzato durante la presidenza Clinton e Tennet, ha usato le veline per complottare contro l'amministrazione Bush grazie a giornali e giornalisti "amici".
Nel processo se ne vedranno delle belle, si vedra' che lo stesso Wilson si vantava con amici pubblicamente del lavoro che sua moglie faceva alla CIA, dove neanche era agente segreto ma solo un' impiegata analista.
Naturalmente quando la verita' verrà a galla chi si scuserà , chiamera' in tribunale i giornali diffamatori e manipolatori della verità?»
Sopra la casa Prodi campa, sotto i fatti Prodi crepa.
Vorrei rapidamente affrontare un piccolo excursus sugli pseudospettacoli e macchiette nei quali i protagonisti strapagati come Benigni e Celentano ridono dell'operato altrui o pontificano su ideali utopistici e balzani. Costoro, come moltissimi artisti dichiaratamente di sinistra, parlano di un'Italia a pezzi, in cui manca libertà e democrazia, ma soprattutto di un'Italia povera e mentecatta.
Questi "artisti", si noti, si pongono sul piedistallo dei critici con la stessa veemenza con cui potrebbe parlare un povero operaio licenziato e sul lastrico. Questo, ovviamente, se non fosse per un non trascurabile particolare: il pulpito da cui viene la predica è una sorta di pentola d'oro dalla quale milioni di euro transitano infilandosi nelle tasche di questi "adirati" personaggi. Guardate un pò la realtà: la Parietti, di sinistra, che però stava con Bonaga, mica con un metalmeccanico. Afef che sposa Tronchetti Provera. Lucio Dalla che canta dei poveracci e poi si gode il suo panfilo. Celentano i cui silenzi vengono pagati a peso d'oro. A seguire Costanzo, Chiambretti, Paolo Rossi, la Ferrilli e mi fermo qui per non tediare troppo. Tutta gente che vive in lussuosi appartamenti od in ville con piscina e che conduce una vita iper-agiata ma che, quando si trova su un palco, schiuma rabbia come un cittadino sbollettato.
Ho fatto questo breve inciso perché questi personaggi, dal momento che si professano "di sinistra" sermoneggiando continuamente in TV la loro preoccupazione per le classi meno agiate a rigor di logica dovrebbero votare per colui che difende chi fa fatica a sbarcare il lunario. Quindi, per transitività, essendo Prodi il leader (?) della sinistra, nell'immaginario popolare si suppone sia lui il paladino dei deboli e dei poveracci e che quindi l'adorazione dei VIP nei confronti suoi e di tutta la sinistra sia più che giustificata.
Macché.
Alcuni giorni fa alla televisione ho sentito del nuovo programma della destra, che prevede un consistente aiuto per chi è sfrattato e non possiede una casa DI PROPRIETA' in modo che lo si possa agevolare nell'acquisto di un'unità abitativa. L'obbiettivo del governo è che in caso di vittoria del centro-destra, dopo le prossime elezioni tutti coloro che in Italia sono stati sfrattati possano fruire della possibilità di acquistare e risiedere in una casa propria. Questo obbiettivo è ovviamente piuttosto consistente, però è logico intuire che un piano ad hoc per un aiuto in questo senso possa sicuramente essere meritorio di appoggio: infatti, se messo in cantiere, esso darebbe un pò di respiro alle famiglie che improvvisamente si trovassero a fare i conti con il problema casa dalla non augurabile situazione dell'essere in mezzo ad una strada.
Sempre per rimanere nel filone del rilancio di un'edilizia trasparente, ricordiamo ad esempio la legge già promulgata da questo governo e riguardante le fidejussioni richieste alle imprese edili per la vendita di una casa nuova: in passato (e cioé anche nei cinque anni di governo della dormiente sinistra), accadeva che se una ditta edile costruiva un immobile ed esso veniva venduto ad un privato, durante la fase di pagamento degli anticipi e nei due anni successivi all'atto di vendita bisognava che il privato in questione incrociasse le dita perché la ditta edile non fallisse: in tal caso, infatti, detto immobile veniva espropriato e gli anticipi usati per dare la possibilità alla ditta edile di pagare i creditori.
Con la nuova normativa introdotta dal governo di centro-destra invece, ( http://blogs.it/0100341/articoli/Fta-online.pdf ) le ditte edili sono OBBLIGATE a rilasciare fidejussioni a garanzia della vendita immobiliare eseguita ed in caso di fallimento tali garanzie fidejussorie sono destinate a ricoprire gli anticipi versati dai proprietari in relazione all'acquisto della casa.
Tale normativa ha introdotto inoltre fondi integrativi risarcitori per coloro che a causa di questa anomalia tutta italiana hanno subìto la disavventura di vedersi portar via casa e denaro nei dieci anni antecedenti alla promulgazione della legge.
Ovvero: una manna per il poveretto che con le fatiche di una vita voglia finalmente costruirsi una casa con il suo stipendio e che desideri nel frattempo dormire la notte sonni tranquilli.
Neanche a dirlo, però, a tale legge la sinistra si oppose compatta, facendo fuoco di fila.
Ora, nel perfetto stile sinistro menefreghista della povera gente, Prodi si oppone anche al programma della CDL che mira a facilitare l'acquisto di una casa. Che coerenza !
Lascio a Voi evincere quale logica possa dominare la sinistra, che piange sulle disgrazie "dei poveri italiani" quando si tratta di avanspettacolo ma che poi si schiera con i ricchi VIP possessori di ville negando invece al cittadino comune le più elementari garanzie di trasparenza e di acquistabilità relative al bene più necessario all'uomo: un tetto sotto cui ripararsi.
La corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale dei tagli agli enti locali, non per i tagli e la loro entità – a quanto sembra – ma perché individuati nelle spese per consulenze, missioni e servizi esterni.
La sinistra metterà in evidenza la declaratoria di incostituzionalità e, come sempre, si ferma a guardare il dito che indica la Luna.
Noi vogliamo far rilevare lo scarso spessore – se confermata – di una simile sentenza che “punisce” il Governo per aver detto agli enti locali: signori, spendete troppo in
- consulenze esterne (quando ci sono gli uffici tecnici preposti a fornire tutte le risposte e composti da personale stipendiato dall’ente locale);
- missioni all'estero (evidentemente un viaggio a spese dei cittadini non lo si può negare ai nostri amministratori locali … magari a Cuba riescono ad imparare come regolare il traffico di una metropoli !)
- acquisto di beni e servizi esterni (valga lo stesso discorso dei consulenti: gli enti locali hanno ogni struttura a disposizione, già a bilancio: perché aggiungere ulteriori spese ?).
La sentenza della corte costituzionale somiglia tanto a quelle che, in America, assolvono un imputato perché … le prove contro di lui sono state acquisite senza mandato.
E’ l’applicazione, pedissequa, del vecchio detto “summum ius, summa iniuria”.
Eh già, perché i tagli sono legittimi, ma non si deve dire a quegli spendaccioni degli amministratori locali dove tagliare.
Eh, no: in questo modo gli amministratori locali potranno legittimamente tagliare i servizi offerti ai cittadini e continuare a svolgere missioni all’estero, perché sono sicuramente di capitale importanza per il destino del pianeta.
Naturalmente, la colpa dei tagli ai servizi per i cittadini (o al rifacimento dell’asfalto stradale) sarà “colpa del Governo Berlusconi” …
Ma c’è anche un altro aspetto che è opportuno far rilevare: il modo in cui viene presentata la sentenza.
Il lancio dell’Ansa (che riportiamo integralmente in calce al post) titola: LA CONSULTA BOCCIA I TAGLI 2004 A REGIONI E ENTI LOCALI.
Ohibò, chiunque lo tradurrebbe con una bocciatura totale della politica di bilancio del Governo.
Invece non è così, perché chi ha la pazienza di leggere potrà trovare la frase chiarificatrice: “la legge statale può stabilire solo un limite complessivo, che lascia agli enti stessi ampia libertà di allocazione delle risorse fra i diversi ambiti e obiettivi di spesa”.
Cioè il Governo può decidere quanto tagliare, ma non dove.
Credo che assisteremo sempre più spesso, da qui al 9 aprile, ad interventi tracimanti dei più vari organismi, schierati in un appassionato sostegno a chi può loro garantire gli stessi privilegi del passato: la sinistra.
E spaventati dalla evidente crisi di nervi di un Prodi che più straparla, più rivaluta Berlusconi.
Allora una e una sola è la risposta da dare a questi tentativi di sgambetto: andare avanti con il programma di sempre.
Meno stato, più libertà.
Meno tasse, più libertà.
Meno spesa pubblica, più libertà.
