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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

"http://ilcastello1.net


Stupri, difendiamo le nostre donne !

Certo l'Italia è uno strano paese. S'invoca spesso la legalità inesistente, ci si lamenta delle rapine in villa, degli stupri, delle violenze, delle truffe, dell'impossibilità per la brava gente di poter aprire un esercizio commerciale senza trovarsi un'arma puntata alla tempia e poi nel momento in cui occorrono soluzioni drastiche e decise si percorre la non meglio precisata strada "dell'integrazione sociale" dei delinquenti, come se un avanzo di galera incallito che vive usando espedienti, droga e fucili potesse redimersi grazie al brodino caldo di un assistente sociale. Come al solito, in Italia ci trascianiamo sulla groppa ancora una volta a questi paradossi, le molte associazioni deliranti che ci dicono di non toccare Caino ma nessuna istituzione che voglia tutelare Abele: e così assistiamo ogni anno alla mattanza di cittadini onesti, veri e propri agnelli sacrificali che vengono mandati nella foresta ad ingrassare i lupi. Il tutto mentre gli avvocati difensori disquisiscono, si oppongono, eccepiscono; i giudici applicano le buone condotte, le attenuanti generiche, l'incapacità d'intendere e di volere; le sinistre filosofeggiano sul significato della violenza, sui diritti dei clandestini, sulla definizione di terrorismo, sulla proporzionalità della difesa; i noglobal dedicano targhe a Giuliani - povero ragazzo...; Bertinotti, Percoraro & Co. stendono la passatoia rossa ai clandestini ed il Presidente della Repubblica s'inalbera per non poter mettere in libertà Sofri. Il tutto mentre i cittadini vengono sbranati da una delinquenza sempre più aggressiva e minacciosa. Fortunatamente almeno il governo di centro-destra ha messo in cantiere la nuova legge sulla legittima difesa in caso di violazione di domicilio, tentando di porre freno almeno ad una parte di queste drammatiche vicende: immediatamente e come sempre questo provvedimento ha però creato un'alzata di scudi della sinistra la quale, affermando che la difesa personale può diventare troppo violenta in caso di legittima reazione ad un'intrusione, dimostra ancora una volta in che considerazione i sinistri tengano la proprietà privata e l'incolumità personale dei propri cittadini.
La risposta è: esattamente come ci teneva la più laida nomenklatura sovietica.
E, neanche a dirlo, la sinistra come al solito si schiera con i delinquenti preoccupandosi più di ciò che potrebbe accadere che non di ciò che già accade. Personalmente invece, credo che chi entra in casa per rapinarmi lo faccia per crearmi un danno innanzitutto materiale e molto spesso fisico ma che comunque non sia normale per me trovarmi due o tre figuri di fianco al letto mentre dormo, magari una bella bionda sì, ma uomini armati non credo proprio.
E veniamo al tema di questi giorni: lo stupro. L'Italia, come detto all'inizio di questo post, è davvero un paese strampalato: si fanno fuoco e fiamme per le quote rosa, si cerca di tutelare la salute della donna durante il parto, si avanzano proposte di pari opportunità, si varano leggi contro il mobbing. Ma il reato più odioso e blasfemo, quello che svilisce e chocca la donna portandole via la sua integrità, la sua intimità, la sua purezza e la sua discrezionalità privandola della scelta di concedersi all'uomo che essa stessa sceglie, ebbene, questo reato non viene punito a dovere e trova nella sinistra un caparbio sostenitore. Tanto che la donna stuprata si deve nascondere diventando in un assurdo processo alla vittima, colpevole della sua stessa sventura. E la sinistra, complice e compiacente assiste alla carneficina proteggendo il delinquente. Disagio sociale, privazione di lavoro, mancanza di senso civico: queste sono le motivazioni addotte dalle sinistre per giustificare gli stupri, come se un operaio licenziato dalla FIAT si mettesse a deflorare adolescenti agli angoli delle strade per protesta contro il sistema. Ma se le sinistre ci hanno abituato a considerare gli estintori contro le camionette un gentile omaggio ai carabinieri c'é da aspettarsi di tutto. Le sinistre invocano più controlli per le strade e più stazioni di polizia, come se gli stupratori per le loro nefandezze scegliessero Via Condotti il sabato pomeriggio, come se chi entra nella villa desse alla vittima la possibilità di usare il telefonino; senta, io la rapino però le concedo dieci minuti di traffico telefonico incluso e cinque e-mail. Ed intanto i coltelli dei vigliacchi entrano nelle carni quanto altre cose di altri vigliacchi nelle nostre donne, che magari hanno la sola colpa di essersi messe una minigonna o di non possedere due bicipiti da pugile.
Chi vi scrive, francamente, non è a favore della castrazione chimica ma di quella meccanica in modo da eliminare per sempre tutto il pacchetto di accessori,e, per i reati più gravi come per violenze sulle minorenni, a contrappasso seguito della pena di morte.
Ma per ora, anche una castrazione chimica, peraltro già introdotta in Francia, Germania, Grecia ed altri paesi europei è possibile e doverosa, con l'aggiunta che essa dovrebbe essere forzata e non volontaria.
Per questo motivo non vogliamo tutelare troppo i "diritti" degli stupratori, visto che quando qualcosa di loro sta troppo "diritto" le nostre donne ci prendono di mezzo.
DIFENDIAMO LE DONNE !!!
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 03:45 | go to "Stupri, difendiamo le nostre donne !" | Help |

SADDAM RICUSA I GIUDICI


Dopo aver appreso che in Italia sono stati assolti anche in appello i tre sospettati di terrorismo per al-Qaeda,Saddam Hussein si è alzato in piedi nel corso del processo ed ha esclamato:

"Voglio essere giudicato in Italia !"
:: posted by Starsandbars/Vandeaitaliana @ 17:43 | go to "SADDAM RICUSA I GIUDICI" | Help |

L'unica novità è sempre Berlusconi

Ieri due convegni politici caratterizzati dalla medesima ripetitività da prima repubblica.

L’Udc lancia Pierferdinando Casini premier e Mario Baccini sindaco di Roma.

Nel suo intervento Casini critica gli “illusionisti”, termine con il quale, a dire della sinistra, si celerebbe una critica a Berlusconi.

Casini reclama “responsabilità”.

Ora, di quale “responsabilità” si farebbe portavoce uno che critica il leader della sua stessa Coalizione ?

Per questo è ragionevole supporre che gli strali del Casini siano rivolti non a Berlusconi, ma alla nomenklatura di una sinistra che non riesce a dire la verità.

Ultimo episodio quello relativo ai terroristi catturati in quattro anni.

Berlusconi fornisce un numero: 200.

La sinistra spara i suoi insulti, senza prima verificare che facendo la somma dei terroristi catturati e dichiarati nelle semestrali del ministero dell’interno, si raggiunge, al 14 agosto, la cifra – considerevole – di 203.

E sono relazioni pubbliche, depositate in parlamento e non contestate dall’opposozione che, così, rimedia l’ennesima brutta figura (coperta, al solito, dall’informazione “libera” che sciopera contro Berlusconi).

Ma che gli illusionisti siano tutti nella nomenklatura sinistra, lo dimostra il contemporaneo intervento di Prodi, leader discusso della sinistra, al convegno della Margherita.

Prodi, con tono ispirato (?!?) proclama che c’è bisogno di un programma radicale di riforme e che se mai andasse al governo c’è bisogno di stabilità.

Lui lo dice ?

Quello che dopo due anni (e con una coalizione meno composita di quella che sta cercando di tenere insieme) fu travolto dalla sfiducia dei suoi stessi sostenitori ?

Quale stabilità potrebbe garantire una coalizione che sta insieme solo in funzione “contro” Berlusconi ?

E, poi, Prodi dov’era in questi cinque anni ?

Non si è accorto che le riforme radicali che reclama sono già state fatte o impostate ?

Dalla scuola alla università, dalle pensioni (in generale e in particolare con l’aumento delle minime) al mercato del lavoro, dalle comunicazioni all’immigrazione, dal fisco al diritto societario, dal diritto fallimentare alla giustizia, dalle missione da pacificatori all’estero alla devolution.

E’ un ribaltamento totale della politica della prima repubblica, un taglio netto che a partire dell’11 giugno 2001 (costituzione del Governo Berlusconi dopo la vittoria elettorale del 13 maggio) ha segnato la soluzione di continuità con il passato.


E se si ascoltano i discorsi che fanno gli illusi illusionisti di sinistra, le loro vuote, liturgiche parole d’ordine, le loro manifestazioni piene di slogan e di nulla, ci sembra di ascoltare i comizi dei vecchi politici della prima repubblica e ci accorgiamo che, ancora oggi, c’è una sola novità nella politica italiana: Silvio Berlusconi e la "sua" Casa delle Libertà.
:: posted by Massimo @ 17:35 | go to "L'unica novità è sempre Berlusconi" | Help |

Se il comunismo è morto i comunisti respirano ancora

Il quotidiano di Alleanza Nazionale, Il Secolo d’Italia, con due strani articoli, come riportato da Libero e commentato da Paolo Guzzanti ne Il Giornale , ha criticato benevolmente il Presidente Berlusconi perché continua a parlare di comunismo.

Secondo il Secolo il comunismo è morto e continuare a parlare in chiave anticomunista non fa altro che stimolare la controparte a parlare di antifascismo.

Ci sia consentito obiettare su tutta la linea.

Il comunismo è fallito, ma esistono sacche di comunismo reale al potere (Cuba, Corea del Nord) che continuano a torturare e opprimere i cittadini.

Esistono paesi che hanno liberalizzato l’economia, mantenendo un regime politico comunista e, quindi, oppressivo (Cina).

