Il presenzialista delle lapidi.

Questo pacioso signore ai non milanesi non dirà molto (e spero continui in futuro a non dire nulla...).
E' il Consigliere Comunale nonchè capogruppo DS Emanuele Fiano.
Me lo ricordo bene , lo ha avuto vicino all' inaugurazione della Targa per Sergio Ramelli ai Giardini a lui intitolati, lo scorso Aprile. Circondato dai giornalisti, lanciava dichiarazioni buoniste ed improntate al dialogo per una memoria comune su quegli anni drammatici per la nostra repubblica, gli anni '70.
Lo stesso signore , a titolo personale, ha partecipato ieri alla ricollocazione della targa abusiva degli anarchici in Piazza Fontana su Pinelli che ho raccontato in http://santosepolcro.splinder.com . Sempre circondato dai giornalisti.
Peccato che in quest' occasione sia stata infangata la memoria del Commissario Luigi Calabresi, ucciso da Sofri e compagni. Peccato che i tanti cattivi maestri presenti ieri sicuramente non desiderino la memoria comune, dietro al vetusto striscione "La Strage è di Stato". A cominciare da quel Dario Fo che oggi, purtroppo, compie 80 anni. Di cui con Franca Rame ricordiamo certe dichiarazioni su Carlo Falvella non certo improntate alla moderazione.
Fiano, meno presenzialismo e più coerenza; o forse più conoscenza storica: chi ha ucciso Ramelli in quegli anni era sodale con chi uccise Calabresi.
ASSASSINI IN NOME DEL COMUNISMO !
E quello che mi lascia di stucco è il commento di Fiano, che parla di " strategia della tensione elettorale", non certo riferendosi alle parole di Valitutti o di altri reduci presenti per i quali l'orologio è fermo a quegli anni per niente formidabili.
Il Gigante e una giornalista comunista


Chi semina ancora l' odio.

Ho ripreso da poco in Blacknights la pubblicazione, mese per mese, delle violenze rosse della Peggio Gioventù, spesso autocelebrate in film e libri.
Ed a Milano è ritornato attuale quel periodo.
Per anni Piazza Fontana ha sopportato una targa abusiva posta dagli anarchici su Pinelli, lesiva dell' onore del Commissario Calabresi, ingiustamente ritenuto responsabile da parte di Lotta Continua della morte dell' anarchico milanese , e per questo barbaramente ammazzato.
La targa diceva: "ucciso innocente".
Il Sindaco Albertini, prima di terminare il mandato, in seguito ad una promessa alla vedova Calabresi, ha fatto porre una targa ufficiale del Comune , in cui è giustamente scritto "innocente morto tragicamente" . Una targa che rispetta la memoria dell' anarchico ma non infanga l'altrui.
Apriti cielo: mentre la sinistra si divide, Rifondazione, con Dario Fo' in testa, è letteralmente insorta, bloccando per un' ora i lavori del Consiglio Comunale; con la promessa per giovedì di rimettere la targa abusiva.
Assisteremo ad una nuova giornata di violenza a Milano ?
Quattrocchi: così rivive un italiano !
La risposta è sì. Prendiamo ad esempio l'oro.
Vi è l'oro dei bancarottieri, di coloro che mandano sul lastrico migliaia di risparmiatori.
Questo metallo pesa come lacrime e sangue.
Vi è l'oro di chi rapisce piccoli angeli indifesi e li strappa alle loro famiglie.
Questo metallo pesa come piombo.
Vi è l'oro di chi viene ricompensato con una candidatura in parlamento dopo aver sfasciato le città.
Questo metallo pesa come un estintore.
Vi è l'oro di chi demonizza l'avversario politico e racconta frottole al paese.
Questo metallo pesa come un soldo bucato.
Vi è l'oro di finge di farsi rapire mettendo a repentaglio l'incolumità dei negoziatori.
Questo metallo pesa come una vita.
Vi è l'oro di chi crede di essere un giornalista e poi si fa piantare in asso.
Questo metallo pesa come un orologio rotto.
Vi è l'oro di chi accetta i dinosauri sovietici tra le proprie schiere politiche.
Questo metallo ha il peso di un paio di pantaloni abbassati.
Vi è l'oro di chi indulge sui reati di stupro, di omicidio, di rapina.
Questo metallo pesa come una laurea rilasciata in una sede di partito.
Vi è l'oro di chi alza la testa aspettando una pallottola.
Quest'oro ha il peso di tutti i nostri cuori.
Da notare in particolare la seguente frase, buttata lì:
"Il convegno di Vicenza aperto a cittadini, amministratori pubblici e rappresentanti politici, peraltro curiosamente aumentati ieri nella parte finale della mattinata - aveva esattamente questo obiettivo..."
Una frase buttata lì come si parlasse tra portinai che spettegolano sui vari condòmini.
Vergogna! Aveva bisogno di portarsi la claque nel regno della lega che fa parte del governo e lo sta sostenendo, finora, a spada tratta?
Vergogna! Se aveste avuto qualcosa di serio da dire lo avreste detto eccome!
Buttare una mezza frase ambigua, nascondendo la mano, perchè si sa che attecchirà subito come verità tra la gente dell'Unione, che non aspetta altro, è roba da portinai.
Altro che vertice di Confindustria, questo è il vertice della spazzatura!
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Per il comunicato completo leggere qui
Devoluzione
Il tema della “devolution” è molto complesso e controverso. Comunque si tratta di un brutto inglesismo che meglio sarebbe dire "devoluzione", cioè, come spiega il vocabolario italiano, sostantivo dal verbo “devolvere” e cioè “trasferire ad altri un bene o un potere”. Nel caso nostro dallo Stato centrale alle Regioni.