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Il link al titolo per il post, scritto in contemporanea, da Freedomland sul medesimo tema
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IL LANCIO DELL’ANSA:
LA CONSULTA BOCCIA I TAGLI 2004 A REGIONI E ENTI LOCALI
ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del decreto legge sul contenimento della spesa pubblica approvato con voto di fiducia nel luglio 2004 nella parte in cui vengono fissati per Regioni ed enti locali tagli alle spese per consulenze esterne, spese di missione all'estero, rappresentanza, relazioni pubbliche e convegni e spese per l'acquisto di beni e servizi. Si tratta di vincoli che - si legge nella sentenza n. 417 depositata oggi in cancelleria - "non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ma competono una inammissibile ingerenza nell'autonomia degli enti quanto alla gestione della spesa". A sollevare questione di legittimità di numerosi punti della manovra sono state le Regioni Toscana, Campania, Valle D'Aosta e Marche. La Corte ha accolto parzialmente i ricorsi bocciando l'art. 1, commi 9, 10 e 11, del decreto sul contenimento della spesa pubblica "nella parte in cui si riferisce alle Regioni e agli enti locali". In quei punti la manovra è infatti in contrasto con gli art. 117 e 119 della Costituzione, così come modificati dalla riforma del titolo V della Carta.La Consulta - si legge nella sentenza scritta dal giudice Franco Gallo e firmata dal neoletto presidente Annibale Marini - ribadisce innanzitutto un principio costantemente affermato dalla sua giurisprudenza, per cui "le norme che fissano vincoli puntuali relativi a singole voci di spesa dei bilanci delle regioni e degli enti locali non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ai sensi dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione, e ledono pertanto l'autonomia finanziaria di spesa garantita dall'art. 119 Cost.".Perciò - si legge nella sentenza -"il legislatore statale può legittimamente imporre agli enti autonomi vincoli alle politiche di bilancio (ancorché si traducano, inevitabilmente, in limitazioni indirette all'autonomia di spesa degli enti), ma solo, con 'disciplina di principio', per ragioni di coordinamento finanziario connesse ad obiettivi nazionali, condizionati anche dagli obblighi comunitari". Perché questi vincoli possano considerarsi "rispettosi dell'autonomia delle Regioni e degli enti locali" - aggiunge la Corte - "debbono avere ad oggetto o l'entità del disavanzo di parte corrente oppure , ma solo 'in via transitoria ed in vista degli specifici obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica perseguiti dal legislatore statale', la crescita della spesa corrente degli enti autonomi". In altri termini, "la legge statale può stabilire solo un limite complessivo, che lascia agli enti stessi ampia libertà di allocazione delle risorse fra i diversi ambiti e obiettivi di spesa". La Consulta ricorda di aver riaffermato tale principio con la sentenza n.390 del 2004: "La previsione da parte della legge statale di limiti all'entità di una singola voce di spesa - osserva la Corte - non può essere considerata un principio fondamentale in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica, perché pone un precetto specifico e puntuale sull'entità della spesa e si risolve perciò in una indebita invasione, da parte della legge statale, dell'area riservata alle autonomie regionali e degli enti locali, alle quali la legge statale può prescrivere criteri ed obiettivi (ad esempio, contenimento della spesa pubblica) ma non imporre nel dettaglio gli strumenti concreti da utilizzare per raggiungere quegli obiettivi".Nel caso specifico, gli interventi urgenti per il contenimento della pesa pubblica promossi dal governo del 2004 "non fissano limiti generali al disavanzo o alla spesa corrente, ma stabiliscono limiti alle spese per studi e incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all' amministrazione, alle spese per missioni all'estero, rappresentanza, relazioni pubbliche e convegni, nonché alle spese per l'acquisto di beni e servizi". Vincoli che - si legge nella sentenza - "riguardando singole voci di spesa, non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica,ma comportano una inammissibile ingerenza nell' autonomia degli enti quanto alla gestione della spesa".La Corte ha pertanto dichiarato l'incostituzionalità di questi vincoli di spesa e elle altre norme che "presuppongono tali vincoli (prevedendo eccezioni alla loro applicabilità), o sono strumentali rispetto ad essi (disciplinando adempimenti consequenziali, controlli, obblighi di motivazione o informazione, o prevedendo fattispecie di responsabilità disciplinare ed erariale per la loro violazione)".
Professione gionalista
Condizione per potersi iscrivere all'ordine è l'esercizio continuativo ed esclusivo della pratica professionale da effettuarsi presso un giornale o una emittente di qualsiasi natura.
Pertanto nessuno può stipulare un contratto con un editore se non in virtù dell'iscrizione all'albo.
Caratteristica del lavoro giornalistico è che il vincolo di subordinazione si presenta più attenuato rispetto alle altre attività lavorative, potendosi rintracciare nell'impegno del giornalista a porre la propria opera a disposizione dell'editore-datore di lavoro.
A ciò si aggiunga che - sempre secondo il contratto collettivo nazionale - l'orario di lavoro è fissato in linea di massima in 36 ore settimanali, suddiviso in 5 giorni.
Fatta questa premessa, vediamo di capire - sempre che vi sia - quale sia la ratio che ha portato a 2 giorni di sciopero i giornalisti italiani.
Oggetto della protesta è stato il rinnovo del contratto collettivo del 1995 dovendosi esso adeguare alle disposizioni contenute nella legge Biagi (30/2003) e nel suo decreto attuativo il 276 che hanno modificato radicalmente il mercato del lavoro.
Secondo l'Usigrai (unione sindacale giornalisti Rai) ,infatti, la legge 30 - si riprende dal loro sito http://www.usigrai.it/ - minerebbe la professionalità e l'indipendenza dei giornalisti; inoltre porterebbe gli stessi ad una situazione di precarietà e di intollerabile dipendenza nei confronti dei loro editori.
Ora, in virtù di quello che si è scritto prima, secondo cui per assumere la qualificazione di giornalista bisogna essere iscritti al relativo Ordine e il vincolo di subordinazione nella fattispecie risulta più attenuato rispetto ad altri rapporti di lav. di natura subordinata, non si capisce dove verrebbe ad essere limitata l'autonomia e la discrezionalità del giornalista nel prestare la propria opera e nella scelta delle notizie. Anzi, lo stesso fatto che l'esercizio di attività giornalistica sia filtrata attraverso l'Ordine, è un chiaro limite a quella libertà di informazione che gli stessi giornalisti non declinano mai di citare e una implicita violazione del principio costituzionale riconosciuto all'articolo 21 secondo cui "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".
Inoltre il rifiuto pregiudiziale verso l'introduzione delle disposizioni contenute nella legge 30 non sembra altro se non una pretesa per distinguersi dalle altre categorie contrattuali. La legge 30 si è rivolta a tutti i rapporti di lavoro subordinato, introducendo - tra l'altro - tipologie di lavoro flessibile che cercano di rinnovare il mercato del lavoro e, allo stesso tempo, di tracciare una netta linea di demarcazione tra queste ultime e le classiche categorie cui l'attività giornalistica appartiene. Pertanto non si capisce perchè il CN dei giornalisti dovrebbe essere trattato quale rapporto speciale.
Altro punto di discussione è la retribuzione minima garantita per un redattore che è, sempre secondo l'Usigrai, di "soli" 1.800 euro mensili. Ci si chiede a questo punto quale sarebbe per i giornalisti la retribuzione proporzionata e sufficiente, riconosciuta all'art.36 della cost, in virtù della prestazione svolta dai giornalisti. I professori non vanno molto al di là dei 1.000 euro mensili, eppure per prestare la loro opera di insegnamento necessitano obbligatoriamente di una laurea, cosa che non è - invece - indispensabile per essere iscritti all'ordine dei giornalisti.
Ci si chiede: c'è sempre professionalità nei giornalisti? E ancora: la vera forma di dipendenza è verso gli editori-datori o verso politici e affini che, sempre più spesso, divengono protettori o,meglio, rimanendo nel linguaggio lavoristico, somministratori presso gli editori?
Su http://antibassolino.blogspot.com/ è stato ultimamente documentato che, per nascondere una contestazione nei confronti di Bassolino, sono state montate dai giornalisti del tg3Campania immagini appartenenti ad un altro servizio. Questo è solo un esempio a titolo esemplificativo che ci permette, tuttavia, di porre una domanda: secondo voi quale significato credono di attribuire i giornalisti ai concetti di autonomia e indipendenza?
GRAZIE !

12 settembre 2003
12 settembre 2005
Questi sono i nomi degli Eroi Caduti per la Pace a Nassirya: Enzo Fregosi, Sottotenente dei Carabinieri· Alfonso Trincone, Sottotenente dei Carabinieri· Giovanni Cavallaro, Sottotenente dei Carabinieri· Filippo Merlino, Sottotenente dei Carabinieri· Massimiliano Bruno, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri· Alfio Ragazzi, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri· Daniele Ghione, Maresciallo Capo dei Carabinieri · Giuseppe Coletta, Brigadiere dei Carabinieri · Ivan Ghitti, Brigadiere dei Carabinieri· Domenico Intravaia, Vice Brigadiere dei Carabinieri· Andrea Filippa, Appuntato dei Carabinieri· Orazio Maiorana, Appuntato dei Carabinieri· Massimiliano Ficuciello, Capitano dell’Esercito· Silvio Olla, Maresciallo Capo dell’Esercito· Emanuele Ferraro, Caporal Maggiore Capo scelto dell’Esercito· Sandro Carrisi, 1°Caporal Maggiore dell’Esercito· Pietro Petrucci, Caporal Maggiore dell’Esercito· Stefano Rolla, civile· Marco Beci, civile.