Ma, soprattutto, esistono, camminano, respirano, fanno politica i comunisti: ex (a loro dire), post, neo e vetero.

Alcuni di questi hanno ancora la sfrontatezza di mantenere tale aggettivazione nel nome del loro partito, altri, pudicamente, hanno cambiato il nome … ma solo quello, restando nei fatti operativi come il vecchio PCI, con le infiltrazioni nei gangli dello stato, l’uso spregiudicato della manipolazione a mezzo stampa, la demolizione giudiziaria del “nemico” (chiunque si opponga loro), l’uso della piazza tramite strutture legali (sindacati) e anche lanciando parole d’ordine che vengono ben raccolte dalle frange estremiste e pronte a tutto.

Sono rimasti gli stessi liberticidi di sempre, gli stessi antiamericani e antioccidentali di sempre, che si schierano continuamente con la parte sbagliata, purchè abbia una patina di antiamericanismo e antioccidentalismo.

Sono gli stessi che, a cicli, fanno autocritica – una sorte di confessionale comunista – e ricominciano a sostenere cause sbagliate e tiranni.

Sono gli stessi che
nel 1945 coprirono le stragi nel “triangolo rosso”,
nel 1948 si opposero alla Nato, nel 1953 alla legge elettorale che avrebbe garantito stabilità al paese,
nel 1960 organizzarono moti di piazza contro il Governo Tambroni,
nel 1969 diedero il via allo smantellamento della nostra economia per favorire l’assistenzialismo di stato,
negli anni settanta, fino all’omicidio Moro, negavano l’esistenza delle Brigate Rosse, poi le considerarono “compagni che sbagliano”;
nel 1984 si schierarono contro l’abolizione della scala mobile e contro il dispiegamento dei missili Pershing e Cruise,
nel 1989 piansero per la caduta del muro di Berlino,
nel 1992 aprirono la stagione dei processi indiziari,
nel 1997 imposero irap e tassa sull’europa per poi accettare le condizioni franco tedesche per l’ingresso nell’eurosòla,
nel 1998 non videro il bidone di Telekom Serbia,
nel 1999 bombardarono il Kossovo senza autorizzazione Onu e neppure del Parlamento Italiano,
nel 2003 si rifiutarono di appoggiare la liberazione dell’Iraq.

Sono sempre gli stessi.

E sono sempre gli stessi per i quali non vale il discorso per cui “il Fascismo è morto, smettiamola di tirare in ballo l’antifascismo”.

Perché, allora, dovremmo fare loro il favore di tacere sulle malefatte della loro ideologia ?

Perché dovremmo stendere un velo d’oblio sulla loro responsabilità oggettiva per aver sostenuto quella ideologia responsabile, tuttora responsabile, di massacri, violenze e infamie di ogni genere ?

No, il Presidente Berlusconi fa benissimo a ricordare chi sono i comunisti, elementi determinanti nella coalizione della sinistra.

Una sinistra che potrà essere di giovamento al paese solo se si saprà liberare dell’ala massimalista e non soggiacere al suo ricatto.

:: posted by Massimo @ 15:04 | go to "Se il comunismo è morto i comunisti respirano ancora" | Help |

Prodi tra energia solare e colpi di sole...

I medici li definiscono "colpi di sole", ovvero l'aumento repentino della temperatura corporea dovuto all'esposizione diretta ai raggi solari, sindrome che generalmente colpisce i vasi sanguigni e conseguentemente il cervello. Forse Voi penserete che questo inconveniente possa verificarsi solo d'estate, invece a questa casistica si è aggiunta una novità: un italiano è stato colpito da un colpo di calore anche in stagione fredda ed ormai prossima all'inverno. Questo personaggio è il leader della sinistra, ovvero Mr. Prodi.
A questo punto devo fare ammenda: credendo in passato che questo personaggio fosse del tutto acefalo, scopro invece con stupore quanto l'insolazione abbia dimostrato la presenza dentro la scatola cranica di qualche sparuto neurone, su cui l'effetto ha potuto manifestarsi.

Ma veniamo a noi: l'argomento trattato da Prodi è la temeraria affermazione secondo cui, una volta al potere, l'Unione punti all'energia solare in sostituzione di quella nucleare.

Un'affermazione elegante e d'indubbio effetto, non c'é che dire, ma ahimé, populistica e demagogica per diversi aspetti:

1) Innanzitutto l'energia solare di cui Prodi vaneggia è ampiamente insufficiente per un uso civile, figuriamoci per quello industriale. Per uso civile, una famiglia media di 4 persone dotata di piccolo appartamento abbisogna:

A TORINO:
Acqua calda sanitaria: 4.500 KWh
Riscaldamento: 7.500 KWh
Energia elettrica: 3.500 KWh
Totale fabbisogno energetico: 15.500 KWh / anno

A ROMA:
Acqua calda sanitaria: 4.500 KWh
Riscaldamento: 4.000 KWh
Energia elettrica: 3.500 KWh
Totale fabbisogno energetico: 12.000 KWh / anno

A BARI:
Acqua calda sanitaria: 4.500 KWh
Riscaldamento: 3.500 KWh
Energia elettrica: 3.500 KWh
Totale fabbisogno energetico: 11.500 KWh / anno

Prendiamo ora la soluzione più favorevole, quella di una famiglia abitante a Bari: essa avrebbe bisogno, secondo i dati, di 11.500 KWh annuali !!! per rendersi indipendente. Questo, ovviamente, per quanto concerne un piccolo appartamento (ma nessuna paura, ci penserà Prodi a costringerci a vendere le case più grandi, n.d.r.).
L'idea dell'indipendenza energetica non sarebbe malaccio se non fosse che per produrre 11.500 KWh all'anno avremmo bisogno di un "impiantino" da 8.000 Wp, ovvero di un'estensione di 70-100 mq. di pannelli dal ragguardevole costo di 30.000 €. E questo SOLO per uso civile, non parliamo poi delle fabbriche, che assorbono energia come Eltsin beveva vodka.

Prendendo ad esempio queste cifre incontestabili potrete capire perché a certi politici ignoranti come le capre non dovrebbe essere permesso parlare di scienza. A meno che, ovviamente, non ammettiamo l'ipotesi del suddetto colpo di sole, ipotesi che in tal caso giustificherebbe qualunque follìa prodiana.

2) L'energìa fotovoltaica prodotta non è costante. La nostra stella, purtroppo per noi, ha la cattiva abitudine di giocare a nascondino con le nubi. Ciò significa che l'imprevedibilità del Sole è sempre in agguato e che quindi ci troveremmo d'inverno con le batterie scariche, l'acqua ghiacciata e l'impossibilità non solo di farci una sana doccia calda ma anche di accendere una lampadina (non parliamo di ferri da stiro, forni e quant'altro !). Ora, siccome l'energia non si può accumulare in cisterne come l'acqua ma deve essere immagazzinata in batterie, capirete certamente che ad una famiglia di 4 persone in quelle uggiose settimane invernali che si succedono con continuità, occorrerebbe, per garantire un afflusso continuo di energia, una batteria grande come due palazzi di otto piani, senza considerare poi che le batterie devono durare per molto tempo e generalmente tendono a scaricarsi prima di essersi esaurite. Inoltre la produzione di energia descritta sopra è ampiamente sbilanciata nel periodo estivo, quando consumiamo meno e le giornate sono lunghe, mentre è invece carente (mediamente del 40%) durante il periodo invernale quando il fabbisogno diviene più consistente e le giornate s'accorciano. Ciò significa che il nostro superpannello nel Sud ed in piena estate dovrebbe passare da una superfice di 70-100 mq. ad una superfice di 98-140 mq. d'inverno, per una spesa di circa 50.000 € (ovvero come un piccolo appartamento).

3) I pannelli solari hanno bisogno di manutenzione. Non sperate mai di installare un pannello solare senza aver prima aver messo in conto la continua pulitura del vetro sovrastante le celle fotovoltaiche. Lo smog, la pioggia, la neve, lo sporco accumulato sulla superficie, infatti, sono nemici micidiali per il nostro pannello e quindi si dovrebbero prevedere ogni settimana almeno due uscite sul tetto in compagnia dei felini (e con la stessa agilità) per pulire i pannelli. I circhi ne sarebbero contentissimi ed ora abbiamo capito come Prodi intenda risolvere la questione delle pensioni d'anzianità.

4) L'orientamento. Un pannello solare, data la sua resa, deve essere rivolto verso il sole in modo che i raggi arrivino nel pieno del giorno perpendicolarmente rispetto alla sua superficie. Sfortunatamente, non essendo ai tropici, dobbiamo accontentarci di un compromesso con evidente perdita di energia. Aggiungiamo inoltre che tali pannelli devono esporre TUTTA la superficie alla luce solare. Nel caso di un piccolo palazzo di 6 famiglie abitante al Sud occorrerebbe quindi, sul tetto, ben orientato ed in modo che nessun altro palazzo l'oscurasse, un pannellone da 100 X 6 = 600 mq. Ora, considerando uno sviluppo verticale del fotovoltaico (perché i palazzi, a rigor di logica sono alti e stretti), un pannello del genere sarebbe impossibile da installare perché talmente alto che appena esposto ad una brezza franerebbe sulle incolpevoli teste degli inquilini dell'ultimo piano; il tutto, ovviamente, senza poi considerare che la struttura montante dovrebbe essere così pesante da ridurre il palazzo ad una cotoletta. Il che, a Milano, andrebbe anche bene, visto che lì le fanno "alla milanese".