Ora alla base di tale trasferimento (che segna l’avvio necessario verso il “federalismo”) vi sono taluni principi già contenuti nella Costituzione del 1948. E cioè
A) l’art. 5 della Cost. che afferma il più ampio decentramento amministrativo in favore delle autonomie locali (Regioni, Province, Comuni)
Il “decentramento” , trasferimento cioè dall’alto (il Centro – lo Stato) verso il basso (Regioni etc.) ((vedi anche il principio di sussidiarietà)) , può essere
1) istituzionale: se riguarda i poteri legislativi (fare le leggi)
2) amministrativo: se si guarda i poteri di amministrazione, cioè di organizzazione e di gestione per l’attuazione delle leggi
3) burocratico o gerarchico: se riguarda il potere di emanare atti di gestione e di organizzazione jure proprio ( cioè direttamente, se lo prevede la legge, come quella sulla dirigente statale) o per “delega” da parte dell’autorità superiore (ad. Es. il Ministero), per lo svolgimento dell’attività amministrative.
B) Gli art. 115 e 117 della Cost. del ’48 regolamentano il decentramento istituzionale sotto due profili fondamentali del potere legislativo.
1) Potestà legislativa esclusiva: riguarda solo le 5 Regioni a Statuto speciale. Il loro Statuto ( che è legge di natura costituzionale) elenca le materie nelle quali legifera solo la Regione e non solo lo Stato. Unico limite “secondo i principi fissati nella Costituzione”. In particolare il divieto di conflitto con altre Regioni e il contrasto con “l’interesse nazionale”.
2) Potestà legislativa concorrente: riguarda le altre 15 Regioni a Statuto ordinario che possono emanere leggi nelle materie indicate nell’art. 117 della Cost., però nei limiti dei principi stabiliti dallo Stato con propria legge (legge cornice di principio).
Ciò significa che tanto lo Stato che le Regioni fanno leggi sulla stessa materia, ma questa ultima nell’ambito dei principi generali fissati dallo Stato e per adattarle o adeguarle alla peculiarità regionali, e purché non contrastino con leggi di altre Regioni o con l’interesse nazionale.
3) L’art. 118 e il 117, ultimo Comma, regolamentano il decentramento amministrativo secondo la linea di trasferimento “ a cascata” degli atti di amministrazione e di gestione Stato – Regioni – Provincia – Comuni.
4) Infine altri ambiti riguardano il decentramento “gerarchico” che viene regolato dalle leggi sull’ordinamento della “dirigenza”, ma questo è un altro discorso, che va fatto a parte.
La spinta federalista della Lega Nord ha costretto tutte le forze politiche a intervenire sulla materia.
a) Il centro – sinistra ha approvato al 90° minuto e quindi prima dello scioglimento delle Camere nel marzo del 2001, con legge costituzionale, e con soli 4 voti di maggioranza, una modifica dell’art. 117 della Cost. ampliando le competenze delle Regioni a Statuto ordinario, introducendo il concetto di residualità, creando confusione fra competenza esclusiva e concorrente, con il conseguente aumento del Contengioso Stato - Regioni davanti alla Corte Costituzionale dato il crescente equivoco conflittuale fra Stato e Regioni.
Veniva inoltre soppresso l’interesse nazionale , quale parametro fondamentale di equilibrio fra attività legislativa statale e attività regionale.
b) Il centro – destra , con nuova legge costituzionale, approvata a larga maggioranza (contraria l’opposizione) dopo circa tre anni di discussione, ha riordinato la materia dell’art. 117, con l’intento di eliminare gli equivoci introdotti con la normativa del 2001
· Ha reintrodotto il parametro dell’interesse nazionale
· Ha devoluto a tutte le Regioni come materia a legislazione esclusiva
à La organizzazione locale del servizio sanitario nazionale (ampliando il concetto di assistenza ospedaliera e sanitaria, prima prevista)
à La organizzazione del servizio scolastico (ampliando il concetto precedente di istruzione artigiana, professionale e assistenza scolastica) e introducendo la salvaguardia linguistica e culturale della storia e tradizioni locali)
à La polizia amministrativa locale ampliando e coordinando le già esistenti polizia urbana, rurale, cimiteriale, etc.
à Modificando strutture, competenze, composizione di Camere e Senato (il quale viene chiamato Senato federale) riducendo i posti e distinguendo le competenze
à Modificando composizione e criteri di nomina della Corte Costituzionale
à Modificando i poteri del Capo dello Stato e del Primo Ministro, (criteri di nomina, rapporti con le Camere) in particolare le norme sulla fiducia.
La riforma della pubblica amministrazione la trovate sui Diavoli Rossi
IL GIGANTE ed i 7 nani.
E' inutile dirvi chi sia. Tutto quello che ha fatto parla per Lui, e solo gli invidiosi ed i faziosi non lo ammetteranno mai.
Ieri ne abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione, e la platea, la STRAGRANDE MAGGIORANZA della base degli industriali, quella appartenente alle piccole e medie società, non foraggiate da sempre dai soldi dello stato, quella di chi si alza presto al mattino "perchè devo essere il primo ad entrare in fabbrica", quella a cui le banche non regalano mai niente, quella a cui gli scioperi recano maggior danno, questa base gli ha decretato autentiche ovazioni. Purtroppo uno sciopero della stampa creato ad arte e con disinformazione (leggasi il mio intervento in Santosepolcro aggregato nel Castello da Mons) oggi non darà il giusto risalto al fatto. Pazienza, ho convissuto per anni con l' eskimo in redazione, e non ne faccio un dramma.
Ma ho anche scoperto SETTE NANI.
Beh, il primo, è facilmente individuabile:
DOTTO/PRODI , con gli stessi occhialini di chi si crede professorino, che tutto promette, ma poi nulla mantiene. Aria bonaria, ma pronto a metterti un due in pagella se non racconti quello che vuole lui.
Veniamo al secondo:
BRONTOLO/DELLA VALLE, con quell'aria da industriale colto e chic, ma che più chic non si può, lui che veste i piedini di tanti pvoletavi. Che sia Brontolo non vi son dubbi, basterebbe vedere come odi il Gigante e non perda occasione di dirlo, anche su quotidiani sportivi. Probabile sogni il Ministero dell' Industria. Buonissima ragione perchè la sinistra perda.