Non Vi dimenticheremo !
Grande coalizione, grossa sciocchezza
Poiché non ha inserito nell’elenco Berlusconi (che avrei subito votato) mi sono trovato a decidere per una alternativa, rimosse tutte le altre, tra Giulio Tremonti e Roberto Castelli: ho votato Castelli per l’intervista di Tremonti sulla grande coalizione.
Sono infatti rimasto totalmente stupito dalle affermazioni del Ministro dell’Economia, di cui ho sino ad ora condiviso in toto l’impostazione politica, anche se hanno una loro logica pratica.
Tremonti si è detto: gli accordi a perdere sottoscritti da Andreotti, Ciampi e Prodi (Maastricht ed euro) ci impediscono di svolgere in autonomia una politica economica di risanamento e di crescita.
L’unica strada percorribile è quella che il Governo Berlusconi ha adottato dal 2001 ad oggi, ma le difficoltà vengono da una campagna di manipolazione e di stravolgimento della verità finalizzata non al bene del Paese, ma all’interesse delle consorterie e delle clientele parassitarie della sinistra.
Così abbiamo scioperi, una stampa che instilla pessimismo, una confindustria sempre a caccia di agevolazioni.
Tutto quello che rallenta l’efficacia dell’unica possibilità di coniugare la crescita con il rispetto delle forche caudine europee.
Allora, si è detto Tremonti, cosa c’è di meglio che fare la mia politica con la benedizione della sinistra cui offrire qualche osso per le sue clientele parassitarie ?
Ecco la proposta della grande coalizione: per poter fare una politica economica seria (cioè quella del Governo Berlusconi) senza gli ostacoli frapposti da una opposizione piccola piccola.
Mi sia però consentito dissentire.
Per quanto possa essere del tutto assente una politica economica di sinistra, qualche provvedimento simbolico (e costoso) dovrebbe comunque essere concesso, esattamente come è stato in Germania.
Così saremmo costretti ad allargare le maglie dell’immigrazione extracomunitaria e a tenerci questi magistrati.
Saremmo costretti a raffreddare i rapporti con gli Stati Uniti e a rinsaldare – in posizione genuflessa – quelli con Parigi e Berlino.
Saremmo costretti a finanziare i centri sociali e gli enti locali.
Saremmo costretti ad aumentare le tasse per pagare tutto questo.
Il gioco non vale la candela.
Non credo che le prossime elezioni daranno la maggioranza alla sinistra (Follini permettendo) e quindi mi sembra sterile proporre una grande coalizione in previsione di una situazione di stallo.
Se si verificasse uno stallo, si torni ad elezioni, anche ogni tre mesi, finchè dalle urne non esca una maggioranza chiara e di parte.
Nessun consociativismo con la sinistra.
Nessuna concertazione con la sinistra.
Nessun accordo bipartisan.
Chi vince comanda al 100%, senza compromessi.
Solo questa è la strada per crescere, perché una grande coalizione, con gli inevitabili compromessi, non chiarirebbe meriti e colpe e, inquinando ogni programma, non risolverebbe mai il dilemma se quel programma sia o meno produttivo per il Paese, ma, soprattutto, non sarebbe efficace.
Noi e la sinistra siamo distinti e distanti.
La grande coalizione è una grossa sciocchezza, in Italia come altrove (e la Germania ce lo dimostrerà).
Ma bomba o non bomba arriveremo ad Amman...
Ad ogni attentato, infatti, ci si spertica in considerazioni, analisi, eccezioni e vivisezioni dei fatti, finendo per riferirsi sempre alla campagna d'Iraq senza partire dall'oggettivo dato di fatto alla base di questi accadimenti: che il terrorismo NON deriva e NON si rafforza con la guerra ai dittatori.
Oggi, dopo aver letto un bellissimo articolo sul Resto del Carlino che vede come autore Bruno Vespa (il quale aderisce ai concetti che da anni e monotonicamente ripetiamo) ho fatto qualche considerazione:
Innanzitutto dagli ambienti di sinistra l'anacronistica convinzione che gli attentati siano opera di poveri martiri a cui è stata distrutta una famiglia per mezzo di una bomba alleata inizia a scricchiolare. Questo, si badi bene, non in relazione ad un effettivo ravvedimento ma a causa di opportunistiche scelte tattiche pre-elettorali. Da parte della sinistra "moderata" infatti (anche se il termine "moderata" è un eufemismo) si inizia a pensare di poter vincere le elezioni e ci si prepara a cambiare l'incidenza del timone di quella barca che tra una manciata di mesi potrebbe accogliere le mortadelle sugli scranni del governo. La fase di virata è già cominciata e lo si può notare dall'ammorbidimento delle posizioni in politica estera: dopo un fassiniano "via tutti e subito dall'Iraq" in totale accordo con le tesi pacifinte ululato nelle piazze tra bandiere rosse e noglobal inferociti si è passati ad un "via dall'Iraq" più duttile, ovvero graduale, fino ad un odierno "via dall'Iraq in tempi e modi concordati con gli alleati e con l'autorità irachena" che esprime ironicamente a carta carbone quella stessa linea di condotta a cui il governo Berlusconi è sempre stato fedele. Questo appiattimento in politica estera della sinistra sulle posizioni della destra è quindi prova lampante di come essa, senza idee e divisa, navighi a vista in un banco di nebbia e di come Titanic-amente cerchi una credibilità strambando in modo brusco ad ogni cubetto di ghiaccio si presenti in linea di prua.
Appena sovvenutami questa considerazione, un'altro dubbio mi é balzato subito in testa: forse per la sinistra il vincere le elezioni sarebbe più drammatico di qualunque ulteriore sconfitta. Guardiamo i fatti: la sinistra, stando all'opposizione può, senza problema alcuno, timonare tranquillamente e cambiare la propria posizione politica a seconda dei venti. Noi possiamo comunque misurare tale instabilità per mezzo dell'anemometro della nostra memoria, registrando il mutare delle correnti mese per mese; ma in concreto l'essere all'opposizione significa poter contare su quell'anonimato di non-responsabilità che costituisce una coperta sotto la quale nascondere le proprie incongruenze. Come quando a scuola uno scolaro non studia la lezione e ride del compagno di banco che, interrogato, si trova in difficoltà, così la sinistra se la ride delle difficili scelte del governo perché, pur essendo assolutamente antitetiche le opinioni di Bertinotti, Pecoraro e Cossutta da una parte e Prodi, Fassino e D'Alema dall'altra, il fatto di non DOVER prendere decisioni costituisce quel tessuto connettivo che permea questa compagine e che permette di poter affermare tutto ed il contrario di tutto, sincronicamente e diacronicamente, trasversalmente e bi (o tri)partisanamente.
Nell'infausta eventualità che la sinistra vincesse le elezioni, infatti, questa armata Brancaleone dovrà PER FORZA stare in pianta stabile al governo: ciò sarà DEVASTANTE per i rapporti tra comunisti duri e puri, noglobal + feccia varia, sinistri moderati e democristiani. Con la chicca che ora rideremo anche dell'ingresso dei socialisti e specialmente dei radicali, anticlericali da sempre. Una comica, come chiudere formaggio, topi, gatti e cani in uno scatolone! D'altra parte l'esperienza dell'asserragliato Cofferati a Bologna ne è una prova.
Pertanto sono convinto che, se la destra perdesse le elezioni, potrebbe tranquillamente prendere fiato e riorganizzarsi seguendo il proverbio anch'esso - sigh - MADE IN CHINA "Se hai un nemico aspetta sulla riva del fiume il suo cadavere: lo vedrai passare".
Dopo questa veloce ma basilare considerazione sull'ectoplsmatico programma di governo di sinistra, la mia mente è ritornata alla Giordania ed al suo popolo, un popolo che si è stretto intorno al suo Re. Certo, concordo anch'io che un Re non può essere sostitutivo di una democrazia, però è anche vero che c'é Re e Re. Nella storia abbiamo avuto sovrani illuminati e sovrani debosciati, moderati e fanatici. Da laico e da liberale non ho mai amato i sovrani, i dittatori e gli oligarchi però è curioso notare che una popolazione come quella giordana inizi a rendersi conto dei pericoli a cui è esposta e si stringa attorno alle istituzioni anziché ai terroristi. Già alcune novità si erano viste nel nostro paese: la manifestazione pro Israele è stata una grandissima prova di civiltà, una presa di coscienza ed un importantissimo evento in cui A RAGIONE sventolavano anche le bandiere iraniane. Il trionfalismo di quelle bandiere, però, è diretto alla gente di Persia, orgogliosa quanto perseguitata, non alla tirannìde che sta schiacciando il paese da decenni: una prova in più che è dalla libertà che si costruisce la pace, non viceversa.
Poi arrivo alla fine del giornale e che mi trovo ? Un titolone su Rockpolitik.