5) Le batterie. Godete, o VOI ambientalisti ! Siccome la tecnologìa fotovoltaica per il punto 2) e 3) non è in grado di garantire un afflusso costante di energia (e nel caso di produzione di energia elettrica, essa deve COMUNQUE essere immagazzinata in una batteria), è ovvio che un uso massiccio dell'energia in questione richiederebbe batterie enormi. Ammesso e non concesso che si potesse costruire chissà dove una super-pila ricaricabile grande come due palazzi (N.B: per ogni singola famiglia e non troppo lontano per non creare dispersioni elettriche nei cavi), il nostro nucleo di 4 persone dovrebbe affrontare poi il problema dell'inquinamento. Provate Voi ad abbandonare una batteria dell'auto all'aperto e vedrete come vi ringrazierà la Natura. Certo, vi possono essere numerose forme di riciclaggio dei rifiuti, ma riciclare una batteria così grossa sarebbe così costoso da farVi risolvere il problema "casa", perché la dovreste vendere per pagare la rottamazione. E riciclare i rifiuti, neanche a dirlo, costerebbe ENERGIA che, come al solito, riproporrebbe il solito problema: da dove la prendiamo ? In più, ogni batteria ricaricabile possiede una vita limitata e cala progressivamente di rendimento, quindi ogni 5-6 anni a dir molto la nostra famigliola dovrebbe acquistarne una nuova (sempre grande come due palazzi di 8 piani) oltre, ovviamente, a dover periodicamente ristrutturare la struttura portante !!!

6) Inquinamento da oscuramento. Non potendo, per le ovvie ragioni espresse sopra, posizionare i pannelli fotovoltaici in verticale (perché il sole circola quasi sulla nostra testa e perché dovrebbero essere alti più dell'Empire State), si dovrebbe prevedere un posizionamento semiorizzontale di sterminate regioni di pannelli. Questo significa levare alla terra il suo normale riscaldamento e riflettere (perché i pannelli sono ricoperti da vetro) una parte d'energìa verso la ionosfera scombinando così tanto il clima da autodistruggerci più che con le bombe atomiche.

8) Dove prendiamo tutto il materiale ? Sarebbe molto bello pensare di disporre di infinite celle fotovoltaiche che come per magìa apparissero nelle nostre mani, ma purtroppo in natura nulla si crea e nemmeno di distrugge ed essendo i materiali scarsi in quantità, dovremmo, come si suol dire "attaccarci al tram", tra l'altro anch'esso fermo per mancanza di corrente.

7) Dulcis in fundo: i costi. A parte la nemmeno lontanamente fattibilità del progetto, vorremmo tutti sapere CHI pagherebbe i costi di una tale opera, ovvero l'installazione coatta nell'Italia intera di pannelli fotovoltaici, come quello pseudo-artista che va in giro ad incellophanare i monumenti. Se un pannello di 100 mq. costa per una famiglia del Sud solo per il montaggio dell'impianto 30.000 € (ed in Italia siamo più o meno 57 milioni non tutti residenti a Lampedusa), si calcola 100 mq./4 persone= 25 mq. a testa di pannello.
Ora, 25 mq x 57.000.000 = 1.450.000.000 (un miliardoquattrocentocinquanta) metri quadri da ricoprire di pannelli o se volete 1.450 Kmq. una cifra che significa la metà della Valle d'Aosta , per una "modica" spesa complessiva che si aggira attorno ai 427.500.000.000 (quattrocentoventisette miliardi e cinquecento milioni di euro !!!) che in lire è = 827.755.425.000.000. (quasi ottocentoventottomila miliardi ITL). Economico, no ?

P.S: in questo quadretto riassuntivo si calcola il minimo indispensabile domestico per una famigliola di 4 persone ma ovviamente non si calcola il fabbisogno energetico delle fabbriche, che assorbono con i loro macchinari montagne di energia giornaliera.

In sintesi: per far andare solo 1/10 dell'Italia ad energia solare dovremmo lastricare metà della Valle d'Aosta e ricoprirla di specchi, prendere almeno tre regioni italiane ed imbottirle di batterie grandi ognuna come Milano, vivere tutti ad Agrigento, possedere il P.I.L. degli abitanti della Via Lattea e girare un milione di anni nel cosmo alla velocità della luce per trovare il materiale necessario.

Ma se Prodi ha detto che SI PUO'...

In fondo, quando afferma questo, Prodi è sempre più credibile di quando ci vuole convincere che la sinistra sia un bene per l'Italia.

jetset
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 18:24 | go to "Prodi tra energia solare e colpi di sole..." | Help |

Chi sciopera e chi produce

Nel giorno del sesto sciopero generale in poco più di quattro anni contro il Governo Berlusconi, mentre la nomenklatura sindacalsinistra si affanna a dare i numeri (della partecipazione ma ... non solo) e nelle piazze urla al declino dell'Italia, l'agenzia Ansa batte queste due notizie:


ISTAT: RETRIBUZIONI OTTOBRE +0,1% MESE, +3% ANNO
ROMA - Le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate dello 0,1% a ottobre rispetto a settembre e del 3% su base annua. Lo comunica l'Istat. Sempre nel mese di ottobre l'inflazione e' stata del 2,2%, mentre su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,2%. L'Istat rileva inoltre che nei primi 10 mesi dell'anno le retribuzioni sono cresciute del 3,3% rispetto al periodo gennaio-ottobre del 2004


INDUSTRIA: ISAE, CRESCE A NOVEMBRE FIDUCIA IMPRESE
ROMA - Cresce la fiducia delle imprese manifatturiere a novembre: l'indice, considerato al netto dei fattori stagionali e calcolato in base all'anno 2000, sale infatti a 90,1 da 89,5 dello scorso mese, attestandosi sui valori piu' elevati dall' ottobre del 2004. Migliorano - annuncia l'Isae - sia i giudizi sul portafoglio ordini (soprattutto provenienti dal mercato interno) sia le scorte, mentre peggiorano leggermente le previsioni a breve termine sulla produzione. Tra le variabili che non compongono la fiducia, risalgono i giudizi relativi al livello ed alla variazione della produzione e, soprattutto, le previsioni a breve termine sul quadro generale dell'economia italiana; le imprese si attendono pero' un aumento del costo del denaro. La crescita della fiducia e' particolarmente intensa questo mese nei beni di consumo (dove l'indice sale da 92,3 a 93,6) e di investimento (da 88,5 a 89,7); l'indicatore sale invece in maniera relativamente piu' modesta, da 86,7 ad 86,9, nei beni intermedi. Disaggregando rispetto al livello tecnologico, la ripresa della fiducia - rileva l'Isae - e' particolarmente forte nei settori ad alta e bassa tecnologia, ed e' piu' moderata invece in quelli a media tecnologia, che pesano per oltre la meta' del campione; disaggregando infine i dati anche a livello dimensionale, la fiducia risulta questo mese in forte crescita nelle imprese di piccole (fino a 99 addetti) e grandi (maggiori di 250 addetti) dimensioni, e si ridimensiona invece in quelle di media grandezza.

Notizie che, come chiunque può capire, smentiscono gli strepiti di piazza e li riportano al loro (basso) rango di mediocri agit prop della sinistra, abili a creare slogan e parole d'ordine, ma completamente al di fuori della realtà dei fatti.

L'Italia è in ripresa ed è in ripresa grazie anche alle politiche economiche di Berlusconi e Tremonti che, in 5 finanziarie, non hanno mai messo le mani nelle tasche degli Italiani, limitandosi a cominciare a tagliare quegli sprechi, autentici sperperi ideologici, di enti locali e dei mille rivoli di una presunta "solidarietà" che tale nei fatti non è.
Più fiducia delle imprese, retribuzioni aumentate più dell'inflazione: il futuro non è negli scioperi.
:: posted by Massimo @ 17:17 | go to "Chi sciopera e chi produce" | Help |

In sciopero contro il futuro

E siamo a 24 ore dallo sciopero generale contro la finanziaria.

Una finanziaria che, è bene ripeterlo, ancora una volta non pesca dalle tasche dei cittadini per trasferire fondi a quelle delle clientele parassitarie.

Una finanziaria che, se anche non è come ognuno di noi vorrebbe che fosse (e tutti abbiamo la nostra personalissima idea di dove tagliare e dove investire) coniuga al meglio, con le disponibilità presenti e nell’ambito delle ingessature europee che ci sono imposte dall’euro di Prodi e Ciampi, le varie esigenze.

E’ chiaro che se i liberisti estremi vorrebbero spazzare via con un colpo solo tutte le fatiscenti strutture assistenzialiste, gli assistenzialisti vorrebbero rattopparle per “tirare avanti” fino alla pensione (dei leader sindacali, ovviamente !) .

Quindi la finanziaria, anzi, le finanziarie di Berlusconi e Tremonti, hanno trovato la giusta via di mezzo, inserendo progressivamente elementi di liberismo in un corpo malato di assistenzialismo.

Vengono tutelate le fasce più deboli, sia con gli sgravi fiscali sotto forma di detrazioni e no tax area, ma vengono anche tagliati quei trasferimenti ai comuni utili solo all’effimero di facciata, agli spettacolini utili ad improbabili compagnie di guitti, alle missioni all’estero, alle consulenze esterne.

Vengono tagliati quei soldi che gli enti locali, invece di spendere per opere utili alla loro cittadinanza, sperperavano per l’acquisto di immobili all’estero o per finanziamenti, sempre all’estero, di chiaro stampo ideologico.

In pratica: se i comunisti ritengono che a Cuba i circoli “culturali” soffrono per il troppo caldo, se proprio vogliono par loro i condizionatori, lo facciano con i soldi loro, non con una voce di bilancio del comune di Roma !

Con le pensioni abbiamo avuto un’altra iniezione di liberismo, senza compromettere i diritti acquisiti, garantendo così le pensioni del futuro e quelle già in corso di erogazione e la riforma del TFR, pur risentendo ancora delle ingessature stataliste, è un ulteriore passo verso una società più libera, quindi migliore e produttiva.

