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il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

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RUINI HA PARLATO CHIARO.

Il discorso del Cardinal Ruini di ieri, 23 Gennaio, è pieno di spunti interessanti, che i giornali non hanno riportato per intero. Accenni alle scalate bancarie,alle cooperative, agli interessi di parte di alcune popolazioni che frenano lo sviluppo e la modernizzazione del Paese. E con accorati richiami alla salvaguardia della Famiglia, della Vita e dell'Educazione . E, nonostante l'ovvia prudenza che è patrimonio della Chiesa, è CHIARISSIMA l'indicazione di voto agli elettori:

"Un tema intorno al quale si concentrano, ormai da molti mesi, l’attenzione e le polemiche ha a che fare con le normative che riguardano le attività imprenditoriali e finanziarie, e soprattutto con le questioni del controllo di alcuni istituti di credito. In questo contesto hanno avuto luogo le dimissioni del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e l’approvazione della nuova legge sul risparmio, che modifica anche le procedure di nomina, le attribuzioni e la durata in carica del Governatore. Pochi giorni dopo a tale incarico è stato chiamato Mario Draghi. Rimangono aperte le vicende giudiziarie di alcuni esponenti del mondo bancario e di quello cooperativo, sulle quali si è innestato un aspro dibattito politico. È forte l’auspicio che, in questo come in altri campi, i comportamenti censurabili, o comunque gravemente discutibili, trovino un freno e un limite nella coscienza delle persone prima ancora che nelle norme giuridiche e amministrative, e che il confronto politico ricuperi, anche nel periodo elettorale, l’indispensabile serenità, concentrandosi, più che sulle polemiche reciproche, sui problemi che il Paese ha davanti a sé. Tra questi rimane prioritario lo sviluppo del Mezzogiorno, attraverso una migliore valorizzazione delle sue specifiche potenzialità, che favorisca anzitutto l’incremento dell’occupazione, e un contrasto alla criminalità organizzata che incida più efficacemente anche sulle sue radici sociali e culturali. Obiettivi urgenti che dovrebbero essere concretamente condivisi sono quelli della cura del territorio, del potenziamento e della modernizzazione delle principali infrastrutture e della riduzione della grave dipendenza energetica del nostro Paese. Purtroppo molti episodi, anche recenti e assai noti, mostrano come sia difficile muoversi in queste direzioni, per la scarsa efficienza di alcuni servizi pubblici essenziali e per la tenace difesa di interessi corporativi, oltre che per resistenze diffuse tra la popolazione. Sarebbe però sbagliato sottovalutare la volontà di ripresa, l’impegno quotidiano nel lavoro, la creatività e la consapevolezza crescente della necessità di innovare, che pure sono largamente presenti tra gli italiani. Ancora più determinanti, sul medio e sul lungo periodo, sono i grandi temi della famiglia, della natalità e dell’educazione: soprattutto su di essi l’Italia ha bisogno di un forte e durevole impegno, sul versante culturale e morale come su quello delle politiche sociali, per sostenere la famiglia stessa, nucleo fondamentale della società, così che siano più largamente accolte la responsabilità ma anche la gioia di essere genitori, e per offrire alle nuove generazioni concreti e convincenti modelli di vita. In vista del prossimo appuntamento elettorale confermiamo in primo luogo quella linea di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito, linea che non è frutto di indifferenza o di disimpegno, ma di rispetto della legittima autonomia della politica e ancor prima della genuina natura e missione della Chiesa (cfr Gaudium et spes, 76). Nell’attuale situazione italiana anche con questo atteggiamento intendiamo inoltre contribuire a quel rasserenamento del clima e a quella concordia sui valori e gli interessi fondamentali della nazione di cui si avverte acutamente il bisogno. Nello stesso tempo è nostro dovere riproporre, con rispetto e chiarezza, agli elettori e ai futuri eletti quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali, e sul perseguimento del bene comune prima che di pur legittimi interessi particolari, che appartengono al patrimonio della dottrina sociale della Chiesa ma, come ha detto il Papa nel discorso del 12 gennaio agli Amministratori della regione Lazio, del comune e della provincia di Roma, non sono “norme peculiari della morale cattolica”, bensì “verità elementari che riguardano la nostra comune umanità”. Essi non si limitano certo ad alcune tematiche peculiari ma riguardano ogni ambito essenziale dell’esistenza umana: anche in questa occasione ho cercato di concretizzarne alcuni in rapporto alle esigenze attuali del nostro Paese. Il rilievo crescente che vanno assumendo determinate problematiche antropologiche ed etiche anche in sede politica e legislativa, con la tendenza diffusa in molti Paesi e ben presente anche in Italia, come mostrano svariati segnali, ad introdurre normative che, mentre non rispondono ad effettive esigenze sociali, comprometterebbero gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale, richiede però un supplemento di attenzione a questi temi nelle scelte degli elettori e poi nell’esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari. Richiamando a questa speciale attenzione la Chiesa adempie alla sua vocazione di essere “il segno e la salvaguardia del carattere trascendente della persona umana” (Gaudium et spes, 76). "

Ogni elettore, Cattolico o Laico che sia , che abbia a cuore queste tematiche, non può che trarre ovvie conclusioni.
:: posted by Starsandbars/Vandeaitaliana @ 15:04


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