E' proprio vero: l'intelligenza precede la stupidità come la toilette segue un buon pasto.
E se oggi Renato Farina le ha rispolverate in un bell’articolo su Libero e ieri le avevamo trovate citate dal nostro Marinello , ci sia consentito rivendicare la primogenitura della riscoperta, visto che su tali considerazioni avevamo scritto un post già il 22 agosto scorso.
Ormai solo persone sciocche o in malafede possono negare che il Cardinale Biffi, inopinatamente messo a tacere da una Curia ancora oggi sin troppo sbilanciata verso il terzo mondo, avesse avuto la capacità già nel 2000 di intuire e analizzare il problema della immigrazione.
Le bombe di Londra, le violenze in Francia, hanno una sola matrice originaria: quella musulmana.
Non si legge di filippini o di rumeni o di latino-americani che mettono a soqquadro le nostre città europee, eppure vivono ugualmente una situazione di disagio in periferie che non sempre le amministrazioni locali (anche e soprattutto quelle che si fanno belle con iniziative tipo “notti bianche” e sono politicamente schierate a sinistra) considerano nei loro progetti di spesa (magari preferiscono finanziare l’aria condizionata in qualche circolo cubano a L’Avana …).
Eppure filippini, rumeni, latino-americani, portano un contributo positivo alla nostra società, ricercano, loro per primi, l’integrazione.
Così non è per i musulmani, che pretendono di mantenere le loro abitudini, i loro riti, i loro costumi “anche se aspettano prudentemente a farla valere di diventare preponderanti”.
Ed è proprio su questo punto che dovrebbero suonare a distesa le campane di allarme per tutti noi: se diventano preponderanti, essendo già ora prepotenti, provate ad immaginare quale sarà la sorte di chi lo ha ospitati ed accolti senza alcuna forma di prevenzione !
Parigi, la Francia sono lì a testimoniarcelo: quartieri della capitale divenuti terra di nessuno, espropriati ai legittimi abitanti della Francia.
Noi abbiamo la fortuna di avere una legge, la Bossi-Fini, che ha invertito la rotta rispetto alla dissennata politica dell’accoglienza che era stata perseguita con i governi di sinistra, al punto che abbiamo ritardato lo scoppio dei disordini e possiamo trarre utili insegnamenti dall’esperienza francese.
Il primo e principale è rivedere il sistema delle quote dando la preferenza “(a parità di condizioni, soprattutto per quel che si riferisce all'onestà delle intenzioni e al corretto comportamento) le popolazioni cattoliche o almeno cristiane, alle quali l'inserimento risulta enormemente agevolato (per esempio i latino-americani, i filippini, gli eritrei, i provenienti da molti paesi dell'Est Europa, eccetera); poi gli asiatici (come i cinesi e i coreani), che hanno dimostrato di sapersi integrare con buona facilità, pur conservando i tratti distintivi della loro cultura”.
In sostanza: riservare le quote di ammissione ad immigrati non musulmani.
E’ su questo punto che si gioca il futuro della nostra sicurezza interna ed è solo in questo caso che possiamo considerare l’immigrazione una risorsa, diversamente, come la Francia insegna, gli “effetti collaterali” la trasformerebbero in una passività.
Siccome Gladio non serviva a niente
e non vi era alcun pericolo d'invasione da oltrecortina, anzi si temeva che gli americani trasformassero l'Italia in una dittatura sudamericana, vediamo un po' di leggere la Storia in stile Alberto Manzi per gli odierni tri o (quadri) nariciuti refrattari oggi piu' che pria all'uso del senso critico.
Quando il PCI accetto' l'ordine di scioglimento delle bande armate, non erano ancora state bombardate Hiroshima e Nagasaki e la segreta speranza di Togliatti era ancora quella di uno sconfinamento dell'Armata Rossa. Dunque, opto' per l'attendismo: fece eliminare fisicamente tutti i compagni che mostravano di avere una certa fretta di fare la rivoluzione e fece consegnare le armi inservibili, mentre quelle requisite alla Wehrmacht ed alla Repubblica Sociale vennero occultate nelle principali fabbriche italiane. Si trattava di Fiat, Ansaldo, Om, Innocenti, Marelli, Pirelli, Falck, Lancia, Breda, Bianchi, per non nominare che le piu' importanti.
Le armi occultate costituivano un arsenale immenso che comprendeva aeromobili e carri armati; quelle poche che vennero scoperte nel '51 furono: 89 cannoni, 489 tra mortai e lanciafiamme, 2113 mitragliatrici, 3232 tra fucili e mitragliatori, 9560 tra fucili e moschetti, 59361 pistole, 23678 bombe a mano, 141180 q.li di esplosivi vari. Cio' avrebbe potuto armare parecchie decine di migliaia di uomini. Non passa anno che non vengano scoperti nuovi arsenali; in liguria, mesi fa, ne e' stato scoperto un'altro contenente armamenti leggeri e pesanti della stessa qualita' di quelli di cui sopra. Naturalmente e' stato attribuito al progetto Stay Behind ancor prima di essere stato esaminato. Allora, chi insiste nel dire che 900 persone deputate all'organizzazione di una linea di difesa interna, ai servizi logistici e all'addestramento in caso d'invasione costituivano un pericolo maggiore mostra, quantomeno, scarsa obiettivita' di giudizio. Sarebbe interessante sapere perche' un partito che si protesta democratico dovrebbe aver bisogno di tutto quel popo' di roba? Chi potrebbe mai garantire che chi ha spesso ucciso i propri colleghi partigiani ed i propri stessi compagni, nutra ora le piu' pacifiche intenzioni? E che non v'e' alcuna necessita' di difendere le istituzioni democratiche da una tale minaccia? E che queste, di concerto con gli alleati, non debbano nemmeno predisporre una base minima di difesa? Uno sano di mente penserebbe che Gladio e' stata silurata per eliminare l'ultimo baluardo di difesa. In realta' fu un regalino di Andreotti per favorire la distensione con il pacifico PCI: tu mi lasci sopravvivere ed io ti consegno un "caso" da strumentalizzare a tuo piacimento: tanto e' obsoleto e non serve piu' a niente. I gladiatori: dei poveracci di patrioti svenduti per un favore che non venne mai ricambiato (la DC scomparve comunque "misteriosamente" insieme al PSI); gente che si vide sputtanata sui giornali ma che non derogo' mai dall'impegno di servire in silenzio. Nessuno lo fece mai. Storia analoga per la P2 che sebbene fosse stata costituita successivamente, era la stessa roba ad un piu' alto livello politico-finanziario: la lenta costituzione di un polo politico autenticamente alternativo all'egemonia dell'unico sopravvissuto al Giudizio Universale. Con il senno di poi, chi non mette il cervello all'ammasso, ne puo' trarre le debite conclusioni.
la faccia di Prodi.. ovvero: contrordine compagni di R.D.
Credo che l’abbiamo vista tutti:
è arrivato in Italia il presidente iracheno. Il Berlusca ed il Fini se lo sono portati in conferenza stampa e gli hanno lasciato dire che un ritiro italiano potrebbe essere possibile il prossimo anno, che quando sarà possibile sarà anche auspicabile ma che per il momento interrompere un buon lavoro sarebbe da fessi. Divertente poi che abbia detto questo parlando di un proverbio arabo.
L’iracheno se n’è poi andato da prodi il quale lo ha interrogato sulla democraticità del suo governo concedendogli, bontà sua, la patente di democraticità. Il tutto con un severo cipiglio ed un po' di bavetta agli angoli della bocca.
Ora:
questo povero Cristo (povero Maometto?) è venuto per essere sicuro che qualche devastante benintenzionato lo lasci col culo per terra. Si suppone quindi che possa anche fare buon viso a cattivo gioco. Ma la sua sopportazione di fronte all’insulto palese presente nell’atteggiamento di prodi è stato qualcosa di ammirabile.
Dico io, questo è l’espressione di un governo eletto con libere elezioni, cosa che prodi non è. Il suo governo è poi stato rilegittimato da un referendum in cui la sua proposta di costituzione è stata accettata dalla maggioranza dei suoi compatrioti, cosa che a Prodi, con la costituzione europea, mi risulta, non sia successo.
Eppure eccolo lì, con la bavetta alla bocca a sputare sentenze su chi è degno e chi, invece, no. Salvo contraddire se stesso o cambiare idea dopo un paio di mesi..
Questo personaggio dal piglio del maestro severo ma un po’ suonato è chi vorrebbe governare l’Italia?
Ma chi si crede di essere?!
E cosa ne pensano quelli che con orgoglio dicevano “appena andiamo al governo leviamo le tende da un paese che ci odia e nel quale siamo contro il volere del popolo? Il popolo si è espresso, vuole che andiamo via il prima possibile, solo che non crede sia ancora possibile.
Ps.
Mi ha colpito molto maradona che, dopo avere evaso le tasse per l’equivalente del prodotto interno lordo di un paio di paesi del terzo mondo, si mette a fare il comunista e l’antilibertario in compagnia dei più statalisti del mondo.