Lo sciopero di domani, come tutti quelli che l’hanno preceduto, è contro il futuro dell’Italia, per il mantenimento delle oligarchie di potere di cui la trimurti sindacale è parte integrante e integrata.


Epifani, Pezzotta e Angeletti non meritano il sacrificio di una sola ora del nostro stipendio.
:: posted by Massimo @ 17:51 | go to "In sciopero contro il futuro" | Help |

Come ti erudisco il pupo...

QUESTO IL TESTO DEL MANIFESTINO DATO A MIA FIGLIA A SCUOLA.

4 anni di finanziarie...
contro le giovani generazioni !

Scuole e università più povere
investimenti zero in ricerca ed innovazione
aumentano precarietà,disoccupazione e migrazioni interne
tagli a enti locali,stato sociale e servizi
100.000 lavoratori pubblici precari a rischio
milioni di lavoratori in attesa del rinnovo contrattuale
tagli alla cooperazione internazionale e alla cultura
SCIOPERO GENERALE 25 NOVEMBRE
La sinistra giovanile e gli studenti di sinistra a fianco dei lavoratori per:
-la stabilità nel lavoro e incentivi per il lavoro a tempo indeterminato
-sostituire la L.130 e cancellare le forme di lavoro precario
-tutelare il lavoro flessibile con diritti universali(maternità,paternità,malattia,infortunio,formazione,rappresentanza sindacale)
-ammortizzatori sociali per ogni settore e dimensione d'impresa
-sostenere l'accesso al credito e alla casa per tutti
-investimenti in scuola,universitàricerca e innovazione

UN'ALTRA ITALIA ! FACCIO I CONTI CON TREMONTI

sinistra giovanile studenti di sinistra


A parte il fatto che stressare una ragazzina di 14 anni con queste cose è una barbarie,mi sembra che manchi la famosa frase dei miei tempi: VOGLIAMO TUTTO E SUBITO !
E strano che non chiedano le 35 ore...
Oppure han chiesto notizie ai colleghi d'oltralpe ed hanno capito che autentico boomerang sia stato per l'intera Francia quella colossale bestialità demagogica !
:: posted by Starsandbars/Vandeaitaliana @ 17:42 | go to "Come ti erudisco il pupo..." | Help |

Sindacato di potere

A sinistra si riempiono spesso e volentieri la bocca con la “costituzione”.

Per loro è “la costituzione nata dalla resistenza antifascista ... bla ... bla ... bla ...”.

Peccato che della costituzione conoscano e agitino solo quegli articoli che più torna loro comodo (e anche nei tempi che tornano loro comodo).

Abbiamo così visto come l’art.11 (“L’Italia ripudia la guerra …”) vada applicato per le missioni di pacificazione in Iraq (dove non abbiamo bombardato nessuno e siamo presenti in forza di un mandato onu), ma sia stato bellamente ignorato per il Kossovo dove abbiamo bombardato senza un mandato onu e ancor prima del voto del parlamento italiano.

Abbiamo visto come i no global che devastano una città siano tutelati dall’art. 27 (“L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, secondo comma) e che tale garantismo sia applicato persino a chi ha fortissimi indizi di essere un terrorista (magari disquisendo in modo sofistico sulla differenza tra “terrorista” e “guerrigliero”), però per Previti (e Berlusconi) che non hanno distrutto alcuna proprietà e non hanno ammazzato nessuno, si ignora bellamente tale norma e si vorrebbe crocefiggerli in pubblica televisione.

E così è anche per il sindacato.

Leggi a tutela della libertà sindacale (sacrosante quando non divengono scudi per i lavativi), ma disapplicazione per 42 anni dell’art. 40 (“Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”) che ha trovato solo nel 1990 una prima normativa, peraltro molto limitata, integrata dieci anni dopo, ma ancora insufficiente a difendere i diritti dei cittadini dagli abusi e dalle esondazioni dei sindacati in campi che non appartengono loro.

E a ben 57 anni di distanza resta inapplicato l’articolo 39:

L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto su riferisce.”

Perché queste amnesie da parte della sinistra ?

Ma, soprattutto, perché tutta questa timidezza nell’applicare un articolo della costituzione nata dalla resistenza antifascista ... bla ... bla ... bla ... ?

E’ evidente – e gli scioperi generali a supporto dell’opposizione lo dimostrano “al di là di ogni ragionevole dubbio” – che è comodo utilizzare le falangi sindacali – ormai composte da pensionati che “non capisco ma mi adeguo” – per esercitare azioni di piazza e influenzare le scelte di un governo liberamente eletto.

Ma tra tanti articoli della costituzione nata dalla resistenza bla bla bla, il 39 è uno dei più rilevanti per la civile convivenza.

Si dichiara la libertà dell’organizzazione sindacale: un principio sacrosanto (infatti non c’è nei paesi comunisti o islamici).

Ma li si obbliga a dotarsi di personalità giuridica.
Registrazione, chiare norme democratiche di vita interna, trasparenza sulle iscrizioni (qualità e quantità).

Perché il numero degli iscritti è rilevante per poter partecipare alla firma dei contratti nazionali … di categoria.

Eh già, non si parla di diritto di veto sulle finanziarie, sulle leggi che deve votare il parlamento (eletto dalla totalità dei cittadini, quindi anche dagli iscritti ai sindacati.

E la personalità giuridica significa anche bilanci certificati, chiari: entrate (quali, quante, da dove) e uscite (per cosa ?).

Significa essere trasparenti nei servizi.

Significa non poter agire nel campo economico creando business in regime di monopolio o privilegio.

Significa, in una parola, riportare il sindacato alla sua funzione naturale di rappresentanza e tutela di categoria e aziendale, non a supporto di una fazione politica o, addirittura, a indebita “terza camera” di cui ottenere il placet alle leggi nazionali.

Venerdì avremo l’ennesimo sciopero generale contro il Governo Berlusconi.

Non servirà ad avere un buon contratto aziendale o di categoria, ma nelle intenzioni di chi lo ha proclamato servirà unicamente a danneggiare il Governo, per mettervi al suo posto un governo che ha come indicazione principale quella di foraggiare le varie clientele, tra cui quella sindacale, aumentando le tasse.

Non so se questo sciopero riuscirà nel suo intento (come hanno fallito i precedenti 5 attuati Berlusconi consule), ma sicuramente riuscirà a:
- rallentare la produzione e quindi danneggiare l'economia nazionale;
- creare fortissimi disagi ai cittadini.


E' il sindacato della sinistra italiana: meno contratti, più tasse.
:: posted by Massimo @ 17:24 | go to "Sindacato di potere" | Help |

Giovedì gnocchi e venerdì? Sciopero !

Siamo così puntualmente giunti alla celebrazione della liturgia sindacalsinistra di fine anno: lo sciopero generale contro la finanziaria.

Da quando al governo c’è il Centro Destra, non passa anno senza che la trimurti sindacalsinistra non faccia i suoi scioperini generali contro questa o quella riforma governativa.

Lo sciopero contro la finanziaria è come il Natale della pubblicità: quando arriva, arriva.

E, come al solito, sarà la rappresentazione dell’inutile e dello spreco: di tempo, di mezzi e di servizi radiotelevisivi.

Arzilli pensionati della trimurti cooptati, caricati sui pullman e portati nei luoghi dei comizi principali.

Guerra di cifre che, a seconda del computo degli assenti per ferie e malattie tra gli scioperanti o i non scioperanti, portano a percentuali di adesione profondamente differenti.

Eh sì, perché in molti luoghi di lavoro uno sciopero generale per futili e politici motivi, come quello del 25 prossimo, fa scattare le più raffinate menti atte ad utilizzare quel giorno senza “pagar dazio” (soprattutto se – con l’astuzia di navigate volpi del deserto – i sindacalisti lo sistemano in coda o all’inizio della settimana per “allungare” il week end).

Così escono dal cassetto giorni e ore di “recupero”, ferie non fruite, improvvise malattie “spot”.

La triplice sindacalsinistra lo sa bene, come sa bene che lo sciopero di venerdì, come tutti quelli che lo hanno preceduto contro il Governo Berlusconi, è uno sciopero fazioso, contro il Paese e contro l’economia nazionale.

Gli scioperi politici sono responsabili di una perdita "a titolo gratuito" del nostro PIL che, a seconda della loro quantità, può arrivare sino allo 0,6%: e questo dovrebbe far riflettere soprattutto quando ci si batte per uno 0,1% in più o in meno nell’area dell’ euro-sòla di Prodi e Ciampi.

Ma i sindacalisti sanno anche benissimo che fanno uno sciopero contro una finanziaria che, approvata dagli organismi finanziari internazionale, non penalizza i cittadini, ma punta l’indice contro gli sperperi degli enti locali: missioni all’estero, consulenze esterne, appalto di servizi.

E come in passato hanno fatto sciopero generale contro la riforma delle pensioni (che si sta rivelando un toccasana per le finanze pubbliche, garantendo le pensioni esistenti e le pensioni del futuro) senza ottenere alcunché (per fortuna !) , così proclamando lo sciopero generale per il 25 novembre, ancor prima che fosse approvata la finanziaria, hanno dimostrato di non essere interessati al benessere della Nazione (e neppure a quello dei loro rappresentati) ma soltanto a fornire le truppe cammellate alla sinistra di opposizione.

Avendo, per giunta, la sfrontatezza di proclamare che vorrebbero aumentare le tasse.