Come terzo:
PISOLO/PININFARINA, perchè magari in tutti questi hanni s'è fatto impassibile qualche dormita mentre in casa FIAT succedeva di tutto. E lui, così legato a casa Agnelli, ronf ronf, a dormire per svegliarsi solo ieri e far l' offeso.
Quarto:
CUCCIOLO/MONTEZEMOLO, l' eterno coccolo, prima in casa Agnelli, poi in Confindustria. Promette bene, si farà, è così caruccio, dicono di lui. Peccato che l'eterna promessa tra un po' sia quasi nonno.
Quinta:
MAMMOLO/SALOMON, così buonina, impegnata nel sociale, nel no-profit, spesso appaiata con Luciano Lupode' Lupis ed Oliviero il saggio; buonina, ma ieri , stizzita, ha ricordato al GIGANTE che loro no, non sono comunisti. Infatti, sono molto peggio.
A questo punto vi chiederete: e chi sono gli ultimi 2 nanetti ?
Ma è il GIGANTE stesso che ieri ce l'ha ricordato , nonchè tutti i recenti fatti.
Uno è EOLO/CASINI, così attento a soffiare in direzione contraria del GIGANTE, e pronto, da inguaribile democristiano, a cambiar banderuola.
L' altro è decisamente GONGOLO/FINI, tutto allegro per i complimenti zuccherosi che la sinistra gli elargisce, certo che una volta levato di mezzo il GIGANTE, sarà lui il leader osannato. Qualcuno dovrebbe svegliarlo dal torpore gongolante, e ricordargli che senza il GIGANTE, la sinistra che oggi se lo coccola, al primo starnuto finiano, sarà pronta a dargli del Fascista proveniente da un partito di Fascisti. Nonostante tutte le inutili abiure.
Fosforo bianco nella testa dei sinistri.
Ebbene, la bislacca tesi secondo la quale il fosforo bianco sia arma di distruzione di massa cozza con una serie di considerazioni, prima tra tutte che il fosforo bianco non è classificato come tale bensì come agente illuminante e/o in casi limite, come arma incendiaria. Si classificano infatti come armi non convenzionali tutte quegli agenti con cui si dota l'arsenale N.B.C. come ordigni nucleari, batteriologici o chimici.
E' considerato come arma nucleare ogni ordigno o dispositivo che produca direttamente (tramite un processo di fissione) od indirettamente (bombe nucleari "sporche"), radioattività.
E' considerato come arma batteriologica ogni ordigno o dispositivo che rilasci agenti biologici (ad es. virus o batteri).
E' considerato come arma chimica "ogni elemento chimico che venga usato contro l'uomo o gli animali che provochi danni o la morte a causa delle proprietà tossiche".
Ebbene, quest'ultima affermazione così com'é enunciata esclude categoricamente la classificazione del fosforo quale agente chimico per due semplici motivi:
1) Se il fosforo bianco fosse "arma chimica" solo perché "se usato contro uomini od animali provoca danni o la morte", sarebbero da considerare armi chimiche anche la polvere da sparo perché grazie ad essa s'innesca una reazione chimica che fa partire un proiettile, la dinamite perché esplode frammenta tutto ciò che la circonda, tutti gli esplosivi normalmente usati da qualunque arma del mondo e perfino la normale benzina, perche può essere utilizzata come arma incendiaria. E' da notare per giunta che proprio per questo motivo nella convenzione di Ginevra NON VIENE MENZIONATO IL FOSFORO BIANCO COME ARMA NON CONVENZIONALE.
2) Il fosforo bianco non possiede prettamente proprietà tossiche (come da definizione succitata lo sono invece agenti chimici quali ad esempio il taburn ed il sarin) in quanto è semplicemente un agente incendiario, esattamente come può essere considerato il combustibile di un semplice lanciafiamme.
Ma vi è un'altra importantissima considerazione su cui vorrei focalizzare la vostra attenzione: la stupidità dei sinistri che si tirano sempre la zappa sui piedi.
Prendendo per buona la temeraria affermazione che classifica il fosforo bianco come "arma non convenzionale" i sinistri indirettamente giustificano la guerra in Afghanistan ed in Iraq. Infatti, come il fosforo può essere considerato "arma non convenzionale perché incendiaria", lo può essere allora anche il carburante avio di cui erano ricolmi gli aerei che si schiantarono contro le torri gemelle poiché anch'esso è indubbiamente classificabile come sostanza incendiaria. L'attacco dell'11/9, quindi, può considerarsi come "non convenzionale" e quindi passibile di adeguata risposta militare. Pertanto la guerra in Afghanistan è stata giusta.
Inoltre secondo tale affermazione, a maggior ragione decade l'accusa della sinistra sulla guerra sbagliata in Iraq. I sinistri ci hanno ripetuto fino alla noia che Saddam non possedeva armi non convenzionali per cui la guerra contro l'Iraq appariva ingiustificata. Alla luce dell'uso del gas contro i curdi, invece, si dimostra esattamente il contrario e quindi, applicando la stessa logica si può senza dubbio affermare che la guerra in Iraq fu più che giustificata perché trattavasi senza ambiguità alcuna del possesso noché dell'uso di "agenti chimici dalle proprietà tossiche", come recitato nella convenzione di Ginevra tanto amata dai sinistri. Saddam pertanto possedeva armi N.B.C. e per tale motivo è del tutto corretto ammettere la giustezza dell'intervento militare.
Vorrei inoltre ricordare che durante le manifestazioni noglobal spesso si assiste al lancio di bottiglie molotov contro le forze dell'ordine. Secondo logica di RaiNews24, quindi, dato per scontato che il combustibile contenuto in esse è anch'esso "arma non convenzionale" si potrebbe profilare per Caruso ed i suoi amici il reato di "crimini di guerra".
Come appena dimostrato, pertanto, è indiscutibile che la sinistra consideri la classificazione delle "armi di distruzione di massa" un parametro valido ad intermittenza.
Quando le fa comodo anche una clava diventa una bomba nucleare.
Quando la situazione diventa scomoda tollera anche le testate nucleari russe puntate sopra le nostre teste.
Riforma diritto fallimentare.