Ma ce l’ha la faccia?
r
Festa della Libertà.
Festa dei Valori.
Festa della Giustizia.
Festa per la sconfitta dell'ideologia più criminale, perversa ed assassina che mai abbia calpestato la nostra Terra:

NON E' la Festa di chi ha portato e vorrebbe riportare i tristi epigoni di quella barbarie al governo del paese.
Bonolis, Previti, Martino e Fassino
Perché sto con Bonolis
E così, Paolo Bonolis, il potentissimo creatore di ascolti, sperava di tirare un pacco, invece l’ha ricevuto.
Magari qualcuno sorriderà, pensando malignamente alla caduta degli dei (che tanto piace ai meschinelli).
Personalmente invece sono solidale con Bonolis, perché è caduto (in piedi) davanti ad una delle più potenti (e sinistre) caste italiane: quella dei giornalisti.
Lontani sono i tempi nei quali lo stesso Montanelli ricordava che “fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” … adesso invece il giornalista propone e dispone.
Andare in video ed impugnare il “suo” microfono (anche se pagato da tutti noi o da Berlusconi) o scrivere un editoriale sembra essere un viagra all’ennesima potenza: e guai agli abusivi !
Così i giornalisti possono diventare uomini (come è stato per il defunto Castagna, com’è per Cucuzza) o donne (Lecciso) di spettacolo ma che un presentatore non si permetta di condurre una trasmissione sportiva: quello è terreno riservato, la corporazione si chiude a riccio e pur di difendere il proprio privilegio, rifiuta quegli accorgimenti che potrebbero anche aumentarne l’ascolto.
E se non possiamo fare di tutta un’erba un fascio, non ci sembra che il panorama giornalistico italiano brilli per capacità e indipendenza.
E’ l’unica categoria ad avere un sindacato “alla cubana”, unico, naturalmente pendente a sinistra più di quanto mai lo è stata e mai lo sarà la torre di Pisa.
E’ l’unica categoria i cui comunicati sono portati a conoscenza, gratis, del pubblico nelle ore di massimo ascolto.
E’ l’unica categoria ad avere la pretesa della “indipendenza”, spendendo i soldi altrui (editori) che dovrebbero quindi limitarsi a fare gli ufficiali pagatori.
Chissà poi perché, tra tante insistenti e vuote “battaglie”, Pannella e i radicali hanno abbandonato proprio quella per abolire “l’Ordine dei giornalisti”, quando lo sviluppo di internet mostra come si possa avere un’informazione pluralista e un’offerta ad ampio spettro (e spesso in ottimo italiano) anche senza essere inquadrati in una chiusa corporazione.
Per questi motivi, solidarizzo con Bonolis e mi auguro che il suo gettare la spugna, sia solo momentaneo e riesca, lui e/o altri, ad infrangere il tabù: ma perchè mai a condurre una trasmissione sportiva deve essere un giornalista ?
***
Mi sono dilungato un po’ sui giornalisti, così sarò telegrafico sugli altri argomenti all’ordine del giorno:
***
L’Udc ha presentato un emendamento che è un abominio giuridico.
La ex Cirielli è giusta, perché non si può tenere sulla graticola una persona senza un termine ragionevolmente breve e la riduzione dei termini di prescrizione è uno stimolo all’efficienza della magistratura e ad incardinare processi solo in base a prove certe e non a teoremi di parte.
E questo lo dice anche l’Udc: la legge è giusta.
Ma l’Udc poi propone di non applicarla ai processi pendenti in Appello e Cassazione, dimenticando che uno dei sacrosanti principi giuridici, che risale al Diritto Romano, è che nella successione di due leggi si applichi all’imputato quella a lui più favorevole.
Dalle leggi ad personam, alle leggi contra personam.
***
Martino a Fassino: ritiro bipartisan ?
No grazie.
Niente bipartisan, né sull’Iraq, né su qualsiasi altra materia.
MEMENTO GULAG

9 Noiembrie 1989:cade Zidul de la Berlin.
Popoarele din Europa de Est redevin libere.
As vrea sa amintesc la aceasta data toti martirii comunismului ,inclusiv eroii de la Revolutia Romana din Decembrie 1989.
Cu speranta ca Italieni nu vor trai niciodata pe propria piele ceea ce istoria a condamnat !
TRAIASCA ROMANIA LIBERA ! TRAIASCA ITALIA LIBERA !
9 Novembre 1989:cade il Muro di Berlino.
I popoli dell'Europa dell'Est tornano liberi.
Voglio ricordare in questa data tutti i martiri del comunismo,compresi gli eroi della Rivoluzione Rumena del Dicembre 1989.
Con l'augurio che gli Italiani non provino mai quello che la storia ha condannato !
VIVA LA ROMANIA LIBERA ! VIVA L'ITALIA LIBERA !
La sinistra corrode le istituzioni
Non esistono più “uomini delle istituzioni”, ma solo persone che utilizzano il ruolo istituzionale, per definizione super partes, per trovare agganci e amicizie per il prosieguo della loro personale carriera.
E questi signori appartengono in massima parte alla sinistra.
Magistrati che a tambur battente si dimettono e si candidano nello stesso territorio in cui hanno esercitato e prefetti che fanno altrettanto.
L’augurio, ovvio, è che la candidatura del signor Ferrante abbia il medesimo risultato di quella, a Venezia, del signor Casson.
Ma è anche l’occasione per ampliare il discorso.
Abbiamo visto che tanto le nomine per concorso, quanto quelle attraverso una carriera svolta all’interno della burocrazia, portano al medesimo risultato: gettano la maschera e si schierano, eccome si schierano, altro che “super partes” !
Allora tanto vale accantonare ogni ipocrisia e applicare con puntiglio lo spoil system.
Chi arriva al governo ha il diritto/dovere di sostituire con propri fiduciari tutti i più alti funzionari dello stato: dai prefetti ai manager delle aziende pubbliche.
E si proceda con una ulteriore riforma della giustizia che porti alla elezione popolare dei pubblici ministeri: elettivi e a tempo, pienamente legittimati, quindi, a portare all’interno della loro attività anche le loro personali convinzioni socio politiche che verrebbero periodicamente sottoposte al giudizio degli elettori: se portano risultati, verranno rieletti e potranno anche concorrere ad incarichi di maggior prestigio.
Se, invece, si rivelassero dei chiacchieroni da salotti televisivi, allora verrebbero dagli stessi elettori condannati a cercarsi un altro lavoro.
Basta con i finti “uomini delle istituzioni” che, dietro la maschera, sono più di parte dei funzionari dichiarati di partito.
Il duo CacCa
altra cosa é lo stile del Cacciari, mica quel buzzurro
del Coffy che ti fa sgombrare i facinorosi coi
pulotti.
Il Cacciari invita a non esacerbare il "nobile" animo
del Casarini nella sua battaglia ad impedire le
esercitazioni antiterrorismo islamico.
Banda di mona, lo sanno tutti che basta ritirare il
contingente italiano dall'Iraq per avere la pace, l'ha
detto BinLaden, mica quel fetentone di Bush.
E poi, se mi si esacerba l'animo dell'inquilino
Casarini, invece di usufruire gratuitamente del "covo"
messogli gentilmente a disposizione dal comune di
Venezia va a finire che chiede pure dei soldi per
deliziare la Serenissima con la presenza sua e dei
suoi troll cangianti.
Probabilmente nessuno ha notato la botta di genio dei
troll pacifessi da combattimento.
Tutto inizia dal Giuliani e dal suo gesto
"malinterpretato".
Lasciamo in secondo piano il "contesto" genovese,
centra nulla.
Lui stava "restituendo gentilmente" un estintore, il
carabiniere é stato tratto in inganno dal
PASSAMONTAGNA NERO.
Ed ecco qui la GENIALATA, passamontagna arcobaleno per
chiarire chi é il BUONO della situazione.
Ci sarà mai un prefetto che ordinerà di manganellare
un portatore del sacro passamontagna del bene?.
Nessuno.
Come fanno poi a candidarsi dalla parte dei "buoni".
E' opportuno ricordare a chi é preposto all'uso LEGALE
del randello che l'Arcobaleno é un mero fenomeno fisico
detto della rifrazione della luce,
NON UN SEGNO DIVINO mandato dal
Trascendente a protezione dei dispensatori delle
idiozie casariniane no-global.
Suggerimento per i più restii, pitturare i manganelli
con l'Iride.