E una volta tanto possiamo ben citare un comico come Grillo che, parlando della trimurti sindacalsinistra, disse che quella era la merce che dovremmo esportare in Cina: così riusciremmo a fermare e far regredire l’economia di quel paese.
:: posted by Massimo @ 17:11 | go to "Giovedì gnocchi e venerdì? Sciopero !" | Help |

Ciampi bis? Dio ce ne scampi e liberi !

Gianfranco Fini, Presidente di AN, Vicepremier e Ministro degli Esteri, stava comportandosi benissimo.

I suoi comizi sono sempre motivanti e piacevolissimi da ascoltare, le sue performance televisive hanno una efficacia superiore a quella di qualsiasi altro leader della CdL come della sinistra.

Ha però un difetto: ogni tanto vuole distinguersi, affrontando temi che non gli sono congeniali e, soprattutto, non sono nelle corde degli elettori del Centro Destra, né nell’interesse dell’Italia.

E’ stato così nel settembre 2003 con la proposta del voto amministrativo agli immigrati (che – tra parentesi – ha segnato la mia personale uscita da AN), poi con l’aver rinnegato le radici di AN stessa, quindi con il voto sulla procreazione assistita, recentemente sulle quote rosa ed ora con gli elogi a Ciampi e, addirittura, la proposta di un rinnovo del suo mandato.

Ho quasi l’impressione che nella cerchia di Fini ci sia un infiltrato, un consigliere fraudolento che, ogniqualvolta la situazione della Casa delle Libertà volge al bello, metta il suo zampino per favorire la sinistra.

Spiace dover, ancora una volta, ricordare il palmares di Carlo Azeglio Ciampi.

Azionista, cioè esponente di un partito cancellato dal panorama politico italiano per volontà elettorale, ha svolto una carriera all’ombra della burocrazia di palazzo.

Governatore della Banca d’Italia dopo che il suo predecessore, un autentico galantuomo: Paolo Baffi, fu costretto alle dimissioni per uno “scandalo” che lo vide (dopo anni, intanto era stato liquidato !) pienamente estraneo, Ciampi fu il Governatore che autorizzò lo sperpero di migliaia di miliardi in valuta pregiata per difendere la parità della lira nello SME (Serpente Monetario Europeo).

Nel nome di una scelta ideologica (lo SME, appunto) furono bruciate quasi tutte le nostre riserve valutarie … senza neppure conseguire il risultato voluto, perché la lira fu comunque svalutata.

Sempre Ciampi era Governatore quando il presidente del consiglio dell’epoca Giuliano Amato (un altro rieccolo !) nottetempo si infilò nei conti degli Italiani per espropriarci del 6 per mille dei nostri risparmi (già abbondantemente tassati !) per pagare le clientele politiche sorte grazie all’assistenzialismo di stato.

Ciampi, il Governatore che doveva tutelare il sistema bancario e, quindi i nostri risparmi, non mosse un pelo delle sue foltissime sopracciglia.

Ciampi era Presidente del Consiglio quando venne sottoscritto il patto della concertazione che, abusivamente, diede alla triplice sindacale uno sciagurato potere di veto sulle scelte nella politica economica dei governi.

Nel 1996 divenne ministro del tesoro nel governo Prodi.

Il ministero del tesoro deteneva la maggioranza assoluta della Telecom all’epoca dell’acquisto di Telekom Serbia: il ministro non intervenne.

Sempre in quegli anni fu data pratica attuazione a Maastricht, con l’accordo a perdere (nel cambio accettato) per l’ingresso della lira nell’euro (scelta anche questa sciagurata che stiamo ancora pagando) e l’imposizione di tasse infami come quella “per entrare in europa” e l’ irap (definita anche : imposta rapina).

Fu quindi eletto presidente della repubblica, ruolo nel quale si è contraddistinto sia per aver ripetutamente nominato senatori a vita (ad eccezione di uno: Pininfarina) e magistrati costituzionali inclinati a sinistra, sia per aver respinto leggi di riforma, costringendo ad un doppio passaggio parlamentare e rallentando così l’azione riformatrice del Governo Berlusconi.

Ciampi, inoltre, non si è mai sottoposto al giudizio degli elettori: sempre “chiamato” in una sorta di investitura divina.

E lasciamo perdere i fervorini e i sermoncini grazie ai quali somiglia sempre più al suo predecessore.

Valutiamo, infine, anche l’età del Ciampi: 85 anni.

La nuova costituzione votata pochi giorni fa, propone uno svecchiamento della politica italiana e cosa propone Fini ? Di tenerci un presidente della repubblica che, se riuscisse a finire il suo mandato, arriverebbe a 92 anni, con tutte le difficoltà di tale, veneranda, età.

Insomma, ancora una volta il diavoletto, il consigliere fraudolento di Fini, ha ben compiuto il suo dovere: speriamo che ottenga gli stessi risultati dei precedenti interventi.
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PRESENTE !!!

20 Novembre 1936 :ad Alicante,dopo un processo farsa di tre giorni,veniva assassinato Josè Antonio Primo de Rivera.
20 Novembre 1975 :terminava la Sua avventura terrena Francisco Franco,pacificatore di una Spagna reduce da una sanguinosa Guerra Civile .
Possa la Spagna ,oggi attraversata da una nuova ondata di laicismo anticattolico,ritrovare ,nel loro ricordo,l'antico splendore.


Cara al sol
Cara al sol con la camisa nueva que tú bordaste en rojo ayer,me hallara la muerte si me lleva y no te vuelvo a ver.Formare junto a los compañeros que hacen guardia sobre los luceros,impasible el ademán, y están presentes en nuestro afán,si te dicen que caí,me fui al puesto que tengo allí.Volverán banderas victoriosas al paso alegre de la pazy traerán prendidas cinco rosas,las flechas de mi haz.Volverá a reír la primavera, que por cielo, tierra y mar espera.¡Arriba escuadras a vencer que;en España empieza a amanecer!
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Il dna della sinistra emerge sempre

Da antico (sin dai tempi del liceo) disistimatore dell’attuale Presidente della Camera, Pierferdinando Casini, gli riconosco alcune prese di posizione e idee valide.

Così, anni fa, apprezzai la sua reazione decisa quando venne ingiustamente coinvolto da una accusa poi rivelatasi infondata; e quando, nel dissolvimento della DC, scelse Berlusconi e infine quando nel 1998 non seguì il “gemello” Mastella a sinistra.

Oggi ho letto le sue dichiarazioni in chiosa delle entusiastiche reazioni della sinistra alle affermazioni del Cardinale Ruini sulla Riforma Federale della costituzione.

La sinistra, che è preda da convulsioni e sembra tarantolata ogniqualvolta la CEI espone idee in contrasto con le loro convinzioni, sdilinquisce quando la stessa CEI si mostra critica nei confronti dei provvedimenti governativi.

Opportunamente Casini riafferma un principio che, nei nostri quartieri, è parte di una cultura autenticamente di libertà: la CEI ha il diritto di esprimere le sue idee su ogni aspetto della vita sociale e politica, come ogni libero cittadino, come ogni associazione, ha diritto a esprimere le sue opinioni sui comportamenti della Chiesa.

Inappropriata è invece l’affermazione di Fassino secondo il quale “il Governo dovrebbe ascoltare la CEI visto che non ascolta l’opposizione”.

Posizione che mi sarei aspettato severamente – e con i toni apocalittici di sempre – rimbeccata da un Pannella, diventato improvvisamente afono, forse tremebondo di perdere quel pugno di seggi che, pronubo Boselli, riuscirà ad ottenere dalla sinistra.

(Il Governo, in realtà, deve ascoltare soltanto se stesso e i suoi elettori: né la Chiesa, né l’opposizione.)

Eppure non sono passati che 5 mesi dall’isteria collettiva che colse la sinistra quando “Don Camillo” espresse il suo favore per l’astensione !

Allora cerco io di trovare per i compagnuzzi il modo di attaccare, sempre e comunque, la Chiesa, in uno con l’odiato Governo Berlusconi, il governo più attivamente riformatore in 60 anni di repubblica.

Ma credete che le perplessità della CEI sul federalismo abbiano le vostre stesse motivazioni ?

Voi, compagnuzzi, siete spaventati che uno stato più efficiente liquidi come residuati del passato clientele e privilegi in cui vi siete crogiolati in tutti questi anni, costringendovi a – absit iniuria verbisLAVORARE !!!!!

La Chiesa, credo, teme che l’attribuzione di poteri specifici – ad esempio sulla sanità – alle regioni favorisca l’approvazioni di norme che profondamente osteggia, come la diffusione di pratiche abortive e della famosa ru486.

Lasciamo che la Chiesa esprima le sue opinioni, sapendo che potrà sembrare favorevole ora ad una parte, ora all’altra: è l’applicazione del principio “libera Chiesa in libero Stato”.

Consapevoli che se uno entra in una associazione, sia essa religiosa, politica o culturale, deve accettare le regole di tale associazione e non può sostenere di essere ad essa appartenente se non ne applica le indicazioni.


Comunque, pur non condividendo le preoccupazioni del Cardinale Ruini perché riteniamo la riforma costituzionale uno dei tanti fiori all’occhiello della Maggioranza di Centro Destra, lo ringraziamo per averci consentito di vedere nuovamente all’opera il DNA della sinistra: intollerante e integralista, come sempre.
:: posted by Massimo @ 13:54 | go to "Il dna della sinistra emerge sempre" | Help |

L'Italia è federale


Una radiosa giornata, ieri, 16 novembre 2005: con 170 voti contro 132 il Senato ha concluso l’iter che rende l’Italia più moderna, più efficiente, proiettata verso il futuro.

E’ stata approvata la riforma della costituzione: e se ne sentiva il bisogno soprattutto dopo il pasticcio strumentalmente operato dalla sinistra alla fine della scorsa legislatura.

