@
il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

"http://ilcastello1.net


Un partigiano come presidente

No, non mi riferisco alle epiche gesta nel 1943-1945 del signore anziano che abita (ancora per pochi mesi) al Quirinale (anche perché non ne conosco …).
E non mi riferisco alle esternazione grondanti inutile retorica resistenzialista che lo stesso anziano signore ci propina ogni due per tre.
Punto l’indice (accusatore) sulle scelte dei vari rinvii operati dal suddetto signore di leggi di riforma tanto importanti, quanto di marca fortemente liberale.
Rinvii che, invece, appartengono ad una mentalità obsoleta e dirigista.
Prima ha rinviato la riforma delle telecomunicazioni (c.d. Legge Gasparri) che apriva l’Italia all’innovazione tecnologica (con il digitale terrestre, ma non solo) eliminando la limitazione delle bande su cui trasmettere e, quindi, sottraendo alla sinistra la scusa di voler rubare una rete (o anche due) a Mediaset e, nel contempo, okkupare la Rai nel nome del “conflitto di interessi” e della marx condicio.
Poi ha rinviato la riforma dell’ordinamento giudiziario che, istituendo controlli sull’operato dei giudici, ne limita gli abusi e, soprattutto, l’atteggiamento da divi sotto i riflettori, verificando anche il lavoro concreto svolto e per il quale sono stati preposti a quel (lautamente remunerato, soprattutto in relazione ai risultati che ottengono) impiego.
In ambedue i casi le riforme sono passate dopo ulteriori passaggi parlamentari che hanno occupato i legislatori su questione che avevano già trovato una soluzione adeguata e facendo quindi perdere tempo per l’assunzioni di altri provvedimenti.
Adesso viene rinviata la riforma del processo penale, con la quale si stabilisce che, assolti in primo grado, non avrebbero dovuto subire ulteriori processi per i ricorsi dei pubblici ministeri, spesso ostinati oltre ogni limite.
A tal proposito mi ricordo dei processi sulla banda della cosiddetta “uno bianca” e sull’omicidio di 3 carabinieri avvenuto a Bologna il 4 gennaio 1991.
La procura prese l’indirizzo di perseguire per tale reato alcuni (già noti) personaggi e proseguì negli appelli anche dopo la confessione del crimine da parte della banda della “uno bianca”.
Insomma una inutile profusione di tempo e denaro che non ci sarebbe stata con la norma approvata dal Parlamento nei giorni scorsi e inopinatamente rimandata alle Camere da Ciampi.
E’ evidente il disegno ciampiano di favorire l’opposizione di sinistra (con la quale fu ministro del tesoro) schierandosi con le tesi dei magistrati.
E’ altrettanto evidente che la bocciatura presidenziale di una legge giusta e liberale, che realizzerebbe una notevole economia di spese e di tempo da dedicare ad altre cause, appartiene ad un retaggio borbonico in cui lo stato, il “giudice” deteneva nelle sue mani il destino dei cittadini, con pieno diritto di tenerli sulla graticola a tempo indeterminato.
E’ la tipica mentalità sinistra, oppressiva e burocratica che appartiene a chi, nella burocrazia, ha percorso tutta la sua carriera e politicamente è schierato a sinistra.
Non possiamo farne una colpa ad un quasi novantenne signore che, da anni, meriterebbe il riposo della pensione.
Ma almeno non presentiamolo come “super partes”, ma diciamo che abbiamo un partigiano (uomo di parte) come presidente.
:: posted by Massimo @ 11:02


Links

Italy
TocqueVille


Security Tools

MS Safety Live
Antidialer
Antivirus
Antispyware

Feed

Atom 1.5
RSS 2.0

Il Castello si rinnova

Blogger