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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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di chi è l'interesse che si cura? di R.D.

Unipol non è un caso isolato

Una delle caratteristiche di internet è che chi legge tende ad essere veloce e distratto. Si apre una pagina, gli si da una scorsa, è difficile però che si fava a leggere ed ad esaminare tutto quello che è stato scritto. Cerchèrò pertanto di riassumere il concetto che intendo far passare per poi spiegarlo in tempi e spazi più ampli:

i concetti sono 4:


1
delle due l’una: o sono degli intrallazzatori e probabilmente degli approfittatori, oppure sono delle persone con poca capacità di giudicare le cose.
2
i DS sono collegati a tutta una costellazione di attività che spaziano per tutte le categorie merceologiche. Per quanto io non possa dimostrare che questo sia per loro fonte di finanziamenti illeciti mi pare comunque evidente che rappresenti uno sbocco professionale privilegiato per gli attivisti di partito. È un po’ come certi corpi dell’esercito che accolgono gli atleti a fine carriera: permettono di dedicare tempo ad attività diverse dalla crescita professionale senza per questo pregiudicare il proprio futuro. La cosa è probabilmente lecita, ma la politica ha favorito queste attività, generalmente note come “sistema delle cooperative” e questo ha creato dei danni al sistema economico e produttivo del paese.
3
quando omnitel comprò la telecom furono in molti a scuotere la testa, come era possibile che un’azienda tanto piccola prendesse il controllo di una tanto grande? All’epoca il boss era D’ alema, furono in molti a pensare che qualche aiutino fosse arrivato
4
le società segrete sono proibite. È proibito anche sfruttare la propria posizione per acquisire informazioni potenzialmente fruttuose.

Ora più diffusamente:

la politica è, in questi giorni, focalizzata sulla posizione del segretario dei DS nei confronti di una operazione portata avanti da una azienda che faceva, chiaramente, riferimento a lui. Quello che colpisce non è tanto il contenuto di quanto detto nelle telefonate. Colpisce molto di più il coinvolgimento di una figura che, almeno nell’immaginario collettiva, dovrebbe avere una posizione imparziale rispetto a diversi soggetti economici. Eclatante è stato, a tale proposito, il passaggio nel quale diceva “evviva! abbiamo comprato” anziché qualcosa tipo “complimenti! avete comprato”.

Eppure nella pratica sappiamo che il comportamento non per nulla anomalo. Chi si immette nel mondo del lavoro, vede che uno degli sbocchi principali di occupazione è rappresentato da cooperative. Non è un segreto per nessuno che queste siano spesso dirette da persone che hanno militato nelle sezioni giovanili di partito, e neppure che accolgano al loro interno tutti, ma che tendano a cooptare persone con idee simili. Non è tantomeno un segreto che esistano diverse cooperative legate a diversi partiti. Ce ne sono di tutti i tipi, da quella che presta aiuto ai bambini malati a quelle che gestiscono i parcheggi, il tutto passando per quelle che forniscono personale agli asili o che controllano un teatro. Nel complesso hanno però tutte alcune caratteristiche in comune: per cominciare sono state la prima forma di lavoro precario in anni in cui il lavoro tipo co.co.co. non esisteva ancora, questo, ovviamente, escludendo i soci con funzioni di coordinamento, ovvero dirigenziali; per questo è difficile che un lavoratore di cooperativa sia davvero soddisfatto di quanto fa, il sogno è, inevitabilmente, l’impegno stabile in una azienda che gli dia un minimo di sicurezza per il futuro.
In secondo luogo tendono ad essere concorrenti di aziende “private” senza però averne gli stessi obblighi: come dire che godono di un diverso trattamento fiscale. Possono quindi godere di vantaggi senza offrire in cambio neppure dei vantaggi per i loro “dipendenti”.

Esiste poi il capitolo coop: nella mia città le coop hanno aperto un grande centro commerciale, i centri commerciali hanno diversi effetti:
sottraggono drasticamente lavoro ai negozi preesistenti
tendono ad offrire solo articoli a basso costo, impoverendo così i produttori
la grande distribuzione produce o importa direttamente la merce, riduce la gamma dell’offerta e diminuisce la redistribuzione del reddito

in definitiva si assiste ad una diminuzione dei prezzi ma, contemporaneamente, ad un drammatico abbassamento della qualità dell’ offerta ed ad un indirizzamento della stessa veso le merci cinesi. In compenso il reddito derivante dal commercio non va più a nutrire diverse famiglie che poi lo spenderebbero comunque all’interno della realtà locale o nazionale, va invece ad arricchire grandi gruppi che hanno logiche molto diverse e producono un impoverimento generale.
Eppure le ricette della sinistra sono sempre state quelle di “ridurre la filiera produttiva” o fi “favorire le grandi realtà a scapito delle piccole e poco efficienti”.

Diciamolo chiaramente: se non ci fosse stata la grande distribuzione il problema delle merci cinesi non sarebbe altrettanto grave: i piccoli negozi, infatti, devono comprare degli importatori, che hanno tutto l’interesse a guadagnare il più possibile; sono le grandi distribuzioni che possono andare direttamente in Cina a rifornirsi spiazzando completamente l’industria italiana. Parimenti l’aumento di prezzi si sarebbe tradotto in un aumento della circolazione della moneta, si sarebbe cioè speso di più, ma ugualmente sarebbero aumentati i guadagni.