L'Annunziata non stava conducendo un'intervista, ma stava facendo un dibattito vero e proprio col Presidente del Consiglio, tra l'altro un dibattito nel quale lei faceva le domande e ribatteva insistentemente all'accenno di risposta che il Presidente tentava di dare, perchè la fine conduttrice non lo lasciava minimamente rispondere.
Quando il Presidente glielo ha fatto notare, più di una volta, la stessa ha detto che quella trasmissione è casa sua e quindi si fa come vuole lei.
Il Presidente è stato costretto a dirle più volte che se continuava a non lasciarlo rispondere si sarebbe alzato e se ne sarebbe andato e la gentile signora ha preteso che lui ritirasse quello che aveva detto.
Al che Berlusconi, che non si lascia certo prendere in giro dalla "santa protettrice dei comunisti", si è alzato e se n'è andato.
Presidente del Consiglio, Lei ha tutto il mio appoggio incondizionato, abbiamo avuto un piccolo esempio del giornalismo che piace ai comunisti, ovvero "dibattere" senza lasciare rispondere l'intervistato.
Sono arrivati anche a tappare la bocca agli intervistati pur di vincere le elezioni.
L'Annunziata si ricordi sempre ,e non lo dimentichi mai più, che la trasmissione che le fanno condurre, e che la RAI tutta, non è sua, ma è di quei poveri disgraziati che pagano il canone per permettere i suoi contratti miliardari, e non tutti quelli che pagano il canone sono di sinistra!
Mandiamo la santa protettrice dei comunisti al mercato a vendere pesci, o in Siberia a fare la "giornalista" come piace a lei.
ITALIANI! VERGOGNAMOCI DI ESSERE ARRIVATI A QUESTO PUNTO!
L'Ineffabile WeBlog

CONIGLI ROSSI.
Ecco le macchine devastate dai CONIGLI ROSSI ieri nella Mia Città.
Macchine non certo di lusso, probabilmente pagate a rate.
Così come l'edicola di corso Buenos Aires. E dentro Mc Donalds , colmo di bambini, dato l'orario ed il giorno, ci sarà stato sicuramente qualche figlio d'operaio a passare un sabato che si aspettava di gioia.
CONIGLI ROSSI, non vi aspettavate però la reazione della gente milanese, che non vi vuole più e che non è più disposta a sopportare la vostra violenza !
E così qualcuno di voi ha rischiato grosso e qualcuno ha preso quei sonori ceffoni che in famiglia non vi hanno mai dato.
E poi, cari Conigli Rossi, che bello schiaffo morale alla vostra figura di guerriglieri del sabato che invocano "alla resistenza ed ai partigiani contro il pericolo fascista" come leggiamo nei vostri battaglieri siti no-global: USCIRE PROTETTI A STENTO DALLA POLIZIA, (che sempre attaccate) ,col rischio di finire male non a causa dei Fascisti, ma per la rabbia di Padri di Famiglia che vi avrebbero detto 2 paroline in un occhio...
Cari Conigli Rossi, credo che Milano vi punirà nell' urna, e punirà anche chi come l'ex-prefetto Ferrante , ora candidato sindaco per l' Unione,ha troppo tollerato i vostri giochetti.
Cosa fareste a questi figuri ?
Risposta "C" (Centro Destra di Berlusconi): non li facciamo entrare in parlamento, ma in galera.
Ossigeno rosso per Prodi
VECCHI FUSTI....NUOVI FUSTI.


VECCHI FUSTI:
Luisa Ferida (al secolo Luigia Manfrini Farné) ed Osvaldo Valenti, attori ed eterni fidanzati sul set e sulla vita, esclusivamente eterosessuali, Fascisti convinti. Ammazzati dai partigiani a Milano il 30 Aprile 1945 dopo un sommario processo. Unica colpa, aver donato al Cinema Fascista la loro immagine di bellezza e bravura, come ammetterà Palo Pillittieri qualche anno più tardi.
NUOVI FUSTI:
Vladimir Luxuria (al secolo Vladimiro Guadagno), qui ritratto con Bertinotti e Caruso.
Cabarettista e transgender (?!), candidato per Rifondazione comunista alle prossime elezioni.
Brevemente:
A Porta a Porta c'erano Di Pietro e Luxuria per l'Unione e Castelli e la Mussolini per il Polo.Di Pietro sosteneva le argomentazioni della signora Luxuria, questo è bene evidenziarlo per chi avesse in mente di votare l'Italia dei valori o la Margherita o qualcosa del genere.
Di Pietro a un certo punto dà della fascista alla Mussolini.
La Mussolini per reazione risponde "... E me ne vanto!"
Per inciso anche quando a me dicono che sono un bastardo, per riflesso rispondo come ha risposto la Mussolini.
Interviene la signora Luxuria che per i suoi evidenti meriti è assurta al rango di aspirante parlamentare italiana, che inveisce contro la Mussolini dicendo insistentemente: "Prendo atto che lei si è appena vantata di essere fascista!".
La Mussolini, visto che la signora Luxuria, candidata dell'Unione, insisteva con questa accusa - ricordo, prendendo spunto dalla risposta di riflesso data a Di Pietro che le aveva dato della fascista - ha continuato dicendo: "Meglio fascista che frocio".
La signora Luxuria s'è offesa.
Ora, a prescindere dal fatto che una che si chiami Mussolini difficilmente voterebbe per Cossutta o per Caruso o per la signora Luxuria...
Che poi sia davvero fascista, questo è tutto da dimostrare, dovrebbe almeno ripercorrere lo stesso periodo storico che ha percorso il nonno, comportandosi allo stesso modo e forse allora e solo allora si potrebbe considerare davvero una fascista.
Mi domando, come mai se a me danno del bastardo, per reazione rispondo: "Lo so e me ne vanto!" - Se alla Mussolini danno della fascista, per reazione risponde: "Me ne vanto!", e se alla signora Luxuria candidata alle elezioni politiche italiane, mica micio micio bau bau, danno del frocio si offende?I conti non mi tornano...
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Per chiarezza, il tema del post è: se in un discorso un po' accalorato scappa una parola offensiva, meglio offendersi o meglio reagire a tono?
