@
il Castello WeBlog

 

 

"http://ilcastello1.net A quasi tre anni di distanza dall'ultimo cambiamento, chiarita urbi et orbi l'inaffidabilità di Fini, ci riproviamo a dare una casa comune ai blogger di Centro Destra.
I Principi ispiratori sono sempre gli stessi e si basano sulla Libertà Individuale, la Proprietà Privata, la ricerca del Benessere e della Sicurezza, nell'ambito di una società le cui radici affondano nella Romanità e nella Cristianità e, quindi, su valori etici e morali solidi e non ambigui e in cui la Famiglia, come nucleo di base della società degna di tutela, è solo quella formata da un Uomo e una Donna.
Noi non abbiamo cambiato bandiera, nè Valori, per questo possiamo a viso aperto reclamare la coerenza di questo aggregatore, rigorosamente di Centro Destra.
Il Castello si "sposta" quindi a questo link "http://ilcastello1.net aprendo a tutti coloro che condividendone principi, idee e collocazione politica, vorranno contribuire al suo successo.
Il "vecchio" Castello resterà comunque in linea e, per qualche tempo ancora, anche in funzione, ma sin d'ora invitiamo tutti a collegarsi al "nuovo" Castello "http://ilcastello1.net, che già vede aggregarsi blogger in attività di Centro Destra.

"http://ilcastello1.net


Università: la grande riforma del centrodestra!

Le recenti riforme attuate dalla Casa delle libertà vanno nella direzione giusta, anche se appaiono solo come un primo passo. Quattro sono essenzialmente le riforme fatte in materia di Università.

Innanzitutto la riforma dello stato giuridico.
Fra gli aspetti più significativi di questa legge vi è il ritorno dei concorsi nazionali. Si tratta di una misura chiesta da gran parte del mondo universitario: si evitano in tal modo le chiamate dirette e i concorsi truccati, con i Baroni che decidevano nel chiuso delle loro case come spartirsi le cattedre, impedendo di fatto l’accesso alla docenza a chi non era “figlio di”.
La riforma incoraggia poi la chiamata di docenti stranieri e il rientro dei docenti italiani distintisi all'estero, favorisce i rapporti fra impresa e università, in particolare grazie alla possibilità di istituire cattedre convenzionate finanziate dalle imprese d'intesa con l'università. Si stimola così l'afflusso di nuove risorse in specie a vantaggio della ricerca applicata, campo nel quale l'Italia è da sempre in fondo alle classifiche internazionali. E' prevista poi la differenziazione stipendiale con la possibilità di retribuzioni integrative per i docenti più meritevoli. Si introduce la figura del ricercatore a contratto. Non passa la terza fascia docente.

Altra importante riforma è la revisione del cosiddetto 3+2.
Si dà vita, dopo il primo anno di corso ad una divaricazione del percorso (detto anche 1+4 con terminologia impropria) che contempla un indirizzo immediatamente professionalizzante alternativo ad un altro finalizzato a sbocchi di più alto livello. Per le professioni legali si ripristina il percorso unitario, che viene portato a 5 anni, evitando lauree triennali davvero inutili ed evitando di prendere in giro i giovani in possesso di tali titoli.

Riforma della programmazione per razionalizzare l'attività delle università.
Gli atenei dovranno infatti dichiarare gli obiettivi che intendono perseguire: ciò consentirà la verifica del raggiungimento degli obiettivi e la programmazione degli investimenti in base ai bisogni reali delle università.

Da ultimo si è attuata la riforma del Cun che intende valorizzare l'autonomia delle università, ridando centralità al tradizionale organo di autogoverno eletto dalle varie componenti universitarie, in passato depotenziato dai governi di centrosinistra.
Compiti per la prossima legislatura: abolire il valore legale del titolo di studio, si può e si deve. Nel nome dell'interesse e del futuro della nostra Nazione. Chi, come la destra, mette al primo posto l’interesse nazionale, deve sentire come obbligo morale mettere in competizione le Università italiane, al fine di migliorare l’offerta formativa che plasmerà la famosa classe dirigente di cui l’Italia ha tanto bisogno: mettere in competizione le Università significa migliorarne il funzionamento e l’efficienza. D’altronde, il valore legale della Laurea è una finzione già by-passata dal mercato, che tende a valutare i laureati in base all’Ateneo di provenienza.
VIVA L'ITALIA
:: posted by Mariniello @ 01:00


Links

Italy
TocqueVille


Security Tools

MS Safety Live
Antidialer
Antivirus
Antispyware

Feed

Atom 1.5
RSS 2.0

Il Castello si rinnova

Blogger