Eppure tutti possiamo andare a verificare quale sia l’impegno con cui le giunte regionali di centrosinistra hanno favorito la creazione di megacentri commerciali.

C’è poi un altro punto: in teoria le coop dovrebbero essere negozi in cui il profitto dovrebbe essere sacrificato per favorire con prezzi più bassi la clientela. Qualcuno ha l’impressione che le coop siano più economiche, per fare un esempio, della despar? Certo, ci sono dei prodotti che costano meno da una parte, ma altri costano di meno da un’altra. Alla fine si equivalgono tutti. Dove vanno i profitti? Ovviamente vengono reinvestiti o devoluti. Ma se vengono reinvestiti allora non ci sono differenze rispetto alle altre strutture di distribuzione, se invece vengono devoluti allora nella scelta dei beneficiari resta tutta la discrezionalità che serve a favorire questo o quell’amico.

Una notazione: Dalema, in tv, ha fatto notare come le coop fossero rimasta l’ultima struttura di grande distribuzione in mano agli italiani…. Ok, sarà vero, ma chi si ricorda la privatizzazione dell’ esselunga arrivata assieme a quella delle autostrade? Riassumo


Con un accordo privato i Benetton comprano i supermercati GS e la AUTOGRILL (Ristorante Ciao, Motta, Alemagna, Pavesi) per 740 miliardi


Tre anni dopo rivendono la sola GS per 5.000 miliardi ai francesi della Carrefour.


Nello stesso periodo il valore dell’ AUTOGRILL sale a 1.500 miliardi.

Inutile dire chi ha privatizzato le autostrade…

anche in questo frangente nessuno ha indagato, ma resta il dubbio: come è possibile che delle persone che sono riuscite a diventare tanto potenti all'interno di un partito, che hanno, cioè, superato una quantità immensa di competitori, siano così fessi da fare un affare tanto poco conveniente?

meglio, il dubbio è: come è possibile che non l'abbiano fatto apposta?

Ora, beninteso, tutto questo non sottintende necessariamente la presenza di comportamenti illegali. Ma c’è un fiume di denaro che scorre sotto il controllo del sistema delle cooperative, e non solo sotto quello. Sarebbe così strano che tra tanti ci fosse qualcuno che ne traesse un beneficio? Se l’occasione fa veramente l’uomo ladro, ecco che l’occasione esiste eccome. E se anche la legge fosse rispettata, resta una situazione in cui gli interessi di una azienda sarebbero subordinati a quelli di un partito e, viceversa, in cui un partito avesse degli interessi derivanti dal successo di un soggetto economico.

E poi c’è il nepotismo. Come impedire che un referente politico consolidi la propria base elettorale sfruttando il controllo che ha di un potenziale posto di lavoro per un suo elettore?

Ancora: c’è la storia del conflitto di interesse:

Berlusconi, ma anche Cecchi Gori piuttosto che illj piuttosto che un fumagalli carulli o un Soru possono essersi, indubbiamente, trovati nella condizione di influenzare le scelte politiche a favore di realtà di loro proprietà. La cosa non sarebbe giusta e va contrastata. Ma in tutti questi casi il conflitto è temporaneo, limitato cioè alla vita politica, necessariamente limitata, di questo o quel soggetto politico. Anzi, al periodo in cui questo politico resterà in carica.
Berlusconi tra 10 anni sarà ormai fuori gioco. Lo stesso accadrà, prima o poi, per tutti gli altri.


Ma le entità partito possono durare molto ma molto di più.

Da molto tempo il pci e le sue prosecuzioni hanno lavorato per prendere il controllo di ampli settori della vita civile: dal giornalismo allo spettacolo, passando per la magistratura. Per rendersi conto della cosa basta confrontare la situazione con altri settori in cui lo sforzo è stato minore, mi vengono in mente i medici: in teoria non esiste nessun motivo per cui la tendenza politica dei medici dovrebbe essere diversa da quella dei giornalisti o dei magistrati. Eppure gli ospedali non sono neppure lontanamente politicizzati come lo è, ad esempio, la rai.

Questo ha portato, negli ultimi anni, ad una evidente scollatura: era evidente nelle scorse elezioni la differenza tra i giornalisti, tutti antiberlusconiani, e gli italiani, che invece, Berlusconi lo hanno votato. E pure oggi la percentuale dei giornalisti riconducibili al centrodestra è di molto inferiore a quella degli elettori di questa parte politica.

L’acquisizione del controllo della bnl… ma non era la più grande banca italiana?... non andrebbe nella stessa direzione? Non vi pare che sia un po’ la storia dell’omnitel e della telecom? E di qui, per passare a telekom srbja il passo è breve ed agevole. Poi non sono un giudice e non posso fare un processo, ma mi pare che uno schema sia piuttosto chiaro.


Ci sono poi cooperative che vincono appalti per la costruzione di infrastrutture: se qualcuno credesse che siano state le uniche a non pagare delle tangenti allora è bene che inizia anche a mettere le calze sotto il camino il 6 gennaio ed ad andare, sempre in quell’occasione, a letto sperando di non ricevere carbone.

Per concludere: è facile immaginare come quello che sia finora emerso, e che forse emergerà in futuro, rappresenti solo un’ aliquota di quanto sia stato, in effetti, fatto. Aspetteremo gli sviluppi

Saluti
R.D.

:: posted by R.D. @ 17:41


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