Bebe
La Compagnia del Castello 31 ottobre - 6 novembre
31 ottobre
Mariniello.org
Notte Bianca a tinte fosche
La notte bianca di Napoli è stata una notte piena di contrastanti risultati. Bello lo spettacolo di insieme, belle le strade senza auto, belli i commenti dei politici e dei giornali allineati agli ordini del “presidente dello stato libero di Bananas” e della Pasionaria del comune sua altezza Rosetta, bello il concerto per pochi eletti di Pino Daniele che conferma che la sinistra è elìte, oceanico il concerto di Baglioni, con centomila in piazza ed un milione fuori a fare ressa, graffiante come sempre Beppe Grillo, ma nonostante gli sforzi, centinaia di migliaia di persone hanno visto solo caos e confusione
Thank You America
Iran abbassa la cresta
Di recente l'Iran ha affermato che se riceverà condanne dal Vaticano riguardo alle frasi pronunciate contro lo Stato di Israele e la sua esistenza, applicherà sanzioni economiche alle comunità cristiane presenti in Iran e allora
01 novembre
Il Castello
Bush stronca una sinistra cialtrona
La calorosa accoglienza che il Presidente Americano George W. Bush ha riservato al nostro Premier Silvio Berlusconi, ha stroncato tutte le speranze di uno scontro con il massimo alleato che una sinistra falsa e bugiarda riponeva dopo le dichiarazioni di Berlusconi sull’Iraq
Blacknights
La lezione venuta dal Brasile
Molti personaggi si ergono ad interpreti del sentimento popolare.Spesso sono persone che vivono tra lussi e sfarzi tali da far perdere ogni contatto con la realtà.Così accadde ai miliardari di Manhattan e di Hollywood che hanno formato la schiera dei pretoriani di un dimenticato John Kerry nella sua perdente sfida a Gorge W. Bush, così è accaduto alla lobby brasiliana dei proibizionisti nella loro perdente battaglia contro la libertà di possedere armi in quel paese.
Freedomland
La vittoria di mister B.
Un gran numero di Blogs di Tocqueville hanno duramente criticato il Presidente del Consiglio per le ultime, spiazzanti, esternazioni sull'iraq.Ma le dichiarazioni sull'operazione "Iraqi Freedom" non sono nè ultime nè spiazzanti.Altresì sono vecchie di almeno due anni e il resoconto completo lo trovate da Watergate.Una splendida chiave di lettura, da massimo esperto in materia, la da Daniele.
Freedomland
Chiavi di ricerca
Alcune chiavi di ricerca con cui siete arrivati al mio blog,in rigoroso ordine alfabeticoCazziduri: certe informazioni le terrei per meCazzidui: forse prima cercavate lui,simpatico ospite del mio blog alcuni post faGiravolte del centrosinistra: non serve venire qui per vederne
Freedomland
Segnalazione (in ritardo)
Questo blog,segnala e aderisce alla battaglia del tokaj,lanciata dall’amico friulano migrante.
Il Re della monnezza/Antibassolino
Lezioni di veltronismo
29 ottobre, ad un anno esatto dalla ratifica della costituzione europea, anche Napoli - dopo Parigi e Roma - ha avuto la sua notte bianca e ha fatto festa fino all'alba
Mariniello.org
Orgoglioso di essere italiano
Da ridere. Come ci dice A Conservative Mind, tutta la politica italiana degli ultimi giorni è ruotata intorno a questa frase di Silvio Berlusconi, di sabato 29 ottobre 2005: «Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un Paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa». E' succeso un finimondo: eppure la stessa cosa Berlusconi l'ha detta più volte.
Non porgiamo l’altra guancia
Collaborazionisti ? Sì, di Gesù
Prendiamo spunto dal nostro illustre ospite che ci ha gentilmente resi edotti del fatto che i sacerdoti trucidati a Cuba erano collaborazionisti di Batista(affermazione che se non fosse così grave e dolorosa dovrebbe indurre all'ilarità...) per fare un parallelismo con la storia della repubblica nata dalla resistenza
Il Castello
A Locri la marcia della legalità
Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest, studenti, braccianti, operai il sole non sorge più ad est". Inizia così una famosa canzone che celebra la rivolta ungherese del '56 contro il comunismo, quando una immensa folla scese per strade a reclamare la sua libertà.
Il Castello @ Mariniello.org
Tutti a Roma.Dalla parte di Israele
Se potessi, ci andrei anche io. Ma purtroppo l'Università reclama e così non potrò esserci alla manifestazione di domani organizzata da "Il Foglio" a sostegno dello Stato d'Israele, dopo le farneticanti parole del Presidente dell'Iran, Ahmadinejad, secondo cui «Israele andrebbe cancellata dalla cartina geografica».
Tutti a Roma.Dalla parte di Israele
Se potessi, ci andrei anche io. Ma purtroppo l'Università reclama e così non potrò esserci alla manifestazione di domani organizzata da "Il Foglio" a sostegno dello Stato d'Israele, dopo le farneticanti parole del Presidente dell'Iran, Ahmadinejad, secondo cui «Israele andrebbe cancellata dalla cartina geografica».
Freedomland
L’unica via internazionale possibile: il realismo
Le parole del Presidente del Consiglio sulla guerra in Iraq hanno dato fiato nuovamente ad un dibattito mai sopito che,partendo dalla questione irachena, vuole occuparsi della concezione del diritto internazionale e, in genere, della sua portata nei rappori tra stati.
Non porgiamo l’altra guancia
A Roma col cuore
Purtroppo per impegni di lavoro non potrò essere alla fiaccolata a Roma.Ma col cuore,senz'altro.
Thank You America
Solidali con Omar Sharif
L’attore egiziano Omar Sharif è stato minacciato da un forum islamico su internet, su un sito legato ad Al Qaeda.
03 novembre
il Castello
Integrazione alla francese
Alcune zone di Parigi sono state devastate dagli immigrati di seconda generazione, in genere musulmani.Da una settimana si susseguono gli scontri tra la polizia e gli islamici che evidentemente ritengono i quartieri di Parigi in cui si sono insediati “cosa loro”.
Freedomland
Il grillo parlante
E' tornato il tele-predicatore preferito dagli italiani, che, ormai senza tele, è solo predicatore: Beppe Grillo!Dopo l'operazione giustizialista "Parlamento Pulito" e il tentativo di lasciare l'iraq in mano ai terroristi scrivendo a sua maestà Ciampi una bella letterina in cui si dice "Via dall'Iraq", il nostro uomo ne ha combinata un'altra.
Freedomland
Con Israele, per la libertà. Con Israele, per la democrazia. Con Israele
Roma-Milano-Torino-BolognaGiovedì, 3 Novembre 2005Questo blog aderisce idealmente alle manifestazioni a sostegno del diritto di Israele ad esistere
Il RE della monnezza/Antibassolino
Paraculo !
da Il Mattino del 27/10:Sarei orgogliosa e fiera se Ciampi mi chiamasse». Rosa Russo Iervolino commenta così le indiscrezioni su una sua eventuale chiamata come giudice della Corte Costituzionale da parte del presidente della Repubblica
Mariniello.org
Il sionismo
Dopo le parole del Presidente iraniano al convegno The world without the zionism, «Israele andrebbe cancellata dalla cartina geografica», si è parlato così tanto di sionismo, che ho ritenuto opportuno dalla quale attingere una sintetica nozione di sionismo
04 novembre
Il Castello
Oggi 4 novembre 1918
BOLLETTINO DELLA VITTORIA
Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta
Il Castello
Dove vivono gli imbecilli ?
Sarà la nebbia, sarà l'orgoglio di aver dato i natali alle BR ma Reggio Emilia non smentisce mai la sua pecugliarità sinistroide imbecillosa.
Blacknights @ Thank You America
Scrivendo della Marcia su Roma avevamo detto che la Festa Nazionale non può essere fissata in una data che divide, ma in una che unisce.Chi vuole può celebrare quel che ritiene di celebrare, ma quale potrebbe essere il nostro 4 luglio ?
Il RE della monnezza/Antibassolino
Bassolino censura Beppe Grillo
In questi giorni si parla molto di libertà di critica di cui sarebbe paladina la sinistra e di censura del centrodestra ma pochi conoscono il divertente episodio in cui Beppe Grillo è stato censurato dalla sinistra: Beppe Grillo che va in bianco nella notte bianca. È accaduto a Napoli, sabato scorso. Il comico genovese avrebbe dovuto parlare della privatizzazione del sistema idrico cittadino
Mariniello.org
Una grande manifestazione e un’occasione persa
La grande manifestazioneè quella di ieri del Foglio a favore del diritto di Israele di esistere. Su The Right Nation possono vedersi delle foto: battesimo "reale" di Tocqueville
Nella tenda del Crociato
Il 4 novembre del 1918 il Regio Esercito, attraverso il suo Bollettino di Guerra, firmato dal mitico Generale Diaz e redatto dall'allora Colonnello Cavallero, poi Maresciallo d'Italia, annunciava all'Italia ed al mondo la Vittoria.
Adesso lo innalzeranno anche tra i beati.Chi ?L’agitatore delle piazze.Colui che ha fatto perdere in 4 anni almeno un paio di punti in percentuale al nostro PIL con gli scioperi politici.Colui che aveva indicato in Marco Biagi il trait d’union tra la Confindustria e il Governo.Il sindaco sindacalista cremonese che siede da oltre un anno a Palazzo d’Accursio.
Thank You America
Il Castello
Parigi val bene una massa
Ci siamo ! Dopo una strenua difesa dei regimi tirannici da parte di Chirac per non dover affrontare problemi di terrorismo e di ordine interno (ricordiamo la vastità della comunità non autoctona della Francia), ora Parigi si trova a fare i conti con gli immigrati e con la loro violenza.