Pragmatico il commento del Presidente Berlusconi: “un altro impegno mantenuto”.

Eh sì, proprio così.

Senza alcun contributo da parte dell’opposizione di sinistra l’Italia ha l’ennesima riforma, fondamentale se vorremo competere ad armi pari nel mondo globalizzato.

Senza alcun contributo da parte dell’opposizione di sinistra, il Governo Berlusconi in meno di 5 anni è riuscito a scrostare un sistema ingessato e che si basava su norme vecchie anche di decine di anni.

Non solo la riforma della costituzione, ma anche la riforma del diritto societario, del diritto fallimentare, delle pensioni e del mercato del lavoro, della scuola e dell’università, delle comunicazioni e dell’immigrazione, del fisco e della politica estera.

Un autentico progetto di governo per un’Italia migliore che potrà trovare compimento nella prossima legislatura, come avvenne per la “Rivoluzione Blu” di Margareth Thatcher che riportò la Gran Bretagna tra i Grandi del mondo.

Ma veniamo a questo ultimo successo del Governo Berlusconi, che ha visto la estrema compattezza del Centro Destra.

Le norme votate dalla sola Maggioranza di Centro Destra e che hanno visto, come in tutta la legislatura, l’azione solo distruttiva della sinistra di opposizione rinnovano una costituzione che aveva ampiamente mostrato la corda e l’usura del tempo (in vigore dal 1° gennaio 1948 e preparata nei due anni precedenti: altri tempi, altri contesti, altra Italia).

La riforma innova sul piano politico e istituzionale.

Sul piano politico:

- la norma antiribaltone e il premierato: il premier (indicato dagli elettori) se sfiduciato con il concorso dell’opposizione va a casa, ma si svolgeranno nuove elezioni a meno che la stessa maggioranza uscita dalle urne non ne designi un altro;
- si abbassa l’età per essere eletti alla Camera (21 anni contro i 25 attuali), Senato (25 invece di 40) Presidente repubblica (40 invece di 50).
- I parlamentari saranno 193 in meno: 518 alla camera invece di 630 e 252 al senato invece di 315
.

Sul piano istituzionale:

- competenze diversificate per le due camere, generalista la Camera, federalista il Senato che avrà competenza per la materia comune con le Regioni.
- le regioni avranno competenza specifica in materia quali la sanità, l’organizzazione scolastica e la polizia locale.
- E’ sempre possibile il referendum sulle leggi costituzionali.
- I presidente delle Autorità di controllo verranno nominati dal presidente della repubblica, mentre l’opposizione avrà, costituzionalmente, diritto alla presidenza delle commissioni e dei comitati con compiti ispettivi, di controllo e di garanzia.
- Salvaguardia dell’interesse nazionale: Governo e Parlamento possono bloccare leggi regionali che pregiudichino l'interesse della nazione.

Anche solo da una breve sintesi, si può rilevare l’impatto innovativo e riformatore anche di questa ennesima riforma del Governo Berlusconi.

L’opposizione di sinistra, in questi quasi 5 anni di legislatura, non ha fornito alcun contributo, dimostrandosi portatrice degli interessi dei privilegiati e della più ottusa conservazione di un sistema che aveva ampiamente mostrato di essere logoro.

Ma il 16 novembre 2005 ha dimostrato, ancora una volta, che non occorre alcun atteggiamento “bipartisan” per fare buone riforme, anzi i compromessi da grande coalizione sono esiziali per una buona politica riformatrice.

Il Governo Berlusconi sta dimostrando da 5 anni come si possano fare buone e utili riforme senza alcun contributo della sinistra.


Anzi, forse sono buone e utili, perché la sinistra non vi ha proprio messo il becco.
:: posted by Massimo @ 07:01 | go to "L'Italia è federale" | Help |

Cosa sono i NeoCons

e cosa non sono
Prendo spunto da una lettera inviata al Corriere della Sera da un signore italo-americano, residente da tempo in USA. Da cio' che vi si legge, si puo' intuire che lo scrivente non e' propriamente uno sprovveduto, ma, al contrario, ha una profonda conoscenza del meccanismo politico-istituzionale USA. L'oggetto della lettera e' un articolo in particolare, ma l'argomento trattato verte sull'uso strumentale dell'informazione, che sebbene in Italia non avesse mai brillato per grande obiettivita', nondimeno sta ormai raggiungendo livelli preoccupanti di disinformazione pianificata e strutturata a fini politici. Siccome l'entusiasmo per il movimento NeoConservative USA e' vissuto, in Italia, in modo acritico e superficiale, credo che la lettera dell'amico americano possa offrire lo spunto per ulteriori approfondimenti e riflessioni su cio' che il movimento suddetto rappresenta, sull'indirizzo politico di chi vi aderisce e su chi, in Italia, vi si riconosce.
«Gentile redazione/direzione,
A quanto pare una corretta informazione non abita più al Corriere.
Il vostro Carretto nell'ultimo articolo fa un florilegio di insinuazioni, allusioni e disinfirmazione che supera la decenza.
I Neocons non sono un partito, non sono quelli di Dio Patria e Famiglia, anzi molti sono addirittura atei e sono tutti di estrazione della sinistra americana, qualcuno addirittura trotzkista.
Il fatto che Bush abbia scelto la loro strategia per la guerra in Irak, non sta a significare che i Neocon sono repubblicani e religiosi.
Quanto a Libby, aspetti il Caretto a raccontare fole; quando Libby avra' modo di dire la sua, la verita' verra' fuori, e allora si sapra' se e' stato un complotto dellla CIA di Tennet amicone di Clinton che invece di servire il paese, ed essendo l'attacco alle torri gemelle progettato ed organizzato durante la presidenza Clinton e Tennet, ha usato le veline per complottare contro l'amministrazione Bush grazie a giornali e giornalisti "amici".
Nel processo se ne vedranno delle belle, si vedra' che lo stesso Wilson si vantava con amici pubblicamente del lavoro che sua moglie faceva alla CIA, dove neanche era agente segreto ma solo un' impiegata analista.
Naturalmente quando la verita' verrà a galla chi si scuserà , chiamera' in tribunale i giornali diffamatori e manipolatori della verità?»

Armando Brhuno di Lorenzo
:: posted by Lo PseudoSauro @ 08:09 | go to "Cosa sono i NeoCons" | Help |

Sopra la casa Prodi campa, sotto i fatti Prodi crepa.

Pochi giorni fa ho assistito ad una nuova paradossale performance dell'Unione, che per bocca del suo leader Romano Prodi (?) ha mandato un segnale talmente evidente da offrire a tutti gli italiani elettoralmente indecisi e che intendano informarsi, la possibilità di riflettere su quelle che sono le strategìe della sinistra.

Vorrei rapidamente affrontare un piccolo excursus sugli pseudospettacoli e macchiette nei quali i protagonisti strapagati come Benigni e Celentano ridono dell'operato altrui o pontificano su ideali utopistici e balzani. Costoro, come moltissimi artisti dichiaratamente di sinistra, parlano di un'Italia a pezzi, in cui manca libertà e democrazia, ma soprattutto di un'Italia povera e mentecatta.

Questi "artisti", si noti, si pongono sul piedistallo dei critici con la stessa veemenza con cui potrebbe parlare un povero operaio licenziato e sul lastrico. Questo, ovviamente, se non fosse per un non trascurabile particolare: il pulpito da cui viene la predica è una sorta di pentola d'oro dalla quale milioni di euro transitano infilandosi nelle tasche di questi "adirati" personaggi. Guardate un pò la realtà: la Parietti, di sinistra, che però stava con Bonaga, mica con un metalmeccanico. Afef che sposa Tronchetti Provera. Lucio Dalla che canta dei poveracci e poi si gode il suo panfilo. Celentano i cui silenzi vengono pagati a peso d'oro. A seguire Costanzo, Chiambretti, Paolo Rossi, la Ferrilli e mi fermo qui per non tediare troppo. Tutta gente che vive in lussuosi appartamenti od in ville con piscina e che conduce una vita iper-agiata ma che, quando si trova su un palco, schiuma rabbia come un cittadino sbollettato.

Ho fatto questo breve inciso perché questi personaggi, dal momento che si professano "di sinistra" sermoneggiando continuamente in TV la loro preoccupazione per le classi meno agiate a rigor di logica dovrebbero votare per colui che difende chi fa fatica a sbarcare il lunario. Quindi, per transitività, essendo Prodi il leader (?) della sinistra, nell'immaginario popolare si suppone sia lui il paladino dei deboli e dei poveracci e che quindi l'adorazione dei VIP nei confronti suoi e di tutta la sinistra sia più che giustificata.
O no ?

Macché.

Alcuni giorni fa alla televisione ho sentito del nuovo programma della destra, che prevede un consistente aiuto per chi è sfrattato e non possiede una casa DI PROPRIETA' in modo che lo si possa agevolare nell'acquisto di un'unità abitativa. L'obbiettivo del governo è che in caso di vittoria del centro-destra, dopo le prossime elezioni tutti coloro che in Italia sono stati sfrattati possano fruire della possibilità di acquistare e risiedere in una casa propria. Questo obbiettivo è ovviamente piuttosto consistente, però è logico intuire che un piano ad hoc per un aiuto in questo senso possa sicuramente essere meritorio di appoggio: infatti, se messo in cantiere, esso darebbe un pò di respiro alle famiglie che improvvisamente si trovassero a fare i conti con il problema casa dalla non augurabile situazione dell'essere in mezzo ad una strada.