Ed al "Corriere" tornò l' Eskimo....
Erano i tempi in cui i giornalisti militanti coniarono il termine "sedicenti" per le Brigate Rosse. I tempi in cui si scriveva che i Fratelli Mattei erano morti bruciati per una faida interna al MSI. Quando si fece di Giovanni Marini,l' assassino di Carlo Falvella, un eroe, un mito ed un caso letterario che lo portò a vincere il premio "Viareggio" nonostante la giusta condanna a 9 anni per omicidio preterintenzionale al Marini stesso, osannato da Moravia , Dario Fo e Franca Rame. Erano i tempi di altre teorie e complotti, dalle "stragi di stato" ai "servizi deviati". Quando le piste da seguire erano solo e sempre "piste nere e fasciste".
Ebbene a leggere l'outing di Carlo Mieli non si può non porsi questa domanda: è ritornato l'eskimo militante nelle redazioni giornalistiche ? A dispetto delle rane che starnazzano da sempre contro Berlusconi che controllerebbe tutta l'informazione italiana.
Proviamo poi ad immaginare, come ricorda oggi Mario Giordano sul "Giornale", cosa sarebbe successo se Mieli si fosse schierato con il Centrodestra: sciopero immediato al "Corriere", manifestazioni in piazza con Fo, Santoro, Travaglio, Luttazzi, Biagi e compagnia bella contro "il bavaglio all' informazione ed il regime berlusconian-fascista", dimissioni obbligate del direttore e chissà quant' altro.
E questo dopo l'attacco ai poteri forti , da sempre benvoluti dai pennivendoli di regime ,portato da Berlusconi recentemente.
Oppure , sorge un altra domanda: e se dietro questa scesa in campo di Mieli non si celasse una solenne verità , e cioè che VERAMENTE LA CASA DELLE LIBERTA' SIA PASSATA IN TESTA NEI SONDAGGI ?
Chi è il loro fornitore ?
La manovra disperata dei poteri forti
Giusto: buona la prima.
Allora perché l’improvvisa uscita di Mieli con il suo endorsement per Prodi, Luxuria, Grillini, Diliberto e Caruso ?
E perché la subordinata del se proprio vi fa schifo votare a sinistra almeno votate Fini o Casini ?
A pensare male … con quel che segue e allora pensiamo male.
E pensiamo così male da supporre che ai poteri forti che dominano il corrierone di Mieli siano venuti i sudori freddi a leggere qualche sondaggio, forse non edulcorato ad uso propaganda, dal quale potrebbe emergere non solo il recupero, ma anche il sorpasso del Centro Destra sulla sinistra, trainato da un forte recupero di Forza Italia.
Un recupero causato da vari fattori: la riduzione del numero degli indecisi, la graditissima (per un elettorato di Centro Destra) rinnovata determinazione del Leader Berlusconi, la vergognosa fuga di Prodi dal confronto televisivo, la composizione delle liste elettorali che da una parte mettono in evidenza personaggi equivoci o impresentabili, saltafossi professionisti, mentre nel Centro Destra vengono scelte candidature di qualità e soprattutto caratterizzate dalla forte leadership di Berlusconi, Fini, Bossi, Casini, Mussolini.
Allora a cosa potrebbe mirare la scelta sicuramente eterodiretta di Mieli ?
Ricordiamoci dello scontro tra Berlusconi e Montezemolo e dei problemi irrisolti degli esuberi Fiat, irrisolti perché la società degli Agnelli vorrebbe scaricarli sul pubblico, cioè sull’Inps, mentre il Governo Berlusconi punta ad una riconversione senza costi per il pubblico, cioè per i cittadini.
E’ probabile che spogliarsi del mantello super partes, da “autorevole” quotidiano indipendente, per scendere nella mischia sia dettato da un calcolo (rischioso).
Mieli cerca di frenare in questo modo la discesa della sinistra, garantendone, con la residua fama del corrierone, la correttezza politica, perché da sola non riesce a proiettare una immagine rassicurante verso il ceto medio.
Sfido io: chi potrebbe essere rassicurato da candidati come Luxuria, Grillini, Diliberto, Caruso e, soprattutto, da una coalizione guidata da uno che sguscia con improbabili pretesti dal confronto televisivo con Berlusconi ?
Ad impossibilia nemo tenetur
E mentre nel 2001 Berlusconi rifiutò il confronto con Rutelli dicendo candidamente che, essendo in testa, non ne aveva bisogno, Prodi ha dovuto escogitare una machiavellica ed evidentissima contorsione per scappare da un confronto diretto che, per simpatia, immediatezza, conoscenza dei problemi, capacità di esposizione e coscienza di rappresentare un qualcosa di coeso, lo avrebbe visto inevitabilmente perdente.
Ad impossibilia nemo tenetur e per Prodi era impossibile superare in un confronto diretto Berlusconi.
Potè farlo nel 1996 grazie alla sua squadra, più efficace di quella di Berlusconi e, in particolare, grazie a Giovanna Melandri, unica donna presente e grazie a … Umberto Bossi che, solitario, riuscì ad attrarre molti consensi di Centro Destra.
Quest’anno, però, in un faccia a faccia per Prodi sarebbe stato impossibile, anche se la sua stampa ne avrebbe comunque dichiarato la vittoria (non ci facciamo illusioni sulla obiettività dei giudizi dei giornaloni che rappresentano l’85% della stampa e tutta schierata a sinistra).
Così, per abbandono, Berlusconi vince il confronto diretto.
Del resto cosa avrebbe potuto dire Prodi su questioni fondamentali quali:
- politica estera: restare o andarsene dall’Iraq ?
- tasse: aumentarle per pagare le clientele o diminuirle per rilanciare i consumi ?
- lavoro: assistenzialismo (i vecchi lsu, lavoratori socialmente utili) o libero mercato ?
- immigrazione: accoglienza senza limiti o filtro ?
- energia: nucleare o al buio ?
- grandi opere: TAV o ritorno ai calessi ?