Blacknights
Il comunismo ? Un errore senza scusanti.
Si allunga la lista degli errori, riconosciuti dagli epigoni degli stessi responsabili, del comunismo e dei comunisti.Lista degli errori, dicevamo, perché quella degli orrori è ben nota, evidenziata dagli oltre 100 milioni di morti che il comunismo e i comunisti hanno provocato e provoca ancora
Il RE della monnezza/Antibassolino
Bassolino piace a tutti !
Nessun governatore di regione ha avuto come Bassolino i riguardi dei giornali. Non c'è proprio che dire,il nostro Re piace a tutti per le sue "marachelle"
Il RE della monnezza/Antibassolino
Ora basta: i termini sono scaduti
Sembra che la casa delle libertà non abbia interesse a vincere a Napoli e sembra voler abbandonare la nostra città ad altri 5 anni anni di anarchia più totale.
Mariniello.org
E’ nato il forum !
CIAO A TUTTI E’ MIO PIACERE ANNUNCIARVI LA NASCITA DEL FORUM DI THANK YOU AMERICA
06 novembre
Il Castello
L’oscurantismo ambientalista:dopo il nucleare i trasporti
Gli ecoambientalisti, non paghi di aver, con il loro terrorismo psicologico, indotto al harakiri energetico l’Italia, adesso provano a spedire il nostro paese nel terzo o quarto mondo dei trasporti, con le assurde proteste contro l’Alta Velocità
Blacknights
La catena di Milady de Winter
Potrebbe sembrare il titolo di un romanzo di Dumas e, da un certo punto di vista, Dumas c’entra.Milady de Winter è la perfida eroina de “I tre moschettieri”, agente del Cardinale Richelieu e moglie del “povero” Athos, il Conte de la Fere.
Il RE della monnezza/Antibassolino
Un libro sugli sprechi rossi
Un tormentato j'accuse contro gli sprechi e la corruzione,ma a sinistra e da sinistra. il 22 uscirà,infatti, a firma di CESARE SALVI E MASSIMO VILLONE, il libro "Il prezzo della democrazia" in cui saranno documentati tutti gli sprechi compiuti dalle giunte rosse.
Mariniello.org
Con Prodi l’Italia sarà come la Francia
«È solo questione di tempo». Poi, prevede cupamente il leader dell'Unione Romano Prodi, l'Italia farà la fine della Francia di questi giorni, quella delle banlieue in fiamme e delle insorgenze di giovani islamici.
L'oscurantismo ambientalista:dopo il nucleare i trasporti
Ancora una volta gli ecoambientalisti si rivelano dei passatisti, dei pauperisti che, nella migliore tradizione comunista, vorrebbero trascinare anche il prossimo nella povertà.
Fanatici assoluti che, ritenendosi depositari dell’unico verbo per la conservazione del nostro pianeta, amano a tal punto la natura che, pur di “proteggerla”, ucciderebbero tutti gli uomini.
Le proteste che hanno caratterizzato importanti rilevazioni per il passaggio dell’Alta Velocità, assumono così un duplice, inquietante aspetto.
Da un lato i pasdaran dell’ambiente, irretiti da una propaganda demagogica, incapaci di vedere al di là del proprio naso e che vorrebbero escluderci da quel grande passante europeo che il Governo Berlusconi è riuscito ad ottenere passasse in Italia.
Dall’altro i piccoli agitatori politici che, pur di creare difficoltà alla politica riformatrice del Governo Berlusconi, cavalcano qualsiasi protesta, indifferenti ai danni che possono provocare all’intera economia nazionale e a tutta la cittadinanza.
Del resto come si fa a prestare fede a gente che, sostenendo la bufala di Kyoto, ci porterebbe nel 2010, se venissero applicati i “principi” di tale accordo (e mi auguro che cadano nell’oblio e nessuno li applichi) alla perdita secca del 2% del nostro PIL e questo quando ci si arrabatta in tutta europa per riuscire ad arrivare ad una crescita di un misero punticino ….
Allora la soluzione è impedire – con ogni mezzo - a questi individui, evidentemente con troppo tempo libero e troppi soldi in tasca da permettersi di trascurare il loro lavoro pur di manifestare e di dire “no” ad un’opera che favorendo le comunicazioni, incrementerebbe anche il commercio e il turismo, di ostacolare una delle grandi opere di questo Governo.
E’ ora di far rispettare la legalità, non solo a Bologna, ma ovunque e nei fatti, non a parole,.
A maggior ragione se ricompaiono gli ecoterroristi con le loro bombe “pacifiste”.
E’ ora di dire basta al ricatto di una minoranza di facinorosi che, con la violenza, con le occupazioni di suolo pubblico, impediscono lo sviluppo dell’Italia.
E’ ora di usare il bastone, dopo aver distribuito sin troppe carote.
Parigi val bene una massa...
Il governo di Parigi, da sempre insensibile ai problemi dell'immigrazione clandestina lasciati pilatescamente alla cugina-nemica Italia, secondo una collaudata propensione al colonialismo ha da sempre adottato la politica "dell'integrazione" pensando di farla, per un ironico gioco di parole, franca. Ovviamente, alla prima alzata di scudi del paese sul fronte interno allo scopo di far rispettare la legalità è corrisposta una reazione violenta e contraria. Ricordiamo, ad esempio, la questione del velo islamico, che tante minacce ha provocato nei confronti dell'Eliseo. Ed ora si profila una nuova sfida, ovvero quella del vespaio sollevato dalla vicenda dei due ragazzi i quali, per evitare l'arresto da parte delle forze dell'ordine si sono rifugiati in una centrale elettrica nella quale sono morti folgorati.
Alcune considerazioni quindi s'impongono:
Primo: l'immigrazione, che sia clandestina o meno produce gli stessi risultati, un pò come la moltiplicazione o l'addizione per cui il risultato non cambia invertendo i termini. Non c'é molta differenza infatti tra la sistematica distruzione dei centri d'accoglienza italiani da parte dei clandestini e le aspirazioni neroniane degli immigrati regolari in Francia che in questi giorni hanno messo a ferro e fuoco Parigi.
Secondo: se la Francia è squassata da queste violenze, lo è anche perché non riesce a garantire lavoro alle moltitudini di immigrati che fanno domanda d'impiego. Quello che dalla sinistra è stato il tanto vituperato governo Berlusconi, ricordiamolo, ha diminuito notevolmente la disoccupazione mentre i transalpini sono rimasti al palo e si trovano a fare i conti con questo tragico problema già da qualche anno a questa parte.
Terzo: gli immigrati, quanto al problema della bassa occupazione, agiscono diversamente dai cittadini francesi. Finora non si è mai assistito a roghi diffusi ed estesi ad interi quartieri per causa di francesi autoctoni. In passato si sono visti scioperi selvaggi, blocchi di strade o ferrovie, qualche manifestazione con rottura di vetrine annessa e subito sedata ma finora non si era registrato da parte dei parigini alcun diffuso problema di ordine pubblico di questa entità. Tale segnale evidenzia che dopo la grande disillusione del bengodi europeo facile da parte degli immigrati e dal momento che la disoccupazione è la stessa sia per i francesi che per i non-francesi, si possono cogliere sostanziali differenze di civiltà tra le diverse etnie. I francesi protestano ma poi si rimboccano le maniche e comunque s'ingegnano per tirare avanti. Gli immigrati ricorrono ai cerini.
Quarto: alcune pretese degli immigrati islamici.
- Gli immigrati islamici vogliono il velo che occulti il volto alle loro donne, in palese contrasto con le leggi sulla riconoscibilità del cittadino.
- Gli immigrati islamici trattano le donne in modo a dir poco bizzarro, contravvenendo alle leggi sulle libertà e sui diritti personali.
- Gli immigrati islamici vogliono la legalizzazione delle scuole coraniche anche se totalmente avulse dal programma di studi nazionale (e poi pretendono che si riconosca ai loro figli la stessa qualifica di un "ingegnere qualsiasi").
- Gli immigrati islamici vogliono che l'italiano venga insegnato partendo dall'ABC perfino nelle classi liceali, perché arrivando qui senza la minima cognizione della nostra lingua è "loro diritto" essere nelle stesse condizioni di chi l'ha studiata già da quando aveva 5 anni. Questo ovviamente mette in crisi il normale apprendimento del programma statale per il resto della classe, rallentandolo inesorabilmente e/o costringendo lo stato a retribuire adeguatamente gli insegnanti per corsi supplementari.
- Gli immigrati islamici vogliono potersi fermare cinque volte al dì (anche se stanno lavorando) per pregare e pretendono una stanza tutta loro in azienda o nelle università, perché se questo non viene concesso siamo razzisti.
- Gli immigrati islamici non tollerano critiche alla loro religione, altrimenti bisogna munirsi di scorta armata come Salman Rushdie.
- Gli immigrati islamici vogliono i posti di lavoro garantiti, altrimenti mettono a ferro e fuoco le città.