Sempre per rimanere nel filone del rilancio di un'edilizia trasparente, ricordiamo ad esempio la legge già promulgata da questo governo e riguardante le fidejussioni richieste alle imprese edili per la vendita di una casa nuova: in passato (e cioé anche nei cinque anni di governo della dormiente sinistra), accadeva che se una ditta edile costruiva un immobile ed esso veniva venduto ad un privato, durante la fase di pagamento degli anticipi e nei due anni successivi all'atto di vendita bisognava che il privato in questione incrociasse le dita perché la ditta edile non fallisse: in tal caso, infatti, detto immobile veniva espropriato e gli anticipi usati per dare la possibilità alla ditta edile di pagare i creditori.

Con la nuova normativa introdotta dal governo di centro-destra invece, ( http://blogs.it/0100341/articoli/Fta-online.pdf ) le ditte edili sono OBBLIGATE a rilasciare fidejussioni a garanzia della vendita immobiliare eseguita ed in caso di fallimento tali garanzie fidejussorie sono destinate a ricoprire gli anticipi versati dai proprietari in relazione all'acquisto della casa.

Tale normativa ha introdotto inoltre fondi integrativi risarcitori per coloro che a causa di questa anomalia tutta italiana hanno subìto la disavventura di vedersi portar via casa e denaro nei dieci anni antecedenti alla promulgazione della legge.


Ovvero: una manna per il poveretto che con le fatiche di una vita voglia finalmente costruirsi una casa con il suo stipendio e che desideri nel frattempo dormire la notte sonni tranquilli.
Costui, udite, udite, è lo stesso generico "lavoratore" difeso dalle sinistre ma che in tanti anni di governo rosso non ha visto al proposito nemmeno una legge che gli tendesse una mano.

Neanche a dirlo, però, a tale legge la sinistra si oppose compatta, facendo fuoco di fila.

Ora, nel perfetto stile sinistro menefreghista della povera gente, Prodi si oppone anche al programma della CDL che mira a facilitare l'acquisto di una casa. Che coerenza !

Lascio a Voi evincere quale logica possa dominare la sinistra, che piange sulle disgrazie "dei poveri italiani" quando si tratta di avanspettacolo ma che poi si schiera con i ricchi VIP possessori di ville negando invece al cittadino comune le più elementari garanzie di trasparenza e di acquistabilità relative al bene più necessario all'uomo: un tetto sotto cui ripararsi.
:: posted by Jetset - Libere Risonanze @ 20:39 | go to "Sopra la casa Prodi campa, sotto i fatti Prodi crepa." | Help |

La giusta risposta alla corte costituzionale

La corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale dei tagli agli enti locali, non per i tagli e la loro entità – a quanto sembra – ma perché individuati nelle spese per consulenze, missioni e servizi esterni.

La sinistra metterà in evidenza la declaratoria di incostituzionalità e, come sempre, si ferma a guardare il dito che indica la Luna.

Noi vogliamo far rilevare lo scarso spessore – se confermata – di una simile sentenza che “punisce” il Governo per aver detto agli enti locali: signori, spendete troppo in
- consulenze esterne (quando ci sono gli uffici tecnici preposti a fornire tutte le risposte e composti da personale stipendiato dall’ente locale);
- missioni all'estero (evidentemente un viaggio a spese dei cittadini non lo si può negare ai nostri amministratori locali … magari a Cuba riescono ad imparare come regolare il traffico di una metropoli !)
- acquisto di beni e servizi esterni (valga lo stesso discorso dei consulenti: gli enti locali hanno ogni struttura a disposizione, già a bilancio: perché aggiungere ulteriori spese ?).

La sentenza della corte costituzionale somiglia tanto a quelle che, in America, assolvono un imputato perché … le prove contro di lui sono state acquisite senza mandato.

E’ l’applicazione, pedissequa, del vecchio detto “summum ius, summa iniuria”.

Eh già, perché i tagli sono legittimi, ma non si deve dire a quegli spendaccioni degli amministratori locali dove tagliare.

Eh, no: in questo modo gli amministratori locali potranno legittimamente tagliare i servizi offerti ai cittadini e continuare a svolgere missioni all’estero, perché sono sicuramente di capitale importanza per il destino del pianeta.

Naturalmente, la colpa dei tagli ai servizi per i cittadini (o al rifacimento dell’asfalto stradale) sarà “colpa del Governo Berlusconi” …

Ma c’è anche un altro aspetto che è opportuno far rilevare: il modo in cui viene presentata la sentenza.

Il lancio dell’Ansa (che riportiamo integralmente in calce al post) titola: LA CONSULTA BOCCIA I TAGLI 2004 A REGIONI E ENTI LOCALI.

Ohibò, chiunque lo tradurrebbe con una bocciatura totale della politica di bilancio del Governo.

Invece non è così, perché chi ha la pazienza di leggere potrà trovare la frase chiarificatrice: “la legge statale può stabilire solo un limite complessivo, che lascia agli enti stessi ampia libertà di allocazione delle risorse fra i diversi ambiti e obiettivi di spesa”.

Cioè il Governo può decidere quanto tagliare, ma non dove.

Credo che assisteremo sempre più spesso, da qui al 9 aprile, ad interventi tracimanti dei più vari organismi, schierati in un appassionato sostegno a chi può loro garantire gli stessi privilegi del passato: la sinistra.

E spaventati dalla evidente crisi di nervi di un Prodi che più straparla, più rivaluta Berlusconi.

Allora una e una sola è la risposta da dare a questi tentativi di sgambetto: andare avanti con il programma di sempre.


Meno stato, più libertà.
Meno tasse, più libertà.
Meno spesa pubblica, più libertà.


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Il link al titolo per il post, scritto in contemporanea, da Freedomland sul medesimo tema

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IL LANCIO DELL’ANSA:


LA CONSULTA BOCCIA I TAGLI 2004 A REGIONI E ENTI LOCALI

ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del decreto legge sul contenimento della spesa pubblica approvato con voto di fiducia nel luglio 2004 nella parte in cui vengono fissati per Regioni ed enti locali tagli alle spese per consulenze esterne, spese di missione all'estero, rappresentanza, relazioni pubbliche e convegni e spese per l'acquisto di beni e servizi. Si tratta di vincoli che - si legge nella sentenza n. 417 depositata oggi in cancelleria - "non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ma competono una inammissibile ingerenza nell'autonomia degli enti quanto alla gestione della spesa". A sollevare questione di legittimità di numerosi punti della manovra sono state le Regioni Toscana, Campania, Valle D'Aosta e Marche. La Corte ha accolto parzialmente i ricorsi bocciando l'art. 1, commi 9, 10 e 11, del decreto sul contenimento della spesa pubblica "nella parte in cui si riferisce alle Regioni e agli enti locali". In quei punti la manovra è infatti in contrasto con gli art. 117 e 119 della Costituzione, così come modificati dalla riforma del titolo V della Carta.La Consulta - si legge nella sentenza scritta dal giudice Franco Gallo e firmata dal neoletto presidente Annibale Marini - ribadisce innanzitutto un principio costantemente affermato dalla sua giurisprudenza, per cui "le norme che fissano vincoli puntuali relativi a singole voci di spesa dei bilanci delle regioni e degli enti locali non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ai sensi dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione, e ledono pertanto l'autonomia finanziaria di spesa garantita dall'art. 119 Cost.".Perciò - si legge nella sentenza -"il legislatore statale può legittimamente imporre agli enti autonomi vincoli alle politiche di bilancio (ancorché si traducano, inevitabilmente, in limitazioni indirette all'autonomia di spesa degli enti), ma solo, con 'disciplina di principio', per ragioni di coordinamento finanziario connesse ad obiettivi nazionali, condizionati anche dagli obblighi comunitari". Perché questi vincoli possano considerarsi "rispettosi dell'autonomia delle Regioni e degli enti locali" - aggiunge la Corte - "debbono avere ad oggetto o l'entità del disavanzo di parte corrente oppure , ma solo 'in via transitoria ed in vista degli specifici obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica perseguiti dal legislatore statale', la crescita della spesa corrente degli enti autonomi". In altri termini, "la legge statale può stabilire solo un limite complessivo, che lascia agli enti stessi ampia libertà di allocazione delle risorse fra i diversi ambiti e obiettivi di spesa". La Consulta ricorda di aver riaffermato tale principio con la sentenza n.390 del 2004: "La previsione da parte della legge statale di limiti all'entità di una singola voce di spesa - osserva la Corte - non può essere considerata un principio fondamentale in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica, perché pone un precetto specifico e puntuale sull'entità della spesa e si risolve perciò in una indebita invasione, da parte della legge statale, dell'area riservata alle autonomie regionali e degli enti locali, alle quali la legge statale può prescrivere criteri ed obiettivi (ad esempio, contenimento della spesa pubblica) ma non imporre nel dettaglio gli strumenti concreti da utilizzare per raggiungere quegli obiettivi".Nel caso specifico, gli interventi urgenti per il contenimento della pesa pubblica promossi dal governo del 2004 "non fissano limiti generali al disavanzo o alla spesa corrente, ma stabiliscono limiti alle spese per studi e incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all' amministrazione, alle spese per missioni all'estero, rappresentanza, relazioni pubbliche e convegni, nonché alle spese per l'acquisto di beni e servizi". Vincoli che - si legge nella sentenza - "riguardando singole voci di spesa, non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica,ma comportano una inammissibile ingerenza nell' autonomia degli enti quanto alla gestione della spesa".La Corte ha pertanto dichiarato l'incostituzionalità di questi vincoli di spesa e elle altre norme che "presuppongono tali vincoli (prevedendo eccezioni alla loro applicabilità), o sono strumentali rispetto ad essi (disciplinando adempimenti consequenziali, controlli, obblighi di motivazione o informazione, o prevedendo fattispecie di responsabilità disciplinare ed erariale per la loro violazione)".