Per tacere della questione cattolica emersa in tutta la sua evidenza con l’isteria di gran parte della sinistra prodiana non appena si è ventilata una udienza per Berlusconi e Casini (e Mastella) dal Papa.
Tutti temi sui quali Prodi non può interessare nessuna persona che abbia a cuore gli interessi nazionali.
Analisi su una delle proposte estrapolate dal tomo sinistroide.
Dopo aver dato il premio "bamba" a Diliberto per via delle "mani grondanti sangue" si é soffermato sulla proposta delle "famiglie di fatto".
Attenzione al termine, NON coppie di fatto ma, "famiglie di fatto".
I sinistrati non hanno fissato il numero dei componenti delle famiglie di fatto esclusa la discendenza.
Ovvero: o due gay, o due lesbiche, o due etero.
Omettendo di definirne il "numero" lasciano la breccia per una "interpretazione elastica" della legge, ovvero, più adulti in un numero minimo superiore a due.
Indovinate a chi fa comodo una simile "dimenticanza?".
Ma hai nosti affettuosi amici musulmani.
Una delle argomentazioni principe a sostegno dei culattoni portata dai sinistrati é che i padri costituenti non hanno specificato che intendevano maschio e femmina quando hanno leggiferato sulla famiglia.
Se é per quello, essendoci un "vuoto interpretativo" nulla vieta di chiamare "amore coniugale" benedetto dalla società l'unione fra un cavallo e una femmina umana, ma tant'é, per i sinistri sinistrati l'amore prevalica la "natura".
Se tanto mi da tanto chissà quali e quanti trabbocchetti vi sono inseriti a favore dei "novelli" padroni tanto cari a Diliberto e schiuma sociale varia.
Bebe
Un riferimento alla Legge Elettorale 270/2005 è visibile nel link al titolo e qui.
Da un analisi imparziale di questa Riforma del Governo della Casa delle Libertà appare chiaro che governerà la coalizione che otterrà più voti, nel rispetto della volontà dei cittadini. Questi sono i cardini della una nuova legge elettorale. Nessun imbroglio, nessuna truffa. E poiché l'Italia è ancora lontana dal bipartitismo, la nuova legge salvaguarda le identità storiche, culturali, sociali e politiche dei partiti ma nello stesso tempo, con il premio di maggioranza, che andrà a chi prende più voti popolari, salvaguardia la governabilità.La nuova legge elettorale non rinnega il maggioritario ma è un tipo diverso di maggioritario, e lo rafforza nella sua ispirazione più profonda: dare stabilità e governabilità senza trucchi. Infatti, la stabilità e la governabilità saranno assicurate dal premio di maggioranza che assicura allo schieramento che vince una sufficiente maggioranza parlamentare e ciò avverrà senza trucchi, senza consentire al sistema elettorale di dare il potere a chi ha avuto meno voti, come è accaduto con l'Ulivo nel 1996.
La nuova legge elettorale consentirà agli italiani di scegliere un partito, una coalizione, un programma di governo e un leader, nel pieno rispetto della volontà dei cittadini, della Costituzione e delle prerogative del Capo dello Stato.
Il proporzionale è rispetto della volontà e degli orientamenti dei cittadini. Il maggioritario è possibilità data a una maggioranza di governare e realizzare un programma. La nuova legge elettorale combina questi due aspetti positivi molto meglio di quanto sia riuscito a fare il Mattarellum, un ibrido che è stato criticato fin dalla sua concezione e dalla sua applicazione.
La legge elettorale non è un fine ma un mezzo che serve a trasformare i voti in seggi e a dare un governo al Paese. La nuova legge elettorale trasforma i voti in seggi rispettando il principio proporzionale: tanti voti equivalgono a un numero proporzionale di seggi. Essa inoltre dà al Paese una maggioranza di governo, quindi assicura stabilità e governabilità.
Un Presidente per tutti gli Italiani.
Mentre il centrosinistra si ostina a presentare candidati di parte, con poco rispetto per il 50 % di italiani che vedono crescere la propria indignazione verso una futura maggioranza che ama sempre meno, ho il piacere di proporre una figura che saprebbe veramente rappresentare l' Italia nella sua totalità: Sua Altezza Reale Amedeo di Savoia, Duca d' Aosta, il cui omonimo zio fu quel Volontario della Prima Guerra Mondiale ed Eroe dell' Amba Alagi e Medaglia d' Oro al V.M. , morto prigioniero degli inglesi che gli tributarono l' Onore delle Armi.Questo perchè i fatti dimostrano che in Italia è auspicabile al più presto il ritorno della monarchia, frettolosamente scacciata dopo elezioni farsa e piene di brogli che evidentemente, sono una costante della Nostra Povera Patria.
Starsandbars
Ringraziamento
Ora, che fanno pubblicamente a gara fra loro per chi é il più coglione, me ne danno conferma.
Grazie.
Fantapolitica ?

Quello che ha detto Diliberto a proposito del viaggio negli USA del Presidente del Consiglio: "Sono andati a stringersi mani grondanti sangue" non è senz'altro meno grave, anzi, direi che è più grave mille volte, se si possono quantizzare affermazioni di questo genere.
E Diliberto che fa? Entra nel Governo? Lui che c'è già stato come Ministro della Giustizia?
Dopo aver offeso così brutalmente il Presidente del consiglio italiano, dopo aver offeso così brutalmente il Presidente degli Stati Uniti, dopo aver offeso i militari italiani vivi e quelli morti facendo il loro dovere, dopo aver offeso i militari americani, inglesi, dopo aver offeso gli Italiani tutti, gli Amerìcani tutti, gli Inglesi tutti e tutti coloro che fanno parte delle forze alleate. Dopo essere stato al fianco degli incendiatori di bandiere americane e israeliane.
Dopo aver offeso chiunque non la pensi come lui, sempre, in qualsiasi modo, davanti a chiunque...
Ma Diliberto ha detto quella carognata sapendo che non ci sono terroristi statunitensi pronti a fare qualche attentato fecendosi esplodere nei pressi di casa sua...Avrebbe mai fatto una simile affermazione contro i suoi amici "resistenti" dal sangue caldo e dal volto mascherato che agiscono nell'ombra?