- Gli immigrati islamici vogliono centri d'accoglienza a cinque stelle perché altrimenti ci accusano di essere nazisti.
- Gli immigrati islamici vogliono poter mangiare carne macellata secondo la pratica islamica, ovvero tagliando la giugulare all'animale e lasciandolo morire dissanguato dopo atroci sofferenze. Vorrei sapere che ne pensa Pecoraro Scanio.
- Gli immigrati islamici non vogliono vedere il Cristo davanti ai loro occhi "perché urta la loro sensibilità".
- Gli immigrati islamici vogliono le quote studentesche a loro destinate nelle nostre università (a cui spettano di diritto).
- Ed ora l'ultima chicca: abbiamo scoperto che d'ora in poi gli immigrati isalmici non possono essere nemmeno inseguiti dalla polizia, perché se lo si fa si deve sperare che essi non si facciano male scivolando su una cacca. Se portate a spasso il cane munitevi quindi di paletta, pena l'ergastolo.
Ricordate:
La diplomazia è nefasta perché al suo inizio corrisponde la fine della sincerità.
Dove vivono gli imbecilli?
REGGIO EMILIA - Quattro ragazze di un centro sociale reggiano si sono completamente denudate in piazza della Vittoria a Reggio Emilia, tra la folla che assisteva alle celebrazioni della festa delle Forze Armate. Solo i volti erano coperti da passamontagna con i colori arcobaleno della pace.
Sui corpi le scritte: 'assassinì, 'no war', 'no cpt' (centri di permanenza temporanea). Al megafono è stato urlato lo slogan della manifestazione: 'Atto pubblico in luogo osceno'.
La protesta, contro l'utilizzo dell'Esercito in Iraq, è stata inscenata da un gruppo di giovani che fanno riferimento al centro sociale reggiano Laboratorio Aq 16. In piazza ci sono stati anche alcuni tafferugli. Dodici manifestanti, tra cui le quattro ragazze che si erano denudate, sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata, le ragazze anche per atti osceni in luogo pubblico e travisamento.
Un portavoce del centro sociale ha sottolineato che «il passamontagna dei senza volto rappresenta i migranti e la nostra voglia di pace». Per il capogruppo Udc in Comune, Mario Poli, «queste presunte forze di sinistra sociale hanno fatto un uso strumentale del nudo femminile, sfruttando, per attirare l' attenzione, a guisa di rivista di avanspettacolo, il corpo nudo di alcune ragazze, alla faccia della valorizzazione del ruolo delle donne!»
Bebe
Oggi 4 Novembre 1918
Integrazione alla francese
Da una settimana si susseguono gli scontri tra la polizia e gli islamici che evidentemente ritengono i quartieri di Parigi in cui si sono insediati “cosa loro”.
Abbiamo addirittura dovuto leggere di reazioni scomposte alle legittime azioni della Polizia che, tra l’altro, è stata costretta ad usare i lacrimogeni per stanare i delinquenti e, casualmente, qualcosa è finito all’interno delle moschee che anche a Parigi sono spesso sfruttate come ricettacolo di persone poco raccomandabili.
Questo succede a Parigi, capitale di quella che Oriana Fallaci ha definito “Eurabia”.
Naturalmente noi auspichiamo che Nicholas Sarkozy, ministro degli interni francese ed esponente di una destra sana mantenga il suo proposito basato sulla “tolleranza zero”, perché sarebbe gravissimo se in una capitale europea ed occidentale si consentisse una sorta di extraterritorialità là dove vivono i musulmani.
Non ci stancheremo mai di ripetere che devono essere loro, i musulmani, ad adattarsi e rispettare le nostre leggi, usi e costumi, non queste ad dover essere “aggiustate” per le loro fisse religiose.
Se le seconde generazioni hanno simili reazioni, allora dobbiamo pensare che non sia possibile una reale integrazione, nel rispetto dei diritti prioritari di chi questa terra abita da sempre e ha reso feconda.
E se questi “signori” di seconda generazione, che dovrebbero solo ringraziare il loro dio per averli fatti crescere in un paese civile, avanzassero pretese inconciliabili con le leggi, le tradizioni, il mos maiorum di chi li ospita , la soluzione non sarebbe che una e una sola: caricarli su aerei di trasporto e riportarli nelle terre che il Fato ha destinato alla loro gente.
A locri per la marcia della legalità
Venti anni più tardi,il 16 gennaio 1969, un giovane poco più che ventenne, Jan Palach,
si appiccò il fuoco, dopo essersi cosparso di benzina, a Praga. Divenne il simbolo della "Rivoluzione di Praga" soffocata dai carri armati dell'allora Unione Sovietica.
Oggi, a poche settimane dall'omicidio di Fortugno, sono ancora gli studenti a voler scuotere le coscienze e a scendere per le strade: il prossimo 4 novembre si terrà, infatti, una grande mobilitazione per la legalità. Dalla Campania, dalla Sicilia, dalla Puglia sono previsti numerosi arrivi nella locride.
Solo pochi anni fa nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe stato possibile manifestare contro la mafia, ora invece una nuova piccola rivolta sembra stia nascendo. Che qualcosa stia davvero cambiando contro questa cultura della mafia?
Sarebbe bello poter vedere venerdì gli striscioni di Azione Giovani con quella fiamma che tanto piaceva al nostro Paolo Borsellino.
Tutti a Roma. Dalla parte di Israele
Preoccupa invece l'assenza di certa sinistra, neorazzista anti-israeliana e anti-americana che profanando la parola "Pace", si schiera sempre dalla parte degli assassini e dei dittatori. Non ci saranno Rifondazione, i Comunisti italiani e i Verdi. Silenzio di Romano Prodi.
Intanto contro gli «italiani sionisti» una manifestazione parallela domani a Teheran davanti all’ambasciata di Roma. Non oso immaginare da che parte si schiererebbe - se dovesse scegliere tra le due manifestazioni - la sinistra radicale nostrana.
VIVA L'ITALIA
Bush stronca una sinistra cialtrona

La sinistra è ormai talmente abituata a mentire, manipolando la Storia e persino la cronaca, da aver perso di vista persino quella verità che ogni bugiardo dovrebbe sempre avere ben in mente per continuare nelle sue cialtronerie.
Come ha ben ricordato Watergate in un post denso di riferimenti (*) inequivocabili, Berlusconi (e il Governo Italiano) hanno sempre condotto la stessa politica estera, lineare e coerente.
Berlusconi e il Governo Italiano non ritenevano opportuna la liberazione dell’Iraq mediante l’opzione militare e infatti le truppe italiane non vi hanno partecipato (purtroppo, n.d.r.).
Una volta liberato l’Iraq, Berlusconi e il Governo Italiano hanno attivamente preso parte all’opera di pacificazione, di istruzione delle nuove forze armate e di polizia irachene e di educazione alla democrazia, rimanendo saldi su tali posizioni anche dopo eventi luttuosi come quello di Nassirya.
Il resto appartiene alla manipolazione di una sinistra falsa e bugiarda, cioè della solita sinistra che abbiamo imparato a conoscere in Italia.
A chi scrive può dispiacere, e dispiace, che noi Italiani non si sia combattuto fianco a fianco con gli Americani e gli Inglesi per portare la libertà in Iraq.
Chi scrive condivide in pieno la teoria della difesa preventiva come strumento per garantire la sicurezza, la libertà, la democrazia e il benessere dell’Umanità contro i cosiddetti “stati canaglia”, ricettacolo di terroristi e malfattori di ogni risma.
Ma chi scrive non può pretendere che altri la pensino esattamente come lui e nel panorama politico italiano la posizione del Governo è quanto di meglio possa esserci per cambiare una politica estera da “italietta” abituata ad iniziare le guerre da una parte e finirle dall’altra: questa volta abbiamo cambiato registro e siamo ancora in Iraq, da cui ce ne andremo solo nel quadro di un accordo con gli alleati e il governo locale.
La calorosa accoglienza e la rinnovata amicizia tra Bush e Berlusconi ci dice tutto questo e la sinistra, che aveva squittito per le dichiarazioni che confermavano la linea italiana, ora squittisce di rabbia perché Bush, che a differenza dei sinistri nostrani ha buona memoria e archivio, riafferma l’alleanza con l’Italia di Berlusconi.
Ma lo zenit della comicità lo raggiunge il capo compagnia, Prodi, che nel suo ennesimo delirio livoroso contro Berlusconi, afferma:
Eh già, gli Stati Uniti, nella mentalità contorta del neo eletto miss Ulivo, dovrebbero preferire quelli che sistematicamente bruciano nelle piazze la loro bandiera a quelli che, invece, la innalzano a fianco del Tricolore.
E siffatto individuo è il migliore dei sinistri (visto che lo hanno eletto a loro capo) ......
(*) APPENDICE: i riferimenti che Watergate ha riportato nel suo post:
Siamo lontani dalla guerra e siamo lontani dall' accettarla, ma abbiamo anche la responsabilità di difendere i cittadini.


Il Castello