:: posted by Massimo @ 17:20 | go to "La giusta risposta alla corte costituzionale" | Help |

Professione gionalista

(In foto Lilli Gruber,eletta deputato europeo grazie all'uso politico del servizio pubblico)


Per la giurisprudenza si ha attività giornalistica qualora un soggetto svolga una prestazione di lavoro intellettuale volta alla raccolta, al commento o all'elaborazione di notizie destinate ad informare l'opinione pubblica. L'esercizio della professione è disciplinato dalla legge 67/87 e dal relativo Contratto collettivo nazionale del 1995, che subordinano la qualificazione soggettiva di giornalista all'appartenenza al relativo Ordine Professionale.

Condizione per potersi iscrivere all'ordine è l'esercizio continuativo ed esclusivo della pratica professionale da effettuarsi presso un giornale o una emittente di qualsiasi natura.
Pertanto nessuno può stipulare un contratto con un editore se non in virtù dell'iscrizione all'albo.
Caratteristica del lavoro giornalistico è che il vincolo di subordinazione si presenta più attenuato rispetto alle altre attività lavorative, potendosi rintracciare nell'impegno del giornalista a porre la propria opera a disposizione dell'editore-datore di lavoro.

A ciò si aggiunga che - sempre secondo il contratto collettivo nazionale - l'orario di lavoro è fissato in linea di massima in 36 ore settimanali, suddiviso in 5 giorni.

Fatta questa premessa, vediamo di capire - sempre che vi sia - quale sia la ratio che ha portato a 2 giorni di sciopero i giornalisti italiani.
Oggetto della protesta è stato il rinnovo del contratto collettivo del 1995 dovendosi esso adeguare alle disposizioni contenute nella legge Biagi (30/2003) e nel suo decreto attuativo il 276 che hanno modificato radicalmente il mercato del lavoro.
Secondo l'Usigrai (unione sindacale giornalisti Rai) ,infatti, la legge 30 - si riprende dal loro sito http://www.usigrai.it/ - minerebbe la professionalità e l'indipendenza dei giornalisti; inoltre porterebbe gli stessi ad una situazione di precarietà e di intollerabile dipendenza nei confronti dei loro editori.
Ora, in virtù di quello che si è scritto prima, secondo cui per assumere la qualificazione di giornalista bisogna essere iscritti al relativo Ordine e il vincolo di subordinazione nella fattispecie risulta più attenuato rispetto ad altri rapporti di lav. di natura subordinata, non si capisce dove verrebbe ad essere limitata l'autonomia e la discrezionalità del giornalista nel prestare la propria opera e nella scelta delle notizie. Anzi, lo stesso fatto che l'esercizio di attività giornalistica sia filtrata attraverso l'Ordine, è un chiaro limite a quella libertà di informazione che gli stessi giornalisti non declinano mai di citare e una implicita violazione del principio costituzionale riconosciuto all'articolo 21 secondo cui "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".
Inoltre il rifiuto pregiudiziale verso l'introduzione delle disposizioni contenute nella legge 30 non sembra altro se non una pretesa per distinguersi dalle altre categorie contrattuali. La legge 30 si è rivolta a tutti i rapporti di lavoro subordinato, introducendo - tra l'altro - tipologie di lavoro flessibile che cercano di rinnovare il mercato del lavoro e, allo stesso tempo, di tracciare una netta linea di demarcazione tra queste ultime e le classiche categorie cui l'attività giornalistica appartiene. Pertanto non si capisce perchè il CN dei giornalisti dovrebbe essere trattato quale rapporto speciale.
Altro punto di discussione è la retribuzione minima garantita per un redattore che è, sempre secondo l'Usigrai, di "soli" 1.800 euro mensili. Ci si chiede a questo punto quale sarebbe per i giornalisti la retribuzione proporzionata e sufficiente, riconosciuta all'art.36 della cost, in virtù della prestazione svolta dai giornalisti. I professori non vanno molto al di là dei 1.000 euro mensili, eppure per prestare la loro opera di insegnamento necessitano obbligatoriamente di una laurea, cosa che non è - invece - indispensabile per essere iscritti all'ordine dei giornalisti.
Ci si chiede: c'è sempre professionalità nei giornalisti? E ancora: la vera forma di dipendenza è verso gli editori-datori o verso politici e affini che, sempre più spesso, divengono protettori o,meglio, rimanendo nel linguaggio lavoristico, somministratori presso gli editori?

Su http://antibassolino.blogspot.com/ è stato ultimamente documentato che, per nascondere una contestazione nei confronti di Bassolino, sono state montate dai giornalisti del tg3Campania immagini appartenenti ad un altro servizio. Questo è solo un esempio a titolo esemplificativo che ci permette, tuttavia, di porre una domanda: secondo voi quale significato credono di attribuire i giornalisti ai concetti di autonomia e indipendenza?
:: posted by CampaniArrabbiata @ 14:51 | go to "Professione gionalista" | Help |

GRAZIE !


12 settembre 2003
12 settembre 2005
Questi sono i nomi degli Eroi Caduti per la Pace a Nassirya: Enzo Fregosi, Sottotenente dei Carabinieri· Alfonso Trincone, Sottotenente dei Carabinieri· Giovanni Cavallaro, Sottotenente dei Carabinieri· Filippo Merlino, Sottotenente dei Carabinieri· Massimiliano Bruno, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri· Alfio Ragazzi, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri· Daniele Ghione, Maresciallo Capo dei Carabinieri · Giuseppe Coletta, Brigadiere dei Carabinieri · Ivan Ghitti, Brigadiere dei Carabinieri· Domenico Intravaia, Vice Brigadiere dei Carabinieri· Andrea Filippa, Appuntato dei Carabinieri· Orazio Maiorana, Appuntato dei Carabinieri· Massimiliano Ficuciello, Capitano dell’Esercito· Silvio Olla, Maresciallo Capo dell’Esercito· Emanuele Ferraro, Caporal Maggiore Capo scelto dell’Esercito· Sandro Carrisi, 1°Caporal Maggiore dell’Esercito· Pietro Petrucci, Caporal Maggiore dell’Esercito· Stefano Rolla, civile· Marco Beci, civile.
Non Vi dimenticheremo !
:: posted by Starsandbars/Vandeaitaliana @ 11:29 | go to "GRAZIE !" | Help |

Grande coalizione, grossa sciocchezza

Il nostro Captainoconnell all’interno delle attività del Castello, ha lanciato un sondaggio sul ministro che ha meglio figurato.

Poiché non ha inserito nell’elenco Berlusconi (che avrei subito votato) mi sono trovato a decidere per una alternativa, rimosse tutte le altre, tra Giulio Tremonti e Roberto Castelli: ho votato Castelli per l’intervista di Tremonti sulla grande coalizione.

Sono infatti rimasto totalmente stupito dalle affermazioni del Ministro dell’Economia, di cui ho sino ad ora condiviso in toto l’impostazione politica, anche se hanno una loro logica pratica.

Tremonti si è detto: gli accordi a perdere sottoscritti da Andreotti, Ciampi e Prodi (Maastricht ed euro) ci impediscono di svolgere in autonomia una politica economica di risanamento e di crescita.

L’unica strada percorribile è quella che il Governo Berlusconi ha adottato dal 2001 ad oggi, ma le difficoltà vengono da una campagna di manipolazione e di stravolgimento della verità finalizzata non al bene del Paese, ma all’interesse delle consorterie e delle clientele parassitarie della sinistra.

Così abbiamo scioperi, una stampa che instilla pessimismo, una confindustria sempre a caccia di agevolazioni.

Tutto quello che rallenta l’efficacia dell’unica possibilità di coniugare la crescita con il rispetto delle forche caudine europee.

Allora, si è detto Tremonti, cosa c’è di meglio che fare la mia politica con la benedizione della sinistra cui offrire qualche osso per le sue clientele parassitarie ?

Ecco la proposta della grande coalizione: per poter fare una politica economica seria (cioè quella del Governo Berlusconi) senza gli ostacoli frapposti da una opposizione piccola piccola.

Mi sia però consentito dissentire.

Per quanto possa essere del tutto assente una politica economica di sinistra, qualche provvedimento simbolico (e costoso) dovrebbe comunque essere concesso, esattamente come è stato in Germania.

Così saremmo costretti ad allargare le maglie dell’immigrazione extracomunitaria e a tenerci questi magistrati.

Saremmo costretti a raffreddare i rapporti con gli Stati Uniti e a rinsaldare – in posizione genuflessa – quelli con Parigi e Berlino.

Saremmo costretti a finanziare i centri sociali e gli enti locali.

Saremmo costretti ad aumentare le tasse per pagare tutto questo.

Il gioco non vale la candela.

Non credo che le prossime elezioni daranno la maggioranza alla sinistra (Follini permettendo) e quindi mi sembra sterile proporre una grande coalizione in previsione di una situazione di stallo.

Se si verificasse uno stallo, si torni ad elezioni, anche ogni tre mesi, finchè dalle urne non esca una maggioranza chiara e di parte.

Nessun consociativismo con la sinistra.

Nessuna concertazione con la sinistra.

Nessun accordo bipartisan
.

Chi vince comanda al 100%, senza compromessi.

Solo questa è la strada per crescere, perché una grande coalizione, con gli inevitabili compromessi, non chiarirebbe meriti e colpe e, inquinando ogni programma, non risolverebbe mai il dilemma se quel programma sia o meno produttivo per il Paese, ma, soprattutto, non sarebbe efficace.

Noi e la sinistra siamo distinti e distanti.


La grande coalizione è una grossa sciocchezza, in Italia come altrove (e la Germania ce lo dimostrerà).
:: posted by Massimo @ 11:07 | go to "Grande coalizione, grossa sciocchezza" | Help |


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