Politici dell'Unione, una volta tanto prendete esempio dalla correttezza che hanno dimostrato i politici del centro-destra, almeno in questa occasione: DIMETTETELO, prima ancora di nominarlo di nuovo ministro di qualcosa, per favore...Diliberto non è meglio di Calderoli... è MOLTO, MOLTO PEGGIO! E' UN COMUNISTA NON PENTITO!!!
L'Ineffabile WeBlog
Che due co...... !!! (Vignetta)
Il volto violento e liberticida della sinistra

Ieri a Padova i no global, funzionali e integrati nella sinistra dove presentano loro candidati come Francesco Caruso, hanno nuovamente mostrato il loro volto violento e liberticida, cercando di impedire all'europarlamentare leghista Borghezio (già da loro aggredito alcune settimane fa) di partecipare ad un dibattito sull'immigrazione.
Le immagini trasmesse dai telegiornali parlano chiaro e mostrano un branco di invasati dare alle fiamme beni, aggredire Polizia e Carabinieri, lanciare sassi, distruggere proprietà private.
Non ci meravigliamo di simili atteggiamenti, perchè ben conosciamo che nelle loro vene il tasso di democraticità è pari alla temperatura esterna di Plutone.
E non ci meravigliamo neppure del fatto che la sinistra imbarchi candidature estremiste e di riferiemnto per simili figuri, perchè se una differenza vediamo tra chi vuole impedire, con la violenza di piazza, un libero dibattito sull'immigrazione e chi vuole imbavagliare il Premier brandendo la par condicio come altri brandiscono il corano, quella differenza sta solo nel fatto che i secondi sono più subdoli e infidi.
Il Miracolo prodiano.

Abbiamo scoperto il modo in cui Prodi, nella malaugurata ipotesi vincesse le elezioni, affronterebbe la questione palestinese, la guerra in Irak e la minaccia iraniana...
Dalla Libia con furore
Con un post arguto, Mthrandir ci ha illustrato una delle ragioni basilari dell’atteggiamento ridicolmente, ma pericolosamente, obsoleto dei musulmani: il ritardo “di calendario” di circa 600 anni.
Ma limitandoci al comportamento di Gheddafi, possiamo individuare anche ulteriori ragioni.
L’ignavia dei governanti italiani che, per 30 anni, lo hanno vezzeggiato anche quando lanciava i suoi scalcinati missili contro il nostro territorio e lasciando agli Americani l’onere (e l’onore) di una degna rappresaglia (come il bombardamento dei caccia USA, azione che avrebbe dovuto e potuto essere compito nostro).
Gheddafi pretende dei risarcimenti ?
Per cosa ?
Per aver portato la Civiltà in Libia ?
Per aver effettuato le prime rilevazioni e trivellazioni creando i presupporti di quella che sarebbe stata la ricchezza libica ?
Per aver portato in Libia banchi di scuola, ospedali e infrastrutture, come ci rinfacciavano ironicamente gli Inglesi: “gli Italiani sbarcano banchi di scuola e cannoni, resteranno solo i banchi di scuola” ?
Per aver cacciato, dalla sera alla mattina, depredandoli dei loro beni, migliaia di Italiani che in Libia avevano lavorato creando ricchezza per quella nazione ?
Per aver lasciato saccheggiare il nostro consolato a Bengasi ?
Anche ad una prima, semplice, occhiata siamo noi Italiani ad essere creditori dei libici e di molti miliardi di euro.
Smettiamola quindi di aver timore delle minacce di Gheddafi e reagiamo come si confà ad un paese civile e forte: tutelando gli interessi e i diritti italiani in tutte le sedi e senza escludere alcuna opzione, neppure quella militare che, poi, è l’unica, come hanno dimostrato Bush e prima di lui Reagan, che faccia ragionare il cammelliere di Tripoli.
Le vere mani che grondano sangue.

Ricordate quest'uomo ? E' Nicolae Ceausescu, criminale dittatore comunista della Mia Seconda Patria, la Romania. Talmente sanguinario da essere accostato in Patria a Vlad Tepes, meglio conosciuto come Dracula.
Ebbene decine e decine di comunisti italiani per anni hanno non solo stretto le mani a questo boia, ma hanno tessuto le sue lodi e perfino scritto prefazioni ai suoi scritti ed ai suoi libri tradotti in italiano. Comunisti importanti e famosi.
Ma queste cose i comunisti alla Diliberto, che ha definito le mani di Bush e Berlusconi sporche di sangue, le sanno bene. Ma sperano nell' oblio del tempo. Per dimenticare che il comunismo in tutto il mondo ha seminato solo SANGUE, ORRORE E MORTE.
Ma noi non dimentichiamo e lo rammentiamo.
I comunisti non sono cambiati, perche NON POSSONO CAMBIARE. E quando non arrivano all' eliminazione fisica dell' avversario, cercano di annullarlo con l'odio e la diffamazione.
Un sindacato ottocentesco al capolinea
Si è aperto ieri a Rimini il congresso della Cgil, il sindacato con il maggior numero di iscritti.Già, oltre 5 milioni di iscritti, sembrano tanti se si considera che la popolazione lavorativa in Italia è di circa 22 milioni di persone.
Il punto è che oltre il 60% di quei 5 milioni è composto da pensionati.
Questo è il grande limite non solo della cgil ma di tutta la triplice: esser diventata un gigantesco rappresentante di pensionati, con la logica conseguenza di un pronunciato conservatorismo e ostilità preconcetta ad ogni innovazione che adegui il mercato del lavoro alla mutata (ed in continuo divenire) situazione economica globale.
Da qui i reiterati “niet” che il sindacato comunista ha pronunciato nel corso dei cinque anni di Governo Berlusconi:
NO al contratto dei metalmeccanici (che fu sottoscritto da Cisl e Uil)
NO al Patto per l’Italia (sottoscritto da Cisl e Uil)
NO alla riforma dell’art. 18 (realizzata in modo solo parziale)
NO alla riforma del mercato del lavoro, c.d. Legge Biagi, che ha consentito a tanti giovani un buon lavoro;
NO alla sostituzione di una legge del 1970 (la 300 c.d. Statuto dei lavoratori) con una normativa più agile (lo Statuto dei Lavori);
NO alla riforma fiscale con la riduzione delle tasse, per dirottare più denaro verso i settori dell’assitenzialismo statalista;
NO alla equiparazione dei fondi pensione aperti a quelli chiusi.
E c’è, infine, un NO che pesa come un macigno sulle relazioni industriali e che è stato reiterato da Epifani nella sua relazione introduttiva:
NO alla riforma dei contratti.
In sostanza la Cgil, più ancora della Cisl e della Uil che, peraltro, sono costrette a seguirla solo mitigando alcune delle fughe demagogiche, ha caratterizzato la sua azione esclusivamente come un supporto all’opposizione, in modo preconcetto e rispolverando una serie di scioperi generali (dimenticati nel quinquennio sinistro 1996-2001) che hanno solo prodotto una contrazione del PIL e delle retribuzioni dei lavoratori.
Peggio ancora, la Cgil per bocca di Epifani si è schierata manifestamente con il partito delle tasse, sposando le tesi della sinistra e pensando di poter perpetuare il sistema delle elargizioni e delle regalie, lasciando la patata bollente nelle mani delle future generazioni.
Che la Cgil rappresentasse per la sinistra il bacino da cui trarre le truppe cammellate per le manifestazioni era ormai noto, ma che esplicitasse in un simile modo il suo schieramento appare come l’ultima tappa di una lunga discesa, sembra il famoso Will Coyote che, precipitando, si aggrappa all’ultimo ramo che, in questo caso, sono le elezioni del 9 e 10 aprile.
Se saranno vinte dalla sinistra, la Cgil metterà il silenziatore ai suoi tamburi e si adeguerà agli ordini di scuderia, confidando nelle elargizioni clientelari che sposteranno, aggravandole, le scelte di risanamento di cinque anni.
Se invece, come auspichiamo, le elezioni confermeranno la fiducia al Presidente Berlusconi, allora per la Cgil sarà notte fonda e dovrà passare la mano a sindacati più moderni e che sappiano cogliere le novità di un’epoca in cui la sfida globale è basata sulla produttività e l’efficienza e non sugli aiuti di stato (a spese dei cittadini con tasse maggiori) e sul protezionismo monopolistico.
E senza immaginare clamorosi rivolgimenti, ma solo graduali miglioramenti in campo sindacale, si può apprezzare la Cisl che, in talune circostanze, ha manifestato qualche timido tentativo autonomista verso il più ingombrante grande fratello comunista, ma che soprattutto ha iniziato una politica da “Grande Cisl” nel tentativo di portare ad unità, rispettandone l’indipendenza, anche alcune sigle sindacali autonome di categoria.
L’esito del voto del 9 e 10 aprile ci dirà se, anche nel mondo del lavoro, avremo ancora i riti ottocenteschi, oppure ci si avvierà a nuove, produttive, relazioni industriali.
La volpe (Prodi) e l'uva (il Congresso Americano)
Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato, e tentò di afferrarli.Ma non ci riuscì.
"Robaccia acerba!" disse allora tra sé e sé; e se ne andò.
Così, anche fra gli uomini, c’è chi, non riuscendo per incapacità a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze.
Nel pomeriggio di oggi, Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio Italiano, parla al Congresso Americano riunito in sessione comune per l’occasione.
Prima di lui solo De Gasperi (1951), Craxi (1985) e Andreotti (1990) avevano ricevuto, da Presidenti del Consiglio, un simile onore, riservato ai Leaders amici degli Stati Uniti e stimati per l’importanza del loro ruolo internazionale, tanto che un simile tributo è ambito - proprio per la sua rarità - per tutti i capi di stato e di governo del mondo.
Così il riconoscimento che viene offerto dagli Stati Uniti all’Italia con l’onore del discorso a Congresso riunito, diventa oggetto di livide e biliose battute (?) da parte di Prodi cui analogo onore non fu tributato dal suo amico Clinton, che si guardò bene dal chiamare Prodi, D’Alema o Amato (i tre presidenti dell’infausto quinquennio sinistro) a parlare al Congresso.
Ma l’incontro di ieri con Bush e il discorso al Congresso di questo pomeriggio, non rappresentano un momento della campagna elettorale se non per i provincialismi di una sinistra rozza ed ignorante, chiusa nel suo massimalismo ideologico e priva di ogni afflato ideale e nazionale.
Bush ha fatto affermazioni importanti nel riconoscere la validità di una leadership come quella di Berlusconi e, prima di tutto, ha posto al centro la “stabilità”, quella stabilità che, per la prima volta in Italia, è stata garantita dal Centro Destra che ha parlato per cinque anni con un’unica voce, ha mantenuto tutti i suoi impegni e si è distinta per una posizione coerente e saldamente ancorata ai Valori fondanti della comunità Occidentale.
Quella stabilità che non fu garantita dalla sinistra (3 presidenti diversi in cinque anni) e che ugualmente la variegata e composita alleanza di sinistra non potrebbe mai garantire, facendo convivere, solo a prezzo di rinunciare ad un serio programma di governo, Pannella e Mastella, Bertinotti e Rutelli, Fisichella e Caruso, Luxuria e Bindi … e si potrebbe continuare.
Ed a nessuno sfugge quanto sia stato esiziale per l’Italia, cambiare sistematicamente, quasi a cadenza annuale, il premier che la rappresentava nei consessi internazionali, dove anche le relazioni interpersonali, che si creano nel tempo e frequentandosi, sono importanti per le relazioni tra gli stati.
Così Prodi e la sua banda di sinistrati per rimediare alla mala parata non trovano di meglio che esibirsi in imbarazzanti (per loro che non se ne accorgono e per noi perché purtroppo anche loro sono Italiani) ironie degne di una delle migliori favole di Esopo e Fedro: la volpe (Prodi) e l’uva (il Congresso Americano).





Il Castello








